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Prescrizione cartelle esattoriali: ultime sentenze

27 Aprile 2019


Prescrizione cartelle esattoriali: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 27 Aprile 2019



Natura della cartella esattoriale e prescrizione; prove dell’avvenuta notifica delle cartelle esattoriali; prove della notifica degli atti interruttivi della prescrizione; prescrizione decennale.

Quando scade il termine di impugnazione delle cartelle esattoriali? Quando si interrompe la prescrizione? Il pagamento parziale può valere come riconoscimento del diritto idoneo ad interrompere la prescrizione? Per conoscere le risposte a queste e a tante altre domande, leggi le ultime sentenze sulla prescrizione delle cartelle esattoriali.

Rateizzazione con pagamento parziale

Se è vero che di per sé in materia tributaria, non può costituire acquiescenza da parte del contribuente l’avere chiesto ed ottenuto, senza riserva alcuna, la rateizzazione degli importi indicati nelle cartelle di pagamento, nondimeno la presentazione dell’istanza di rateizzazione seguita dal suo accoglimento e dal pagamento da parte del contribuente anche solo di una parte delle rate produce l’effetto della acquiescenza rispetto all’an debeatur dei contributi rateizzati, oltre l’interruzione del decorso del termine di prescrizione e si pone quindi in maniera incompatibile con l’allegazione del contribuente di non avere ricevuto notifica delle cartelle.

Tribunale Bari sez. lav., 29/01/2019, n.415

Cartella esattoriale: notifica e impugnabilità

Nel caso in cui le cartelle esattoriali siano state regolarmente notificate, il debitore – che non le abbia impugnate nel termine decadenziale – non può più impugnarle per far valere la prescrizione del credito verificatasi prima della notificazione della cartella.

Se, però il debitore affermi che la prescrizione quinquennale si sia perfezionata successivamente alla notifica, allora questi può agire ex art. 615 c.p.c. per contestare il diritto del creditore ad agire in executivis a fronte dell’intervenuta prescrizione del credito portato nel titolo esecutivo (fatto estintivo successivo al formarsi del titolo esecutivo).

Corte appello Milano sez. lav., 05/11/2018, n.1632

Interruzione della prescrizione del credito contributivo

L’estinzione di una società di persone, conseguente alla sua cancellazione dal registro delle imprese, determina un fenomeno di tipo successorio in virtù del quale sono trasferite ai soci le obbligazioni contributive rimaste inadempiute; ne consegue che hanno effetto interruttivo della prescrizione le iniziative di recupero promosse nei confronti dei soci subentranti, e così pure rileva al medesimo fine l’accertamento dei crediti promosso in sede giudiziale nei confronti degli stessi, dalla definitività del quale, ai sensi dell’art. 2495, comma 2, c.c., comincia a decorrere “ex novo” il termine prescrizionale.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il termine di prescrizione del credito contributivo fosse stato interrotto dal passaggio in giudicato della decisione sul merito nonché dalla successiva notifica ai soci delle cartelle esattoriali per la sua riscossione).

Cassazione civile sez. lav., 12/07/2018, n.18465

Prove di notifica delle cartelle esattoriali e degli atti interruttivi della prescrizione

Il contribuente ha interesse ad avere accesso alle prove dell’avvenuta notifica delle cartelle esattoriali che gli si riferiscono e, quindi, a maggior ragione, alle prove dell’avvenuta notifica di avvisi interruttivi della prescrizione e alle copie di questi ultimi, ove esistenti, come di quelle eventuali documentazioni che attengono alla gestione del rapporto di imposta, ovvero tutti quegli atti intesi a sollecitare il pagamento puntuale delle pretesa e dalla cui conoscenza (o inesistenza) possano emergere vizi sostanziali o procedimentali tali da palesare l’illegittimità totale o parziale della pretesa impositiva (art. 22, comma 1, lett. b, l. n. 241 del 1990).

Il contribuente, inoltre, è l’unico soggetto in grado di stabilire quali siano gli atti di cui necessita al fine di autodeterminarsi in ordine a quali strumenti di tutela intraprendere avverso tali pretese erariali o semplicemente decidere di pagare.

L’Amministrazione, pertanto, non solo è obbligata a rendere disponibili gli atti richiesti dal contribuente, ma non è titolare di alcun margine di discrezionalità in ordine alla determinazione di quali atti esibire .

TAR Roma, (Lazio) sez. II, 03/04/2018, n.3702

Cartella esattoriale e opposizione all’iscrizione al ruolo

In tema di opposizione, il termine di quaranta giorni dalla notifiche della cartelle esattoriali indicato dall’art. 24 comma 5 d.lg n. 46/1999, si applica a quella opposizione proposta contro l’iscrizione al ruolo e decorre dalla notifica della cartella di pagamento. Non si applica in tema di opposizione circa il diritto dell’agente di procedere ad esecuzione forzata in forza di un fatto estintivo, come la prescrizione.

Tribunale Pavia sez. lav., 08/03/2018, n.5

Prescrizione decennale 

Per l’azione di riscossione di un credito incontrovertibile, quale quella in caso di mancata opposizione delle cartelle esattoriali regolarmente notificate, da cui siano scaturite due intimazione di pagamento, si tiene conto del termine di prescrizione ordinario decennale ex art. 2953 c.c. e non quello quinquennale.

Comm. trib. reg. Torino, (Piemonte) sez. VII, 21/02/2018, n.360

Cartella di pagamento: natura

La cartella di pagamento, nonché gli altri titoli che legittimano la riscossione coattiva, ha natura di atto amministrativo ed è dunque espressione del potere di autotutela e auto accertamento della Pubblica amministrazione. In quanto tale non è idoneo ad acquistare efficacia di giudicato. Resta di stretta osservanza ed è insuscettibile di interpretazione analogica la disciplina della prescrizione.

Non si può dunque estendere ai diversi atti di natura amministrativa, tra i quali le cartelle esattoriali, il termine di prescrizione decennale previsto per le sentenze e i decreti ingiuntivi definitivi. Perciò, la mancata impugnazione nei termini previsti comporta esclusivamente l’irretrattabilità del credito contenuto nel provvedimento e non la conversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale.

Pertanto, la cartella avente ad oggetto crediti o tributi la cui prescrizione è inferiore a 10 anni si prescrive nello stesso termine breve, anche qualora, dopo la notifica, non sia stata impugnata nei termini di legge.

Comm. trib. prov.le Milano sez. XII, 29/05/2017, n.3844

Cartelle esattoriali: scadenza del termine di impugnazione

E’ fondata l’eccezione di sopravvenuta parziale prescrizione sollevata dall’opponente con riferimento ad alcune delle cartelle esattoriali sottese all’intimazione di pagamento per decorso del termine di cinque anni dalla loro notifica senza valido atto interruttivo della prescrizione; in proposito la scadenza del termine (perentorio) per proporre opposizione avverso la cartella di pagamento di cui all’art. 24, comma 5, del d.lgs. 46/1999, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche la cd. “conversione” del termine di prescrizione breve (nella specie: quinquennale, secondo l’art. 3, commi 9 e 10, della legge n. 335/1995) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell’art. 2953 c.c.; tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la cartella esattoriale, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato.

Tribunale Roma sez. lav., 25/05/2017, n.4934

Pagamento parziale 

Il riconoscimento del diritto, idoneo ad interrompere la prescrizione, non deve necessariamente concretarsi in uno strumento negoziale, cioè in una dichiarazione di volontà consapevolmente diretta all’intento pratico di riconoscere il credito, e può quindi anche essere tacito e rinvenibile in un comportamento obiettivamente incompatibile con la volontà di disconoscere la pretesa del creditore.

Pertanto, il pagamento parziale, ove non accompagnato dalla precisazione della sua effettuazione in acconto, non può valere come riconoscimento, rimanendo comunque rimessa al giudice di merito la relativa valutazione di fatto, incensurabile in sede di legittimità se congruamente motivata.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza con la quale il giudice di merito, esaminando la rilevanza di pagamenti di cartelle esattoriali, aveva escluso la natura di riconoscimento del debito complessivo, con motivazione né apparente, né illogica).

Cassazione civile sez. VI, 27/03/2017, n.7820

Cartelle esattoriali notificate e non impugnate dal contribuente: prescrizione

Risultano definitive le iscrizioni a ruolo delle cartelle esattoriali notificate e non impugnate dal contribuente, pertanto le stesse scontano la prescrizione decennale posto che contengano e possano essere parificate ad atto di precetto.

Comm. trib. reg. Potenza, (Basilicata) sez. I, 04/08/2016, n.297

Cartelle esattoriali per somme dovute in misura fissa

Qualora le cartelle esattoriali abbiano ad oggetto somme iscritte a ruolo dovute in misura fissa o in base ad un calcolo automatico, e non devolute a dichiarazione del contribuente, sono assoggettate al solo termine di prescrizione, senza necessità di preventivo accertamento, cui debba seguire la riscossione nel termine di decadenza previsto dall’art 25 del d.P.R. n. 602/1973.

Comm. trib. reg. Palermo, (Sicilia) sez. XXIX, 23/02/2016, n.736

Querela di falso

La mancanza di espresso e formale disconoscimento delle fotocopie degli avvisi di ricevimento, con tempestivo deposito di querela di falso in ordine sia ai dati ed agli elementi in essi presenti sia alla loro conformità agli originali, costituisce piena prova dei fatti e delle cose rappresentate ex artt. 2712 e 2719 c.c.

(Nella specie, la CT ha rigettato l’opposizione agli avvisi in relazione al mancato pagamento delle imposte, in cui si eccepiva il difetto di ricezione delle notifiche delle prodromiche cartelle esattoriali e la prescrizione/decadenza della pretesa impositiva).

Comm. trib. prov. le Roma sez. LXV, 16/02/2016, n.3428

Efficacia delle cartelle esattoriali

Le cartelle esattoriali fanno parte di quella categoria di atti amministrativi unilaterali recettizi. Ai fini della loro efficacia, pertanto, è necessario che queste vengano portate a conoscenza del destinatario mediante regolare notifica. Quest’ultima ha la funzione, su un piano esclusivamente sostanziale, di legittimare la pretesa creditoria azionata.

Inoltre, in forza della sua natura di titolo esecutivo la cartella di pagamento è assimilabile alla sentenza passata in giudicato con la conseguenza di essere soggetta alla disciplina dell’articolo 2953 cod. civ. in tema di prescrizione.

Pertanto, in presenza di intimazioni di pagamento notificate ben oltre il decennio successivo della data di notifica delle originarie cartelle esattoriali, l’azione diretta all‘esecuzione del titolo formatosi definitivamente soggiace al termine ordinario di prescrizione decennale, con la conseguenza che il credito azionato con la cartella deve ritenersi prescritto e come tale non potrà più essere soddisfatto né vantato.

Tribunale L’Aquila sez. lav., 04/12/2015, n.479


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