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Chi paga i debiti dell’incapace?

4 Maggio 2019 | Autore:
Chi paga i debiti dell’incapace?

Chi deve pagare i debiti della persona incapace di intendere o di volere? Il contratto dell’incapace è valido? Si può annullare il debito?

Ogni promessa è debito; lo stesso dicasi per un prestito, un danno o per qualsiasi altro motivo che giustifica giuridicamente il trasferimento di danaro da un soggetto ad un altro. Se, mentre sei ospite a casa di amici, inavvertitamente urti con il gomito un prezioso vaso cinese, facendolo cadere e mandandolo in frantumi, è ovvio che sarai chiamato a corrisponderne il prezzo a titolo di risarcimento. Il tuo comportamento poco accorto ti avrà causato un debito che dovrai estinguere. Chi è causa del suo mal pianga se stesso, insomma. Ti sei mai chiesto chi paga i debiti dell’incapace? Dal punto di vista giuridico, l’incapace è colui che non è in grado di intendere e di volere, o perché effettivamente non in grado di percepire correttamente la realtà esterna, oppure perché troppo piccolo perché gli si possa attribuire una piena consapevolezza delle proprie azioni; in quest’ultimo caso, più che di incapacità sarebbe corretto discorrere di immaturità. Ebbene, secondo te, chi è tenuto a risarcire il danno cagionato da chi non è in grado di intendere e di volere? Soprattutto: chi paga i debiti dell’incapace?

Chi è incapace secondo la legge?

Per comprendere chi paga i debiti dell’incapace dobbiamo innanzitutto spiegare chi è l’incapace secondo la legge. Ebbene, per l’ordinamento giuridico italiano è incapace:

  • il minore di diciotto anni;
  • l’infermo di mente.

In quest’ultima categoria rientrano sia coloro che sono ufficialmente dichiarati incapaci di intendere e di volere mediante provvedimento del giudice (pensa all’interdetto), sia coloro che versano in tale condizione per una causa passeggera (ad esempio, a causa di una forte sbornia: si parla in questa circostanza di incapacità naturale).

Chi paga i debiti dei minorenni?

Chi paga i debiti dell’incapace minorenne, cioè di colui che, avendo meno di diciotto anni, è ritenuto per legge non dotato di piena capacità d’agire? La risposta ce la fornisce direttamente il codice civile: il padre e la madre sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati [1].

La norma, in pratica, dice che i genitori sono tenuti a pagare ogni obbligazione che sorge dalla condotta contraria a legge del proprio figlio, col rischio di vedersi perfino pignorata la propria casa nel caso in cui non ci sia altro modo di far fronte ai debiti.

Chi paga i debiti della persona incapace di intendere e di volere?

Veniamo ora all’altro caso, cioè al pagamento dei debiti di coloro che, per legge, sono incapaci di intendere o di volere: pensa al danno prodotto da una persona affetta da una grave patologia schizofrenica, oppure da altro importante disturbo psichiatrico. Cosa dice la legge in questi casi?

Ebbene, secondo il codice civile [2], in caso di danno cagionato da persona incapace di intendere o di volere, il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.

Di conseguenza, il debito contratto dalla persona dichiarata inferma di mente e, quindi, interdetta dal giudice, dovrà essere onorato dal tutore, cioè da colui che, in base alla sentenza, deve prendersi cura dell’incapace.

Il debito dell’incapace è valido?

Le norme che abbiamo appena analizzato riguardano i debiti che sorgono a seguito di illecito commesso dall’incapace: per esso risponde il soggetto che, per legge o per provvedimento del giudice, è tenuto a sorvegliare l’individuo incapace di intendere e di volere.

L’ordinamento giuridico non prevede esplicitamente, però, che del debito contratto dall’incapace debbano risponderne altri: questo perché i contratti stipulati da un incapace (minore o interdetto che sia) sono annullabili per legge [3]. Ciò significa che, se una persona inferma di mente ha contratto un debito perché, ad esempio, ha acquistato un’auto, egli potrà successivamente chiedere l’annullamento del contratto e, di conseguenza, la cancellazione del debito.

Come annullare il debito dell’incapace?

Possiamo quindi dire che i debiti dell’incapace possono essere vanificati mediante la fondamentale azione di annullamento del contratto, la quale è esperibile fino a cinque anni dopo che sia cessato lo stato di incapacità, e cioè cinque anni dopo che il minore sia diventato maggiorenne oppure che l’interdizione o l’inabilitazione per infermità di mente sia revocata.

I debiti contratti dall’incapace naturale

Accanto all’incapacità legalmente presunta per i minori d’età e a quella derivante da infermità mentale acclarata da sentenza che dispone l’interdizione, l’inabilitazione o l’amministrazione di sostegno, esiste un ultimo tipo di incapacità, definita naturale.

Per la legge, è incapace naturale colui che, sebbene non interdetto e, pertanto, formalmente sano di mente, si trovi comunque in uno stato di incapacità di intendere o di volere: pensa alla persona che effettua un importante acquisto sotto effetto di stupefacenti. Ebbene, in un caso del genere, se il contraente dimostra la propria incapacità al momento della stipula dell’atto (e, quindi, della contrazione del debito), potrà chiedere l’annullamento dell’atto entro cinque anni dalla sua conclusione.

L’annullamento può altresì essere chiesto anche su istanza dei suoi eredi o dei suoi creditori, se ne risulta un grave pregiudizio all’autore [4].

A differenza dell’annullamento del contratto chiesto da chi era formalmente incapace per via della sua età o di un provvedimento del giudice, l’incapace naturale potrà proporre impugnazione solamente se:

  • dall’atto o dal contratto derivi per sé un grave pregiudizio (pensa a chi abbia venduto la sua unica casa, oppure a chi abbia sottoscritto un contratto che lo costringe al pagamento di un’ingente somma);
  • la controparte era in malafede, nel senso che ha approfittato dell’evidente incapacità dell’altro per stipulare un accordo per sé vantaggioso.

note

[1] Art. 2048 cod. civ.

[2] Art. 2047 cod. civ.

[3] Art. 1425 cod. civ.

[4] Art. 428 cod. civ.

Autore immagine: Unsplash.com


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