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Quanto costa mantenere una moglie che non lavora?

1 Maggio 2019 | Autore: Rossella Blaiotta
Quanto costa mantenere una moglie che non lavora?

In coppia, ciascuno partecipa alle spese quotidiane secondo le proprie disponibilità ma mantenere una moglie che non lavora potrebbe essere costoso, vediamo perché.

L’amore è un sentimento puro che si basa essenzialmente sull’istinto e il desiderio di stare insieme. Quando due persone sentono di essere destinate l’una all’altra, intraprendono un percorso di vita e lo suggellano con la convivenza o il matrimonio. Le leggi dell’attrazione si basano essenzialmente su pochi elementi, le cosiddette affinità elettive che fanno preferire una persona rispetto ad un’altra, alcuni sono attratti, ad esempio, da particolari caratteristiche fisiche, altri invece prediligono determinati aspetti caratteriali altri, infine, vengono influenzati semplicemente dalle cose che si hanno in comune con l’altro. Dopo una fase preliminare di conoscenza, fatta di appuntamenti, uscite e, perché no, anche viaggi, cresce la voglia di condividere un progetto più importante e si decide dunque di mettere su famiglia. Questo passo avviene in maniera più o meno responsabile, approfondendo la conoscenza durante il fidanzamento, che può durare anche molti anni, oppure entro poco tempo dal primo incontro. Le nozze costituiscono un fondamentale banco di prova per la coppia che, proprio a causa dei problemi di ogni giorno, verifica la compatibilità e la veridicità del sentimento sul quale il rapporto si fonda. Proprio l’organizzazione del matrimonio, ed in seguito la vita a due, mette la coppia di fronte ad impegni fondamentali, occorre contribuire materialmente nella realizzazione dei propri desideri e versare una cifra economica consistente. Se i due sposini sono autonomi dal punto di vista finanziario non ci sono grandi problemi, si cerca di dividere più o meno equamente e il gioco è fatto ma se a lavorare è uno solo ecco che le cose si complicano. In questi casi ci si chiede dunque: quanto costa mantenere una moglie che non lavora? Scoprilo in questo articolo.

Cosa accadeva in passato

In passato la coppia era organizzata tendenzialmente in modo differente rispetto ai giorni nostri. Nella maggioranza dei casi nessuna donna, salvo pochissime eccezioni, lavorava fuori casa e svolgeva la sua attività di massaia all’interno delle quattro mura domestiche. Parliamo certamente di un lavoro impegnativo e di grande importanza, soprattutto con riferimento all’accudimento dei figli ma a cui, purtroppo, non corrispondeva, e non corrisponde, alcuna forma di reddito.

Prima delle nozze la donna portava con sé la dote, ossia una somma di denaro, gioielli, corredo o altri oggetti preziosi che dovevano costituire la base per la nuova unione ma era solamente il marito che aveva il compito di portare i soldi a casa e di provvedere al sostentamento della famiglia.

In molti nuclei, era la donna ad amministrare il denaro e a destinarlo alle altre voci quindi poteva determinare autonomamente una cifra necessaria alle proprie spese personali ma in molti altri le mogli erano costrette a chiedere al marito dei soldi che spesso non ricevevano. Oggi le cose sono molto cambiate ma nelle famiglie monoreddito viene spontaneo domandarsi: quanto costa mantenere una moglie che non lavora?

Su cosa si basa l’equilibrio matrimoniale?

L’amore costituisce certamente la base per ogni unione matrimoniale o, almeno, si spera sia così, ma oltre ai sentimenti sono necessarie le fondamenta sulle quali costruire negli anni un rapporto solido e duraturo.

Il periodo iniziale di una coppia è sempre quello più bello, vi è tanto romanticismo e ciascuno cerca di apparire al meglio agli occhi dell’altro, poi, con il passare degli anni, il rapporto diventa più serio e nascono le prime discussioni.

Ad esempio, ad un passo dall’altare i dissapori possono nascere circa la cifra da spendere per il matrimonio, per la casa e per tutto il resto. Poi, con il tempo, gli attriti si fondano sulle abitudini e, di conseguenza, sui consumi, ad esempio se si vogliono mangiare determinati alimenti o si usano più elettrodomestici contemporaneamente o si ama fare shopping.

Quali sono le spese familiari?

Nonostante l’antico adagio del due cuori e una capanna, la realtà quotidiana è ben diversa e sono molte le spese che occorre sostenere per avere un perfetto ménage familiare, l’affitto, la spesa, le bollette, sono solo alcune voci del conteggio mensile e non è facile far quadrare i conti, in particolare in quelle zone d’Italia in cui la qualità della vita è davvero alta.

La preoccupazione maggiore si vive nelle famiglie monoreddito, ossia che vengono sostenute da un’entrata economica proveniente da un unico componente, in quanto, a meno che non si percepiscano compensi importanti, gli stipendi medi italiani sono tali da non fare dormire sonni tranquilli.

Chi non dispone di una casa di proprietà, o ha un mutuo da pagare, vive certamente una condizione disagiata perché i soldi dello stipendio si riducono notevolmente, inoltre, le utenze costituiscono un’altra voce di spesa consistente, in particolare a seguito degli ultimi aumenti.

Tra spese per la casa, le utenze e tutto il resto non rimane molto da destinare ad altre attività, quindi si rinuncia ad esempio alla palestra, ai trattamenti estetici e alle vacanze. Alcune donne capiscono la difficoltà affrontata dalla propria famiglia e cercano di risparmiare in ogni modo pur non lavorando, altre invece non vogliono rinunciare a niente.

Quali sono le spese indispensabili?

In una famiglia disporre di un solo stipendio, soprattutto se esiguo, rappresenta un problema in quanto le spese mensili sono veramente tante. Chi si trova quotidianamente in questa situazione cerca di agevolarsi dividendo le spese indispensabili da quelle superflue.

In altri termini, si individuano i consumi ai quali non si può certamente rinunciare. La prima voce di spesa riguarda la casa, che si tratti del pagamento dell’affitto o del mutuo questo è irrinunciabile, per contenere i costi si cerca di scegliere abitazioni più economiche, ad esempio di piccola metratura o situate in zone periferiche della città.

Va evidenziato però che l’affitto è una spesa fissa che prescinde dal numero degli occupanti pertanto il fatto che una moglie non lavori non incrina il budget familiare dedicato a questo consumo.

Altra voce di spesa è rappresentata dalle utenze e anche in questo caso, confrontando eventuali preventivi e prezzi, si cerca di scegliere il contratto più vantaggioso quale, ad esempio il contratto telefonico flat che prevede un costo fisso mensile che è indipendente dall’utilizzo.

Infine, la spesa alimentare che se fatta con criterio consente di risparmiare, ad esempio se viene fatta nei mercatini rionali all’orario di chiusura, quando gli esercenti mettono in offerta la merce rimasta dalla giornata, in gruppi di acquisto collettivo o presso i discount. A questo elenco occorre aggiungere anche le spese mediche in quanto non tutte le prestazioni sono coperte dal Servizio sanitario nazionale e poiché la salute è un bene da preservare, bisogna curarsi adeguatamente.

Quali sono i lavori non retribuiti delle donne?

Se una moglie non lavora, ma nel contempo non ha pretese o vizi particolari, il suo mantenimento risulta abbastanza agevole in quanto incluso nel sostentamento della famiglia nel suo complesso.

Anzi la moglie, pur non lavorando, con la sua attività svolta in casa di cucina, pulizia ed accudimento dei figli, consente al marito di risparmiare molto denaro proprio perché si occupa di un aspetto fondamentale per la vita quotidiana e che, anche se non produce reddito, consente di evitare spese eccessive.

Le donne che si trovano, per loro scelta o per il grave problema della disoccupazione femminile, a fare le casalinghe, svolgono un lavoro di enorme responsabilità che troppo spesso non viene riconosciuto pienamente.

Accade di frequente che le donne lavoratrici, per la gravidanza o problematiche relative ai figli, siano costrette a dimettersi e, malvolentieri, fanno le casalinghe perché il sistema del lavoro italiano, soprattutto nel settore privatistico, tende ad escludere le neomamme.

Al contrario del Nord Europa in cui vi sono asili nido, strutture e sovvenzioni che sostengono la maternità, in Italia gli asili comunali hanno posti limitati, quelli privati hanno costi inaccessibili e non tutti hanno la fortuna di avere nonni o parenti disposti a dare una mano, ecco perché molte donne, loro malgrado, rinunciano alla propria carriera per amore della famiglia.

Detrazioni fiscali per moglie a carico

I familiari a carico sono persone che risultano fiscalmente a suo carico in quanto i loro redditi non superano la soglia fissata per legge.

Nel caso della moglie che non lavora il contribuente, per l’anno 2019 ha la possibilità di detrarre gli importi di:

  • 800 euro per un reddito di massimo 15mila euro;
  • 690 euro per un reddito tra 15mila e 40mila euro;
  • 690 euro per i redditi tra 50mila e 80mila euro sulla parte eccedente i 40mila.

Quali sono le spese superflue?

In famiglia le spese superflue sono tutte quelle a cui si può tranquillamente fare a meno. Poiché non è pensabile vivere una vita di solo lavoro e sacrificio, per avere un’esistenza serena occorrerebbe concedersi periodicamente qualche sfizio contemperando le varie esigenze. Se all’interno del nucleo familiare la moglie non lavora ma desidera portare avanti uno stile di vita totalmente al di là delle proprie reali possibilità è un vero problema.

Se, ad esempio, la moglie è una fashion victim, ossia è un’accanita seguace delle mode del momento, tenderà a spendere i soldi destinati al budget familiare per acquistare vestiti, scarpe e borse. Lo shopping è una voce di spesa molto consistente, soprattutto quando si vogliono comprare marchi rinomati il conto può essere molto salato.

Altra spesa superflua e, per alcuni, irrinunciabile, riguarda i trattamenti estetici. Questo settore è molto vasto in quanto si può spaziare dalla visita settimanale dal parrucchiere e dall’estetista sino all’acquisto di cosmetici di brand di lusso o agli interventi chirurgici più o meno invasivi.

La nuova frontiera dell’estetica vede il grande successo delle punturine di botulino o collagene alle labbra o per ridurre le rughe d’espressione, questi trattamenti hanno un costo elevato in particolare quando si devono affrontare più sedute. Infine, a questo elenco bisogna aggiungere i costi relativi al divertimento e all’intrattenimento.

Ad esempio, la passione per i ristoranti stellati, i lounge bar più trendy o i locali più interessanti raggiunge vette vertiginose e, come è noto, la bella vita non è sicuramente a buon mercato. In conclusione, se una moglie non lavora ed ha la passione per lo shopping, la bellezza, il divertimento e, in sintesi, il mondo dell’apparenza, per mantenerla adeguatamente e sostenere, al contempo tutte le spese della famiglia, è necessario avere un’entrata mensile estremamente consistente onde non trovarsi in difficoltà.

Quali sono i costi concreti di mantenimento di una moglie che non lavora?

Quando una moglie non lavora definire nel dettaglio un importo per il suo mantenimento non è facile in quanto la risposta al quesito dipende da quanto è composta l’entrata però, volendo stilare una sorta di costo minimo e massimo è possibile indicare un importo orientativo, definito nel minimo e nel massimo.

Ad esempio, per quanto riguarda il mantenimento di una moglie che non lavora ma ha uno stile di vita molto semplice e parsimonioso, la cifra minima di partenza è pari a zero in quanto è perfettamente inserita nel budget familiare medio di circa 1.000 euro.

Questa cifra è corrispondente alle spese vive per la gestione della casa e della vita quotidiana, quindi non solo riferibile alla moglie ma a tutti i componenti della famiglia, in media all’incirca:

  • 500 euro per l’affitto, o il mutuo;
  • 200 euro circa per le utenze (luce, gas, telefono);
  • 300 euro per spesa alimentare e altri consumi.

Una moglie che ha questo stile di vita non si reca dal parrucchiere o dall’estetista, ma provvede in casa, non acquista abiti o accessori, se non strettamente necessari, non frequenta palestre o piscine ma si dedica a sport gratuiti all’aria aperta e così via.

Se, al contrario, la moglie non lavora ma ama il lusso e la vita comoda, i consumi per il suo mantenimento possono arrivare anche a 5mila euro mensili ed oltre.

Tenendo ferma la cifra base orientativa di 1.000 euro circa per la casa, occorre aggiungere:

  • 150/200 euro alla settimana per le spese di parrucchiere ed estetista;
  • 80/100 euro mensili per l’abbonamento in palestra;
  • 2.000 euro per lo shopping mensile di abiti e accessori;
  • 1.000 euro al mese per gli aperitivi, le cene e le serate nei locali più in voga, i viaggi e gli altri consumi.

Di Rossella Blaiotta


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