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Cosa fare se si assiste ad un incidente stradale

2 Aprile 2019
Cosa fare se si assiste ad un incidente stradale

Dalla testimonianza all’obbligo di prestare soccorso, dal chiamare le autorità alle misure per evitare rischi per la circolazione.

Gli italiani hanno un’atavica idiosincrasia a rivelare ciò che hanno visto, specie se si tratta di presentarsi davanti alle autorità o a un magistrato. La testimonianza è scomoda perché, oltre al tempo perso, si teme sempre la ritorsione di qualcuno. Purtroppo l’egoismo supera spesso il senso civico e non è infrequente che, dinanzi alla scena di un crimine commesso in pieno giorno e alla presenza di più persone, sia difficile trovare chi ammetta di aver visto in faccia il colpevole. Dal più piccolo illecito a quello più grande, insomma, il primo gesto che viene istintivo è quello di tirare dritto. Ma cosa fare se si assiste a un incidente stradale? C’è obbligo di fermarsi e di attendere le autorità per far mettere a verbale le proprie dichiarazioni? Bisogna prestare soccorso ai feriti o chiamare l’ambulanza? C’è il rischio di essere chiamati in una eventuale causa come testimoni? Che rischia il curioso che rallenta con l’auto o addirittura si ferma solo per vedere cosa è successo e, subito dopo, riparte? Cerchiamo di capirlo qui di seguito.

Incidente stradale: c’è omissione di soccorso?

Per quanto qui ci interessa, secondo il codice penale [1], l’omissione di soccorso scatta nei confronti di chi non presta soccorso o non dà avviso all’autorità nel caso in cui trovi un corpo umano che sia o che appaia privo di sensi, oppure una persona ferita o altrimenti in pericolo. La pena è la reclusione fino a un anno o la multa fino a 2.500 euro.

La legge stabilisce innanzitutto l’obbligo di prestare l’assistenza a chi si trovi in pericolo e solo laddove non sia possibile fornire il soccorso (il dovere di assistenza ha, infatti, un limite naturale nelle possibilità pratiche e nella capacità individuale), bisogna dare avviso alle autorità (ad esempio la polizia stradale o la municipale, i carabinieri, ecc.).

Secondo la cassazione [2], integra il reato di omissione di soccorso la condotta dell’automobilista che, imbattutosi in un incidente stradale, si allontani da tale luogo dopo essersi fermato ed avere avvisato telefonicamente la competente autorità di polizia, in quanto, non è sufficiente contattare la polizia e le autorità sanitarie, ma occorre anche presidiare il luogo dell’incidente allo scopo di adottare tutte le cautele necessarie a limitare il danno riportato dalla vittima. Quindi chi assiste a un incidente e vede dei feriti non può ripartire e far finta di nulla ma deve:

  • fermarsi
  • verificare se è possibile prestare un primo soccorso, senza però improvvisarsi medico; è ad esempio possibile, a una persona già in piedi, aiutarla a sedersi; ma bisognerà guardarsi bene dal sollevare chi è sdraiato a terra e non riesce a muoversi;
  • se non è possibile o non si è in grado di prestare aiuto bisogna chiamare le autorità e rimanere sul luogo per evitare ulteriori danni ai feriti (ad esempio bisognerà posizionare il triangolo qualche decina di metri prima del sinistro).

Presupposto del reato di omissione di soccorso è il “trovare” un soggetto in una situazione di pericolo, dove per trovare deve intendersi “imbattersi”, “venire in presenza di” ed implica un contatto materiale diretto con l’oggetto del ritrovamento. È quindi necessario rendersi conto della situazione di pericolo in cui versa la vittima; chi non si accorge dell’incidente o dello stato di bisogno altrui e, proprio per ciò, prosegue la sua marcia, non è penalmente responsabile.

L’obbligo della testimonianza

Chi assiste a un incidente e viene citato da uno dei danneggiati al fine di fornire la propria testimonianza davanti al giudice ha l’obbligo di presentarsi in udienza, anche se il giudizio si tiene in una città lontana. La testimonianza è infatti un dovere – e non una facoltà – dalla quale non ci si può mai esimere. Chi è impossibilitato a presenziare per problemi di lavoro o di salute può chiedere un rinvio dell’udienza presentando i documenti giustificativi che dimostrano l’impossibilità. Chi invece, per ragioni fisiche, non può muoversi (si pensi a un anziano) può chiedere di essere sentito da un delegato del giudice presso la propria abitazione.

L’omissione di soccorso per il codice della strada

Specifiche regole di comportamento vengono poi prescritte, dal codice della strada [3], per coloro che sono rimasti coinvolti nell’incidente. Per questi, infatti, esiste una disciplina ulteriore che tracceremo qui di seguito.

L’automobilista che si trova di fronte a un incidente che sia “comunque ricollegabile al suo comportamento” (ossia non necessariamente causato dalla sua colpa ma nel quale sia rimasto in qualche modo coinvolto) deve fermarsi e prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subìto un danno alla persona. Prestare soccorso» non significa improvvisarsi medici, fare la respirazione bocca a bocca, togliere i corpi dalle auto o medicarli.

Chi non lo fa commette reato. Il reato sussiste solo se ci sono danni fisici alle persone. Non si è quindi responsabili penalmente nel caso di danni all’auto senza lesioni ai conducenti o ai passeggeri. Se un automobilista striscia o urta lo specchietto retrovisore di un’altra macchina e poi scappa senza fornire i dati della propria assicurazione commette solo un illecito amministrativo e subisce una sanzione al pari di quelle per le comuni violazioni del codice della strada.

Dunque, in presenza di feriti, l’obbligo primario è quello di fermarsi: cioè perlomeno di arrestare la marcia del veicolo (non è perciò sufficiente il solo rallentare) ed effettuare una sorta di “ricognizione” dell’accaduto. A seguito di tale primo rilievo, i comportamenti da tenere sono diversi a seconda delle conseguenze derivanti dall’incidente:

  • assenza di qualsiasi danno a cose e persone: si può ripartire;
  • presenza di soli danni a cose: si deve prestare gli estremi della propria assicurazione e patente di guida (in caso contrario c’è solo un illecito amministrativo)
  • presenza di danni anche (o solo) a persone: prestare soccorso e attendere le autorità che effettuino i rilievi. Questo secondo comportamento, come vedremo a breve, se non ottemperato integra un ulteriore reato: quello di fuga. Quindi chi presta soccorso alla vittima, ma poi se ne va via prima dell’arrivo della polizia può essere ugualmente incriminato.

Il reato di fuga

Il codice della strada, come anticipato, impone di attendere le autorità nel caso in cui ci siano feriti. Chi non si ferma è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la pena accessoria della sospensione della patente da uno a tre anni.

A differenza dell’omissione di soccorso che abbiamo visto sopra, nel reato di fuga, si prescinde dallo stato di bisogno del danneggiato (per cui ci si deve sempre fermare se vi sono danni a persone).

La presenza di altri soccorritori come, ad esempio, un medico che passa casualmente sul luogo, non autorizza l’automobilista ad allontanarsi. Egli deve comunque chiamare le autorità preposte e attenderne l’arrivo.

Maggiori chiarimenti nell’articolo Non fermarsi dopo un incidente con o senza feriti.

Quando nell’incidente siano configurabili l’omicidio colposo o le lesioni personali colpose, il guidatore che si ferma, che presta tutto l’aiuto che può e che si mette subito a disposizione dell’autorità giudiziaria, non può essere arrestato in flagranza.

Altri obblighi in caso di incidente stradale

Il codice della strada detta un’altra disposizione a carattere generale, che riguarda non solo i soggetti il cui comportamento sia comunque ricollegabile al sinistro ma anche tutti coloro che siano “coinvolti” nel sinistro (ad esempio i passeggeri o i passanti investiti o che hanno causato l’incidente per aver attraversato la strada sul più bello).

Tutti costoro sono tenuti, indistintamente – e a meno che non siano rimasti feriti nell’occorso – a «porre in atto ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione e, compatibilmente con tale esigenza, adoperarsi affinché non venga modificato lo stato dei luoghi e disperse le tracce utili per l’accertamento delle responsabilità»: si tratta dunque di un obbligo di collaborazione preventiva, per così dire, con le autorità competenti che – si presume – interverranno sul luogo del sinistro; e inoltre, ove vi siano solo danni a cose, i conducenti e ogni altro utente della strada coinvolto devono «ove possibile, evitare intralcio alla circolazione.


note

[1] Art. 593 cod. pen.

[2] Cass. Pen., Sez. V, 02 febbraio 2005, n. 3397.

[3] Art. 189 cod. strada.


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