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Alberi del vicino che sporcano

8 Aprile 2019
Alberi del vicino che sporcano

Danni provocati da alberi sul confine: risarcimento danni per i rami e le radici. Si possono tagliare?

Dai rami di un albero che si trova su un terreno confinante con il tuo cadono spesso foglie e frutti maturi che sporcano ovunque. Non poche volte hai dovuto far pulizia ricorrendo a una scopa robusta e a un forte getto di acqua del pozzo. Nonostante le lamentele rappresentate al vicino di casa, questi si è mostrato insensibile al problema. Ti chiedi ora come comportati per difendere la tua proprietà. La prima e più semplice soluzione che ti suggerisce l’istinto è chiamare un giardiniere affinché tagli i rami che sporgono sul tuo terreno; ma non vuoi passare dalla parte della ragione a quella del torto e magari subire un processo. Come fare in presenza di alberi del vicino che sporcano? 

La risposta è contenuta in una norma del Codice civile [1] facile da comprendere, ma non altrettanto semplice da digerire. Come vedremo qui di seguito, infatti, la legge non consente di farsi giustizia da sé ed anche per questioni di così scarso valore impone di ricorrere alla lunga e costosa giustizia dei tribunali. 

Ramo invade l’altrui proprietà: la verifica della distanza

La prima cosa da fare in presenza di alberi del vicino che sporcano è verificare la distanza a cui questi si trovano rispetto al confine tra i due terreni. Se, difatti, tale distanza dovesse essere inferiore ai limiti imposti dalla legge, il vicino “usurpato” potrebbe imporre l’estirpazione dell’intera pianta e non solo la potatura del ramo sconfinato. Si riporta, di seguito, un quadro riassuntivo:

  • albero di alto fusto: 3 metri;
  • albero non di alto fusto: 1,5 metri;
  • vite: 0,5 metri (a prescindere dall’altezza raggiunta);
  • arbusto e canneti: 0,5 metri (a prescindere dall’altezza raggiunta);
  • pianta da frutto di altezza non maggiore di 2,5 metri: 0,5 metri;
  • siepe viva: 0,5 metri;
  • siepe di ontano: 1 metro;
  • siepe di castagno e simili: 1 metro;
  • siepe di robinie: 2 metri.

Per maggiori dettagli leggi la guida sulle distanze per gli alberi.  

Se sul confine è presente un muro, l’albero non deve rispettare le distanze minime a meno che non superi l’altezza del muro stesso. 

Dunque, il proprietario del terreno può chiedere l’estirpazione degli alberi posti nel fondo del vicino a distanza minore di quella di legge, a prescindere dalla valutazione dell’esistenza di un’effettiva turbativa dei rami; la finalità delle citate norme, infatti, è quella di salvaguardare il fondo in sé, indipendentemente dalle sue particolari caratteristiche o esigenze, sicché il compito del giudice è limitato alla verifica del rispetto della distanza prescritta, senza doversi estendere a indagare la concreta esistenza del danno.

Ramo invade l’altrui proprietà: che fare se sporca

Se invece la pianta è posta a distanza regolamentare dal confine, il vicino danneggiato può solo rivolgersi a un giudice affinché ordini al vicino di tagliare il ramo sconfinato. È necessario, insomma, iniziare una normale causa civile mediante un avvocato. 

La legge non consente quindi di agire da soli e, magari in assenza del vicino, tagliare il ramo che sporca. Quest’atto di autodifesa potrebbe costare un processo penale per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. 

Il diritto di imporre il taglio dei rami può quindi esercitarsi solo a mezzo di un tribunale e non consente di chiedere anche l’estirpazione dell’intero albero. 

Prima dell’azione giudiziaria sarà comunque opportuno diffidare il vicino con una raccomandata a.r.

Solo se il vicino non dovesse adempiere alla sentenza di condanna si potrà procedere, previo interessamento dell’ufficiale giudiziario, al taglio del ramo a proprie spese con addebito delle somme in capo al responsabile dell’invasione (da recuperare con un pignoramento). 

Chi paga le spese di pulizia del terreno per la sporcizia causata dall’albero?

A prescindere dalla richiesta di recisione del ramo sporgente, il vicino danneggiato dalla sporcizia prodotta dall’albero “intruso” ha sempre il diritto di chiedere al confinante il rimborso delle spese sostenute per la pulizia del proprio suolo. Tale conclusione è stata condivisa anche dalla giurisprudenza secondo cui «il proprietario di alberi di alto fusto, i cui rami si protendono sul fondo confinante, è tenuto a rifondere le spese di pulizia sostenute dal proprietario di quest’ultimo, soltanto in relazione al fogliame verosimilmente caduto dai rami sporgenti prima che questi siano recisi» [2].

I termini per agire contro il ramo che invade il terreno vicino

Non ci sono termini entro cui iniziare la causa contro il ramo del vicino che invade l’altrui proprietà. L’azione può essere esercitata anche dopo numerosi anni di sopportazione senza che da ciò ne possa derivare un pregiudizio per il proprietario del fondo leso dal ramo. Come chiarito dalla giurisprudenza, il diritto di ottenere la recisione dei rami è imprescrittibile e, conseguentemente, si deve escludere che il diritto di far protendere i rami dagli alberi del proprio fondo in quello confinante possa essere acquistato per usucapione.

Radici che invadono il terreno vicino: che fare?

Può sembrare paradossale ma, per quanto riguarda il diverso caso delle radici che invadono il terreno confinante, il legislatore ha optato per una soluzione opposta: la legge infatti concede una forma di autotutela al soggetto leso. In particolare il proprietario del fondo sul quale le radici si addentrano è autorizzato a tagliarle senza previa richiesta al vicino e senza dover passare prima dal tribunale per fare causa al vicino.

In ogni caso le spese relative alla potatura, recisione, estirpazione e ogni altro intervento che si renda necessario sono a carico del titolare del fondo in cui sono piantati gli alberi.

note

[1] Art. 896 cod. civ.

[2] Trib. Prato, sent del 28.04.2009.

Autore immagine: 123rf com


2 Commenti

  1. Salve. Ho più volte chiesto con educazione e gentilezza al mio vicino di tagliare i rami dell’albero. Lui con fare arrogante ha voluto provocarmi dicendomi di tagliarli autonomamente “taglia i rami, ti raccomando fallo quando non ci sono, che poi ti faccio vedere io”, non sapendo che ho qualche conoscenza minima di diritto e sono abbastanza intelligente per sottostare ai suoi dispetti da quattro soldi. Pertanto, mi sono rivolto al mio avvocato di fiducia e stiamo agendo per vie legali. Vi rendete conto che per tagliare qualche ramo dobbiamo avviare una causa? Mah.

  2. Distanze legali degli alberi. Il concetto di “fusto” è spiegato molto bene da una sentenza della Cassazione: Ai fini delle distanze legali, per distinguere gli alberi di alto fusto da quelli di medio fusto, il concetto di “fusto” comprende non solo il tronco, ma anche le branche principali e, pertanto, per la classificazione dell’albero (nella specie, ulivi) vanno considerate sia l’altezza del fusto, comprensivo del tronco e cioè delle parti aeree dell’albero tra il colletto e la prima imbrancatura, sia le branche principali che si dipartono direttamente dal tronco, fino al punto in cui queste si diffondono in rami, dando chioma alla pianta.

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