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Reddito di Cittadinanza: requisiti e Patto per il Lavoro

8 Aprile 2019
Reddito di Cittadinanza: requisiti e Patto per il Lavoro

Reddito di Cittadinanza: come funziona, quali i suoi requisiti, cosa prevede il Patto per il lavoro? Cosa rischiano i possibili furbetti?

Il Reddito di Cittadinanza prende forma grazie al lavoro del nuovo Governo, in particolare del Ministero del Lavoro in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Tale misura viene intesa quale mezzo capace di contrastare il livello di povertà e di disoccupazione presente nel nostro Paese. Tale beneficio si sostanzia in un vero e proprio sussidio economico destinato a specifiche categorie di soggetti, possessori di determinati requisiti patrimoniali, mobiliari ed immobiliari.

Il Reddito di Cittadinanza cercherà di agire più concretamente sul mondo del lavoro, infatti, i destinatari dovranno rendersi disponibili alla sottoscrizione di un Patto di lavoro, quale condizione primaria al concreto ottenimento del beneficio [1]. Sarà necessaria la tua immediata disponibilità al lavoro, l’erogazione della misura non prevede un entrata passiva di denaro dovuta in ogni caso a soggetti non desiderosi di lavorare, ma sarai conseguentemente inserito in un programma di ricerca attiva del lavoro.

Se sei desideroso di conoscere i requisiti del Reddito di Cittadinanza e cosa prevede il Patto per il lavoro non ti resta che continuare la tua lettura.

Reddito di Cittadinanza: requisiti

Il Reddito di Cittadinanza sarà devoluto a partire da aprile 2019 a ciascun richiedente o nucleo familiare in possesso di specifici requisiti:

  • cittadinanza italiana;
  • residenza in Italia per 10 anni (richiesta permanenza stabile per gli ultimi due anni);
  • attestazione Isee di valore inferiore a 9.360 euro;
  • patrimonio immobiliare (non corrispondente con la casa di abitazione), pari o non superiore ad euro 30.000 anche all’estero;
  • patrimonio mobiliare non superiore ad euro 6.000 con maggiorazione di euro 2.000 per ciascun familiare, fino ad un massimo di 10.000 euro con ulteriore aumento di euro 5.000 per ciascun componente disabile;
  • nessun destinatario dovrà disporre di auto immatricolata per la prima volta nei sei mesi antecedenti la domanda, di cilindrata superiore a 1.600 c.c. o moto superiori a 250 c.c. immatricolati nei due anni precedenti.  Ad esempio: se Tizio avrà immatricolato la sua auto nel mese di settembre 2018 (sei mesi prima della presentazione della domanda) non avrà diritto al Reddito di Cittadinanza;
  • nessuno dei richiedenti dovrà essere proprietario di navi o imbarcazioni;
  • nessun sussidio per disoccupati a seguito di dimissioni volontarie, salvo per giusta causa;
  • nessun beneficio economico per chi continua a vivere insieme pur essendo separati; (leggi qui i rischi di una finta separazione);
  • non possedere lo status di detenuto o ricoverato in strutture a spese dello Stato.

Cosa prevede il Patto per il lavoro?

L’esito positivo della domanda ti consentirà una reale collaborazione e partecipazione per l’inserimento nel mondo del lavoro. Infatti, i beneficiari firmeranno il così denominato “Patto per il Lavoro“, sarai a quel punto guidato da enti appositi e specializzati alla ricerca di una possibile occupazione.

Il Patto per il lavoro prevederà il rispetto di specifiche condizioni. Vediamo quali:

  • partecipazione a corsi di formazione o riqualificazione professionale;
  • completamento studi;
  • sostenere colloqui di lavoro in corrispondenza alle competenze possedute;
  • saranno proposte tre offerte di lavoro, di cui una dovrà essere necessariamente accettata, pena il venir meno del beneficio;
  • dovrai renderti disponibile presso i rispettivi Comuni e per un massimo di otto ore settimanali a lavori socialmente utili;
  • monitorare in maniera periodica ed attiva una piattaforma web di ricerca lavoro;
  • rispettare gli obblighi e le condizioni inserite nel Patto.

Sono esclusi dal Patto per il lavoro i disabili, coloro che possiedono un età pari o superiore ai 65 anni e mamme con figli di età inferiore ai tre anni.

Cosa prevede il Patto per l’inclusione sociale?

Il Patto per l’inclusione sociale al pari del Patto per il lavoro include un iter di assistenza e di inserimento lavorativo, anche in questo caso dovrai confermare la tua disponibilità al lavoro. Il Patto per l’inclusione sociale viene sottoscritto soprattutto da famiglie particolarmente bisognose e ove necessario con intervento anche dei servizi sociali.

Che cos’è la Pensione di Cittadinanza

L’obiettivo principale del Reddito di Cittadinanza sarebbe quello di garantire una vita dignitosa a tutti coloro che si ritrovano disoccupati o inoccupati. Il suo raggio d’azione si estende anche a persone anziane non limitandosi solo a componenti giovani o meno giovani. Quando il limite di età è pari o superiore a 67 anni, in quest’ultimo caso il Reddito di Cittadinanza prende il nome di “Pensione di Cittadinanza“. Quindi, esempio pratico: se nonno Caio percepisce una pensione minima all’eta di 70 anni potrà ricevere quanto stabilito dalla Pensione di Cittadinanza. I requisiti e criteri di accesso alla domanda risultano gli stessi previsti per il Reddito di Cittadinanza.

Sanzioni per dichiarazioni false

Se dichiarerai il falso pur di ottenere il Reddito di Cittadinanza corri non pochi rischi, le dichiarazioni false saranno punite con la reclusione da due a sei anni. Anche nel caso di mancata comunicazione di comunicazioni reddituali le sanzioni risultano severe e variano da un anno a tre anni. Se sarai condannato, conseguentemente non potrai più usufruire del sussidio con obbligo di restituzione di quanto ingiustamente ricevuto.


note

[1] Decreto Legge 28 gennaio 2019, n. 4


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