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Insegnante Tecnico Pratico: come lavorare a scuola con il diploma ITP

5 Aprile 2019
Insegnante Tecnico Pratico: come lavorare a scuola con il diploma ITP

Abbiamo già parlato in precedenza delle nuove classi di concorso, passate da 168 a 114 a seguito di uno snellimento dovuto a vari accorpamenti. Ad apportare tali modifiche di razionalizzazione alle classi di concorso per l’insegnamento è stato il DPR 19/2016, che ha fornito le indicazioni necessarie servendosi di 3 tabelle:

  • Tabella A: classi di concorso/titoli di studio per la scuola secondaria di primo e secondo grado;
  • Tabella B: classi di concorso/diplomi per i posti di insegnante tecnico-pratico per la scuola secondaria di primo e secondo grado;
  • Tabella A/1: corrispondenza tra gli esami del vecchio ordinamento;

Oggi analizzeremo più approfonditamente la categoria di docenti (o aspiranti docenti) che possiedono i requisiti di accesso alle classi di concorso previste dalla tabella B: gli insegnanti tecnico pratici o ITP.

Chi sono gli ITP

L’ITP è quel docente che si occupa dell’insegnamento pratico di certe materie all’interno di istituti tecnici e professionali.
Spesso questa figura viene confusa con quella dell’Assistente Tecnico di Laboratorio, ma tra i due profili professionali ci sono molte differenze.

Mentre l’Assistente Tecnico o AT è un membro del personale ATA che si occupa della gestione del laboratorio e di offrire supporto durante le lezioni pratiche, l’Insegnante Tecnico Pratico è colui che svolge il ruolo di docente effettivo all’interno del laboratorio.
A livello normativo, infatti, gli ITP sono equiparati ai docenti laureati e possono insegnare in totale autonomia o in codocenza con questi ultimi.

Normativa di riferimento ITP

Da quanto enunciato sopra è evidente che non c’è alcuna differenza gerarchica tra l’insegnante pratico e quello teorico (o laureato), e a darne ulteriore conferma sono i decreti e gli altri riferimenti normativi emanati:

  • il D.lgs 1277/48 che ne riconosce giuridicamente il profilo:
  • il D.M. 15/02/93 che stabilisce orari, programmi e modalità di compresenza;
  • la Legge 124 del 1999, con la quale l’ITP assume autonomia;
  • La Circolare MIUR 28/2000, che stabilisce che docenti tecnici e teorici devono collaborare utilizzando di mezzi, strumenti e opportuni criteri di valutazione;

Il Lavoro negli istituti scolastici e le mansioni

Si può intuire facilmente come la figura dell’ITP non sia necessaria in tutti i tipi di scuola, ma diventi fondamentale negli istituti tecnici e professionali, dove offrono agli studenti un insegnamento complementare a quello teorico in grado di insegnare loro come svolgere un determinato lavoro tecnico, dal servizio di ristorazione alle scienze integrate passando per laboratori di moda o di costruzioni, ovviamente tutto in base al tipo di diploma di cui si è in possesso.

Il loro contratto prevede 18 ore di lavoro settimanali da trascorrere progettando, gestendo ed organizzando tutte le attività di laboratorio necessarie a conseguire gli obiettivi del programma.

Requisiti per diventare ITP

Come abbiamo accennato nei paragrafi precedenti per diventare insegnante tecnico pratico, accedendo ai concorsi per docenti indetti dal MIUR, è essere in possesso del diploma tecnico pratico, ovvero di uno di quelli presenti nella Tabella B.

Differentemente dai docenti laureati che oltre alla laurea devono conseguire i 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, o aver prestato 3 annualità di servizio negli ultimi 8 anni nella relativa classe di concorso, anche se non continuativi, agli ITP basta solo il diploma per diventare insegnante e ottenere un’immissione in ruolo.

Questa “regola” o, per meglio dire, questa possibilità sarà concessa ai diplomati ITP per tutti i concorsi o le procedure selettive indette prima dell’anno scolastico 2024/2025.

L’articolo 22, comma 2 del D.lgs. 59/2017 sancisce, infatti, che da quella data in poi anche gli itp dovranno disporre di:

  • abilitazione alla classe di concorso;
  • laurea + 24 CFU;

In realtà, fermo restando i 24 CFU, in alternativa alla laurea saranno considerati requisito anche il diploma dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica di primo livello oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti.
Ma ribadiamo, fino a tale data il solo requisito necessario è uno dei Diplomi della tabella B.
Attualmente le procedure concorsuali a cui gli aspiranti itp possono partecipare con questo requisito sono:

  • Concorso per docenti di scuola secondaria;
  • TFA di specializzazione su sostegno;

Concorso per docenti di scuola secondaria: i posti per ITP

Anche se il bando del concorso non è ancora stato pubblicato, possiamo darvi qualche informazione sulle modalità di partecipazione.

Si potrà fare richiesta per una sola regione e per una sola classe di concorso, tuttavia ci sarà la possibilità di prendere parte a 4 procedure in base al tipo di posto e al grado scolastico, secondo il seguente schema:

  • scuola secondaria di primo grado;
  • scuola secondaria di secondo grado;
  • posti di sostegno della scuola secondaria di primo grado;
  • posti di sostegno della scuola secondaria di secondo grado;

Agli ITP sarà dunque consentito partecipare anche per i posti messi a concorso per il sostegno tuttavia, per questo determinato tipo di procedura i requisiti cambiano.
Oltre al Diploma ITP, bisognerà essere in possesso della specializzazione su sostegno.

Vi saranno in tutto:

  • 2 prove scritte + 1 prova orale per i posti comuni;
  • 1 prova scritta su scala nazionale + 1 prova orale per i posti di sostegno;

i vincitori verranno inseriti in una graduatoria di merito in cui potranno scegliere, in base al loro punteggio, una delle scuole disponibili per la regione in cui hanno fatto l’iscrizione al concorso.
Un’importante novità legata a questo concorso è l’abolizione del FIT, i neoassunti effettueranno dunque un anno di formazione iniziale e prova che, se si concluderà in maniera positiva, porterà all’assunzione in ruolo nella stessa scuola, nello stesso tipo di posto e nella stessa CdC.
Tuttavia da quest’anno vige anche il vincolo dei 5 anni (anno di prova compreso) durante i quali il neoassunto non potrà fare richiesta di mobilità, ma dovrà rimanere necessariamente nella scuola scelta.

Come partecipare al TFA sostegno con diploma ITP

La specializzazione su sostegno è conseguibile tramite la partecipazione ai percorsi di Tirocinio Formativo Attivo, o TFA.
Anche qui sono richiesti i medesimi requisiti ovvero:

  • Laurea + 24 CFU/3 anni di servizio per docenti laureati;
  • Diploma Tecnico pratico per i diplomati ITP;

Inutile dire che la questione ha scatenato lamentele e confusione, visto che da un lato chi è in possesso di una laurea ma non dei 24 CFU si vede negare la partecipazione al corso, concessa invece ai possessori di diploma tecnico pratico; dall’altro lato, invece, vi è la confusione da parte degli aspiranti ITP, visto che nella tabella B sono presenti delle classi di concorso ormai ad esaurimento e i possessori dei relativi diplomi non sanno se possono partecipare o meno.
Il punto principale però è che, differentemente dal concorso docenti, qui non si partecipa per CdC, ma per un numero stabilito di posti per il sostegno, quindi i diplomati ITP si troveranno a competere gomito a gomito con i loro “colleghi” laureati e ad entrambi verrà richiesto lo stesso standard professionale.

Per maggiori informazioni sulla figura dell’insegnante tecnico pratico, sulle classi di concorso e i diplomi relativi, vi consigliamo questo articolo che abbiamo utilizzato come fonte per alcuni dati.



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