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Cosa succede se l’unico erede è minorenne?

5 Aprile 2019 | Autore:
Cosa succede se l’unico erede è minorenne?

Eredità devoluta a minore: come funziona? Cosa deve fare il rappresentante legale del minorenne? Cos’è l’accettazione con beneficio d’inventario?

I rapporti patrimoniali che abbiamo in vita (crediti, proprietà, ecc.) proseguono anche dopo la nostra morte: ciò significa che, se Tizio ti deve mille euro, quando non ci sarai più questi mille euro dovranno essere restituiti ai tuoi eredi. Lo stesso vale per le passività: i debiti si trasmettono agli eredi proprio come i crediti. Questo principio non vale, invece, per i rapporti giuridici personali, come quelli familiari: ad esempio, il diritto al mantenimento che spetta alla moglie non si trasmette, nemmeno quello agli alimenti. Tornando alle situazioni patrimoniali, cosa succede se l’unico erede è minorenne? Tutti sanno, infatti, che per la legge il minore di diciotto anni non può compiere validamente ogni operazione giuridica: ad esempio, non può sottoscrivere un contratto d’acquisto di un’autovettura. E allora, se Tizio, a causa di un incidente, muore lasciando un solo figlio minore come erede, cosa accadrà? È la legge a spiegarci come bisogna comportarsi in questa evenienza. Se vuoi saperne di più, prosegui nella lettura di questo articolo: vedremo cosa succede se l’unico erede è minorenne.

Minore unico erede: cosa dice la legge?

Ci sono diversi motivi per cui un minorenne potrebbe trovarsi ad essere l’unico erede: ad esempio, è possibile che i genitori siano deceduti senza lasciar alcun altro parente in vita; oppure è possibile che gli eredi che siano parenti più prossimi rinuncino tutti all’eredità, di modo che il minore subentri al loro posto; è anche possibile che il defunto abbia disposto con testamento a favore solamente del minorenne (in assenza di altri eredi, altrimenti si avrebbe una lesione della quota di legittima).

Al di là dei singoli episodi che giustificano un caso del genere, nell’ipotesi in cui l’unico erede sia un minorenne occorre che qualcuno, al suo posto, accetti l’eredità: secondo al legge, infatti, l’accettazione (così come il rifiuto) dell’eredità, essendo atto di straordinaria amministrazione, non può essere compiuta da un minore d’età, ma solamente dal suo rappresentante legale.

Inoltre, l’eventuale accettazione può avvenire solamente con beneficio d’inventario [1]. Approfondiamo questi aspetti.

Chi è il rappresentante legale del minore?

Se il minore è l’unico erede di una persona defunta, occorre che il rappresentante legale, nell’interesse del minorenne, provveda ad accettare o rifiutare l’eredità. La rappresentanza legale dei minori spetta ai genitori i quali, pertanto, dovranno agire nell’esclusivo interesse del proprio figlio.

È possibile, però, che il minore sia unico erede proprio perché i suoi genitori non sono più in vita: pensa all’asse ereditario che provenga proprio dai genitori scomparsi prematuramente, oppure dal nonno in assenza dei propri figli. In queste ipotesi, chi è il rappresentate legale del minore?

In assenza dei genitori, il rappresentate legale di un minorenne è il tutore, una persona (di solito vicina al minore stesso, come un parente) nominata dal tribunale affinché si prenda cura di chi non ha ancora la piena capacità d’agire a causa della propria giovane età.

Erede minorenne: cosa deve fare il rappresentante legale?

Se l’unico erede di una persona è un minorenne, il rappresentante legale (entrambi i genitori oppure colui che ne esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale, ovvero il tutore) dovrà decidere, nell’interesse del minore, se accettare o meno l’eredità. La decisione potrà essere adottata solamente a seguito di espressa autorizzazione da parte del giudice [2], il quale dovrà valutare la scelta del rappresentante legale in base all’esclusivo interesse del minore.

Pertanto, il rappresentante legale del minore unico erede potrà agire soltanto dietro autorizzazione del giudice, il quale è figura terza ed imparziale che può valutare in maniera obiettiva il bene del minorenne.

Nel caso in cui i genitori/rappresentanti legali del minore siano in disaccordo oppure non vogliano (o non possano) compiere gli atti necessari nell’interesse del figlio, il giudice nomina un curatore speciale che si occupi di accettare (o rifiutare) l’eredità.

Erede minorenne e accettazione con beneficio di inventario

Secondo la legge, l’eredità devoluta a un minorenne non può essere accettata se non con beneficio d’inventario. Cosa significa? Cos’è l’accettazione con beneficio d’inventario? Te lo spiego illustrandoti la differenza con l’accettazione dell’eredità semplice.

Con l’accettazione dell’eredità  pura e semplice il patrimonio del defunto si confonde con quello dell’erede, diventando così un’unica massa indistinta. Questa situazione potrebbe nuocere all’erede nel caso in cui l’eredità sia gravata da così tanti debiti da annullare, di fatto, il suo valore. Per evitare ciò, l’erede può decidere di accettare l’eredità con beneficio di inventario: in tal modo, il suo patrimonio resterà separato da quello del defunto e potrà essere chiamato a rispondere dei debiti ereditari solamente utilizzando i beni dell’asse.

In pratica, la legge impone che l’eredità del minore venga accettata dal suo rappresentante legale con beneficio d’inventario per maggiormente tutelare il minorenne, il quale evita così il rischio di trovarsi in futuro con dei debiti da pagare, debiti derivanti dall’eredità. Per ulteriori approfondimenti su questo aspetto ti rinvio alla lettura del nostro articolo sull’accettazione dell’eredità.

Accettazione con beneficio d’inventario: come si fa?

La dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario deve essere sempre e necessariamente espressa e deve essere resa ad un notaio o al cancelliere del tribunale del circondario nel quale si è aperta la successione [3]. La dichiarazione deve poi essere iscritta nel registro delle successione e, entro il mese successivo, trascritta nei registri immobiliari.

Il codice prevede nel dettaglio gli adempimenti cui è tenuto colui che accetta con beneficio di inventario: tra questi il più importante è quello di fare inventario dei beni ereditari entro un lasso di tempo stabilito (nello specifico, entro tre mesi dalla dichiarazione di accettazione, se non si trovi già nel possesso dei beni; in caso contrario, i tre mesi decorrono immediatamente dall’apertura della successione).


note

[1] Art. 471 cod. civ.

[2] Art. 374 cod. civ.

[3] Art. 484 cod. civ.

Autore immagine: Unsplash.com


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