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Assegno familiare: importo e a chi spetta

9 Aprile 2019 | Autore:
Assegno familiare: importo e a chi spetta

Chi può fare domanda per la prestazione economica dell’Inps. I moduli da scaricare per farne richiesta e vedere i limiti di reddito e quanto si prende.

Lavoratori dipendenti e pensionati hanno diritto, a determinate condizioni, all’assegno familiare o, per essere più precisi, all’assegno per il nucleo familiare (Anf). Si tratta di una prestazione erogata dall’Inps ma corrisposta in busta paga dal datore di lavoro o dall’Istituto, nel caso dei titolari di trattamento previdenziale. L’importo e a chi spetta questa prestazione hanno avuto alcune modifiche dal 1° gennaio 2019. Ci sono, infatti, dei nuovi limiti di reddito e delle categorie di lavoratori che prima non avevano diritto al beneficio e che ora lo possono ricevere.

Le variabili che incidono sull’assegno familiare sono diverse: dal numero di componenti del nucleo al reddito complessivo dello stesso. Più quest’ultimo è alto e più basso è l’importo dell’assegno familiare. La cifra sarà più alta anche quando in famiglia c’è una persona disabile o inabile.

Altre novità riguardano il modo in cui presentare la domanda per ricevere la prestazione: occorrerà farlo in via telematica e non più in modalità cartacea.

Ma vediamo nel dettaglio l’assegno familiare: importo e a chi spetta.

Assegno familiare: che cos’è?

L’assegno per il nucleo familiare è una prestazione erogata dall’Inps ad alcune categorie di lavoratori dipendenti e pensionati che hanno avuto un contratto subordinato, oltre ai lavoratori assistiti dall’assicurazione contro la tubercolosi.

Viene riconosciuto in base a tre criteri:

  • il numero dei componenti del nucleo familiare;
  • la tipologia di nucleo familiare;
  • il reddito complessivo del nucleo.

Assegno familiare: a chi spetta?

L’assegno familiare spetta alle seguenti categorie:

  • dipendenti del settore privato;
  • dipendenti agricoli;
  • lavoratori domestici e somministrati;
  • iscritti alla gestione separata dell’Inps;
  • dipendenti di aziende cessate o fallite;
  • pensionati a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, dei fondi speciali ed ex Enpals;
  • titolari di prestazioni previdenziali;
  • lavoratori in situazioni di pagamento diretto.

Assegno familiare: chi ne beneficia?

Possono beneficiare dell’assegno familiare erogato dall’Inps alle categorie di lavoratori sopra citate:

  • il dipendente o pensionato che lo riceve;
  • il coniuge o parte dell’unione civile;
  • i figli ed equiparati minorenni anche se non conviventi;
  • i figli ed equiparati maggiorenni inabili purché non sposati;
  • i figli ed equiparati maggiorenni ma di età inferiore a 21 anni, studenti o apprendisti, che facciano parte di un nucleo familiare con almeno 4 figli di età inferiore a 26 anni;
  • fratelli e sorelle;
  • nipoti minorenni o maggiorenni inabili purché orfani di entrambi i genitori, senza diritto alla pensione superstiti e non sposati;
  • i nipoti in linea retta minorenni ed a carico del richiedente.

Assegno familiare: altre categorie di lavoratori

Dal 1° gennaio 2019 hanno diritto all’assegno familiare anche altre categorie di lavoratori. In particolare:

  • coltivatori diretti;
  • coloni;
  • mezzadri.

In questi casi possono beneficiare della prestazione, oltre ai richiedenti:

  • il coniuge o la parte di unione civile;
  • i figli legittimi o equiparati;
  • fratelli e sorelle;
  • genitori ed equiparati (ad esempio patrigno, padre adottivo o affidatario, ecc.);
  • nonni o altri ascendenti in linea retta.

Assegno familiare: a quali condizioni?

I benefici dell’assegno familiare possono essere fruiti a certe condizioni ed a seconda del richiedente. Ad esempio, il coniuge o parte dell’unione civile ha diritto alla prestazione sempre che non abbia diritto allo stesso tipo di assegno in quanto lavoratore dipendente o pensionato.

Chi, invece, fa parte di un nucleo familiare con genitori separati o divorziati oppure sciolti da unione civile e ci sono dei figli in affidamento condiviso, il diritto sussiste per entrambi i genitori anche se ci dovrà essere un accordo su chi dei due percepisce la prestazione. Se questa intesa non c’è, l’assegno verrà versato al genitore che convive con i figli. Lo stesso succede quando il genitore affidatario non ha i requisiti per poter richiedere l’assegno: tale diritto viene riconosciuto per la posizione tutelata dall’ex coniuge.

Infine, per quanto riguarda i titolari di pensione ai superstiti, al nucleo spetta l’assegno se composto da:

  • coniuge o parte dell’unione civile superstite con diritto alla pensione;
  • figli minorenni ed equiparati titolari o contitolari della pensione o maggiorenni inabili.

L’assegno spetta anche all’orfano titolare di pensione ai superstiti da lavoro dipendente minorenne o maggiorenne inabile.

Assegno familiare: spetta anche agli stranieri?

La prestazione spetta anche agli stranieri ma a queste condizioni:

  • chi è straniero residente in Italia e nel suo Paese gli è riconosciuta la poligamia, può includere nel nucleo familiare soltanto la prima moglie ed i figli che ha avuto con lei, purché residenti in Italia;
  • chi è extracomunitario, ad eccezione di chi ha un contratto stagionale, può chiedere l’assegno familiare solo per i parenti residenti in Italia;
  • chi è rifugiato politico può chiedere l’assegno familiare anche per i parenti residenti all’estero.

Assegno familiare: quali redditi bisogna dichiarare?

Il calcolo dell’importo dell’assegno familiare si basa sul tipo di nucleo familiare, sul numero di persone che lo compongono e sul reddito complessivo.

Il tipo di nucleo ed il numero di persone sono facili da capire. Ma per quanto riguarda il reddito, che cosa bisogna dichiarare? Vanno considerati i redditi soggetti ad Irpef al lordo della detrazione d’imposta, degli oneri deducibili e delle ritenute. Bisogna indicare anche quelli esenti da imposta e soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo di imposta o di imposta sostitutiva quando superano la soglia di 1.032,91 euro.

Bada bene al fatto che bisogna dichiarare i redditi dell’anno solare precedente ma non da gennaio a dicembre, bensì dal 1° luglio al 30 giugno successivo. Significa, quindi, che se presenti una richiesta di assegno familiare nei mesi compresi tra gennaio e giugno, devi dichiarare i redditi di due anni prima. Mentre se la richiesta la presenti tra luglio e dicembre, devi dichiarare i redditi dell’anno precedente.

Che cosa non devi inserire? Vanno esclusi i redditi relativi a:

  • trattamento di fine rapporto (Tfr) e le relative eventuali anticipazioni;
  • trattamenti di famiglia dovuti per legge;
  • rendite vitalizie erogate dall’Inail, pensioni di guerra e trattamenti tabellari ai militari di leva vittime di infortunio;
  • indennità di accompagnamento;
  • indennità di comunicazione per sordi e quelle speciali per ciechi parziali;
  • indennizzi per danni irreversibili da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati;
  • arretrati di cassa integrazione di anni precedenti;
  • indennità di trasferta non soggetta ad imposizione fiscale;
  • assegni di mantenimento.

Un’ultima precisazione: almeno il 70% del reddito complessivo del nucleo familiare deve provenire da lavoro dipendente o assimilato.

Assegno familiare: ci sono limiti di reddito?

L’Inps ha stilato delle tabelle con dei limiti di reddito per avere diritto all’assegno familiare. In questi documenti trovi diverse informazioni. Innanzitutto:

  • il limite oltre il quale non viene più pagato l’assegno per il primo figlio e per il genitore a carico o equiparati di entrambi;
  • il limite oltre il quale non viene più pagato alcun assegno familiare.

Ciascuna delle tabelle riporta questi dati:

  • la tabella 1 riguarda i limiti generali per avere diritto all’assegno;
  • la tabella 2 riporta la maggiorazione del 10% sui limiti di reddito di chi è vedovo, separato, divorziato, abbandonato o single e chiede l’assegno per figli ed equiparati;
  • la tabella 3 contiene la maggiorazione del 50% sui limiti di reddito per i nuclei in cui ci sono delle persone inabili;
  • la tabella 4 comprende i redditi maggiorati del 60% se concorrono le condizioni delle tabelle 2 e 3.

Detto tutto questo, considera che puoi richiedere l’assegno familiare per un tuo familiare che non sia economicamente autosufficiente, cioè che non dispone di un reddito mensile superiore alla pensione minima oltre ad 1/12 della tredicesima e maggiorato del 30%.

Pertanto, e visto che attualmente il trattamento minimo è di 555,76 euro, il limite di reddito mensile per ottenere gli assegni familiari è di:

  • 722,49 euro per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio o equiparato;
  • 1.264,36 euro per due genitori ed equiparati.

I limiti di reddito valgono anche in caso di richiesta di assegni familiari per fratelli, sorelle e nipoti.

Assegno familiare: qual è l’importo?

Anche per quanto riguarda l’importo dell’assegno familiare, l’Inps ha pubblicato una tabella che contiene tutte le prestazioni a seconda del numero di componenti del nucleo familiare ed in base ai limiti di reddito. Si parte da un minimo di 137,50 euro per chi non supera il limite annuo più basso (14.541,59 euro) e vive in un nucleo formato da 3 persone.

Si tratta di un lungo elenco facilmente consultabile che puoi scaricare qui.

Assegno familiare: come funziona il pagamento?

Il diritto ad avere l’assegno familiare decorre dal primo giorno del periodo di paga o di pagamento della pensione durante il quale si acquisiscono i requisiti (ti sposi, hai il primo figlio, ecc.) e finisce nel momento in cui non ci sono più tali requisiti (ad esempio perché tuo figlio raggiunge la maggiore età, ti separi, ecc.).

L’assegno viene corrisposto dal datore di lavoro in busta paga oppure direttamente dall’Inps quando il richiedente è:

  • un lavoratore domestico;
  • iscritto alla gestione separata;
  • operaio agricolo a tempo determinato;
  • lavoratore di aziende cessate o fallite;
  • beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

In questi casi, il richiedente avente diritto può ricevere un bonifico bancario o postale con ‘importo dell’assegno se nella domanda ha indicato il proprio codice Iban ed ha allegato il modello SR163 timbrato dalla banca o dalle Poste.

Assegno familiare: come fare la domanda?

La domanda per ottenere l’assegno familiare va presentata ogni anno in cui se ne ha diritto, comunicando eventuali variazioni del reddito, del nucleo familiare o dell’azienda per cui si lavora entro 30 giorni.

I lavoratori dipendenti che non lavorano nel settore agricolo devono inoltrare la domanda all’Inps esclusivamente per via telematica, utilizzando le proprie credenziali oppure appoggiandosi ad un patronato.

Chi lavora nel settore agricolo a tempo indeterminato può presentare la domanda direttamente al datore di lavoro compilando il modello SR16 cartaceo.



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2 Commenti

  1. qualora un figlio diventi maggiorenne, bisogna comunicarlo all’INPS oppure provvedono alle incombenze del caso in maniera autonoma?

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