Diritto e Fisco | Articoli

Bollo auto non pagato: tempi di prescrizione

8 Aprile 2019


Bollo auto non pagato: tempi di prescrizione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Aprile 2019



Le ultime sentenze della giurisprudenza sui termini di prescrizione della tassa automobilista prima e dopo la notifica della cartella esattoriale.

Il cosiddetto bollo auto – ossia la tassa automobilistica che si paga annualmente sulla proprietà del veicolo – è, come ogni altra imposta, soggetto a prescrizione. In pratica, la Regione (o, in Sardegna e in Friuli Venezia Giulia, l’Agenzia delle Entrate) ha un termine massimo entro cui chiedere il pagamento degli arretrati, oltre il quale nulla le è più dovuto. Questo, in termini pratici, significa che, nonostante l’omesso versamento dell’importo o lo smarrimento delle ricevute di pagamento, una volta decorso tale termine l’automobilista è definitivamente libero da ogni obbligo senza dover dimostrare null’altro.

È bene quindi conoscere quali sono i tempi di prescrizione del bollo auto non pagato al fine di contrastare eventuali richieste illegittime da parte dell’amministrazione.

Di tanto parleremo in questo articolo tenendo conto delle ultime sentenze che hanno affrontato il tema, tra le quali una delle più importanti è stata pubblicata dalle Sezioni Unite della Cassazione a novembre del 2016 [1] e, invece, la più recente qualche giorno fa [2]. Tendendo conto di tali novità, ti spiegheremo quindi – detto in modo ancora più semplice – quando scade il bollo auto, ossia quando va in prescrizione. E ci riferiremo non solo alla tradizionale cartella esattoriale ma anche all’avviso di accertamento.

Termine di prescrizione bollo auto

Se la Regione dovesse chiederti il bollo auto di un’annualità che hai già pagato ti basterà esibire la ricevuta di versamento per mettere a tacere ogni pretesa. Il problema si pone invece se non lo hai pagato (magari perché ti sei dimenticato o non avevi i soldi per farlo) o se hai smarrito la relativa ricevuta. In questi casi hai solo una possibilità per salvarti: sperare che l’avviso della Regione sia «fuori termine». È “fuori termine” ogni richiesta di pagamento per bollo auto che arriva dopo 3 anni. Dunque, il termine di prescrizione del bollo auto non pagato è di tre anni che, tuttavia, si calcolano secondo un particolare meccanismo che vedremo qui di seguito.

Come si calcola la prescrizione del bollo auto?

I tre anni iniziano a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa automobilistica doveva essere versata e terminano, quindi, il 31 dicembre del terzo anno [3]. Di conseguenza, a partire dal 1° gennaio del quarto anno successivo ogni richiesta di versamento del bollo è illegittima perché ormai caduta in prescrizione.

Facciamo un esempio pratico. Se non hai pagato il bollo auto del 2018 e non ti arriva nessuna richiesta di versamento fino al 31 dicembre 2021 (ossia tre anni dopo il 1° gennaio 2019), si verifica la prescrizione e, quindi, non devi più pagare alcunché.

Se però, nell’arco dei tre anni, arriva un avviso di accertamento, il termine si interrompe e inizia a decorrere da capo a partire dal giorno successivo. Da quel momento si considerano nuovamente altri 3 anni per la prescrizione; se infatti, in tale arco di tempo non dovesse sopraggiungere alcun altro atto, si verificherebbe la prescrizione e nulla è più dovuto.

Prescrizione cartella di pagamento del bollo auto

Gli stessi principi valgono anche dopo la notifica della cartella esattoriale del bollo auto. Come chiarito dalle Sezioni Unite della Cassazione [1], poiché la legge non dice quali sono i termini di prescrizione delle cartelle di pagamento, a queste ultime devono applicarsi le medesime regole previste per le imposte in esse richieste. Dunque, così come una cartella per Irpef si prescrive in 10 anni e una per Imu in 5 anni, la cartella per bollo auto si prescrive in 3 anni.

Come far valere la prescrizione del bollo auto

Se ti arriva un avviso di accertamento dopo tre anni dall’anno di imposta relativo al bollo, ti tocca contestarlo davanti alla Commissione Tributaria Provinciale entro 60 giorni. Diversamente, l’atto fiscale – per quanto illegittimo – si consolida, diventa cioè definitivo e ti tocca pagare il bollo auto prescritto.

Se ti arriva un avviso di accertamento nei termini, ma la cartella esattoriale arriva dopo più di tre anni da quest’ultimo devi agire nello stesso modo: contestare la cartella entro 60 giorni alla Commissione Tributaria Provinciale.

In alternativa al ricorso al giudice, si può tentare un ricorso in autotutela indirizzato alla Regione, anche se questo non interrompe i termini per il ricorso giudiziale e non garantisce la risposta dell’amministrazione.

Viceversa, se dopo la notifica della cartella esattoriale per bollo auto non pagato decorrono più di 3 anni, non devi impugnare alcun atto, anche perché saresti fuori termine. Difatti, come noto, ci sono solo 60 giorni per impugnare la cartella al giudice. A quel punto non ti rimane altro da fare che attendere la successiva mossa dell’agente della riscossione e impugnare quest’ultima per intervenuta prescrizione (ad esempio la notifica di un preavviso di fermo auto o un pignoramento).

Tale è stato il chiarimento della Cassazione [2] secondo cui: «In tema di riscossione della tassa automobilistica in caso di mancata impugnazione della cartella di pagamento, si applica il termine triennale». Non ha alcun rilievo il fatto che la cartella non sia stata contestata nei 60 giorni.

Gli atti che interrompono la prescrizione del bollo auto

La prescrizione del bollo auto non pagato, che come detto si compie dopo tre anni, richiede che, nell’arco di tale termine, non giungano al contribuente «atti interruttivi» ossia richieste di pagamento. Queste infatti hanno l’effetto di interrompere la prescrizione e farla decorrere nuovamente da capo. Tali sono ad esempio l’avviso di accertamento da parte della Regione, il sollecito di pagamento, la notifica della cartella esattoriale, una intimazione di pagamento da parte dell’agente della riscossione esattoriale, un preavviso di fermo dell’auto, un atto di pignoramento.

Secondo la giurisprudenza [4], in tema di tassa automobilistica, «il decorso del termine di prescrizione triennale per la riscossione non è interrotto dalla sola iscrizione a ruolo del tributo da parte dell’amministrazione finanziaria, in quanto tale procedura si sviluppa tutta all’interno di quest’ultima. Pertanto, in virtù del fatto che l’effetto interruttivo della prescrizione si produce solo in forza di un atto che valga a costituire in mora il debitore, l’iscrizione a ruolo è inidonea a produrre effetti nella sfera giuridica del destinatario della pretesa». Il termine entro il quale l’amministrazione finanziaria può far valere l’obbligazione tributaria nascente dal pagamento del bollo è quindi sempre di tre anni. Non rilevano in tal senso, ingiustificati ritardi derivanti da disfunzioni burocratiche o artificiose protrazioni nello svolgimento dei compiti assegnati all’amministrazione o agli organi della notificazione. L’interruzione della prescrizione, infatti, è un atto che deve giungere nella sfera legale di conoscenza del contribuente entro il termine previsto dalla legge e non rileva nemmeno l’epoca, eventualmente antecedente, in cui l’atto sia stato affidato all’ufficiale giudiziario o all’ufficio postale per la notifica.

note

[1] Cass. S.U. sent. n. 23395/16

[2] Cass. sent. n. 5577/2019.

[3] Art. 5, comma 51, d.l. n. 953/1982 convertito con legge n. 53/1983.

[4] CTRL Campobasso Molise, sent. n. 212/2018.

Autore immagine auto futuristica di ParabolStudio


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA