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Truffa e assicurazione: ultime sentenze

26 Aprile 2019
Truffa e assicurazione: ultime sentenze

Truffa alla compagnia di assicurazione; falsa residenza; certificato di assicurazione; contratto di assicurazione falso; falsificazione integrale della polizza; truffa ai danni dello Stato; appropriazione indebita; artifizi e raggiri ai Carabinieri; furto di autovettura.

Truffa all’assicurazione e firma falsa

La decorrenza del termine per poter proporre querela va valutata quando la vittima sia a conoscenza della notitia criminis in tutti gli elementi soggettivi ed oggettivi.

(Nel caso di specie, si trattava di una truffa all’assicurazione per aver inviato il soggetto un Cid con firma falsa dell’altro incidentato e la data è stata fatta decorrere non quando avvenne la seconda comunicazione dell’altro assicurato ma quando tutto l’incartamento venne ricevuto dal procuratore speciale della compagnia di assicurazione).

Corte appello L’Aquila, 28/05/2018, n.1275

Dichiarazione falsa residenza alla compagnia assicurativa

Il dichiarare una falsa residenza alla compagnia di assicurazione al fine di ottenere un premio assicurativo più basso integra il reato di truffa.

(Nel caso di specie si trattava di un agente assicuratore che dichiarava una falsa residenza dei contraenti anche attestata da documenti di circolazione delle auto alterati nella residenza).

Tribunale Nola sez. I, 12/04/2018, n.588

Tentata truffa del finanziare 

Deve escludersi la causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto per la tentata truffa del finanziare il quale approfitta della sua posizione per evitare una sanzione.

Ad affermarlo è la Cassazione che conferma la condanna a carico di un brigadiere della Guardia di finanza che, sottoposto a un controllo mentre era a caccia, aveva preso una sanzione di circa 50 euro per aver “dimenticato” a casa documenti venatori, che in realtà non aveva perché non aveva mai pagato la tassa di concessione governativa né fatto l’assicurazione, spedendo poi via fax un atto, con firma falsa di un suo collega, che dichiarava di aver preso visione del tutto.

Per i giudici a nulla vale l’esiguità del danno e gli anni di carriera del finanziere: la falsificazione di due atti e l’aver approfittato senza esitazione della sua “divisa”, solo per evitare di pagare una sanzione più “salata”, sono la prova di una condotta criminosa di non trascurabile gravità.

Cassazione penale sez. II, 28/03/2018, n.16058

Furto aggravato dal mezzo fraudolento e truffa: differenze

Il criterio distintivo tra il furto aggravato dall’uso del mezzo fraudolento e la truffa va ravvisato nell’impossessamento mediante sottrazione invito domino, che caratterizza il delitto di furto ed è invece assente nella truffa, in cui invece il possesso della res si consegue con il consenso della vittima.

(Nel caso di specie, secondo la Corte, correttamente era stato ravvisato il furto aggravato nel comportamento dell’imputato, il quale, nella qualità di direttore di un istituto di credito, aveva sottratto disponibilità economiche dai conti di due correntisti ricorrendo al mezzo fraudolento della falsificazione delle distinte bancarie presentate in cassa o simulando autorizzazioni telefoniche per i prelievi o ancora eseguendo direttamente i prelievi con l’assicurazione data ai cassieri di una successiva compilazione della distinta, mai avvenuta).

Cassazione penale sez. V, 18/01/2017, n.18968

Pratiche fasulle

La condizione di un qualunque cliente non esperto che si affida ad un professionista che risulta, pacificamente e da qualche anno, svolgere attività di agente/broker per conto di una compagnia assicurativa, oltre ad essere sbilanciata sotto il profilo sia della forza contrattuale che informativo, è quella di fiducia nei confronti dell’intermediario nel senso che questi non si limiti a fare i meri interessi della compagnia, ma curi adeguatamente anche quelli del cliente finale.

Quindi, non si può richiedere al cliente un onere di attenzione che vada al di là del doveroso obbligo di controllo e rifiuto di accettazione di pratiche palesemente e macroscopicamente contrarie all’interesse della compagnia assicurativa ovvero fasulle e truffaldine.

(Nella specie, accertata la truffa a danno del cliente da parte del broker – mediante formazione fasulla di documentazione intestata all’Assicurazione – il tribunale ha affermato il diritto al risarcimento del cliente truffato ed ha accolto l’azione di regresso svolta dall’Assicurazione nei confronti dell’ex agente).

Tribunale Treviso, 07/01/2016

Truffa ai danni dello Stato

Integra il reato di truffa ai danni dello Stato esibire un contratto di assicurazione falso al fine di ottenere la restituzione dell’autovettura in sequestro.

Tribunale S.Maria Capua V., 02/02/2015, n.47

Furto di autovettura e truffa alla compagnia di assicurazione 

Colui che simula il reato di furto di autovettura per commettere truffa ai danni di compagnia di assicurazione deve essere assolto dal reato predetto qualora, a fronte di un quadro indiziario grave preciso e concordante sulla sussistenza del fatto/reato, vi sia incertezza sull’identità del colpevole tra i due indiziati, uno imputato, il padre, e l’altro il figlio.

Tribunale Pavia, 20/11/2012, n.829

Falsificazione integrale della polizza e del contrassegno assicurativo

In tema di reato di frode in assicurazione, l’integrale falsificazione della polizza e del contrassegno assicurativo, siccome impedisce l’instaurazione del rapporto tra l’autore della condotta tipica e la compagnia di assicurazione, rende l’azione inidonea a ledere il bene protetto dalla norma incriminatrice, potendosi però configurare, in ordine a tale condotta, il delitto di falsità in scrittura privata e, qualora il fatto sia commesso dall’agente assicurativo, anche quello di truffa ai danni del cliente e della compagnia assicuratrice.

Cassazione penale sez. II, 16/05/2012, n.22906

Certificato di assicurazione e raggiro ai Carabinieri

Non è configurabile il reato di truffa ogni volta in cui la frode incide sulla determinazione di un organo che, esercitando potere di natura pubblicistica, è tenuto ad accertare una violazione amministrativa: manca infatti l’elemento costitutivo del reato, ossia l’atto di disposizione patrimoniale di natura privatistica (nella specie, ad essere raggirati erano stati i Carabinieri, che all’atto di un controllo, si erano visti esibire un certificato di assicurazione con data di stipulazione anticipata rispetto a quella effettiva).

Cassazione penale sez. II, 10/04/2012, n.16630

Artifizi e raggiri

Si configura il reato di truffa da parte di un soggetto che al fine di procurarsi un ingiusto profitto, ponendo in essere artifizi e raggiri, compia atti idonei, diretti in modo non equivoco ad ottenere il risarcimento danni da una assicurazione per sinistro già liquidato, in relazione al quale sia stata accertata la esclusiva responsabilità del soggetto stesso.

Tribunale Napoli sez. XI, 22/02/2012, n.1204

Appropriazione indebita

Integra il reato di appropriazione indebita (art. 646 c.p.) la condotta dell’assicurato che ometta di comunicare tempestivamente il ritrovamento del veicolo rubato alla compagnia assicuratrice, che abbia già effettuato la liquidazione del danno in suo favore, considerato che in virtù del contratto di assicurazione quest’ultima acquista la proprietà dell’autoveicolo, con la conseguenza che l’assicurato deve comunicare tempestivamente il ritrovamento dell’autoveicolo e metterlo a disposizione della compagnia assicuratrice, non sussistendo invece alcuna cooperazione artificiosa della vittima né la perdita definitiva del bene da parte della società assicuratrice, necessari per l’integrazione del reato di truffa (art. 640 c.p.).

Cassazione penale sez. II, 31/01/2012, n.8927


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