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Si può pagare il dentista a rate?

4 Aprile 2019
Si può pagare il dentista a rate?

Come formalizzare l’accordo del pagamento dilazionato; la possibilità di sottoscrivere una finanziaria e la prescrizione del credito del professionista.

Solo chi lo ha già sperimentato sa cosa significa il mal di denti. In molti di questi casi il ricorso al dentista rappresenta l’unica e definitiva soluzione al problema. Un problema non sempre legato all’età, ma allo stato di salute della bocca, all’igiene dentale, alle abitudini di vita del paziente, alle particolari predisposizioni genetiche a carie e agli altri problemi connessi alla cavità orale. Senonché non tutti si possono permettere la cura da uno specialista, non almeno quando la parcella deve essere pagata in un’unica soluzione. Così è normale chiedersi se si può pagare il dentista a rate. Cosa prevede la legge a riguardo? È diritto del paziente chiedere una dilazione e, in tale ipotesi, quando va presentata la richiesta? Il pagamento delle singole rate può avvenire in contanti o deve per forza passare da un bonifico bancario o da un assegno? A queste domande cercheremo di fornire una risposta nelle righe che seguono. 

Farsi consegnare un preventivo

Prima di domandarsi se si può pagare il dentista a rate è sempre più opportuno sapere a quanto ammonta il conto finale. Sarà quindi bene richiedere un preventivo per l’intera cura. Preventivo che, a ben vedere, a seguito della legge sulla concorrenza approvata nel 2017, non è soltanto obbligatorio ma deve anche essere redatto per iscritto. 

Il dentista non può discostarsi dal preventivo consegnato al paziente a meno che non sopraggiunga la necessità di integrare la cura con ulteriori interventi di cui non ci si poteva rendere conto all’atto dell’inizio del trattamento e sempre previa informazione al paziente stesso.

L’obbligo del preventivo scritto non riguarda solo i dentisti ma anche gli odontoiatri così come ogni altro professionista.

Come e quando chiedere un pagamento a rate

Nell’ambito dei rapporti privatistici – così come sono classificabili quelli tra paziente e medico privato – è sempre facoltà delle parti regolare i propri interessi secondo gli accordi che, di volta in volta, le stesse raggiungono. Ciò significa che, al di là della libertà nella quantificazione della parcella da erogare al professionista, quest’ultimo è libero di riconoscere sconti ed agevolazioni di pagamento. Pertanto, così come non esiste alcun diritto del paziente ad ottenere un pagamento rateizzato, allo stesso modo non c’è neanche un obbligo di saldare il conto in anticipo e in un’unica soluzione. In buona sostanza, tutto dipende dalle intese strette di volta in volta.

Il rapporto che si innesca tra dentista o odontoiatra e paziente è un normalissimo contratto, come quello che si realizza quando si compra un oggetto in un negozio o si richiede l’attivazione di un’utenza del gas. E il nostro ordinamento ha stabilito il principio della cosiddetta «libertà negoziale»: i contraenti sono liberi di determinare il contenuto del loro accordo secondo le regole che preferiscono, purché queste non violino disposizioni imperative di legge, l’ordine pubblico o il buon costume. 

Il contratto stretto tra dentista e cliente non deve essere necessariamente scritto, come invece deve esserlo il preventivo. Può anche essere siglato con una stretta di mano, ossia verbalmente. Tuttavia, per evitare spiacevoli equivoci, sarà bene che le parti sottoscrivano per accettazione il preventivo.

Si può pagare la singola rata in contanti?

Veniamo ora alle regole che disciplinano la tracciabilità dei pagamenti, regole che – come noto – impongono pagamenti con bonifici, assegni, carte di credito o bancomat a partire da 3.000 euro a salire. Ci si è chiesti se, in caso di pagamento dilazionato di una parcella che superi complessivamente detto tetto, la singola rata inferiore a 3mila euro possa essere versata in contanti. Si pensi al conto del dentista di 5mila euro, pagato con 10 rate da 500 euro ciascuna. La risposta fornita dal Ministero è stata positiva: è possibile usare il cash. Difatti, quando la natura della prestazione o gli accordi delle parti rendono possibile e naturale un pagamento rateizzato (tale cioè che esso non possa ritenersi un mezzo per frodare la normativa), la singola rata può essere versata in contanti purché non superiore a 2.999,99 euro.

Pagare il dentista con una finanziaria

Esistono studi dentistici convenzionati con finanziarie che consentono di ottenere un prestito con pagamento rateizzato. Ciò non esclude che il paziente possa rintracciare da sé una finanziaria che gli garantisca un prestito. Che succede se la prestazione non viene resa o viene resa in modo errato? Secondo la giurisprudenza, quando la finalità del prestito (la prestazione medica) risulta dal contratto stesso, l’inadempimento della prestazione principale (quella del dentista) può essere fatto valere dal consumatore per interrompere il pagamento con la finanziaria. 

La quietanza di pagamento

Quando si ottiene la possibilità di pagare il dentista a rate, sarà bene farsi rilasciare una quietanza per ogni singolo pagamento effettuato in contanti. Si tratta di un diritto del paziente che il medico non può negare anche se il versamento del denaro avviene con bonifico, assegno o carta di credito. Difatti l’utilizzo dei mezzi tracciabili consente comunque – al di là della liberatoria – la prova dell’adempimento; quindi, anche senza quietanza, il cliente avrebbe sempre modo di dimostrare l’avvenuto pagamento.

Quando si prescrive il credito del professionista?

Come ogni credito dei professionisti, la legge prevede una prescrizione di 3 anni per la parcella del dentista o dell’odontoiatra, anche se il pagamento viene concordato a rate. 



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3 Commenti

  1. Non è esatto affermare che “Come ogni credito dei professionisti, la legge prevede una prescrizione di 3 anni per la parcella del dentista o dell’odontoiatra, anche se il pagamento viene concordato a rate.“.

    Si tratta infatti di prescrizione “PRESUNTIVA” del diritto ad essere pagato , ovvero si presume che per i casi indicati dal codice civile (Art. 2956) il debito sia stato pagato ma il creditore può dimostrare il contrario, come ben specificato in altro articolo https://www.google.it/amp/s/www.laleggepertutti.it/200672_la-prescrizione-presuntiva-cose-e-come-funziona/amp.

    Se viene provato che il diritto al pagamento non si è prescritto perché il debito non è stato pagato torna in vigore il normale termine di prescrizione decennale.

  2. Deve essere escluso il risarcimento in favore del paziente, che lamentava l’esecuzione di cure dentarie malamente eseguite, allorchè sia emerso in corso di causa che la causa del danno non era da individuarsi nell’opera del medico, ma nelle condizioni pregresse del paziente, e che il medico aveva correttamente informato il paziente, segnalandogli i possibili rischi dell’intervento.

  3. Sono solidalmente responsabili per i danni subiti a seguito di una serie di operazioni rivelatesi erronee e totalmente fallimentari il falso medico odontoiatra e l’odontotecnico, il quale, occupandosi dell’impianto di protesi predisposte si è assunto responsabilità di tipo medico per le quali non era abilitato professionalmente.

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