L’esperto | Articoli

Gioco d’azzardo: ultime sentenze

28 Aprile 2019
Gioco d’azzardo: ultime sentenze

Gioco d’azzardo; distribuzione territoriale; apparecchi per il gioco d’azzardo lecito e installazione; gioco patologico; tutela della salute; tornei di poker; scommesse clandestine; pubblica sicurezza; monopolio statale; concessioni e autorizzazioni.

Un’ordinanza del sindaco può limitare gli orari di apertura delle sale da gioco? Cos’è la ludopatia? Chi soffre della patologia del gioco d’azzardo ha la capacità di intendere e di volere? Quali sono le distanze minime tra i luoghi sensibili e l’installazione di apparecchiature per il gioco d’azzardo? Per conoscere le risposte a queste e a tante altre domande, leggi le ultime sentenze presenti in questo articolo.

Distribuzione territoriale dei videoterminali per il gioco d’azzardo

In sede di regolamentazione del gioco d’azzardo, l’approvazione dei criteri per la corretta distribuzione sul territorio dei videoterminali per il gioco d’azzardo, rientra nella competenza del ministero dell’Economia, chiamato a recepire in apposito decreto le scelte di carattere sostanziale dettate da apposita Intesa approvata in sede di Conferenza Stato-Regioni, nel rispetto del canone di leale collaborazione che notoriamente caratterizza la disciplina di materie, come quella in esame, interferenti su diversi livelli territoriali di governo..

TAR Cagliari, (Sardegna) sez. I, 02/11/2018, n.926

Gioco del poker

Premesso che per regola tecnica deve intendersi una specificazione tecnica o altro requisito o una regola relativa ai servizi, comprese le disposizioni amministrative che ad esse si applicano, la cui osservanza è obbligatoria per la commercializzazione, la prestazione di servizi, lo stabilimento di un fornitore di servizi o l’utilizzo degli stessi in uno Stato membro o in una parte importante di esso, nonché le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative degli Stati membri che vietano la fabbricazione, l’importazione, la commercializzazione o l’utilizzo di un prodotto oppure la prestazione o l’utilizzo di un servizio o lo stabilimento come fornitore di servizi in uno Stato membro o in una parte rilevante di esso, in tema di sanzioni amministrative relative all’uso di apparecchi e congegni per il gioco d’azzardo, la previsione di cui all’art. 110, comma 7-bis, del r.d. 18 giugno 1931, n. 773 – secondo cui tali apparecchi o congegni non possono riprodurre il gioco del poker – è da ritenere una norma di chiusura posta per finalità di ordine pubblico e priva della natura di regola tecnica, poiché non riguarda le caratteristiche strutturali, meccaniche o di funzionamento della macchina, bensì solo le modalità di svolgimento del gioco con essa praticabile; ne consegue che, mancando la natura di regola tecnica, il legislatore nazionale non è tenuto alla previa comunicazione alla Commissione europea prevista dall’art. 8 della Direttiva 34/98/CE e l’eventuale omissione di tale preventivo adempimento non comporta violazione della normativa comunitaria ed è ininfluente ai fini dell’irrogazione della sanzione amministrativa prevista dal citato art. 7-bis.

Tribunale Milano sez. I, 23/10/2018, n.10545

Tornei di poker Texas Hold’Em

L’organizzazione di tornei di poker nella variante del “Texas Hold’Em” costituisce esercizio di gioco d’azzardo nel caso in cui, considerate le concrete modalità di svolgimento, risulta preponderante l’alea sull’abilità del giocatore e la finalità di lucro rispetto a quella prettamente ludica.

(Nella fattispecie la natura di gioco d’azzardo è stata desunta dalla mancanza di una quota d’iscrizione, di un regolamento e di un montepremi finale nonché dalla possibilità per il giocatore di rientrare in gioco dopo l’eventuale eliminazione e dalla previsione di una posta di gioco – non irrilevante o talmente tenue da far ritenere insussistente il fine di guadagno economicamente apprezzabile – rappresentata da fiche non convenzionali, ossia di importo superiore a quelle utilizzate nei tornei regolari, tali da consentire puntate libere).

Cassazione penale sez. III, 05/10/2018, n.58308

Gioco patologico

Al fine di giustificare l’esercizio del potere comunale di intervenire sugli orari di funzionamento degli apparecchi da gioco in un’ottica di contrasto al fenomeno del gioco patologico, non sono sufficienti generiche considerazioni relative all’impatto economico e sociale del fenomeno dell’intrattenimento lecito, che è cosa ben diversa dalla c.d. ludopatia o gioco d’azzardo patologico, ma debbono essere compiuti appositi studi che facciano emergere i dati epidemiologici, statistici e clinici da cui poter inferire la supposta maggiore pericolosità per la salute delle persone degli apparecchi di cui all’art. 110, comma 6, T.U.L.P.S. anche rispetto agli altri servizi di gioco, l’efficacia delle misure e la loro adeguatezza, tenuto conto della necessità di bilanciare esigenze di tutela della sicurezza e della salute pubblica, da una parte, e l’interesse alla libera iniziativa economica, dall’altra (nel caso di specie, i dati forniti dalla Asl evidenziavano come il numero delle persone e delle famiglie alle prese con il gioco d’azzardo patologico fosse ulteriormente lievitato).

TAR Brescia, (Lombardia) sez. II, 01/10/2018, n.929

Installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito

L’art. 52 comma 3 ter, l. reg. Lombardia n. 12/2005 impone al Comune, prima di rilasciare il permesso di costruire, di verificare il rispetto della previsione che vieta la nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito di cui all’art. 110, comma 6, r.d. n. 773/1931, in locali che si trovino ad una distanza, determinata dalla Giunta Regionale entro il limite massimo di cinquecento metri da istituti scolastici di ogni ordine e grado, asili nido d’infanzia, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori. La previsione contenuta nella prima parte del comma 3 ter dell’art. 52 citato ha, quindi, una portata generale e trova applicazione anche nel caso di sale scommesse.

TAR Milano, (Lombardia) sez. II, 27/08/2018, n.2022

Orari delle sale da gioco

In forza della generale previsione dell’art. 50, comma 7, del d.lgs. n. 267 del 18 agosto 2000, il sindaco può disciplinare gli orari delle sale giochi e degli esercizi nei quali siano installate apparecchiature per il gioco d’azzardo e ciò può fare per esigenze di tutela della salute, della quiete pubblica, ovvero della circolazione stradale.

TAR Cagliari, (Sardegna) sez. I, 21/08/2018, n.754

Pubblica sicurezza e distanze minime

Ai fini del rilascio della licenza ex art. 88 TULPS per l’esercizio di sale scommesse e di altri giochi leciti, le Questure devono verificare, oltre ai requisiti richiesti dalla legislazione di pubblica sicurezza, anche il rispetto delle normative, regionali o comunali, in materia di distanze minime di tali attività commerciali da luoghi considerati “sensibili”, cioè da tutti quei luoghi (primariamente gli istituti scolastici) nei quali si presume la presenza di soggetti appartenenti alle categorie più vulnerabili (primariamente i giovani) rispetto alla tentazione del gioco d’azzardo ed all’illusione di poter conseguire attraverso di esso facili guadagni.

Consiglio di Stato sez. III, 26/07/2018, n.4592

Divieto di attività di somministrazione di alimenti e bevande

È vietato l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande a tutti quei soggetti che siano stati condannati, con sentenza passata in giudicato per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per reati concernenti la prevenzione dell’alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d’azzardo, le scommesse clandestine e, infine, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti.

TAR Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 07/06/2018, n.463

Limite degli orari di apertura delle sale da gioco

E’ legittima l’ordinanza sindacale contenente una disciplina limitativa degli orari di apertura dei pubblici esercizi in cui si svolgono attività di gioco o scommessa – che consente un’apertura giornaliera pari a quattordici ore giornaliere (dalle 8.00 alle 22.00) – poiché è proporzionata rispetto agli obiettivi perseguiti (prevenzione, contrasto e riduzione del gioco d’azzardo patologico), realizzando un ragionevole contemperamento degli interessi economici degli imprenditori del settore con l’interesse pubblico a prevenire e contrastare fenomeni di patologia sociale connessi al gioco compulsivo, non essendo revocabile in dubbio che un’illimitata o incontrollata possibilità di accesso al gioco accresce il rischio di diffusione di fenomeni di dipendenza, con conseguenze pregiudizievoli sia sulla vita personale e familiare dei cittadini, che a carico del servizio sanitario e dei servizi sociali, chiamati a contrastare patologie e situazioni di disagio connesse alle ludopatie.

TAR Venezia, (Veneto) sez. III, 04/06/2018, n.598

Ludopatia: incide sulla capacità di intendere e di volere?

I disturbi della personalità possono rientrare nel concetto di infermità purché siano di consistenza, intensità e gravità tali da incidere concretamente sulla capacità di intendere o di volere, escludendola o scemandola grandemente e a condizione che sussiste un nesso eziologico con la specifica condotta criminosa, per effetto del quale il fatto di reato sia ritenuto casualmente determinato dal disturbo mentale.

Pertanto, il disturbo della personalità, connotando una dipendenza dell’agente da determinate situazioni e beni (nella specie, patologia da gioco d’azzardo), si traduce in una causa di esclusione dell’imputabilità qualora esso assuma connotati di intensità tali da escludere la capacità di autodeterminarsi.

Cassazione penale sez. VI, 10/05/2018, n.33463

Ordinanza del sindaco: può limitare gli orari delle sale da gioco?

L’ordinanza del sindaco limitativa degli orari di apertura dei pubblici esercizi in cui si svolgono attività di gioco compulsivo o scommessa – che consente un’apertura giornaliera pari a otto ore (dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 22.00 di tutti i giorni) – è proporzionata rispetto agli obiettivi perseguiti (prevenzione, contrasto e riduzione del gioco d’azzardo patologico), realizzando un ragionevole contemperamento degli interessi economici degli imprenditori del settore con l’interesse pubblico a prevenire e contrastare fenomeni di patologia sociale connessi al gioco compulsivo, non essendo revocabile in dubbio che un’illimitata o incontrollata possibilità di accesso al gioco accresce il rischio di diffusione di fenomeni di dipendenza, con conseguenze pregiudizievoli sia sulla vita personale e familiare dei cittadini, che a carico del servizio sanitario e dei servizi sociali, chiamati a contrastare patologie e situazioni di disagio connesse alle ludopatie.

TAR Venezia, (Veneto) sez. III, 18/04/2018, n.417

Contravvenzione di esercizio di gioco d’azzardo

Per la configurabilità della contravvenzione di esercizio di gioco d’azzardo, ai sensi dell’art. 718 c.p., deve sussistere necessariamente lo svolgimento effettivo del gioco, e, qualora si tratti di apparecchi automatici da gioco di natura aleatoria, l’effettivo utilizzo dell’apparecchio per fini di lucro, non essendo sufficiente, in tale ultimo caso, accertare che lo stesso sia potenzialmente utilizzabile per l’esercizio del gioco d’azzardo.

Cassazione penale sez. III, 10/04/2018, n.38883

Distanze minime, luoghi sensibili e gioco d’azzardo

L’indicazione di distanze minime tra “luoghi sensibili” e installazioni di apparecchi per l’esercizio del gioco d’azzardo lecito,essendo preordinata alla tutela della salute dei cittadini, rientra nelle materie di legislazione concorrente tra Stato e Regioni ai sensi dell’art. 117, comma 3, della Costituzione; va escluso, quindi, che il Comune abbia interferito con le competenze statali in materia di pianificazione della collocazione dei punti della rete fisica di raccolta dei giochi.

TAR Milano, (Lombardia) sez. I, 05/03/2018, n.626

Sistema dualistico di organizzazione del mercato dei giochi d’azzardo

L’articolo 56 TFUE non osta, in linea di principio, ad un sistema dualistico di organizzazione del mercato dei giochi d’azzardo nel quale alcuni tipi di questi giochi rientrano in un monopolio statale, mentre altri sono sottoposti a un sistema di concessioni e autorizzazioni, purché la normativa restrittiva della libera prestazione dei servizi persegua effettivamente, in modo coerente e sistematico, gli obiettivi del contrasto delle attività criminali e fraudolente nonché dell’assuefazione al gioco.

Corte giustizia UE sez. VI, 28/02/2018, n.3


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA