Diritto e Fisco | Articoli

Bollo auto, multe e spazzatura: nuova sanatoria

25 Aprile 2019
Bollo auto, multe e spazzatura: nuova sanatoria

Decreto Crescita: nuova rottamazione su multe e tasse locali. Arriva il dodicesimo condono dal Governo Conte.

A chi non sono bastate le rottamazioni e i condoni approvati nel corso del 2018 dal governo giallo verde ecco che ne arriva un altro, il dodicesimo per l’esattezza per l’esecutivo Conte. L’ennesimo armistizio con i contribuenti riguarda questa volta tutte le entrate degli enti locali e quindi bollo auto, multe e spazzatura: la nuova sanatoria è contenuta nel Decreto Crescita appena approvato dal Consiglio dei Ministri. La misura interessa il 60% dei Comuni e delle Regioni che avranno 60 giorni di tempo per aderire. Il caso vuole che la misura arrivi poco prima della campagna elettorale non solo per le europee ma anche per le amministrative che a fine maggio rinnoveranno quasi 3.900 Comuni.

La rottamazione prevede l’azzeramento di interessi e sanzioni. Bisognerà comunque versare il capitale. Eccezione solo per le multe che, già di per sé, sono sanzioni e sulle quali dunque non si pagheranno solo gli interessi. 

Cosa si può rottamare?

In rottamazione ci sono tutte le ingiunzioni di pagamento che sono state notificate ai contribuenti dagli enti locali nel periodo che va dal 2000 al 2017. Nel calderone entrano quindi multe auto, Imu, Ici, Irap, Tasi, Tari, Tarsu, TaresTosap e Cosap, l’imposta sulla pubblicità e il canone di concessione per l’installazione dei mezzi pubblicitari. Anche il Cosap (Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche) può rientrare nella sanatoria. Viceversa nel caso della Tariffa rifiuti puntuale, trattandosi di entrata patrimoniale per la quale non è prevista dalla legge alcuna sanzione specificamente collegata ad essa, se non quella generica per la violazione dei regolamenti comunali, la sanatoria non ha effetto.

Le sanzioni in materia di tributi comunali, che sono azzerate con la rottamazione, sono pari al 30% in caso di omesso o parziale pagamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione.

Per l’infedele dichiarazione, la sanzione va dal 50% al 100% dell’imposta dovuta, mentre per l’omessa dichiarazione si va dal 100% al 200%.

Cosa non si può rottamare

Si possono rottamare le ingiunzioni notificate dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017; la sanatoria vale sia per le entrate tributarie sia per quelle non tributarie. Non si possono rottamare:

  • somme a titolo di recupero di aiuti di Stato illegittimi;
  • crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;
  • sanzioni propriamente penali;
  • sanzioni diverse da quelle contributive e tributarie. Per esempio sono escluse dalla rottamazione le sanzioni per violazioni ai regolamenti come quelle in materia di Tia e di imposta di soggiorno.

Quanto alle multe stradali, in analogia con quanto statuito a livello statale, la definizione determina l’azzeramento degli interessi di mora, con salvezza dunque della sorte capitale.

In quali Comuni è possibile ottenere la nuova sanatoria

Non tutti i Comuni saranno interessati dalla nuova rottamazione. Potranno beneficiarne solo quelli che non hanno affidato la raccolta delle proprie entrate a Equitalia. Si tratta di circa 5mila Comuni, circa il 60% del totale. Non appena l’ente locale avrà aderito al condono, dovrà emettere una delibera in Consiglio comunale stabilendo per quali entrate e per quali anni permettere la rottamazione. L’amministrazione dovrà poi dare notizia di ciò sul proprio sito istituzionale. 

La distinzione si giustifica per il fatto che i Comuni che si sono affidati a Equitalia hanno visto recapitare ai propri cittadini la classica cartella esattoriale; e pertanto la possibilità di rottamazione scatta solo quando arrivano le sanatorie nazionali.

Invece i Comuni che si sono valsi di mezzi propri, di società in house e concessionari privati la rottamazione è possibile solo se la decide l’ente, sempre che una legge nazionale glielo consenta. E così ecco che arriva il “la” dal Governo. Come dire “se volete, ora potete”.

A differenza dei debitori di Agenzia Entrate Riscossione, in questo caso la definizione non è sancita per legge, ma dipende da una scelta del tutto autonoma dell’ente impositore, che ha per l’appunto 60 giorni di tempo, a decorrere dall’entrata in vigore del decreto. Nel caso dei comuni, che costituiscono la platea più numerosa dei soggetti interessati, occorrerà un regolamento approvato con delibera consiliare. Entro 30 giorni dall’approvazione, gli enti devono darne notizia sul sito istituzionale.

La procedura per la nuova rottamazione

Comuni, Città metropolitane, Regioni e Province hanno 60 giorni per approvare la definizione delle ingiunzioni di pagamento notificate dal 2000 al 2017, aventi a oggetto le entrate proprie. In tale eventualità, il vantaggio sarà rappresentato dalla eliminazione delle sanzioni, mentre gli interessi saranno dovuti. Il periodo di dilazione del pagamento inoltre può arrivare al massimo a settembre 2021, in luogo dei cinque anni previsti per i debiti erariali. Non saranno ammessi ritardi, neppure minimi, nel pagamento delle singole rate. Sarà il regolamento comunale a disciplinare gli aspetti applicativi della sanatoria, quali ad esempio: a) il termine per la presentazione della domanda; b) il numero delle rate, fermo restando che la scadenza finale non può superare settembre 2021; c) il termine entro il quale l’ente o il concessionario deve comunicare al debitore gli importi dovuti.

Cosa si dovrà pagare

Il contribuente non dovrà pagare sanzioni e interessi, restando sempre a suo carico l’importo base del tributo. Un discorso a parte meritano le multe le quali sono esse stesse delle sanzioni, per cui su di esse verrà abolita la maggiorazione semestrale del 10% degli interessi.

 


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube