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Truffa Postepay: ultime sentenze

12 Luglio 2022
Truffa Postepay: ultime sentenze

Ricarica su carta di pagamento ricaricabile; vendita di un bene inesistente; mancata consegna del bene; risarcimento del danno; inadempimento contrattuale.

In che modo viene raggirato l’acquirente nella vendita online? Truffa online: quando si consegue il profitto? Il profitto si consegue attraverso l’accredito sulla carta di pagamento ricaricabile, in tal caso sulla carta Postepay. Il tempo ed il luogo di consumazione del reato di truffa online sono quelli in cui la vittima effettua il versamento del denaro sulla carta ricaricabile. Leggi le ultime sentenze sulle truffe mediante accredito su Postepay.

Falso contratto di affitto concluso mediante pubblicazione di un annuncio su Internet

In tema di reati contro il patrimonio, è responsabile del delitto di cui all’art. 640 c.p. il soggetto che, con artifici e raggiri ponga in affitto sul sito web “www.subito.it” un appartamento sito in un luogo di villeggiatura, facendo falsamente credere di averne la disponibilità, ed induca in errore circa il buon fine dell’affare la persona offesa, la quale versi, a titolo di acconto, una somma di denaro mediante ricarica della “postepay” intestata al soggetto agente, che successivamente si sia reso irreperibile.

Tribunale Napoli sez. III, 02/12/2021, n.8940

Pagamento acconto per l’affitto dell’immobile mediante carta Postepay

Integra il reato di truffa la condotta di chi, consapevole di non possedere le cose di cui afferma la titolarità, al fine di ottenere un profitto ingiusto si fa versare la caparra con preordinato proposito di non adempiere l’impegno. In tal caso, la dazione della caparra da parte dell’acquirente è determinata dall’erroneo convincimento che il venditore disponga della cosa venduta e questo erroneo convincimento è il risultato degli artifici e raggiri posti in essere dal venditore. Ciò posto, nella fattispecie, il Tribunale ha ritenuto integrato il reato ex articolo 640 del Cp nei confronti di un uomo che, con artifici e raggiri consistiti nel mettere sul sito internet l’offerta di affitto di un appartamento che non era nella sua disponibilità, induceva in errore l’altro contraente che effettuava il pagamento della somma 125 euro a titolo di acconto per l’affitto dell’immobile, mediante carta postepay.

Tribunale Campobasso, 24/05/2021, n.150

Tempo e luogo consumazione del reato truffa

Nel delitto di truffa, quando il profitto è conseguito mediante accredito su carta di pagamento ricaricabile tipo postepay, il tempo e il luogo di consumazione del reato sono quelli in cui la persona offesa ha proceduto al versamento del denaro sulla carta, perché attraverso la ricarica si realizza l’acquisizione in modo immediato ed irrevocabile del denaro in capo all’autore del reato, a prescindere dalla data di effettivo accredito sul suo conto. Al contrario, se ad essere utilizzato è un sistema di pagamento di tipo telematico, come il bonifico bancario on line, non vi è immediata e contestuale coincidenza tra spoliazione per il disponente che lo esegue e il contestuale arricchimento per il soggetto agente, giacché l’autore del bonifico conserva il potere di revocare la disposizione fino a quando il beneficiario provvede alla riscossione del denaro presso la sede dell’ufficio bancario o postale dove è stato acceso il conto abbinato alla carta postepay (nella specie, in cui risultava essere stato eseguito un bonifico bancario on line, secondo la Corte il reato si era consumato nel luogo ove l’agente aveva conseguito l’ingiusto profitto tramite la riscossione della somma: quindi, nel luogo dove era stato attivato il conto corrente abbinato alla carta postepay utilizzata per ricevere la somma accreditata tramite il bonifico).

Cassazione penale sez. I, 01/04/2021, n.21357

Ricarica Postepay: la truffa

Nella truffa contrattuale l’elemento che imprime al fatto dell’inadempienza il carattere di reato è costituito dal dolo iniziale, che, influendo sulla volontà negoziale di uno dei due contraenti – determinandolo alla stipulazione del contratto in virtù di artifici e raggiri e, quindi, falsandone il processo volitivo – rivela nel contratto la sua intima natura di finalità ingannatoria (confermata, nella specie, la decisione dei giudici del merito che avevano ritenuto integrato l’elemento dell”’artificio” nella condotta dell’imputato che aveva prima richiesto la effettuazione di una ricarica su una carta Postepay e, poi, indotto la persona offesa a perfezionare telematicamente la operazione, fingendo di prelevare il denaro corrispondente all’importo ricaricato sulla carta magnetica ma, di fatto, senza averne la disponibilità, nel contempo, però, facendo in modo che la persona offesa completasse il procedimento in maniera non reversibile).

Cassazione penale sez. II, 18/03/2021, n.16746

Reato di truffa: consumazione del reato

Nel delitto di truffa, quando il profitto è conseguito mediante accredito su carta di pagamento ricaricabile (nella specie “postepay”), il tempo e il luogo di consumazione del reato sono quelli in cui la persona offesa ha proceduto al versamento del denaro sulla carta, poiché tale operazione ha realizzato contestualmente sia l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente, che ottiene l’immediata disponibilità della somma versata, e non un mero diritto di credito, sia la definitiva perdita dello stesso bene da parte della vittima.

Corte appello Ancona, 01/10/2020, n.1159

Truffa mediante accredito su Postepay

Nel delitto di truffa, quando il profitto è conseguito mediante accredito su carta di pagamento ricaricabile (nella specie “postepay”), il tempo e il luogo di consumazione del reato sono quelli in cui la persona offesa ha proceduto al versamento del denaro sulla carta, poiché tale operazione ha realizzato contestualmente sia l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente, che ottiene l’immediata disponibilità della somma versata, e non un mero diritto di credito, sia la definitiva perdita dello stesso bene da parte della vittima.

Cassazione penale sez. I, 22/11/2019, n.52003

Consumazione del reato di truffa 

Nel delitto di truffa, quando il profitto è conseguito mediante accredito su carta di pagamento ricaricabile (nella specie “Postepay”), il tempo e il luogo di consumazione del reato sono quelli in cui la persona offesa ha proceduto al versamento del denaro sulla carta, poiché tale operazione ha realizzato contestualmente sia l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente, che ottiene l’immediata disponibilità della somma versata, e non un mero diritto di credito, sia la definitiva perdita dello stesso bene da parte della vittima.

Cassazione penale sez. I, 17/10/2018, n.49988

Vendita online: mancata consegna del bene

L’omessa consegna del bene nella vendita online integra il reato di truffa  poiché la vendita telematica costituisce l’artificio e il raggiro idoneo a nascondere la propria identità e a rendere impossibile da parte dell’acquirente la verifica della disponibilità dell’oggetto venduto.

(Nel caso di specie, il soggetto si era intestato un conto corrente telematico abbinato ad una carta Postepay per la vendita di cerchi BMW al prezzo di Euro 300,00 mai consegnati).

Tribunale Pescara, 06/06/2018, n.1794

Vendita online di un bene inesistente

La vendita tramite un sito internet di un bene inesistente perché mai consegnato integra il reato di truffa. (Nel caso di specie, si trattava della vendita di una stufa a pellet del valore di Euro 580,00 venduta attraverso il sito Ebay con l’avvenuto pagamento con ricarica su una Tessera postepay).

Tribunale S.Maria Capua V. sez. I, 03/04/2018, n.1736

Vendita su Ebay e denuncia di falso smarrimento della Postepay

È integrato il reato di truffa e non un semplice inadempimento contrattuale l’aver venduto sul sito internet Ebay una consolle videogioco che non veniva consegnata con l’artificio di denunciare un falso smarrimento della Postepay e del documento d’identità che in precedenza era stato mostrato all’acquirente per garantire l’acquisto.

Tribunale Napoli, 15/01/2018, n.11754

Truffa online e accredito sulla carta di pagamento ricaricabile

In tema di truffa online, quando il profitto è conseguito mediante accredito su carta di pagamento ricaricabile (nella specie “Postepay”), il tempo e il luogo di consumazione del reato sono quelli in cui la persona offesa ha proceduto al versamento del denaro sulla carta, poiché tale operazione ha realizzato contestualmente sia l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente, che ottiene l’immediata disponibilità della somma versata, e non un mero diritto di credito, sia la definitiva perdita dello stesso bene da parte della vittima.

Cassazione penale sez. II, 29/09/2017, n.939

Accredito su carta ricaricabile e versamento del denaro

Nel delitto di truffa, quando il profitto è conseguito mediante accredito su carta di pagamento ricaricabile (nella specie “postepay”), il tempo e il luogo di consumazione del reato sono quelli in cui la persona offesa ha proceduto al versamento del denaro sulla carta, atteso che tale operazione, in ragione della sua irrevocabilità, realizza contestualmente sia l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente – che ottiene l’immediata disponibilità della somma versata, e non un mero diritto di credito – sia la definitiva perdita dello stesso bene da parte della vittima.

(In motivazione la Corte ha precisato che tale principio non trova applicazione nei casi in cui il profitto viene conseguito attraverso strumenti telematici, quali bonifici, pagamenti on-line o rimesse in conto corrente, in cui le modalità del sistema di pagamento non presentano le caratteristiche di immediata irreversibilità per il disponente e di contestuale arricchimento per il soggetto agente che caratterizzano le ricariche su Postepay o simili).

Cassazione penale sez. II, 25/10/2016, n.49321

Accesso al conto corrente della vittima

Nell’ambito del commercio elettronico, la frode informatica rappresenta la fattispecie delittuosa più rilevante. Tale reato presenta la stessa struttura e gli stessi elementi costitutivi del reato di truffa dalla quale si differenzia per il fatto che l’attività fraudolenta dell’agente non investe la persona, ma il sistema informatico di essa.

In sostanza, la figura tradizionale del reato di truffa è stata ridisegnata attraverso l’elaborazione di una nuova fattispecie in cui la induzione in errore di una persona mediante artifizi o raggiri è sostituita dalla manipolazione a opera del reo del computer o altro strumento informatico appartenente alla persona offesa.

Nel caso di specie, il reato in esame è stato riconosciuto in capo all’imputato che si era introdotto nel sistema informatico di Poste Italiane che protegge i conti online delle carte Postepay, riuscendo ad aver accesso al conto corrente della vittima ed effettuando illecitamente, a insaputa di questa, alcune ricariche di carte prepagate.

Tribunale Firenze sez. I, 27/08/2015, n.2831

Vendita online di un cellulare

Commette il reato di truffa colui che, al fine di conseguire un ingiusto profitto, attraverso artifizi e raggiri costituiti dalla pubblicazione di un annuncio di vendita online di un telefono cellulare, inducendo in errore il compratore, riceve a titolo di pagamento del bene la somma di 400 euro tramite ricarica Postepay a lui intestata, rendendosi poi irreperibile.

Nel caso di truffe effettuate a mezzo internet e concretatesi tramite operazioni elettroniche, il depauperamento della parte lesa è istantaneo in quanto questa, dopo aver dato la disposizione di accredito in favore del titolare della carta prepagata, perde immediatamente la somma pattuita che simultaneamente entra nella sfera di disponibilità solo giuridica di quest’ultimo, il quale può incassare la somma ricevuta e così materializzare il profitto del reato, attraverso l’utilizzo di un qualsiasi sportello o erogatore di denaro a ciò abilitato.

Corte appello Trento, 13/05/2015, n.87

Raggiri e profitti

La truffa contrattuale è un reato di danno che si consuma nel momento in cui si verifica l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente e la definitiva perdita dello stesso da parte del raggirato.

Pertanto, nel caso in cui l’oggetto materiale del reato è costituito da titoli di credito, il momento della consumazione è da individuare in quello dell’acquisizione, da parte dell’autore del reato, della relativa valuta, attraverso la riscossione o utilizzazione dei titoli.

Nel caso in cui, invece, il raggiro è realizzato attraverso l’uso di una carta Postepay ricaricabile che consente il versamento di denaro su una carta propria o di terzi, il conseguimento del profitto, con la consumazione del reato, si verifica nel momento stesso in cui la persona offesa procede al versamento del denaro sulla carta ricaricabile indicatagli dall’autore del reato, giacché è con tale versamento si realizzano, contestualmente, il conseguimento della somma da parte dell’agente, che l’ha subito a disposizione, e la definitiva perdita di questa da parte del raggirato.

(Da queste premesse, risolvendo conflitto di competenza, la Corte ha ritenuto competente l’autorità giudiziaria del luogo ove la persona offesa aveva provveduto al versamento sulla carta ricaricabile Postepay dell’imputato, e non quella del luogo ove l’imputato stesso aveva incassato la somma tramite l’accreditamento sulla carta).

Cassazione penale sez. I, 13/03/2015, n.25230

Proposta di acquisto su Ebay

Integra il delitto di truffa la condotta posta in essere dal soggetto che abbia formulato tramite il sito internet Ebay una proposta di acquisto incassando la somma su una carta postepay a lui intestata e non consegnando il bene oggetto della vendita rendendosi irreperibile, non potendo configurare l’ipotesi descritta un semplice inadempimento contrattuale.

Tribunale Perugia, 07/07/2014, n.1285

Locazione e acconto su Postepay

È possibile concedere la circostanza attenuante del risarcimento del danno se vi sia stato un versamento a favore della vittima del reato dell’esborso effettuato (Nel caso di specie si trattava di truffe ai danni di più soggetti per aver proposto in locazione, mediante inserzioni sui giornali, appartamenti di cui non aveva la disponibilità, facendosi versare l’acconto su carte Postepay intestate a terzi, ignari e non consenzienti: il versamento a favore di tutte le persone offese dei reati di truffa di somme pari all’esborso da esse effettuato costituisce il risarcimento del danno).

Ufficio Indagini preliminari Torino, 10/05/2013, n.923

Offerta di vendita con fotografia e truffa

Vendere tramite sito internet un bene mai consegnato all’acquirente integra il reato di truffa e non un mero inadempimento contrattuale, considerati gli artifici e i raggiri utilizzati dal soggetto agente: lo stesso pubblicizzava l’offerta di vendita tramite una fotografia che rafforzava nell’acquirente la convinzione della effettiva esistenza del bene da acquistare e, adombrando la possibilità di vendere il bene ad altri, induceva l’acquirente a scegliere la modalità di pagamento meno garantita rispetto ad altre, (pagamento tramite PostePay invece del bonifico bancario o pagamento tramite sistemi tipo PayPal) e che più difficilmente l’avrebbe resa identificabile.

Tribunale La Spezia, 13/11/2009, n.997



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