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Cartella notificata a persona diversa: è valida?

4 Aprile 2019


Cartella notificata a persona diversa: è valida?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Aprile 2019



La notifica a mezzo posta non richiede la seconda raccomandata informativa che, invece, è obbligatoria quando effettuata tramite ufficiale giudiziario.

Da una lettura dell’estratto di ruolo che ti ha consegnato l’Agenzia Entrate Riscossione, ti sei accorto che risultano, a tuo carico, dei debiti di cui non hai mai avuto conoscenza. Ritenendo che le relative cartelle esattoriali non siano mai state notificate o siano andate disperse nei meandri di qualche ufficio, hai presentato un’istanza di accesso agli atti amministrativi. In essa hai richiesto all’esattore di visionare tutti i documenti in suo possesso attestanti la notifica dell’atto, in modo da verificare la correttezza del procedimento. Dalle carte che ti sono state consegnate, con l’originale dell’avviso di ricevimento, ti sei accorto che la raccomandata, contenente la cartella di pagamento, è stata consegnata dal postino a un soggetto che si è qualificato come «autorizzato al ritiro», senz’altra specificazione, la cui firma risulta peraltro illeggibile. Di chi si tratta? È valida la cartella notificata a persona diversa dall’effettivo destinatario? Il portalettere non aveva forse l’obbligo di indicare il nome e cognome del soggetto a cui ha affidato la busta e, comunque, di recapitarti poi una seconda raccomandata in cui ti dava contezza di ciò? Ti poni questi dubbi con la speranza di poter impugnare l’estratto di ruolo e così annullare il debito che incombe su di te. 

La questione è stata proprio di recente chiarita dalla Cassazione. L’ordinanza [1] è particolarmente interessante perché spiega, in definitiva, come deve avvenire la notifica della cartella di pagamento tramite raccomandata e quando la stessa può ritenersi valida se consegnata a un familiare convivente, al portiere, a una persona addetta alla casa (ad esempio la colf) o alla segretaria: insomma, a un soggetto diverso dall’effettivo destinatario. La Corte chiarisce poi se e quando ci sia l’obbligo di inviare la successiva “raccomandata informativa”, la cosiddetta CAN (comunicazione di avvenuta notifica) in modo da informare il contribuente della consegna del plico a un altro soggetto affinché questi ne sia al corrente e possa recuperare il documento. Ma procediamo con ordine.

Si può notificare una cartella a un soggetto diverso dal destinatario?

La notifica consegnata ad estraneo è sicuramente valida, sia quando la cartella viene notificata a mezzo del postino che quando la consegna viene curata dall’ufficiale giudiziario o altro messo notificatore. È lo stesso Codice di procedura civile a stabilire che le notifiche possono avvenire, se il destinatario è momentaneamente assente, a uno dei soggetti indicati secondo il seguente ordine:

  • familiare convivente;
  • persona addetta alla casa o all’ufficio (ad esempio la segretaria o un dipendente) purché maggiore di 14 anni e non palesemente incapace di intendere e volere;  
  • portiere dello stabile.

Il postino deve indicare a chi ha consegnato la cartella? 

Secondo la Cassazione la notifica della cartella esattoriale effettuata tramite raccomandata e consegnata a una persona diversa dal destinatario è valida anche se l’avviso di ricevimento non contiene alcuna annotazione specifica sulla persona che ha ricevuto l’atto a mani proprie. E ciò perché quando il consegnatario si dichiara «autorizzato al ritiro» si presume che sia uno dei soggetti indicati dal Codice ossia il familiare convivente, il portiere dell’edificio o un dipendente del contribuente: spetta a quest’ultimo fornire la prova contraria, cioè dimostrare che il consegnatario non era un suo incaricato, neanche temporaneo. 

Il portalettere, del resto, al pari dell’ufficiale giudiziario, è un pubblico ufficiale; pertanto, le sue dichiarazioni sono assistite da una “fede privilegiata”. In altri termini se il postino dice che il soggetto che ha preso in mano la raccomandata era autorizzato a farlo non c’è ragione per non credergli. Resta sempre la possibilità, per l’effettivo destinatario, di dimostrare l’errore della notifica, ossia che il consegnatario non era in realtà un convivente o un familiare o un portiere assunto dal condominio o un proprio dipendete. Ma per farlo deve intentare un giudizio autonomo, detto «querela di falso» di non sempre facile soluzione.

La firma del destinatario deve essere leggibile?

Neanche su questo fronte il contribuente la spunta: secondo la Cassazione l’avviso di ricevimento della raccomandata prova, fino a querela di falso, la consegna al destinatario, a patto che l’atto sia recapitato all’indirizzo del contribuente e che il consegnatario abbia sottoscritto nello spazio per la «firma del destinatario o di persona delegata», anche se la firma è illeggibile o apparentemente falsa.

È necessaria la seconda raccomandata informativa (CAN)?

Veniamo all’ultimo dei punti analizzati dalla Cassazione. Quando la notifica viene effettuata a mezzo dell’ufficiale giudiziario e questi consegna la busta a un soggetto diverso dall’effettivo destinatario (ad esempio il portiere), quest’ultimo deve sottoscrivere una ricevuta e l’ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell’avvenuta notifica della cartella con una successiva lettera raccomandata. È la cosiddetta raccomandata informativa, meglio conosciuta come CAN (comunicazione di avvenuta notifica). In essa l’ufficio comunica al contribuente che, al giorno ivi indicato, il soggetto notificante ha consegnato la cartella a un’altra persona non avendo trovato il destinatario.

Diverse considerazioni invece valgono quando la notifica viene fatta, anziché a mani (ossia con l’ufficiale giudiziario), a posta (ossia con raccomandata a.r.). In tali ipotesi, quando il plico viene consegnato a un soggetto differente dal destinatario, la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento da quest’ultimo sottoscritto, senza necessità dell’invio di una ulteriore raccomandata [2]. Non c’è quindi bisogno della CAN, né di una apposita relazione di notifica perché sono le Poste a garantire la corretta esecuzione della procedura di consegna e l’identità del consegnatario nell’avviso di ricevimento: il concessionario della riscossione deve infatti conservare l’avviso di ricevimento per cinque anni insieme con la matrice o la copia della cartella per esibirli a richiesta dall’amministrazione o del contribuente. 

Diverso è il caso della notifica a mezzo ufficiale giudiziario in cui l’omesso avviso con raccomandata determina la nullità della notifica. 

Come dimostrare che la cartella non è stata ricevuta

Al contribuente che non sia mai riuscito a recuperare la cartella dalle mani del soggetto a cui è stata consegnata non resta che dimostrare di essersi trovato, senza sua colpa, nell’impossibilità di prendere cognizione dell’atto.

Cartella consegnata a un amico del contribuente è valida?

Con un’altra ordinanza [3] la Cassazione ha ritenuto illegittima la notifica della cartella consegnata all’amico del destinatario. È vero che il concetto di «persona di famiglia» si è allargato stando all’orientamento giurisprudenziale ma, tuttavia, il rapporto amicale è cosa ben diversa dal rapporto di parentela.

Nel caso di specie l’atto veniva consegnato non a una persona di famiglia o al portiere, ma a una «semplice amica» del contribuente, ragion per cui la notifica doveva ritenersi non valida.

In questi ultimi anni la giurisprudenza di legittimità ha allargato il concetto di «persona di famiglia», alla quale «legittimamente» poter consegnare l’atto da notificare, facendovi rientrare «non solo i parenti, ma anche gli affini. Si è così escluso che la persona di famiglia debba necessariamente convivere col notificatario. Tuttavia la notifica fatta nelle mani di una persona che si qualifica come “amico” non è valida, perché il rapporto amicale è cosa diversa dal rapporto di parentela, né la persona amica è qualificabile come addetta alla casa».

note

[1] Cass. ord. n. 9240/19 del 3.04.2019.

[2] Cass. sent. n. 17598/2010; n. 911/2012, n. 19771/2013, n. 22151/2013, n. 16949/2014, n. 14146/2014, n. 12083/2016, n. 19795/2017, n. 8293/2018.

[3] Cass. ord. n. 9371/19.

Autore immagine: 123rf com

Tributi – Riscossione – Residenza fiscale – Notifica della cartella al familiare convivente – Residenza del contribuente in un altro immobile – Nullità dell’intimazione di pagamento.
È nulla la notifica della cartella di pagamento consegnata al padre del destinatario dichiaratosi convivente se il contribuente risiede in realtà in un altro immobile. La Corte ha affermato che non basta che la persona cui sia stata consegnata la copia sia in rapporti di parentela con il destinatario dell’atto dovendo, invece, trattarsi di persona di famiglia o addetta alla casa, di persona cioè a lui legata da un rapporto di convivenza che, per la costanza di quotidiani contatti, dà affidamento che l’atto sia portato a sua conoscenza. Pertanto, il certificato di residenza rilasciato dal Comune rende irrilevante la dichiarazione di convivenza attestata dall’agente postale.
•Corte di cassazione, sezione tributaria, ordinanza 15 aprile marzo 2019 n. 10543

Procedimento civile – Notificazione – Rapporto di convivenza del ricevente con il destinatario.
Per ritenere la ritualità della notificazione ex art. 139 cod. proc. civ. non basta che la persona cui sia stata consegnata la copia sia in rapporti di parentela con il destinatario dell’atto, dovendo, invece, trattarsi di persona di famiglia o addetta alla casa, di persona, cioè, a lui legata da un rapporto di convivenza, né è sufficiente che nella relata di notifica il ricevente sia indicato come persona convivente. Infatti, non tutte le attestazioni contenute nella relata di notifica dell’ufficiale giudiziario sono destinate a far fede fino a querela di falso, ma soltanto quelle riguardanti attività svolte da lui medesimo o fatti avvenuti in sua presenza o dichiarazioni a lui rese, limitatamente al loro contenuto estrinseco, mentre non sono assistite da pubblica fede tutte le altre circostanze che non sono frutto di diretta percezione del pubblico ufficiale, ma piuttosto di indicazioni da altri fornitegli o di semplici informazioni assunte.
•Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza 11 aprile 1996 n. 3403

Procedimento civile – Notificazione – Relazione di notifica – In genere – Attestazione in relata su parentela e convivenza tra destinatario dell’atto e consegnatario – Valore probatorio – Limiti – Fondamento.
Ai fini della validità della notificazione, la parentela e la convivenza tra destinatario dell’atto e consegnatario (quest’ultimo dichiaratosi, nella specie, “nipote convivente”) non possono presumersi dall’attestazione dell’agente postale, che fa fede solo delle dichiarazioni a lui rese, non anche dell’intrinseca veridicità del relativo contenuto, sicché il destinatario, che abbia prodotto a confutazione di tale veridicità un certificato storico di residenza, non è tenuto a un’ulteriore, impossibile, prova del fatto negativo circa l’assenza di ogni relazione di parentela e convivenza col consegnatario dell’atto.
•Corte di cassazione, sezione VI, ordinanza 20 febbraio 2014 n. 4095

Procedimento civile – Notificazione – Alla residenza, dimora, domicilio – Consegna a persona di famiglia – Rapporto di parentela – Indicazione nella relata di notifica – Contestazione da parte del destinatario – Ammissibilità – Onere della prova – Produzione di stato integrale di famiglia – Inidoneità – Fondamento.
In tema di notificazioni, la dimostrazione dell’insussistenza del rapporto di parentela tra il destinatario dell’atto e la persona che risulti indicata come consegnataria nella relata di notifica può essere offerta mediante prova documentale, riguardando un’attestazione che non è frutto della diretta percezione dell’ufficiale giudiziario procedente, ma di notizie a questo fornite, e non è, quindi, assistita da fede privilegiata; tuttavia, non è sufficiente, al fine di negare validità alla notificazione, la produzione di uno stato integrale di famiglia, il cui contenuto non esclude il rapporto di parentela.
•Corte di cassazione, sezione VI, ordinanza 12 marzo 2012 n. 3906


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