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Possono pignorare la casa dei genitori del debitore?

9 Aprile 2019 | Autore:
Possono pignorare la casa dei genitori del debitore?

I genitori pagano i debiti dei figli? Chi risponde dei debiti del minorenne? Cosa succede nel caso di pignoramento mobiliare? Come fare opposizione?

I debiti vanno onorati: se non si provvede spontaneamente, i creditori potranno aggredire coattivamente il patrimonio, mobiliare o immobiliare, dell’inadempiente. In soldoni, significa che se non rispetti le scadenze e non paghi ciò che devi, un bel giorno potrai trovarti l’ufficiale giudiziario alla porta di casa, giunto lì per pignorarti l’abitazione. Per evitare queste situazioni assolutamente spiacevole, l’unica cosa da fare è non accumulare debiti e rispettare le scadenze. C’è poi un capitolo a parte, che è quello dei nullatenenti, cioè di coloro che non temono nulla perché i creditori non hanno niente su cui rivalersi: ti sei mai chiesto se, in un caso del genere, i creditori possono pignorare la casa dei genitori del debitore? Mettiamo il caso che Tizio sia un giocatore incallito, pieno di debiti a causa del danaro chiesto in prestito per soddisfare la sua mania. Non avendo nulla intestato (casa, auto o conto corrente), i debiti si accumulano e Tizio continua a spendere spensieratamente. In un caso del genere, i creditori possono rivalersi su altre persone, ad esempio sui parenti? Possono pignorare la casa dei genitori del debitore? Vediamo insieme qual è la risposta.

Responsabilità patrimoniale: chi risponde dei debiti?

La legge [1] dice chiaramente che il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri. In soldoni, significa che colui che contrae debiti dovrà pagarli, non solo con le sostanze che già ha, ma anche con quelle che avrà in futuro. Ma come ci si potrà rivalere su ciò che ancora non esiste o che, comunque, non appartiene al debitore?

Ebbene, devi sapere che il creditore, una volta ottenuto il titolo (ad esempio, un decreto ingiuntivo) che gli consente di agire coattivamente nei confronti del debitore, può attendere molti anni prima di far valere il suo diritto. Ciò significa che il creditore potrà aspettare che il patrimonio del debitore, nel tempo, diventi più sostanzioso per poi “colpirlo” con il pignoramento.

Ad esempio, il decreto ingiuntivo, una volta notificato, è valido per dieci anni: ciò significa che, se dopo un primo tentativo il debitore risulta nullatenente, si potrà sempre provare successivamente, sperando di avere miglior sorte.

Debiti: quando ne rispondono i genitori?

Ognuno paga le conseguenze della propria condotta: di conseguenza, ciascuno è responsabile dei propri debiti. Questo principio vale per tutti tranne che per i minorenni: dei debiti contratti dai minori di diciotto anni rispondono i genitori con il loro patrimonio.

E allora: i creditori di un minorenne possono pignorare la casa dei genitori del debitore? La risposta è positiva: i genitori rispondono dei debiti dei figli minori. Questo significa che se tuo figlio di sedici anni contrae un’obbligazione, sarai tu a doverne rispondere. Lo stesso se il minore danneggia l’auto di un passante o i vetri della finestra del vicino: obbligato a risarcire i danni sarai sempre tu, in qualità di genitore e di rappresentante legale di tuo figlio.

Chi paga i debiti di un maggiorenne?

Per tutti i debiti contratti da persona maggiorenne capace di intendere e di volere, non ci sono alternative: paga chi ha contratto l’obbligazione. Vale quindi il principio della responsabilità patrimoniale analizzato nel primo paragrafo, riassumibile in questo semplice concetto: chi rompe, paga.

Di conseguenza, i creditori di un maggiorenne non potranno aggredire, ad esempio, il conto corrente, lo stipendio, il trattamento di fine rapporto o la casa di proprietà dei genitori, nemmeno se il debitore è nullatenente.

Pignoramento: quando colpisce anche i genitori del debitore?

A quanto finora detto fa eccezione il pignoramento mobiliare nel caso in cui il debitore maggiorenne viva con i genitori, cioè abbiano la residenza comune [2]. In questa evenienza, infatti, il creditore può chiedere all’ufficiale giudiziario di pignorare i beni mobili (tavolo, divani, televisione, ecc.) presenti nell’abitazione: tra questi è ben possibile che vi siano anche quelli appartenenti ai genitori e che l’ufficiale giudiziario presumerà essere, invece, del debitore.

I genitori del debitore possono comunque tutelarsi facendo opposizione al giudice dell’esecuzione, provando che i beni che sono stati pignorati appartengono a loro e non al figlio. Il punto è che, secondo la legge [3], chi si oppone all’esecuzione non può provare il proprio diritto sui beni mobili pignorati nella casa del debitore mediante testimoni.

Questo significa che, per ottenere la restituzione dei propri beni, occorrerà produrre idonea documentazione che attesti inconfutabilmente la proprietà degli oggetti; cosa non semplice, visto che gli atti che dimostrano la proprietà dei beni mobili raramente vengono conservati, a differenza di quelli concernenti i beni immobili.

note

[1] Art. 2740 cod. civ.

[2] Art. 513 cod. proc. civ.

[3] Art. 621 cod. proc. civ.


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