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Cartella esattoriale e motivazione: ultime sentenze

9 Maggio 2022
Cartella esattoriale e motivazione: ultime sentenze

Impugnazione della cartella esattoriale; vizi formali; notificazione dell’avviso di accertamento.

Per consentire al contribuente il controllo sulla correttezza dell’imposizione fiscale, la cartella esattoriale deve avere tutti gli elementi indispensabili. Qualora la cartella esattoriale dovesse presentare vizi formali è possibile fare opposizione; la competenza sarà del giudice del luogo della notifica. Il difetto di motivazione della cartella esattoriale può determinarne la nullità? Per scoprirlo leggi le ultime sentenze.

Obbligo motivazione della cartella esattoriale

L’obbligo di motivazione della cartella esattoriale in relazione agli interessi richiesti per ritardato pagamento dei tributi rappresenta una questione controversa in seno alla recente giurisprudenza, divisa sui presupposti che consentano di ritenere soddisfatto tale obbligo.

Cassazione civile sez. trib., 05/11/2021, n.31960

Cartella esattoriale: deve essere motivata?

Gli atti tramite cui gli enti esercitano i propri diritti di credito al pagamento dei contributi previdenziali da parte dei soggetti obbligati – e a maggior ragione gli atti del procedimento di riscossione coattiva a mezzo ruolo – non hanno natura di provvedimenti amministrativi – e dunque non sono sottoposti alla disciplina di cui all’art. 3 della l. n. 241 del 1990 -, ma sono atti dichiarativi, che non attribuiscono all’ente alcun margine di discrezionalità.

Tribunale Velletri sez. lav., 02/11/2021, n.1575

Difetto di motivazione della cartella esattoriale

Il difetto di motivazione della cartella esattoriale, che rinvia ad altro atto costituente il presupposto dell’imposizione senza indicarne i relativi estremi di notificazione o di pubblicazione, non può condurre alla dichiarazione di nullità, allorché la cartella sia stata impugnata dal contribuente il quale abbia dimostrato in tal modo di avere piena conoscenza dei presupposti dell’imposizione, per averli puntualmente contestati, ma abbia omesso di allegare e specificamente provare quale sia stato in concreto il pregiudizio che il vizio dell’atto abbia determinato al suo diritto di difesa.

Comm. trib. reg. Palermo, (Sicilia) sez. III, 21/09/2021, n.8156

Controllo sulla correttezza dell’imposizione

La cartella esattoriale che non segue uno specifico atto impositivo già notificato al contribuente, ma costituisce il primo ed unico atto con il quale l’ente impositore esercita la pretesa tributaria, deve essere motivata alla stregua di un atto propriamente impositivo, e contenere, quindi, gli elementi indispensabili per consentire al contribuente di effettuare il necessario controllo sulla correttezza dell’imposizione. Tale motivazione può essere assolta per relationem ad altro atto che costituisca il presupposto dell’imposizione quando di esso il contribuente abbia già integrale e legale conoscenza per effetto di precedente notificazione o pubblicazione.

Tribunale Vibo Valentia sez. I, 29/12/2020, n.755

Qualificazione dell’opposizione

L’opposizione con cui si faccia valere il difetto di motivazione della cartella deve essere qualificata come opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c., con la conseguente competenza funzionale del Tribunale, anche per la eventuale opposizione all’esecuzione contestualmente proposta, stante la connessione che consente la decisione di entrambe le domande da parte del giudice superiore.

Tribunale Grosseto, 02/11/2020, n.745

Vizio di motivazione della cartella di pagamento: quando non sussiste?

Non sussiste l’eccepito vizio di motivazione della cartella di pagamento quando la stessa esplicita l’origine dell’iscrizione a ruolo, il dettaglio degli importi dovuti sulla base delle indicazioni fornite dall’ente che ha emesso il ruolo, le informazioni precise circa le autorità cui rivolgersi in caso di impugnazione corredate delle modalità con cui essa deve essere proposta, ed infine i criteri in base ai quali sono stati calcolati gli interessi.

Comm. trib. prov.le Cremona sez. II, 29/04/2020, n.18

Impugnazione della cartella esattoriale per vizio di motivazione

In caso di impugnazione della cartella esattoriale per vizio di motivazione, legittimato passivo non è il concessionario ma l’ente impositore, cui solamente è imputabile tale vizio, essendo la cartella riproduttiva del ruolo.

Cassazione civile sez. trib., 29/04/2020, n.8329

Pretesa di riscossione

Nessun vizio di difetto di motivazione può ravvisarsi in relazione alla cartella esattoriale, la quale, per un verso, non è un provvedimento amministrativo e non contiene determinazioni autoritative proprie e, per altro verso, ben può limitarsi a indicare gli estremi dell’atto dal quale promana la pretesa di riscossione (ruolo formato dall’Ente accertatore e atto irrogativo della sanzione).

Tribunale Bari sez. II, 28/11/2019, n.4444

Avviso d’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo

L’avviso di intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo, da notificarsi al contribuente ai sensi dell’art. 50, commi 2 e 3, del d.P.R. n. 602 del 1973, ha un contenuto vincolato, in quanto deve essere redatto in conformità al modello approvato con decreto del ministero dell’Economia, sicché è sufficiente che la motivazione faccia riferimento alla cartella di pagamento in precedenza notificata.

Cassazione civile sez. trib., 09/11/2018, n.28689

Cartella esattoriale: difetto di motivazione

Il difetto di motivazione della cartella esattoriale, che faccia rinvio ad altro atto costituente il presupposto dell’imposizione, senza indicarne i relativi estremi di notificazione o di pubblicazione, non può condurre alla dichiarazione di nullità, allorché la cartella sia stata impugnata dal contribuente, il quale abbia così dimostrato di avere piena conoscenza dei presupposti dell’ imposizione, per averli puntualmente contestati, ma abbia omesso di allegare e specificamente provare quale sia stato in concreto il pregiudizio che il vizio dell’atto abbia determinato al suo diritto di difesa.

Comm. trib. reg. Firenze, (Toscana) sez. V, 12/03/2018, n.496

Cartella esattoriale: quali elementi deve contenere?

Qualora la cartella esattoriale costituisca il primo e unico atto con il quale l’ente impositore esercita la pretesa tributaria, la motivazione deve essere redatta alla stregua di un atto propriamente impositivo e, quindi, contenere gli elementi indispensabili per consentire al contribuente di effettuare il necessario controllo sulla correttezza dell’imposizione. La motivazione può essere assolta anche per relationem ad altro atto del quale debbono essere indicati gli estremi.

Comm. trib. prov.le Salerno sez. I, 30/10/2018, n.4201

Notifica della cartella di pagamento

Non sono fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 26, comma 1, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, censurato, in riferimento agli artt. 3,comma 1, 24, commi 1 e 2, e 111, commi 1 e 2, Cost., «nella parte in cui abilita il Concessionario della Riscossione alla notificazione diretta, senza intermediario, mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento, della cartella di pagamento», nonché «nella parte in cui non prevede che la notifica di cartella di pagamento tramite il servizio postale avvenga con l’osservanza dell’art. 7 legge n. 890/82, così come modificato con la legge n. 31 del 2008 di conversione del decreto-legge n. 248/2007».

Da un lato, la disciplina speciale recata dalla disposizione censurata, per cui attualmente l’agente per la riscossione può procedere alla notificazione diretta ex art. 26, comma 1, delle cartelle di pagamento, come per anni ha fatto l’esattore, trova giustificazione nella natura sostanzialmente pubblicistica della posizione e dell’attività del primo, il quale, secondo l’espressa previsione dell’art. 24 d.P.R. n. 602 del 1973, è depositario del ruolo formato dall’amministrazione finanziaria e, per conto di quest’ultima, procede per legge alla riscossione coattiva; dall’altro, le modalità pur semplificate del procedimento notificatorio soddisfano il requisito della «effettiva possibilità di conoscenza» dell’atto, sicché la disposizione censurata non viola i parametri evocati dal giudice a quo, sotto il profilo della ipotizzata violazione del diritto di azione e di difesa del notificatario (art. 24, commi 1 e 2, Cost.) e del principio della “parità delle armi” integrato dal canone del giusto processo (art. 111, commi 1 e 2, Cost.) perché non è superato quel «limite inderogabile» posto dalla giurisprudenza costituzionale alla discrezionalità che ha il legislatore nel regolare il procedimento notificatorio, in particolare prevedendo ipotesi di conoscenza legale dell’atto da notificare.

Peraltro, come la disposizione censurata agevola, con la notificazione “diretta” in forma semplificata, l’agente della riscossione nella notifica della cartella di pagamento perché sia rispettato, per l’amministrazione finanziaria, il termine di decadenza di cui all’art. 25 d.P.R. n. 602 del 1973, e l’attività di riscossione coattiva non subisca ritardi, così l’art. 6 dello statuto dei diritti del contribuente legittima un’applicazione estensiva dell’istituto della rimessione in termini, sì da tutelare il contribuente che non abbia avuto «effettiva conoscenza» dell’atto restituendolo nel termine di decadenza, di cui all’art. 19 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, per impugnare l’atto (sentt. nn. 346 del 1998, 360 del 2003, 280 del 2005, 366 del 2007, 3 del 2010, 281 del 2011, 258 del 2012, 146 del 2016, 90 del 2018; ord. n. 131 del 2017) .

Corte Costituzionale, 23/07/2018, n.175

Detrazioni di imposta per carichi familiari: a chi spettano?

Deve essere cassata la decisione dei giudici di appello che, nel rigettare la richiesta di un contribuente per l’annullamento della cartella esattoriale con la quale l’Agenzia delle Entrate recuperava la metà delle detrazioni di imposta per carichi familiari, non aveva tenuto conto delle circostanze di fatto presentate dal contribuente, volte a dimostrare che egli sosteneva in via esclusiva o in misura preponderante l’onere economico relativo al mantenimento della prole e, pertanto, la motivazione risulta insufficiente e inadeguata laddove non esplicita l’iter logico -giuridico che lo ha condotto ad affermare che la moglie, per il solo fatto di svolgere attività retribuita e di essere affidataria dei figli, abbia in concreto contribuito, nella misura del 50%, al mantenimento dei figlio.

Cassazione civile sez. trib., 12/07/2018, n.18392

Impugnazione della cartella esattoriale

La cartella esattoriale che rinvii ad altro atto costituente il presupposto dell’imposizione, senza indicarne gli estremi in modo esatto, può essere dichiarata nulla solo ove il contribuente dimostri che tale difetto di motivazione abbia pregiudicato il proprio diritto di difesa e non anche quando la limitazione di detto diritto debba ritenersi esclusa in virtù della puntuale contestazione, in sede di impugnazione della cartella, dei presupposti dell’imposizione.

(Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha confermato la decisione impugnata che aveva ritenuto viziata la cartella di pagamento che indicava le ragioni della pretesa rinviando ad una comunicazione d’irregolarità non allegata e non comunicata previamente al contribuente).

Cassazione civile sez. VI, 11/07/2018, n.18224

Cartella di pagamento e liquidazione dell’imposta

In tema di riscossione delle imposte sul reddito, la cartella di pagamento, nell’ipotesi di liquidazione dell’imposta ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, costituisce l’atto con il quale il contribuente viene a conoscenza per la prima volta della pretesa fiscale e come tale deve essere motivata; tuttavia, nel caso di mera liquidazione dell’imposta sulla base dei dati forniti dal contribuente medesimo nella propria dichiarazione, nonché qualora vengano richiesti interessi e sovrattasse per ritardato od omesso pagamento, il contribuente si trova già nella condizione di conoscere i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa fiscale, con l’effetto che l’onere di motivazione può considerarsi assolto dall’Ufficio mediante mero richiamo alla dichiarazione medesima.

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. V, 12/06/2018, n.3992

Omessa notificazione dell’avviso di accertamento

L’eccezione di nullità sollevata dall’appellante in ragione dell’omessa notificazione di apposito avviso di accertamento è palesemente infondata dal momento che l’intervenuta notifica di antecedenti atti autonomamente impugnabili se non compromette l’Impugnazione della successiva cartella esattoriale, scongiura nel contempo la necessarietà di un apposito avviso di accertamento, risultando la pretesa già chiaramente evidenziata dai prodromici atti sopra richiamati.

Quanto al rilevato difetto di motivazione dell’impugnata sentenza, con la concisa formulazione adottata il primo giudice abbia inteso dare atto, , dell’insussistenza di effettive contestazioni alla fondatezza della pretesa tributaria per l’annualità 2010 implicitamente accertata in ragione dell’intervenuta notificazione dei prodromici atti di cui sopra si è detto.

Comm. trib. reg. Firenze, (Toscana) sez. V, 06/06/2018, n.1098

Vizi formali: opposizione alla cartella esattoriale

In tema di opposizione a cartella esattoriale, ove siano dedotti vizi formali – omessa notifica dell’invito al pagamento, carenza di motivazione, mancata indicazione dell’autorità giudiziaria competente – la relativa impugnativa deve essere qualificata come opposizione agli atti esecutivi con la conseguenza che, ai sensi degli artt. 617, comma 1, e 480, comma 3, c.p.c., la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in cui la cartella è stata notificata.

Cassazione civile sez. VI, 04/04/2018, n.8402

Obbligo di motivazione degli atti tributari

Posto che il tasso annuo degli interessi è noto e conoscibile perché determinato con provvedimento generale, e che i limiti temporali di riferimento, quali il dies a quo e il dies ad quem, necessari per il calcolo sono anch’essi fissati in elementi cronologici ben individuati, in tema di obbligo di motivazione degli atti tributari e, in particolare, con riferimento alla cartella di pagamento ex D.P.R. n. 602/1973, nell’ipotesi in cui vengano richiesti gli interessi e le sovrattasse per ritardato o omesso pagamento, il contribuente si trova già nella condizione di conoscere i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa fiscale, con l’effetto che l’onere di motivazione può considerarsi in questi casi assolto dall’Ufficio mediante mero richiamo alla dichiarazione medesima.

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. I, 24/11/2017, n.6840


note

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