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Società in liquidazione: chi paga gli stipendi dei dipendenti?

7 Aprile 2019
Società in liquidazione: chi paga gli stipendi dei dipendenti?

TFR e ultime buste paga: chi rimborsa i lavoratori? L’azienda, il liquidatore o il Fondo di Garanzia dell’Inps?

Il tuo datore di lavoro è una azienda che, dopo diversi anni di onorata presenza sul mercato, ora sta per chiudere. Sovraccaricata dai debiti, la società è stata messa in liquidazione. Tu e i tuoi colleghi avanzate ancora diversi stipendi. Siete stati dall’amministratore a chiedere che vi venissero pagati gli arretrati prima della definitiva chiusura o di un eventuale fallimento. L’amministratore però vi ha invitato a presentare un’istanza al liquidatore entro una data prestabilita. «Non vi preoccupate» ha tentato di rassicurarvi: «Tanto c’è sempre il Fondo di Garanzia dell’Inps a pagarvi». È davvero così? Cosa devi fare per tutelare i tuoi diritti e non perdere i soldi che ancora ti spettano? Chi paga gli stipendi dei dipendenti se la società è in liquidazione?

Affrontiamo questo delicato aspetto che ci è stato richiesto dai lettori, spesso disorientati in merito alla distinzione tra liquidazione della società e fallimento. Procediamo con ordine.

Società in liquidazione: che significa?

La società in liquidazione non è una società che sta fallendo. La liquidazione non è quindi un fallimento né tantomeno si tratta di una procedura gestita dal tribunale. Essa è invece una fase che precede la chiusura volontaria della società e che deve essere necessariamente svolta per poter cancellare la stessa dal registro delle imprese. All’atto della messa in liquidazione della società, viene nominato un liquidatore che prende il posto dell’amministratore (di solito si tratta dello stesso soggetto) con il compito di riscuotere i crediti ancora non percepiti e pagare i debiti ancora pendenti. In più viene disposta la vendita degli eventuali beni presenti nel patrimonio aziendale e, con il ricavato, si chiudono tutte le passività, ivi comprese quelle fiscali. Questa fase può terminare in pareggio, con una perdita o con un attivo (che, eventualmente, sarà diviso tra i soci).

Insomma, la liquidazione è una procedura che la società svolge in autonomia, propedeutica e funzionale all’estinzione.

Il fallimento invece è una procedura giudiziale, di solito avviata su istanza di uno dei creditori (anche se può essere richiesta dallo stesso imprenditore). Ad esso provvede il giudice delegato con l’ausilio di un curatore. Anche il fallimento ha lo scopo di liquidare l’eventuale attivo e, con il ricavato, pagare i creditori; solo che, in tale ipotesi, l’imprenditore è destituito di ogni potere.

Chi paga i dipendenti se la società fallisce?

Se la società fallisce, il TFR e gli ultimi tre stipendi dei dipendenti maturati nell’ultimo anno dalla dichiarazione di fallimento vengono pagati dal Fondo di Garanzia dell’Inps. I lavoratori che avanzano degli stipendi devono quindi presentare un’istanza all’Inps dopo essersi fatti “ammettere allo stato passivo” del fallimento medesimo. A tal fine devono prima presentare una domanda al Curatore in cui, con le buste paga o il Cud o il contratto di lavoro, dimostrano il proprio credito. In un’udienza apposita – detta “ammissione allo stato passivo” – il giudice delegato accerta il loro credito così autorizzando l’Inps a pagarli.

Spesso succede che la società non abbia i requisiti soggettivi o oggettivi per fallire. Difatti il fallimento non è aperto a qualsiasi tipo di azienda ma solo a quelle che non hanno determinati requisiti. Solo in questi casi, poiché non è possibile avviare il fallimento per impedimento della legge, i dipendenti possono vedersi pagare stipendi e TFR dal Fondo di Garanzia solo se prima effettuano un pignoramento nei confronti del datore di lavoro e questo non va a buon fine.

Chi paga i dipendenti in caso di società in liquidazione?

Come anticipato, la società in liquidazione non è una società in fallimento. Per cui l’imprenditore – nella persona in questo caso del liquidatore – ha ugualmente la responsabilità patrimoniale per tutti i debiti non ancora estinti. Dunque i dipendenti che non hanno ricevuto i loro soldi devono ugualmente fare domanda di pagamento alla società, eventualmente inviandola tramite PEC o con raccomandata a.r. all’indirizzo della sede legale della stessa. Il tutto con una richiesta formale che potrebbe anche scrivere l’avvocato.

Se l’azienda non dovesse pagare i lavoratori, questi potrebbero allora presentare istanza di fallimento in tribunale e solo allora, ossia in caso di accoglimento e apertura del fallimento, essere pagati dal Fondo di Garanzia dell’Inps. Ma prima di questo momento il debito resta solo e unicamente in capo alla società.


note

Autore immagine: 123rf com


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