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Tasso usurario, che cos’è e come riconoscerlo

4 Aprile 2019 | Autore:
Tasso usurario, che cos’è e come riconoscerlo

Quando scatta il reato di usura e come rendersene conto. Cosa deve includere il Taeg. Come fare causa in tribunale e quali sono le sanzioni.

Non farti ingannare dai luoghi comuni: quando si parla di usura non si deve pensare subito e soltanto alla malavita che piazza i soldi nelle mani dei disperati e poi pretende di riaverli indietro con tassi di interesse esorbitanti. Anche chi con la malavita non c’entra nulla ogni tanto ci prova. E c’è qualcuno che ci casca. È il caso degli istituti di credito o delle finanziarie che erogano un prestito o un mutuo i cui interessi superano la soglia stabilita ciclicamente dal ministero dell’Economia e delle Finanze. In questo caso ci troviamo di fronte ad un tasso usurario: che cos’è e come riconoscerlo?

Diciamo, innanzitutto, che questo rischio non lo corre soltanto chi chiede un prestito personale per affrontare una spesa straordinaria o chi ha bisogno di un mutuo per l’acquisto della prima casa. Il tasso usurario è una minaccia che incombe anche su chi ha una semplice carta di credito o su chi apre un conto corrente. Sono solo due delle operazioni tra quelle che, secondo il Ministero, sono soggette al pericolo di usura. Ma, come vedremo, l’elenco è lungo.

Per sapere come riconoscere un tasso usurario, bisogna prima capire che cosa si intende per tasso di interesse e che cos’è l’usura, da un punto di vista tecnico. Ed è quello che avremo modo di scoprire in questo articolo, per arrivare, poi, alla soluzione del problema: sei tu a dover provare di essere vittima di un tasso usurario oppure è chi ti ha prestato i soldi a dover dimostrare di essere stato corretto? C’è un tempo di prescrizione, cioè bisogna denunciare il fatto entro una certa scadenza? E ancora: ci sono dei risvolti amministrativi o penali per questa pratica?

Tasso di interesse: che cos’è?

Partiamo, allora, da qui. Come probabilmente sai, quando chiedi dei soldi in prestito il creditore deve avere indietro il capitale che ti ha prestato più gli interessi, cioè il riconoscimento del servizio svolto, il cui tasso viene calcolato in percentuale.

Significa che dovrai restituire una somma più alta di quella che hai ricevuto. Il tasso di interesse corrisponderà alla differenza tra ciò che ti è stato prestato e quello che dovrai ridare.

Tasso usurario: che cos’è?

Questa differenza tra ciò che ricevi e ciò che restituisci diventa tasso usurario quando la percentuale degli interessi è superiore al tasso soglia stabilito trimestralmente dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Si tratta, in buona sostanza di un limite che non è possibile superare al momento di pattuire gli interessi [1] perché si sconfinerebbe, appunto, nell’usura.

Come viene calcolato il tasso soglia? Il Ministero fa riferimento ai tassi medi di mercato, raccolti sotto la sigla Tegm, cioè Tasso effettivo globale medio, aumentati del 25% e aggiungendo il 4%. Quel che è importante è che la differenza tra il tasso soglia ed il Tegm non superi l’8%. Se così fosse, saremmo di fronte ad un tasso usurario.

Tasso usurario: chi è a rischio?

Dicevamo poco fa che c’è un lungo elenco di consumatori o di società a rischio di un tasso usurario. Considera che la legge ritiene anche le banche o le finanziarie come potenziali usurai in quanto prestatore di soldi, quindi non solo qualche persona fisica che gioca a fare la furba con le necessità altrui.

È sempre il Mef ad individuare i casi in cui si può cadere nella trappola dell’usura [2]. Si tratta di:

  • mutui;
  • prestiti personali;
  • apertura di credito in conto corrente;
  • finanziamenti per anticipi su crediti e documenti e sconto di portafoglio commerciale;
  • finanziamento per acquisti a rate;
  • credito revolving e con carta di credito;
  • operazioni di factoring o di leasing;
  • prestiti con cessione del quinto;
  • finanziamenti di altri tipi a breve o a medio termine.

Questo significa che chiunque, che si tratti di un comune consumatore, di un libero professionista, di un piccolo imprenditore o del titolare di una grossa azienda, può ricevere una richiesta di tasso usurario. Pensa, ad esempio, a chi fa acquista con un finanziamento un televisore di ultima generazione, a chi si trova in momentanea difficoltà con la sua impresa ed ha bisogno di soldi per ripartire, a chi chiede un prestito per l’acquisto di nuovi macchinari, per non parlare del mutuo per ristrutturare o per acquistare una casa.

Tasso usurario: come riconoscerlo?

Poiché, come abbiamo visto, chiunque può essere vittima di un tasso usurario, è anche possibile che chiunque riesca a riconoscerlo o ci vuole un occhio esperto? In realtà, ci sono alcuni accorgimenti che facilitano il compito a tutti. L’importante è non scoraggiarsi di fronte a quella che comunemente viene chiamata la «lettera piccola», tra le cui pieghe spesso si nasconde la trappola.

Si deve fare particolare attenzione al Taeg, cioè sul Tasso annuo effettivo globale. Si tratta di un parametro che non include solo gli interessi che hai accordato con il tuo finanziatore ma anche tutta una serie di spese collegate all’operazione e che saranno a tuo carico.  Nel dettaglio:

  • le spese per l’assicurazione che copre il rischio del finanziamento nel caso in cui tu non pagassi le rate. Secondo una recente sentenza della Cassazione [3]
  • , le spese della polizza devono far parte del Taeg solo se il costo è strettamente legato al finanziamento;
  • le spese per la perizia richiesta per il finanziamento. Pensa al caso di chi chiede un mutuo per acquistare una casa: in questo caso, la banca farà una perizia sull’immobile oggetto del mutuo e ti accollerà nel Taeg il costo della pratica;
  • le spese dell’istruttoria, cioè quelle sostenute per la verifica effettuata dalla banca volta a sapere se le conviene concederti il finanziamento e se sarai in grado di restituire i soldi;
  • le spese sostenute per incassare le rate, non previste dalla legge ma applicabili da ogni singolo finanziatore;
  • le spese per l’estinzione anticipata del finanziamento. In pratica, il creditore prevede che se tu avessi la possibilità di restituire tutti i soldi prima di quanto accordato dovrai pagare una somma in più per compensare alla banca la mancata possibilità di incassare altri interessi nel tempo. Di norma, questa commissione non va oltre l’1% del capitare residuo e viene ritenuta legale a patto che il finanziamento sia stato stipulato dopo il 2 febbraio 2017 e che venga richiesto da persone fisiche per l’acquisto di immobili destinati ad abitazione o ad attività produttive o professionali;
  • le spese del notaio per la stipula del finanziamento;
  • il piano d’ammortamento che comprende la quota di capitale e gli interessi da corrispondere in ogni rata.

Tutto questo, dunque, fa parte del Taeg e ti dirà se viene superato il tasso soglia fissato dal ministero dell’Economia e delle Finanze, cioè se sei entro i limiti di legge oppure se ti si trovi di fronte ad un tasso usurario.

Tuttavia, non sempre l’usura scatta quando viene superato il tasso soglia: secondo il nostro ordinamento [4], può essere considerato un tasso usurario anche quello che, pur non oltrepassando il limite stabilito, risulta ad ogni modo sproporzionato rispetto alla concessione del finanziamento e chi lo riceve è in difficoltà economica o finanziaria.

Inoltre, chi applica i tassi usurari non può giustificarsi dicendo di non conoscere il tasso soglia. Il perché, è uno dei più noti: la legge non ammette ignoranza [5].

Tasso usuraio: che succede con gli interessi di mora?

Per riconoscere il tasso usuraio non bisogna trascurare i cosiddetti interessi di mora, cioè quelli che vengono applicati quando non paghi delle rate o le paghi in ritardo. Il punto è: questi interessi rientrano nel computo da tenere in considerazione per sapere se si supera il tasso soglia?

Secondo la Cassazione, sì: per la Suprema Corte, infatti, il tasso usurario scatta nel momento in cui gli interessi superano il limite stabilito nel momento in cui vengono promessi o pattuiti a qualunque titolo [6]. Se ne deduce che nel «calderone» del Taeg rientrano anche gli interessi di mora fissati al momento del contratto.

Tasso usurario: che cosa fare?

Se ritieni di essere vittima di un tasso usurario da parte di un finanziatore, che si tratti di una banca o di un privato, puoi fare causa in tribunale. Tuttavia, dovrai essere tu a dimostrare di avere subìto questo torto, poiché è tuo l’onere della prova.

Questo si traduce, ad esempio, nel presentare al giudice il contratto del finanziamento che, secondo te, contiene il tasso usurario, nonché una consigliabile perizia fatta da un contabile che dimostri quanto da te sostenuto.

Entro quando puoi agire legalmente? La prescrizione dei rapporti con le banche scatta dopo 10 anni. Il termine decorre:

  • dal pagamento dell’ultima rata a saldo per i contratti di finanziamento (mutui, prestiti, ecc.);
  • dalla chiusura del conto corrente per le altre operazioni.

Tasso usuraio: le sanzioni civili

L’applicazione di un tasso usurario comporta, ovviamente, delle sanzioni. Da un punto di vista civile, comporta l’annullamento della relativa clausola riguardante gli interessi. Significa che non li dovrai pagare ad alcun titolo ma dovrai restituire soltanto il capitale ricevuto.

Inoltre, puoi appellarti alla rescissione del contratto usurario per lesione, a meno che si tratti di un mutuo: in questo caso, vale quanto appena detto, cioè resta l’obbligo della restituzione del solo capitale e non degli interessi.

Per la rescissione, comunque, è necessario:

  • che le prestazioni da una parte e dall’altra siano sproporzionate;
  • che tale sproporzione sia nata dallo stato di necessità di una delle parti;
  • che l’altra parte abbia approfittato di tale stato di necessità.

Non escludere la possibilità di chiedere un risarcimento del danno: chi applica un tasso usurario, infatti, viola gli obblighi di correttezza e di buona fede imposti per qualsiasi tipo di contratto.

Tasso usurario: le sanzioni penali

Da un punto di vista penale, invece, chi cerca di approfittarsi del prossimo applicando un tasso usurario su un finanziamento rischia la reclusione da 2 a 10 anni e la multa da 5.000 a 30.000 euro.

La pena può essere aumentata da un terzo alla metà nel caso in cui:

  • l’illecito venga commesso nell’esercizio professionale di attività bancaria o di intermediazione mobiliare;
  • vengano richieste delle partecipazioni o quote sociali oppure degli immobili a garanzia del finanziamento;
  • il tasso usurario venga applicato nei confronti di persone in stato di necessità o che esercitano attività artigianali, imprenditoriali o commerciali;
  • il reato sia stato commesso da chi è sottoposto a condanna definitiva di misura di prevenzione speciale durante il provvedimento e per i 3 anni successivi alla fine dell’esecuzione.

note

[1] Dl n. 394/2000.

[2] DM n. 227/2009 del 23.09.2009.

[3] Cass. sent. n. 8806/2017.

[4] Art. 644 cod. pen.

[5] Art. 5 cod. pen.

[6] Cass. sent. n. 350/2013 e n. 23912/2017.


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