Diritto e Fisco | Articoli

Il cane può scendere in spiaggia?

5 Aprile 2019
Il cane può scendere in spiaggia?

Si possono portare i cani in spiaggia senza museruola o ci sono degli orari e dei limiti di luogo da rispettare?

Nel bel mezzo di una giornata estiva di agosto, scendi in spiaggia con il giornale, il telo e, accanto, il tuo fedele cane. L’animale non ha mai fatto del male a una mosca, tant’è che ti segue senza bisogno di guinzaglio o di museruola. Ma, non appena trovi dove collocare il palo dell’ombrellone, ti accorgi degli sguardi infastiditi della gente attorno a te che, evidentemente, mal tollera la presenza del quadrupede. Sicuro del fatto tuo, non fai caso a chi ti sta accanto. Senonché, dopo poco, arriva una madre a inscenare una vera e propria contestazione in pubblico: in modo molto arrogante, ti invita a portare via il cane perché, a suo dire, essendoci bambini sulla spiaggia e gente che non ama gli animali, la sua presenza potrebbe dar fastidio. Non è tanto una questione di sicurezza – afferma in risposta alle tue rassicurazioni sulla natura mansueta dell’amico peloso – ma anche di igiene. Alla fine, la donna arriva a minacciarti: chiamerà la polizia o i carabinieri se non farai quanto dice. Cosa rischi in un’ipotesi di questo tipo? Il cane può scendere in spiaggia? 

La questione è stata affrontata incidentalmente da una recente sentenza del Tar Lazio-Latina [1]. È l’occasione per scoprire cosa dice la legge in merito agli animali sulle spiagge libere.

Esiste un divieto di portare animali in spiaggia?

Nessuna legge statale vieta ai proprietari di cani o gatti di portare con sé, sulle spiagge libere, i propri animali di compagnia. La materia però può essere disciplinata da regolamenti comunali. Possono essere adottate ordinanze del sindaco che vietano la discesa dei quadrupedi sulla battigia o sulle altre aree pubbliche limitrofe al mare. Affinché però tali provvedimenti siano validi devono anche essere motivati. Non possono cioè essere adottati dei divieti generalizzati quando ben può il Comune individuare aree destinate appositamente alla balneazione dei cani, magari ad orari prestabiliti. 

Pertanto il Tar Lazio ha annullato l’ordinanza del sindaco di una cittadina di mare che vietava ai possessori di cani di portarli con sé. L’amministrazione comunale avrebbe dovuto vagliare regole alternative al divieto generalizzato poiché il principio di proporzionalità impone alla stessa di optare, tra più possibili scelte volte al raggiungimento del pubblico interesse, per quella meno gravosa per i cittadini coinvolti.

È dunque «irragionevole ed illogica, oltre che irrazionale e sproporzionata» l’ordinanza sindacale che vieta di portare qualsiasi tipo di animale sulle spiagge libere, anche con museruola e guinzaglio. Da una parte vanno motivate le esigenze di tutela di igiene e sicurezza dei bagnanti, dall’altra la pubblica amministrazione deve evitare inutili sacrifici ai cittadini coi suoi provvedimenti: avrebbe potuto raggiungere lo stesso obiettivo indicando le misure comportamentali più adeguate senza ricorrere al divieto assoluto. 

In altre parole il sindaco avrebbe dovuto valutare la possibilità di perseguire le finalità pubbliche di decoro, igiene e sicurezza mediante regole alternative al divieto di frequentazione delle spiagge, ad esempio valutando se limitare l’accesso dei cani in determinati orari, con l’individuazione delle aree viceversa interdette. 

Ferma quindi la possibilità per il Comune di vietare la discesa di animali in spiaggia, affinché il provvedimento sia legittimo deve essere motivato e individuare “soluzioni alternative” per consentire anche ai quadrupedi di fare un bagno nell’acqua del mare o di correre sulla sabbia, che certo è di tutti, uomini e animali compresi. 

La violazione di una eventuale ordinanza del sindaco implica comunque solo sanzioni di tipo amministrativo (il pagamento di una “multa”) e non anche la commissione di un reato. Ragion per cui l’unica autorità competente sarà la polizia municipale e non anche i carabinieri.

Violazione del principio di uguaglianza

Del resto vietare in assoluto, su tutto il territorio, l’ingresso dei cani sul litorale costituisce una ingiusta discriminazione fra cittadini (tra chi ha un animale, che pertanto verrebbe costretto a restare a casa, e chi invece non lo ha). Insomma si finisce per ledere il principio di uguaglianza imposto dalla costituzione, mentre il principio di proporzionalità che regola l’azione della pubblica amministrazione impone almeno di indicare determinati orari nei quali poter portare il cane in spiaggia, con museruola e guinzaglio. Il divieto assoluto risulta invece fuor d’opera se si confrontano le esigenze pubbliche da soddisfare con l’incidenza dell’ordinanza sulla sfera giuridica dei privati: sono sufficienti provvedimenti meno invasivi per garantire la pulizia degli arenili e l’incolumità dei bagnanti. 

La responsabilità del proprietario dell’animale

Resta in ogni caso fermo il fatto che ciascun proprietario è responsabile dei danni causati dal proprio animale, responsabilità che non si estende solo all’aspetto civilistico e quindi al risarcimento dei danni (fisici e materiali), ma anche alle lesioni provocate a terzi, implicando pertanto conseguenze di tipo penale (il reato di lesioni colpose per il proprietario). Ma, proprio perché si tratta di una conseguenza legata a un fatto ben specifico, la responsabilità scatta solo se l’illecito viene commesso e non anche in via preventiva per il solo fatto che sussiste un potenziale pericolo. 


note

[1] Tar Lazio-Latina, sent. n. 176/2019.


9 Commenti

  1. Buongiorno. Ho sempre trascorso la mia estate con i miei parenti che hanno la casa al mare. Mia zia ha un cane di grossa taglia favoloso e davvero mansueto, l’ha portato alla scuola di addestramento. La mattina alle 6 lo portiamo a passeggio e, visto che la spiaggia a quell’ora è desolata, lo portiamo anche in spiaggia ed il cane fa il bagnetto indisturbato. Credo che non ci sia nulla di male, non disturba la gente. Altre volte, nel pomeriggio, mi è capitato di vedere delle persone che portavano i loro cani in spiaggia quando c’era davvero tanta gente e qualche famiglia si è giustamente lamentata perché aveva paura che il cane potesse rappresentare una minaccia per i bimbi piccoli.

    1. Lascio un commento un po’ generico sulla questione “animale da compagnia”.
      La sentenza del TAR Lazio e L’articolo in commento, utilissimo soprattutto in questo periodo pre-estivo, richiamano un concetto che in un mondo “utopistico normale” verrebbe ricordato con il termine “EQUILIBRIO” (In medio stat virtus),parola ignota ai più oramai.
      Se da un lato infatti si critica leccessivo “zelo” di un comune che vieta tout court l’accesso ai cani alle spiagge è bene ricordare che “per diritto naturale” lo spazio vitale di ciascuno di noi termina dove inizia quello del prossimo.
      Il cane, essere senziente per riconoscimento della stessa Corte Europea, rappresenta l’ animale da compagnia per eccellenza, basta pensare all’impatto terapeutico positivo che innesca nelle cure negli ospedali, o alle molteplici battaglie che l’hanno visto come protagonista per il riconoscimento dei relativi diritti.
      Se allora è sacrosanto diritto di ognuno di noi vivere appieno godendo del nostro animale in ogni modo possibile non possiamo però dimenticare che esistono delle regole(di quieto vivere alcune) o leggi che dobbiamo comunque rispettare.
      Così se portiamo il cane in spiaggia non possiamo limitarci ad un “e sennò dove dovrei lasciarlo? Abbandonarlo?” ma verificare che sia consentito.
      Insomma come ci premuriamo di non uscire in mutande per non offendere il decoro o il pubblico pudore (al di là di ogni convinzione nudista) o di non esporci nudi se non in spiagge per nudisti, abbiamo il dovere di verificare quali siano le norme che regolano quel luogo : luogo pubblico? Cane con guinzaglio e museruola al seguito (e pantaloni). All’aperto ? Cane al guinzaglio , salvo la libertà di tenerlo libero se non vediamo nessuno o se siamo in un parco attrezzato per cani (nel parco per bimbi è vietato a prescindere l’accesso).
      Questo perché se il nostro cane nella corsa o nell’impeto fa cadere dalla bici qualcuno o se Concorre a creare una situazione di pericolo potremmo doverne rispondere, sia che siamo i proprietari sia che siamo il semplice dog sitter : è responsabile il custode del cane del momento, sia in sede di risarcimento civile per danni ,sia in sede penale se qualcuno cade perche il cane lo spaventa e cadendo si fa male.

      Da proprietario di cani e amante dei cani ad esempio non mi permetto di portarlo ad esempio al ristorante, esattamente come facevo prima che la legge intervenisse sul punto, perché ritengo non necessario dover costringere chi mi mangia vicino a dover sopportare eventuali sbavate o perdite di peli del mio boxer (o perdite gassose spesso incontrollabili).
      Ma non perché non voglia condividere con lui un trancio di pizza o di bistecca ma semplicemente perché capisco che la mia libertà deve terminare dov inizia quella del prossimo.
      Certamente non ha bisogno di venire al ristorante per star bene o mangiare bene.
      Ciò non toglie che se ci fosse uno spazio nel ristorante dove poterlolasciare ad aspettarmi lo lascerei volentieri, ma non posso sperare che un ristorante investa nell’acquisto di un altro locale, da pulire e mantener solo per garantirmi più vicinanza o più libertà per me o chi come me ha un animale a casa.
      Per le spiagge è il solito principio , ci sono orari ,solitamente a inizio mattinata sino alle 08.00 e la sera dalle 18 i non cui è possibile portarli a divertirsi.
      Con responsabilità coscienza e rispetto si può fare tutto.
      Basta volerlo….( ….?)
      Io personalmente sono cresciuto sin da piccolo (12anni) con animali ma non faccio giocare da sola mia figlia di 3 anni con nessun cane o gatto che sia perché : é piccola e gli arrivano al viso tranquillamente, non sa cosa vuol dire pericolo, non ha forza per difendersi, un cucciolo gioca e non sa cosa vuol dire graffiare o far male, insomma a parità di peso io non mi ietterei mai a giocare con un animale della mia stazza che non riconosce in me il capobranco e che potrebbe tranquillamente darmi un morso o graffiarmi un occhio pesantemente (labbra e palpebre sono mucose che una volta recisi è un bel problema recuperare).
      Con cani altrui (anche se piccoli ma oggi ne girano davvero tanti e grossi), perché devo farci giocare mia figlia?
      Quando sarà cresciuta valuterà come comportarsi.

      Insomma dopo un “in medio stat virtus” e “cum grano salis”… Mi rimane … Et de hoc satis.

      1. Sono commossa. Se tutti i proprietari di cani fossero come lei sarebbe meraviglioso. Peccato che non sia così…ho cani dei vicini che abbaiano di notte e di giorno, sporcano la strada impunemente e vengono portati a spasso senza guinzaglio (alani). Ma se hai la sfortuna di non avere un numero sufficiente (quale poi?) di persone che se ne lamentano non puoi far denuncia. E se abiti come me dove persone non ce ne sono? Ho fatto mesi a letto da malata e trovare riposo era impossibile. E mi chiedo come sia possibile che io sia detentrice di diritti minori di chi possiede e non educa i cani…oramai l’unico risultato oltre al mio esaurimento nervoso, è che non ne sopporto neanche più la vista…

        1. Onestamente rimane sempre tutto molto fumoso.
          Ho un amico a quattro zampe vivo in Sardegna, generalmente è pieno di ordinanze Comunali che vietano l’accesso su spiagge pubbliche h/24 , le poche spiagge a cui è consentito l”accesso sono decisamente poco accoglienti , decisamente piccole per l’esigenze dei cani ” ho un cane di taglia media non un cane tascabile ” .questo nel Comune di Olbia. Stranamente ti trovi nella spiaggia persone che non hanno nessun amico a 4 zampe che occupano spazzi. La sensazione che viviamo noi amanti degli amici a 4 zampe sicuramente è discriminatoria. Nel Comune di Villasimius quando vai a chiedere all’ufficio informazioni se ci sono spiagge dove è consentito portare il cane la Risposta è assolutamente No! Insomma i nostri amici non hanno vita facile per non parlare dei parchi. Paradossalmente ho trovato più servizi in città come Torino.
          Probabilmente colpa anche dell”inciviltà di alcuni possessori di cani , esiste molta intolleranza.
          Ho avuto vari Cani ma onestamente dopo questo non credo che riprenderò un amico a 4 zampe. Troppe troppe problematiche.

      2. Sono commossa. Se tutti i proprietari di cani fossero come lei sarebbe meraviglioso. Peccato che non sia così…ho cani dei vicini che abbaiano di notte e di giorno, sporcano la strada impunemente e vengono portati a spasso senza guinzaglio (alani). Ma se hai la sfortuna di non avere un numero sufficiente (quale poi?) di persone che se ne lamentano non puoi far denuncia. E se abiti come me dove persone non ce ne sono? Ho fatto mesi a letto da malata e trovare riposo era impossibile. E mi chiedo come sia possibile che io sia detentrice di diritti minori di chi possiede e non educa i cani…oramai l’unico risultato oltre al mio esaurimento nervoso, è che non ne sopporto neanche più la vista…

  2. Trovo giusto che il rapporto tra cani e uomini sia normato, come trovo giusto che laddove io proprietario di un border Colli stia attento alle tanto uguale lo deve fare il bagnante che proprio stamattina a Rosolina mare mi ha ripreso perché il mio cane nella spiaggia per cani attrazzata dal comune nuotava vicino alle bambine che lo avevano chiamato dolcemente perché una delle due aveva paura dei cani.
    Ordunque mi domando quella madre che dovrebbe conoscere i propri figli perché li porta in una spiaggia per cani ?
    Fatti una passeggiata a vai 500 metri più in là, magari se lasciava la figlia giocare con il mio cane si sarebbe anche divertita e avrebbe superato le sue paure.
    Eppure il cartello c’era scritto in 5 lingue, e siccome mi organizzo con tutto il necessario stabilito dalla legge, poi mi risulta dover questionare con persone che invece non si preoccupano di dotarsi del cervello.
    Facendo presente alla signora che io ero nel posto giusto e lei invece no, mi son beccato anche del testa di cazzo , ma il mio Border Colli il suo bagno nella sua spiaggia se le fatto eccome.

  3. Sono andata in Salento per diversi anni consecutivi portando con me la mia cagnolina ben educata e sulla spiaggia abbiamo incontrato altre famiglie felici con i loro amici a quattro zampe, mai nessun problema E’ possibile che tutti i bravi padroni frequentino le spiagge del Salento o non sarà che la civiltà ed il rispetto per gli altri risolvono tutti i problemi? La mia cagnolina non faceva bisogni sulla spiaggia ed attendeva il momento che ne uscivamo per farli, questo mi fa pensare che anche gli altri cani si comportassero nello stesso modo.
    Io credo che una regolamentazione equa possa aiutare ma i divieti assoluti sono ridicoli, pensate ai turisti che vengono in Italia con i loro amici a quattro zampe e trovano tutti questi impedimenti, perché invece non vengono fatte multe serie a chi non raccoglie i bisogni del proprio animale o non lo controlla per evitare che spaventi bambini o adulti o comunque crei problemi? E’ meglio che ci rimettano animali dolci ed educati ed i loro padroni che si sono impegnati?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube