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Reddito di inclusione: 76mila domande

3 Gennaio 2018
Reddito di inclusione: 76mila domande

In un mese sono state avanzate oltre 76mila domande per il reddito di inclusione

Sono circa 76mila le domande di reddito di inclusione trasmesse all’Inps dai Comuni italiani tra il 1° dicembre 2017 e il 2 gennaio 2018. Le regioni con il maggior numero di domande sono la Campania, con 16.686 domande e la Sicilia con 16.366. Al terzo posto la Calabria, con 10.606 richieste. A seguire Lombardia e Lazio, rispettivamente con 5.338 e 5.237 domande.

Il minor numero di domande, invece, si è registrato in Puglia e nella Provincia Autonoma di Bolzano dove le richieste arrivate sono state solamente 8. Nella provincia autonoma di Trento, invece, non risultano avanzate domande.

Il nuovo reddito di inclusione 2018 non costituisce un bonus una tantum ma un sostegno al reddito, subordinato, però, ad un accordo tra il cittadino e gli enti locali, basato sull’impegno a seguire un percorso che miri a far uscire l’intero nucleo familiare dalla situazione disagiata e che preveda tra le altre cose, l’obbligo di mandare i figli a scuola, di accettare lavori o seguire corsi per la formazione professionale.

Reddito di inclusione: requisiti per l’assegno

Il decreto che ha introdotto il reddito di inclusione [1] prevede che possono fare richiesta del reddito di inclusione tutti i cittadini italiani, comunitari o extracomunitari con permesso di lungo soggiorno residenti in Italia da almeno due anni che vivono in una situazione di povertà e di disagio lavorativo, economico e abitativo. La concessione del bonus contro la povertà è subordinata, però, alla sottoscrizione di un accordo con il Comune basato su precisi impegni, come ad esempio:

  • mandare i figli a scuola;
  • tutelare la salute dei ragazzi e dei bambini;
  • impegnarsi nella ricerca attiva di un’occupazione e/o frequentare corsi per la formazione professionale.

La domanda di Rei, infatti, deve essere presentata presso i Comuni o altri punti di accesso, identificati dai comuni stessi, sulla base dell’apposito modello di domanda  disponibile sul sito dell’Inps e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Il Comune invierà poi la domanda all’Inps che dovrà rispondere entro 5 giorni dal ricevimento della documentazione. Se approvato, l’assegno Rei verrà erogato a partire dal mese successivo a quello di approvazione della domanda.


note

[1] D. Lgs. n. 147 del 15.09.2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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