Diritto e Fisco | Articoli

I servizi del Caf si pagano?

8 Aprile 2019 | Autore:
I servizi del Caf si pagano?

Dichiarazione dei redditi 730, Isee, domanda reddito di cittadinanza e sussidi: quali sono le pratiche che il Caf svolge a pagamento?

Hai da poco richiesto informazioni ad alcuni Caf per presentare la tua dichiarazione dei redditi, e sei rimasto perplesso perché ti hanno detto che l’invio del modello 730 è a pagamento. Eri difatti convinto che tutti i servizi dei Caf fossero gratuiti, dal momento che, qualche settimana fa, hai presentato, sempre presso un Caf, la dichiarazione Isee gratuitamente. Tra l’altro, ti ha lasciato ancora più perplesso il fatto che le tariffe per la presentazione della dichiarazione dei redditi con modello 730 non siano uguali per tutti i Caf: hai in effetti appurato che le tariffe cambiano non solo in base al Caf centrale (Cgil, Cisl, Uil, Cgn…), ma risultano diverse anche le tariffe praticate da Caf locali appartenenti allo stesso Caf centrale. I servizi del Caf si pagano? Tutte le pratiche sono rimborsate dallo Stato? I Caf, nei servizi a pagamento, devono attenersi a tariffe uniche?

A questo proposito, devi fare innanzitutto attenzione a non confondere i Caf, che sono centri di assistenza fiscale, con i patronati, che invece sono enti riconosciuti dal ministero del Lavoro per svolgere gratuitamente la generalità delle pratiche previdenziali. Ci sono, comunque, delle pratiche che anche i Caf devono svolgere gratuitamente, come l’invio della dichiarazione Isee o del modello Red. Le pratiche gratuite, sia per i patronati che per i Caf, sono rimborsate dallo Stato; inoltre, questi enti possono finanziarsi anche grazie ai contributi associativi degli iscritti, e fornire a chi si associa dei servizi gratuiti e scontati. Ma procediamo per ordine.

Che cos’è il Caf?

Il Caf, centro di assistenza fiscale, è un ente che ha il compito di svolgere la generalità delle pratiche fiscali a favore dei contribuenti. Il Caf centrale può contare su diversi centri di raccolta, presenti in tutto il territorio nazionale, che ricevono la documentazione dai lavoratori, dai pensionati o dai disoccupati e si avvalgono del Caf per elaborare ed inviare le pratiche fiscali, come il modello 730, l’elaborazione dei modelli F24 per il pagamento dell’Imu e della Tasi, la dichiarazione Isee.

Il Caf può essere costituito da avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, ragionieri e periti commerciali, regolarmente iscritti ai rispettivi albi professionali. Per legge devono costituirsi nella forma di società di capitali, designare un proprio responsabile ed avere come oggetto sociale lo svolgimento delle attività di assistenza fiscale.

I Caaf, centri autorizzati di assistenza fiscale, sono invece costituiti dai sindacati.

Che cos’è il patronato?

Il patronato, invece, è un ente riconosciuto dal ministero del Lavoro, per svolgere gratuitamente le pratiche previdenziali, come la domanda di pensione, di disoccupazione, d’invalidità, etc.

Che cos’è il sindacato?

Il sindacato non deve essere confuso né col Caf, né col patronato, ma è l’ente promotore di Caaf e patronati.

Nello specifico, il sindacato è un’organizzazione che ha il compito di rappresentare e difendere i diritti dei lavoratori, anche attraverso:

  • la firma di accordi vincolanti che regolamentano il rapporto di lavoro, i contratti collettivi;
  • l’organizzazione di manifestazioni e scioperi a livello nazionale e territoriale, per farsi portavoce dei diritti dei lavoratori;
  • l’esposizione delle richieste dei lavoratori al Governo e alle altre istituzioni, nazionali e locali;
  • la partecipazione, attraverso le rappresentanze (Rsu, Rsa), alla vita dell’azienda e alle relazioni industriali per far sì che i diritti dei lavoratori non siano calpestati;
  • l’intervento nelle procedure di licenziamento collettivo o di riduzione dell’orario di lavoro;
  • il supporto dei lavoratori in caso di vertenze di qualsiasi genere.

Insomma, i servizi fiscali e previdenziali che i sindacati offrono indirettamente, attraverso i Caaf e i patronati, sono solo una piccola parte dell’attività svolta dalle organizzazioni.

I servizi del patronato si pagano?

La generalità dei servizi offerti dai patronati non è a pagamento, in quanto i servizi sono rimborsati dallo Stato attraverso i cosiddetti punti pratica. Ogni punto pratica vale circa 35 euro (valore 2018). I punti pratica vengono però riconosciuti al patronato nazionale, che a sua volta deve poi dividerli con le direzioni provinciali e gli uffici territoriali.

Ad ogni pratica è assegnato un punteggio differente: una domanda di pensione, ad esempio, frutta al patronato nazionale circa 175 euro (valore 2018).

I servizi del Caf sono a pagamento?

La generalità dei servizi offerti dai Caf e dai Caaf è, invece, a pagamento. Fanno eccezione soltanto i seguenti servizi, che sono rimborsati al Caf dallo Stato:

  • dichiarazioni Isee, Red, Icric/frequenza, Accas/Ps, Iclav;
  • presentazione delle domande di maternità e di assegni familiari pagati dal Comune, se è prevista un’apposita convenzione;
  • invio di pratiche finanziate dalle regioni o da altri enti locali.

I servizi a pagamento, ad ogni modo, possono avere un costo notevolmente inferiore per gli associati al sindacato di riferimento. Il Caaf Cgil, ad esempio, offre generalmente agli iscritti un dimezzamento delle tariffe.

Quali sono i servizi a pagamento del Caf?

I servizi a pagamento offerti dai Caf e dai Caaf sono molto numerosi.

Ecco l’elenco di alcuni tra i servizi generalmente più richiesti:

  • dichiarazione dei redditi: modello 730 e modello Redditi;
  • calcolo e compilazione F24 Imu e Tasi;
  • dichiarazione Imu;
  • visure catastali e ipocatastali;
  • registrazione contratti di locazione;
  • successioni e volture;
  • richiesta firma digitale;
  • richiesta spid per il cittadino;
  • gestione posta elettronica certificata;
  • gestione rapporto di lavoro colf e badanti.

I Caf possono offrire servizi online?

I Caf, peraltro, possono offrire assistenza non soltanto a chi si reca in sede, ma anche a distanza, tramite app e piattaforme online. Grazie ai servizi web, il cliente può restare costantemente in contatto con il proprio consulente di fiducia, gestire i propri appuntamenti, archiviare la propria documentazione e prenotare appuntamenti.

Uno di questi servizi è l’app Digita del Caaf Cgil, nata dalla partnership con Easy Tax Assistant, un’app che aiuta a capire quali e quante tasse si pagano, a controllare le scadenze, a risparmiare attraverso le agevolazioni fiscali, e che permette di conservare, in tempo reale, tutte le spese che hanno un impatto fiscale.

Le app che offrono servizi fiscali online non sostituiscono il commercialista o il consulente del Caf, ma offrono un supporto sia al contribuente che al professionista: in sostanza, grazie a questi servizi il cliente diventa più informato e responsabile, e l’intermediario (Caf, commercialista, consulente) può ricevere tutta la documentazione fiscale con un semplice clic.

Servizi online Caf: app Digita

L’App Digita Cgil, che è stata creata di recente in collaborazione con Easy Tax Assistant, consentirà ai clienti del Caaf Cgil, uno dei maggiori Caaf nazionali, di gestire con semplicità la propria posizione fiscale, direttamente dal proprio smartphone.

Tramite Digita Cgil, nello specifico, si potrà fruire dei seguenti servizi:

  • calendari personalizzati, ossia notifiche personalizzate relative alle scadenze fiscali o alle novità normative;
  • comunicazioni dirette col proprio consulente fiscale di fiducia;
  • prenotazione in un click dei servizi;
  • conservazione dei documenti fiscali (scontrini, ricevute) ed analisi in tempo reale della propria situazione;
  • monitoraggio delle soglie minime o massime che consentono di accedere alle agevolazioni fiscali;
  • profilo fiscale di appartenenza.

Con l’app Digita non ho più bisogno del Caf?

L’app Digita, così come le altre app che offrono servizi fiscali online, non si sostituiscono al Caf, ma offrono un importante supporto, sia al contribuente che ai consulenti dello stesso Caf: in pratica, tramite le app non è possibile che il contribuente svolga le pratiche a carico del Caf in prima persona, ma questi può collaborare, caricando la documentazione utile o segnalando determinate informazioni.

Inoltre, il contribuente è seguito e monitorato costantemente, grazie alle notifiche personalizzate ed all’analisi dei documenti: così, non solo può tenere sotto controllo le scadenze fiscali, ma può anche evitare di incorrere in errori, ad esempio di fruire in busta paga di detrazioni non dovute.

A questo proposito, il presidente del consorzio Caaf Cgil, Mauro Soldini, ha affermato che la nuova app Digita non è assolutamente alternativa, ma complementare ai punti di forza dei Caaf Cgil: diffusione sul territorio italiano, rapporto diretto con le persone, capacità di ascolto e competenza nel dare risposte a problemi spesso complessi.

In quest’ottica, Cgil vuole allargare la diffusione dei propri servizi alle fasce di contribuenti che più apprezzano e utilizzano le opportunità date dalla tecnologia, riducendo i tempi e semplificando gli accessi ai servizi dei Caaf, ma soprattutto offrendo un rapporto di consulenza costante, capace di orientare l’utente non solo in prossimità delle scadenze fiscali.

Come ottenere l’app Digita?

L’app Digita Cgil è già disponibile in versione Beta sia per dispositivi iOS che Android.

Per ottenerla, bisogna prima richiedere l’attivazione al proprio centro di riferimento. Al momento, aderiscono al progetto i Caaf di Lombardia, Piemonte e Nord Est.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito Digitacgil.it



6 Commenti

  1. Buono a sapersi. Io vorrei sapere cosa succede se i Caf sbagliano i calcoli. Ad esempio, io mi sono rivolta ad un Caf per la dichiarazione Isee. Nella fretta, l’addetto ha evitato i dati relativi a libretti e buoni postali. Ora ho ricevuto una multa dall’università. Cosa posso fare?

    1. Di norma, la responsabilità della dichiarazione Isee ricade sul contribuente, cioè su colui che firma la dichiarazione stessa. Tuttavia, dal quesito emerge una responsabilità dell’operatore, il quale ha compilato con troppa leggerezza la dichiarazione, omettendo un dato importante solamente per stringere i tempi. Egli, in poche parole, è venuto meno ai suoi doveri professionali e, in particolare, a quello di fornire assistenza durante la compilazione del modello Isee esaminando la documentazione necessaria. Il lettore potrebbe mettere in mora l’incaricato inadempiente, inviando al Caf una raccomandata con avviso di ricevimento (o una pec) nella quale si intima di provvedere alle dovute correzioni (almeno per eventuali dichiarazioni future) e di risarcire i danni subiti a causa dell’errore nell’Isee. È bene precisare che i Caf sono autorizzati e controllati dall’Agenzia delle Entrate la quale, in casi di errori ripetuti, può anche revocare l’autorizzazione di assistenza fiscale. Per la lettera di messa in mora il lettore potrà affidarsi ad un legale. In caso contrario, deve assicurarsi che in essa siano presenti i seguenti punti: descrizione sintetica dell’errore o degli errori commessi; correzione dell’errore mediante rettifica della dichiarazione (ovviamente, se intenderà ancora avvalersi di questo Caf) e, soprattutto, richiesta di risarcimento di danni subiti (si noti che i Caf sono assicurati); fissazione di un termine per adempiere, in genere di quindici giorni; avvertimento che, in mancanza di riscontro positivo, si adiranno le vie legali, con aggravio di spese e richiesta di ulteriori danni.

    2. Se non sono stati inseriti libretti e buoni postali l’attestazione arriva con un’anomalia! Se l’università ha ricevuto così deve segnalarlo immediatamente allo studente e dopo ripetuti solleciti applica una tariffa più alta. È cura e interesse del contribuente verificare la DSU prima di firmare…….

    3. Impossibile che nn sia tornato indietro dall’agenzia delle entrate va verificato da essa ed avrebbe riscontrato che esistevano dei cc bancario o postali e nn avrebbe asseverato

  2. Buongiorno a tutti, Sono una professionista nel regime forfetario; chiedo cortesemente agli esperti se i CAF hanno un tariffario per la redazione del modello UNICO poichè per l’unico e IMU 2018 ho speso 150 euro mentre per l’unico e IMU 2019 – effettuato da altro CAF – mi hanno addebitato il doppio! Preciso che nei due anni in questione la situazione fiscale e immobiliare è rimasta inviariata. Ringrazio in anticipo e saluto cordialmente

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube