L’esperto | Articoli

Truffa Postepay: ultime sentenze

26 Aprile 2019
Truffa Postepay: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 26 Aprile 2019



Reato di truffa; vendita e truffa online; ricarica su Postepay; versamento di denaro; carta di pagamento ricaricabile; vendita di un bene inesistente; mancata consegna del bene; risarcimento del danno; inadempimento contrattuale.

Qual è la differenza tra reato di truffa online e fronde informatica? In che modo viene raggirato l’acquirente nella vendita online? Truffa online: quando si consegue il profitto? Il profitto si consegue attraverso l’accredito sulla carta di pagamento ricaricabile, in tal caso sulla carta Postepay. Il tempo ed il luogo di consumazione del reato di truffa online sono quelli in cui la vittima effettua il versamento del denaro sulla carta ricaricabile. Leggi le ultime sentenze sulla truffa Postepay.

Consumazione del reato di truffa 

Nel delitto di truffa, quando il profitto è conseguito mediante accredito su carta di pagamento ricaricabile (nella specie “Postepay”), il tempo e il luogo di consumazione del reato sono quelli in cui la persona offesa ha proceduto al versamento del denaro sulla carta, poiché tale operazione ha realizzato contestualmente sia l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente, che ottiene l’immediata disponibilità della somma versata, e non un mero diritto di credito, sia la definitiva perdita dello stesso bene da parte della vittima.

Cassazione penale sez. I, 17/10/2018, n.49988

Truffa e frode informatica: differenze

A differenza del reato di truffa, nel caso della frode informatica l’attività fraudolenta dell’agente investe non il soggetto passivo, di cui manca l’induzione in errore, ma il sistema informatico di pertinenza della stessa persona offesa che viene manipolato al fine di ottenere una penetrazione abusiva (nella specie, la Corte, considerando che il ricorrente aveva messo a disposizione la propria postepay ad altri soggetti rimasti ignoti che avevano poi materialmente realizzato l’accesso abusivo ai conti correnti, ha confermato la sussistenza del reato in termini concorsuali).

Cassazione penale sez. II, 10/09/2018, n.48553

Vendita online: mancata consegna del bene

L’omessa consegna del bene nella vendita online integra il reato di truffa  poiché la vendita telematica costituisce l’artificio e il raggiro idoneo a nascondere la propria identità e a rendere impossibile da parte dell’acquirente la verifica della disponibilità dell’oggetto venduto.

(Nel caso di specie, il soggetto si era intestato un conto corrente telematico abbinato ad una carta Postepay per la vendita di cerchi BMW al prezzo di Euro 300,00 mai consegnati).

Tribunale Pescara, 06/06/2018, n.1794

Vendita online di un bene inesistente

La vendita tramite un sito internet di un bene inesistente perché mai consegnato integra il reato di truffa. (Nel caso di specie, si trattava della vendita di una stufa a pellet del valore di Euro 580,00 venduta attraverso il sito Ebay con l’avvenuto pagamento con ricarica su una Tessera postepay).

Tribunale S.Maria Capua V. sez. I, 03/04/2018, n.1736

Vendita su Ebay e denuncia di falso smarrimento della Postepay

È integrato il reato di truffa e non un semplice inadempimento contrattuale l’aver venduto sul sito internet Ebay una consolle videogioco che non veniva consegnata con l’artificio di denunciare un falso smarrimento della Postepay e del documento d’identità che in precedenza era stato mostrato all’acquirente per garantire l’acquisto.

Tribunale Napoli, 15/01/2018, n.11754

Truffa online e accredito su Postepay 

In tema di truffa online, quando il profitto è conseguito mediante accredito su carta di pagamento ricaricabile (nella specie “Postepay”), il tempo e il luogo di consumazione del reato sono quelli in cui la persona offesa ha proceduto al versamento del denaro sulla carta, poiché tale operazione ha realizzato contestualmente sia l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente, che ottiene l’immediata disponibilità della somma versata, e non un mero diritto di credito, sia la definitiva perdita dello stesso bene da parte della vittima.

Cassazione penale sez. II, 29/09/2017, n.939

Accredito su carta ricaricabile e versamento del denaro

Nel delitto di truffa, quando il profitto è conseguito mediante accredito su carta di pagamento ricaricabile (nella specie “postepay”), il tempo e il luogo di consumazione del reato sono quelli in cui la persona offesa ha proceduto al versamento del denaro sulla carta, atteso che tale operazione, in ragione della sua irrevocabilità, realizza contestualmente sia l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente – che ottiene l’immediata disponibilità della somma versata, e non un mero diritto di credito – sia la definitiva perdita dello stesso bene da parte della vittima.

(In motivazione la Corte ha precisato che tale principio non trova applicazione nei casi in cui il profitto viene conseguito attraverso strumenti telematici, quali bonifici, pagamenti on-line o rimesse in conto corrente, in cui le modalità del sistema di pagamento non presentano le caratteristiche di immediata irreversibilità per il disponente e di contestuale arricchimento per il soggetto agente che caratterizzano le ricariche su Postepay o simili).

Cassazione penale sez. II, 25/10/2016, n.49321

Accesso al conto corrente della vittima

Nell’ambito del commercio elettronico, la frode informatica rappresenta la fattispecie delittuosa più rilevante. Tale reato presenta la stessa struttura e gli stessi elementi costitutivi del reato di truffa dalla quale si differenzia per il fatto che l’attività fraudolenta dell’agente non investe la persona, ma il sistema informatico di essa.

In sostanza, la figura tradizionale del reato di truffa è stata ridisegnata attraverso l’elaborazione di una nuova fattispecie in cui la induzione in errore di una persona mediante artifizi o raggiri è sostituita dalla manipolazione a opera del reo del computer o altro strumento informatico appartenente alla persona offesa.

Nel caso di specie, il reato in esame è stato riconosciuto in capo all’imputato che si era introdotto nel sistema informatico di Poste Italiane che protegge i conti online delle carte Postepay, riuscendo ad aver accesso al conto corrente della vittima ed effettuando illecitamente, a insaputa di questa, alcune ricariche di carte prepagate.

Tribunale Firenze sez. I, 27/08/2015, n.2831

Vendita online di un cellulare

Commette il reato di truffa colui che, al fine di conseguire un ingiusto profitto, attraverso artifizi e raggiri costituiti dalla pubblicazione di un annuncio di vendita online di un telefono cellulare, inducendo in errore il compratore, riceve a titolo di pagamento del bene la somma di 400 euro tramite ricarica Postepay a lui intestata, rendendosi poi irreperibile.

Nel caso di truffe effettuate a mezzo internet e concretatesi tramite operazioni elettroniche, il depauperamento della parte lesa è istantaneo in quanto questa, dopo aver dato la disposizione di accredito in favore del titolare della carta prepagata, perde immediatamente la somma pattuita che simultaneamente entra nella sfera di disponibilità solo giuridica di quest’ultimo, il quale può incassare la somma ricevuta e così materializzare il profitto del reato, attraverso l’utilizzo di un qualsiasi sportello o erogatore di denaro a ciò abilitato.

Corte appello Trento, 13/05/2015, n.87

Raggiri e profitti

La truffa contrattuale è un reato di danno che si consuma nel momento in cui si verifica l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente e la definitiva perdita dello stesso da parte del raggirato.

Pertanto, nel caso in cui l’oggetto materiale del reato è costituito da titoli di credito, il momento della consumazione è da individuare in quello dell’acquisizione, da parte dell’autore del reato, della relativa valuta, attraverso la riscossione o utilizzazione dei titoli.

Nel caso in cui, invece, il raggiro è realizzato attraverso l’uso di una carta Postepay ricaricabile che consente il versamento di denaro su una carta propria o di terzi, il conseguimento del profitto, con la consumazione del reato, si verifica nel momento stesso in cui la persona offesa procede al versamento del denaro sulla carta ricaricabile indicatagli dall’autore del reato, giacché è con tale versamento si realizzano, contestualmente, il conseguimento della somma da parte dell’agente, che l’ha subito a disposizione, e la definitiva perdita di questa da parte del raggirato.

(Da queste premesse, risolvendo conflitto di competenza, la Corte ha ritenuto competente l’autorità giudiziaria del luogo ove la persona offesa aveva provveduto al versamento sulla carta ricaricabile Postepay dell’imputato, e non quella del luogo ove l’imputato stesso aveva incassato la somma tramite l’accreditamento sulla carta).

Cassazione penale sez. I, 13/03/2015, n.25230

Cos’è la dissimulazione dello stato di insolvenza?

La dissimulazione dello stato di insolvenza consiste in un comportamento positivo che, senza assumere le caratteristiche degli artifici e raggiri del reato di truffa, fa si che il soggetto passivo fidandosi non adotti la normale diligenza nei rapporti contrattuali tanto da non rendersi conto dello stato di insolvenza del soggetto.

(Nel caso di specie, l’imputato si recava presso una tabaccheria per effettuare una ricarica telefonica pagando dieci euro e, subito dopo chiedeva una ricarica Postepay di Euro 414,00 offrendosi di pagarla con una carta Paypal che la tabaccheria non poteva accettare in quanto non aveva il pagamento tramite pos e, affermando di essere un famoso calciatore consegnava il proprio codice fiscale affermando di ritornare per il pagamento mentre, non si presentava né nello stesso giorno che in quelli successivi).

Tribunale La Spezia, 19/01/2015, n.32

Proposta di acquisto su Ebay

Integra il delitto di truffa la condotta posta in essere dal soggetto che abbia formulato tramite il sito internet Ebay una proposta di acquisto incassando la somma su una carta postepay a lui intestata e non consegnando il bene oggetto della vendita rendendosi irreperibile, non potendo configurare l’ipotesi descritta un semplice inadempimento contrattuale.

Tribunale Perugia, 07/07/2014, n.1285

Locazione e acconto su Postepay

È possibile concedere la circostanza attenuante del risarcimento del danno se vi sia stato un versamento a favore della vittima del reato dell’esborso effettuato (Nel caso di specie si trattava di truffe ai danni di più soggetti per aver proposto in locazione, mediante inserzioni sui giornali, appartamenti di cui non aveva la disponibilità, facendosi versare l’acconto su carte Postepay intestate a terzi, ignari e non consenzienti: il versamento a favore di tutte le persone offese dei reati di truffa di somme pari all’esborso da esse effettuato costituisce il risarcimento del danno).

Ufficio Indagini preliminari Torino, 10/05/2013, n.923

Offerta di vendita con fotografia e truffa

Vendere tramite sito internet un bene mai consegnato all’acquirente integra il reato di truffa e non un mero inadempimento contrattuale, considerati gli artifici e i raggiri utilizzati dal soggetto agente: lo stesso pubblicizzava l’offerta di vendita tramite una fotografia che rafforzava nell’acquirente la convinzione della effettiva esistenza del bene da acquistare e, adombrando la possibilità di vendere il bene ad altri, induceva l’acquirente a scegliere la modalità di pagamento meno garantita rispetto ad altre, (pagamento tramite PostePay invece del bonifico bancario o pagamento tramite sistemi tipo PayPal) e che più difficilmente l’avrebbe resa identificabile.

Tribunale La Spezia, 13/11/2009, n.997


1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA