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Fermo amministrativo: come scoprirlo e cancellarlo

5 Maggio 2019 | Autore:
Fermo amministrativo: come scoprirlo e cancellarlo

Dove controllare se la propria auto è bloccata da un provvedimento a causa di un debito o una multa in sospeso. Cosa fare per evitarlo e per riavere il veicolo.

Hai un debito con il Fisco oppure hai violato un determinato articolo del Codice della strada? Tra le conseguenze di queste due ipotesi c’è il fermo amministrativo. In pratica, l’agente della riscossione ti blocca un bene mobile di tua proprietà e te lo restituisce soltanto dopo che tu avrai pagato quanto dovuto. Nel frattempo, oltre a versare i soldi, ti toccherà sbrigare qualche pratica burocratica e spendere in marche da bollo, oltre a subire il disagio di non poter utilizzare la tua auto. Ti sei mai chiesto, però, il fermo amministrativo: come scoprirlo e cancellarlo? Nel senso: sapendo o sospettando di avere un debito, sei sicuro che il tuo veicolo non sia stato sottoposto a fermo? E sai come verificarlo e come chiedere di toglierlo?

Con il fermo amministrativo non si scherza: se fosse stato emesso un provvedimento del genere sulla tua macchina e, per puro caso, vieni fermato ad un controllo proprio con quell’auto, come minimo dovrai aspettarti una sanzione. Sappi, comunque, se che non saldi il debito entro il termine richiesto, l’Agenzia delle Entrate Riscossione può mettere in vendita il tuo veicolo. Insomma, i presupposti per informarti su come scoprire e cancellare un fermo amministrativo ci sono tutti. Ma anche per vedere come evitarlo.

Fermo amministrativo: che cos’è?

Il fermo amministrativo, dunque, è un provvedimento che scatta quanto un contribuente contrae un debito e non lo paga. A chiederlo è l’amministrazione o l’ente creditore. Quindi può trattarsi di un Comune, dell’Inps, della Regione, dell’Agenzia delle Entrate, ecc. Sono loro a rivolgersi all’agente della riscossione affinché venga bloccato un bene mobile iscritto in un pubblico registro, come lo è, appunto, un veicolo iscritto al Pra, il Pubblico registro automobilistico. In questo modo, il contribuente non può utilizzare il bene sottoposto a fermo amministrativo finché non salda il suo debito. Insomma, o paghi o vai a piedi.

Fermo amministrativo: che cosa lo fa scattare?

Il tipo di debito in grado di far scattare il fermo amministrativo può essere di natura diversa. Pensa, ad esempio, a dei contributi non pagati all’Inps, ai tributi non versati al Comune, all’Iva o all’Irpef non corrisposti al Fisco, ad una multa per violazione del Codice della strada di cui non vuoi sapere nulla.

Fermo amministrativo: quali sono le conseguenze?

Dicevamo: nel momento in cui scatta il fermo amministrativo ed il provvedimento viene iscritto al Pra, il proprietario del veicolo non può utilizzarlo, pena una sanzione. Ma non è la sola conseguenza. Infatti:

  • l’auto non può essere radiata dal pubblico registro. Significa che non può essere né demolita né esportata in un altro Paese;
  • se anche il proprietario riuscisse a venderla dopo l’iscrizione del fermo, l’auto deve comunque rimanere ferma e non può essere radiata dal Pra. In altre parole: risulterebbe davvero difficile vendere una macchina sottoposta a fermo. Chi la comprerebbe per tenerla in garage a causa di un debito contratto da un altro?;
  • l’auto può essere venduta per ordine dell’agente della riscossione nel caso in cui il proprietario non paghi il debito. Ovviamente, i soldi ricavati dalla vendita serviranno a compensare il creditore.

Fermo amministrativo: come scoprirlo?

Nel caso tu sappia di avere un debito con un’amministrazione o con un ente e ti venga il dubbio che la tua auto possa essere stata sottoposta a fermo amministrativo, puoi verificare questa circostanza in diversi modi.

Puoi, ad esempio, chiedere una visura della targa della macchina al Pra, cioè all’ufficio provinciale dell’Aci pagando 6 euro.

Hai la possibilità anche di farlo attraverso il servizio online. Devi collegarti alla pagina dell’Aci. Qui dovrai riportare innanzitutto i tuoi dati (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo e-mail, residenza, ecc.). Poi ti verranno chiesti i dati della persona giuridica a cui intestare la ricevuta della visura (se, ad esempio, l’interessato è una società o un’azienda). Se lascerai questi campi in bianco, la ricevuta verrà inviata al richiedente secondo i dati riportati prima. Infine, nella parte in basso, va selezionato il tipo di veicolo (auto, moto o rimorchio) ed il numero di targa.

Fatto questo, dovrai fare il pagamento dei 6 euro prima di avere l’informazione richiesta. I soldi possono essere versati tramite:

  • carta di credito, di debito o prepagata;
  • PayPal o altri wallet;
  • bonifico;
  • bollettino postale.

Infine, puoi chiedere la visura presso una delegazione Aci o rivolgendoti ad uno studio di consulenza automobilistica, cioè ad un’agenzia di pratiche auto. In questo caso, ovviamente, oltre ai 6 euro dovrai pagare quanto dovuto per il servizio di intermediazione.

Fermo amministrativo: si riceve l’avviso a casa?

Viene spontanea, a questo punto, la domanda: l’agente della riscossione o il creditore non mandano un avviso a casa sul fatto che sta per scattare o che è scattato il fermo amministrativo? In realtà, avrai già visto il postino un po’ di volte prima che ciò succeda.

Per prima cosa, infatti, quando contrai un debito e non lo paghi ricevi a casa la cartella esattoriale. Da quel momento in poi hai 2 mesi di tempo per versare quanto dovuto, chiedendo – se è il caso – di pagare a rate, oppure per contestare la cartella e chiedere la sospensione o l’annullamento del fermo. Se non fai né l’una né l’altra cosa, l’Agenzia delle Entrate tira dritto per la sua strada.

Attenzione, però: se il debito non supera i 1.000 euro (ad esempio, la maggior parte delle multe per violazione al Codice della strada), il termine per la conciliazione è di 4 mesi dalla data in cui hai ricevuto la comunicazione con il dettaglio di quanto dovuto.

Quindi, se non paghi né contesti alcunché, l’Agenzia delle Entrate ti invia a casa l’avviso del provvedimento di fermo amministrativo del bene indicando:

  • l’importo e la natura del debito;
  • l’anno in cui hai contratto il debito.

Ricorda che se non ci sono queste notifiche, il fermo è illegittimo.

Avrai altri un altro mese di tempo per metterti a posto. Trascorsi quei 30 giorni, se nulla è cambiato scatta il fermo del veicolo a te intestato. A meno che tu riesca a dimostrare che hai assoluto bisogno della macchina per motivi di lavoro. In questo caso, non avviene l’iscrizione al Pra.

Fermo amministrativo: come cancellarlo?

Se hai scoperto di avere un fermo amministrativo e vuoi cancellarlo, devi, prima di tutto, pagare il debito che hai contratto. Dopodiché, ti recherai presso un ufficio provinciale del Pra portando con te:

  • l’originale del provvedimento di revoca del fermo rilasciato dall’agente della riscossione dopo il pagamento del debito. La revoca contiene i dati del veicolo, del debitore e l’importo del debito saldato;
  • il certificato di proprietà o quello di proprietà digitale (sul retro bisogna compilare la nota di richiesta) o il foglio complementare;
  • in alternativa ai suddetti certificati, il modulo NP-3.

Nel caso in cui utilizzi per la richiesta uno dei certificati di proprietà, dovrai pagare al Pra un’imposta di bollo di 32 euro. Se, invece, uso il modello NP-3, la tassa sarà di 48 euro.

Fermo amministrativo: quando posso riavere l’auto?

Se la richiesta presentata per cancellare il fermo amministrativo viene accolta dopo aver pagato il debito e l’imposta al Pra e presentato i documenti, il fermo viene eliminato, ti viene consegnato il nuovo certificato di proprietà digitale e potrai disporre della tua auto. Dovrai, comunque, attendere che venga dato parere positivo alla tua richiesta.

Fermo amministrativo: che succede se l’ente di riscossione ha sbagliato?

Può capitare che scatti un fermo amministrativo per errore, cioè che l’agente di riscossione abbia iscritto il provvedimento al Pra per sbaglio. Ad esempio, attribuendoti un debito che, in realtà, non hai contratto.

In questo caso, lo stesso agente chiede al Pra la cancellazione gratuita dell’iscrizione.

Fermo amministrativo: come si può evitare?

C’è qualche modo per evitare tutto questo? Verrebbe automatico rispondere: basta pagare i debiti o le multe e non succede nulla.

Chi, però, non ama aprire il portafoglio cosa fa di solito? Per scongiurare l’eventualità di rimanere a piedi, cointesta l’auto ad un’altra persona (un cugino, un caro amico, ecc.). In questo modo, non può scattare il fermo amministrativo di un bene di cui figura come comproprietario un contribuente che non ha alcun debito in sospeso, così come recita la giurisprudenza. Più di una volta, infatti, i tribunali hanno sostenuto che il debito di un proprietario non può penalizzare l’altro proprietario di un bene.

L’alternativa è quella che abbiamo citato in precedenza: convincere l’autorità che l’auto è assolutamente indispensabile per svolgere la propria attività lavorativa. È il caso di un tassista o di un rappresentante di commercio. Purché lo faccia entro 30 giorni da quando ha ricevuto l’avviso relativo al provvedimento ed il mezzo sia iscritto in contabilità.



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