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Asl veterinaria: può accedere in casa senza consenso?

30 Aprile 2019 | Autore:
Asl veterinaria: può accedere in casa senza consenso?

Veterinari asl: possono entrare in un domicilio privato senza consenso? Quali sono i compiti dell’asl veterinaria? Quando c’è pericolo per la salute pubblica?

Le aziende sanitarie locali presenti sul territorio italiano non si occupano solamente della salute delle persone, ma anche di quella degli animali: devi sapere infatti che ogni asl presenta un’area veterinaria che si occupa delle malattie degli animali col fine di curarle anche per prevenire gravi epidemie che potrebbero, se non tenute sotto controllo, arrecare gravi danni. Le asl veterinarie svolgo un ruolo fondamentale nel controllo del bestiame che si trova presso gli allevatori; tuttavia, la loro competenza si estende anche gli animali da affezione: pensa alle cure prestate a cani e gatti, oppure alla battaglia al randagismo, portata avanti anche mediante interventi di sterilizzazione. Ti sei mai chiesto se, nello svolgimento dei propri compiti, l’asl veterinaria può accedere in casa senza consenso?

I dipendenti dell’area sanitaria veterinaria delle asl italiane potrebbe chiedere di accedere in un luogo di privata dimora ogni volta che vi sia il fondato sospetto che gli animali ivi presenti possano rappresentare un pericolo anche per la salute degli uomini: pensa a quelle persone che tengono i propri animali in casa oppure sui balconi senza mai farli uscire, magari abbandonandoli a loro stessi senza alcuna pulizia. In casi del genere, le cattive condizioni igieniche possono rappresentare un pericolo anche per gli uomini. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo se l’asl veterinaria può accedere in casa senza consenso.

Asl veterinaria: cosa fa?

Per capire se l’asl veterinaria può accedere in casa senza consenso occorre comprendere prima quali sono le competenze dell’asl in questo particolare settore. Cosa fa l’asl veterinaria? Ebbene, le unità operative veterinarie si occupano di:

  • prevenzione delle malattie degli animali (afta epizootica, peste bovina e suina, rabbia, ecc.), soprattutto se trasmissibili agli uomini;
  • tenuta dell’anagrafe animali (pensa all’anagrafe canina);
  • sorveglianza e gestione dei focolai di malattie infettive e conseguenti abbattimenti obbligatori (è il caso dei capi di bovini infetti);
  • vigilanza delle malattie infettive nei mercati, fiere, aziende, circhi, ecc.;
  • controllo sanitario, anche ai fini della prevenzione delle malattie infettive, sulla movimentazione degli animali in ambito nazionale, comunitario ed extra-comunitario;
  • accertamento, certificazioni o attestazioni relative a compiti d’istituto;
  • censimento ed aggiornamento dei dati relativi alle strutture e alle attività di competenza;
  • igiene urbana veterinaria;
  • vigilanza sulle attività di disinfezioni, disinfestazioni e derattizzazione dei ricoveri, dei pascoli, dei mezzi di trasporto degli animali, nonché degli impianti e relative attrezzature;
  • vigilanza e controllo sulle strutture veterinarie di competenza;
  • rilascio di pareri tecnico-sanitari, inerenti le suddette attività.

Competenze asl in materia di sicurezza alimenti di origine animale

L’attività di prevenzione e ispezione dell’asl veterinaria si estende al controllo sull’igiene e la sicurezza degli alimenti di origine animale: in questi casi è evidente l’attività di tutela della salute umana, visto che la gran parte di questi alimenti sono destinati ad essere consumati dalle persone.

Pertanto, l’asl veterinaria sono attribuiti anche i seguenti compiti:

  • riconoscimento degli stabilimenti di alimenti di origine animale;
  • rilascio di attestazioni di idoneità al consumo degli animali macellati in stabilimenti riconosciuti ovvero da privati a domicilio per uso familiare;
  • monitoraggio e campionamento dei suddetti alimenti;
  • emanazione di provvedimenti di sequestro ufficiale ed esecuzione dell’eventuale distruzione degli alimenti non idonei;
  • rilascio di certificazioni sanitarie sui prodotti destinati all’esportazione;
  • controlli degli stabilimenti di macellazione, mediante invio di un  veterinario che svolge compiti ispettivi nei macelli che commercializzano carni fresche, nei centri di lavorazione della selvaggina e nei laboratori di sezionamento carni;
  • accertamenti di illeciti amministrativi.

Perché l’asl veterinaria dovrebbe accedere in un domicilio privato?

Come appena visto, i compiti dell’asl veterinaria sono davvero tanti; in estrema sintesi, possiamo dire che essi sono diretti a perseguire essenzialmente due obiettivi:

  • tutelare la salute degli animali;
  • tutelare la salute degli uomini, mediante prevenzione e cura delle malattie animali trasmissibili e controllo degli alimenti di origine animale.

È possibile quindi che l’asl veterinaria, nel portare a termine i suoi compiti, debba entrare in una dimora privata: pensa all’unità operativa veterinaria che debba entrare in una casa ove si sentono da giorni i latrati dei cani e dalla quale proviene un cattivo odore. In un caso del genere, l’asl veterinaria può accedere in casa senza consenso? Scopriamolo?

Quando si può accedere in casa senza consenso?

Per rispondere alla nostra domanda partiamo dal dettato costituzionale: la nostra Carta fondamentale dice che il domicilio è inviolabile [1]. Lo stesso articolo, tuttavia, prosegue dicendo che non si possono eseguire ispezioni, perquisizioni o sequestri in una privata dimora, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge; gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali.

In pratica, la Costituzione dice che, in linea di massima, il domicilio è inviolabile: ciò significa che nessuno può entrarvi senza il consenso di chi è legittimato a dimorarvi (il proprietario o il conduttore, ad esempio). Questo principio, però, può essere derogato nei casi tassativamente previsti dalla legge e sempre coinvolgendo anche l’autorità giudiziaria.

Facciamo un esempio. Tizio, pericoloso latitante, si nasconde in casa; la polizia potrà senz’altro entrarvi ed eseguire il suo arresto se il giudice ha emanato un’ordinanza che ne dispone la cattura. Allo stesso modo, se Caio ha appena commesso un grave delitto e, inseguito dalla polizia, si rifugia in casa sua, le autorità potranno entrarvi anche con la forza per eseguire l’arresto in flagranza, arresto che, successivamente, dovrà essere convalidato dal giudice.

Asl veterinaria: quando può accedere in casa senza consenso?

La norma costituzionale sopra riportata ammette deroghe all’inviolabilità del domicilio anche nei casi di ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica previsti dalla legge. È proprio in questo settore che si può inserire un accesso in casa senza consenso da parte dell’asl veterinaria: se c’è pericolo per la salute pubblica (pericolo derivante, ad esempio, dalle scarse condizioni igieniche in cui versano gli animali rinchiusi in una casa e abbandonati a loro stessi, oppure da animali già infetti), allora l’asl veterinaria potrà accedere anche senza il consenso del proprietario.

Si badi, però: l’accesso senza consenso in un luogo di privata dimora è possibile solamente per motivi di sanità che possano coinvolgere più persone, cioè che possano attentare alla salute pubblica. In caso contrario, l’asl non potrebbe entrare.

In buona sostanza, le unità operative veterinarie delle asl possono violare il domicilio per prevenire il propagarsi di malattie e, quindi, per scongiurare il rischio di epidemie, soprattutto se queste sono pericolose anche per gli uomini. Ricorda che l’asl veterinaria, una volta effettuato l’accesso, può anche provvedere al sequestro degli animali, soprattutto se già ammalati.


note

[1] Art. 14 Cost.

Autore immagine: Pixabay.com


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