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Si può accettare solo una parte di eredità?

4 Aprile 2019
Si può accettare solo una parte di eredità?

Eredità e legato: la differenza in merito agli effetti di una eventuale rinuncia.

A seguito della morte di un tuo parente, hai scoperto di essere tra i suoi eredi. Dovrai così recarti dal notaio, insieme ai tuoi parenti, per fare la dichiarazione di accettazione dell’eredità. Nel frattempo hai iniziato a prendere informazioni sul patrimonio del defunto al fine di valutare la convenienza dell’operazione. Sei così venuto a sapere che, a fronte di un appartamento in città di indubbio valore commerciale, c’è anche un terreno non edificabile, che non può essere destinato neanche a uso agricolo. In pratica si tratta solo di un peso per il proprietario, costretto a pagare le tasse senza ricavarne un guadagno. C’è poi un’auto da rottamare, alcuni arredi che nessuno vuol più perché passati di moda e una vecchia cantina anch’essa priva di valore. Così, non volendo avere grane burocratiche e contrasti coi tuoi parenti, ti chiedi se si può accettare solo una parte di eredità.

Sai bene, infatti, che nel momento in cui diventerai erede, assumerai una duplice responsabilità insieme a tutti gli altri eredi. Da un lato dovrai rispondere degli eventuali danni causati a terzi dai beni lasciati dal defunto; pensa, ad esempio, a un vecchio fondo abbandonato, divenuto ricettacolo di rifiuti e di acque stagnanti, che pregiudicano le proprietà vicine; oppure immagina un appartamento inutilizzato le cui tubature, vecchie ormai di decine d’anni, stanno causando infiltrazioni d’acqua al condominio e ai vicini.

Dall’altro lato dovrai rispondere dei debiti non estinti dal defunto prima di morire. In pratica, i creditori potranno rivalersi contro di te, in proporzione alla tua quota ereditaria. Potrà farlo anche il fisco e l’agente per la riscossione esattoriale.

I debiti però non esauriscono i tuoi problemi. A volte, la gestione del patrimonio ereditario è complicata e dispendiosa, come nell’ipotesi di un immobile che non produce reddito e che difficilmente può essere venduto (pensa ad esempio a un casolare di campagna diroccato o a un terreno che non può essere sfruttato).

Ad aggravare la situazione ci si mette spesso la frammentazione delle quote di proprietà tra i vari coeredi che rende tutt’altro che facile trovare soluzioni condivise in merito all’amministrazione del bene stesso o alla sua eventuale cessione.

Ecco perché è naturale chiedersi se si può accettare solo una parte dell’eredità e rifiutare tutto il resto.

Per rispondere a questo dubbio, dobbiamo fare una precisazione.

La differenza tra erede e legatario

Quando una persona muore senza lasciare testamento, il suo patrimonio viene diviso secondo le regole generali del Codice civile che accordano preferenza ai parenti più stretti (coniuge e figli e, in loro assenza, genitori, fratelli, e così via). Leggi sul punto: Eredità: chi sono gli eredi se manca il testamento?

Invece, se è stato lasciato un testamento, in esso il testatore può disporre solo di una parte del proprio patrimonio, mentre una quota dello stesso deve comunque finire ai parenti più stretti (i cosiddetti legittimari: figli e coniuge o, in loro assenza, genitori). Leggi sul punto A quali parenti spetta sempre una quota di eredità.

Con o senza testamento, gli eredi non subentrano nella proprietà di beni specifici ma solo in una percentuale del patrimonio del defunto. Si parla, a riguardo, di quote ereditarie. Tanto maggiore è il numero di eredi, tanto inferiore è la quota (ad influire è anche il grado di parentela: ad esempio, al coniuge spetta sempre una parte maggiore dell’eredità).

Dunque, dal momento dell’apertura della successione (ossia all’atto della morte del de cuius) e fino alla divisione della comunione ereditaria (che dovrà avvenire con l’accordo degli eredi o con il tribunale), gli eredi non sono proprietari di alcun oggetto o immobile particolare, ma solo di una quota del complessivo patrimonio.

Il testatore potrebbe però stabilire che alcuni specifici beni vadano in eredità a determinati soggetti. Si ha, in questo caso, ciò che la legge chiama legato; i beneficiari sono detti legatari. Ad esempio, se nel proprio testamento Luca scrive di voler lasciare i propri beni ai figli e alla moglie, mentre la casa in campagna alla sorella Luisa, sta eseguendo in favore di quest’ultima un legato. La sorella non è erede, ma ottiene ugualmente una parte di eredità per specifica disposizione del testatore (e sempre a condizione che non pregiudichi le quote minime dei legittimari). Se tale testamento non vi fosse stato, Luisa non avrebbe ricevuto nulla poiché tutta l’eredità sarebbe stata divisa, per legge, tra coniuge e figli. Il legatario può anche essere un erede, a cui viene accordata, oltre alla percentuale di eredità, anche un bene specifico.

Tanto l’erede quanto il legatario può rinunciare all’eredità. Ma in modo diverso. Ecco cosa succede.

Si può rinunciare a una parte dell’eredità?

L’erede, in quanto titolare di una quota ideale del patrimonio del defunto, non può rinunciare a una parte dell’eredità. O accetta l’eredità nel suo insieme oppure la rifiuta, ma non può limitare tale accettazione ad alcuni beni, escludendone altri. E ciò perché, come abbiamo detto con l’accettazione diventa proprietario solo di una percentuale di mobili, immobili, conti e quant’altro si trova nella successione, ma non di beni specifici.

Del resto l’accettazione di eredità non può essere sottoposta a condizioni (ad esempio: «Accetto solo se non ci sono debiti» oppure «Accetto a condizione che gli altri eredi non mi chiedano soldi per le spese straordinarie») o a termini (ad esempio «Accetto solo a partire dall’anno prossimo»).

Chi rinuncia all’eredità, perde la percentuale su tutto il patrimonio quindi.

Diversa è la condizione del legatario il quale può ben rinunciare al legato senza però perdere la possibilità – qualora sia anche erede – di accettare il resto dell’eredità. In tal caso il bene oggetto di legato rientra nella massa e ciascun erede vanterà su di esso solo una quota. Ad esempio immaginiamo che Antonio lasci tre case ai figli Roberto, Marco e Giovanni. A quest’ultimo però lascia anche un terreno. Giovanni, non interessato al terreno, rinuncia al legato, ma senza rinunciare anche all’eredità, che pertanto accetta. In questo caso Giovanni ha rinunciato a un bene specifico lasciatogli dal defunto senza rinunciare alla sua quota di eredità.

Chiaramente, se il legatario non è, nello stesso tempo, erede può ugualmente rinunciare ad un legato e accettarne un secondo che gli sia stato eventualmente accordato dal testatore.



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