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A quanto ammonta il risarcimento per colpo di frusta

10 Aprile 2019 | Autore: Lorena Parma
A quanto ammonta il risarcimento per colpo di frusta

Cos’è il colpo di frusta, come chiedere il risarcimento e quando è possibile ottenerlo. Le interpretazioni della giurisprudenza e le norme dedicate. Esempi indicativi di calcolo. 

Quando ci si trova coinvolti in un tamponamento tra automobili, il cosiddetto colpo di frusta è una delle conseguenze più comuni. Apparentemente di poco conto, non deve essere sottovalutato perché, nei casi più importanti, può lasciare disturbi anche a guarigione completata. Per questi motivi, in questo articolo scopriremo a quanto ammonta il risarcimento per un colpo di frusta, come si richiede e quali sono le condizioni per ottenerlo. Faremo anche esempi concreti.

Colpo di frusta: cosa serve sapere?

Innanzitutto, chiariamo brevemente cos’è il colpo di frusta: esso consiste in un trauma da distorsione del rachide cervicale, che si caratterizza per una lesione ai tessuti molli del collo e per un movimento improvviso e innaturale delle prime 7 vertebre della spina dorsale (appunto, quelle cervicali), causati dal contraccolpo che si subisce in un incidente stradale.

È uno degli infortuni più frequenti nel caso di tamponamenti o di scontri (frontali e laterali) tra automobili. I sintomi che derivano dal colpo di frusta sono soprattutto: dolore e rigidità del collo e delle spalle, impossibilità di muovere la testa (come se avessimo un torcicollo molto forte), mal di testa spesso accompagnato da vertigini, dolori alle braccia e alla schiena.

Colpo di frusta: come chiedere il risarcimento?

Per poter ottenere il rimborso del colpo di frusta subìto, è necessario seguire una procedura ben precisa:

  • prima di tutto, in caso di incidente, bisogna compilare subito il modulo blu di Constatazione Amichevole di Incidente, che deve essere sottoscritto da entrambe le parti coinvolte. Se ci sono testimoni, è utile riportare anche le loro testimonianze;
  • dopodiché, ci si deve recare subito a un presidio di pronto soccorso o in ospedale per accertare la presenza di eventuali danni fisici. Bisogna andarci il giorno stesso o, al massimo, quello seguente (anche se non si avvertono dolori perché, spesso, i sintomi si manifestano successivamente). Qui verranno svolti esami strumentali come Tac, radiografie o risonanza magnetica;
  • se questi accertamenti rivelano l’effettiva presenza di un colpo di frusta, il medico procederà a rilasciare i certificati medici necessari e la diagnosi con i giorni previsti per la guarigione;
  • se, dopo il periodo di guarigione stabilito dal medico, si accusano ancora sintomi o disturbi, il medico valuterà l’estensione del periodo di malattia (ad esempio, aumentando i giorni in cui indossare il collare ortopedico);
  • a guarigione completata, bisogna inviare la domanda di risarcimento alla propria compagnia assicurativa: quest’ultima nomina un medico legale che visiti il richiedente ed esamini la documentazione medica presentata e che, infine, stimi la percentuale di invalidità del soggetto e stabilisca l’importo corrispondente che costui deve ricevere. Se l’infortunato ritiene che la cifra del risarcimento sia troppo bassa, può fare causa all’assicurazione: il giudice deciderà in merito.

È importante tenere presente che il calcolo del risarcimento per un colpo di frusta dipende dalla valutazione di diversi fattori, che vanno dai risultati delle analisi medico-legali ai giorni di degenza assegnati, fino all’età e al sesso dell’infortunato. Per avere migliori risultati in fatto di risarcimento, è consigliabile farsi fare una perizia medico-legale “di parte” (da allegare alla domanda di rimborso) che specifichi al massimo l’intensità del danno subìto e che riporti un eventuale danno permanente riportato. Essa può essere svolta, ad esempio, dal proprio dottore di fiducia o da quello del pronto soccorso in cui si è andati la prima volta, per arricchire maggiormente i documenti medici da presentare all’assicurazione.

Se non si presentano prove strumentali che attestino un effettivo colpo di frusta, l’assicurazione può rifiutarsi di risarcire il danno. Perciò è indispensabile eseguire tutti gli esami necessari che possano evidenziare il danno subìto e conservarne gli esiti, per essere sicuri di ottenere un giusto rimborso.

Per quel che riguarda il conducente “colpevole” di aver causato l’incidente, se anche lui ha subìto un colpo di frusta verrà risarcito solo se in precedenza ha sottoscritto una polizza infortuni al conducente. In questo caso, l’infortunato deve presentare alla propria società assicurativa la documentazione medica insieme a quella che prova la sottoscrizione di quella polizza e, se ha i requisiti necessari, anche lui otterrà il risarcimento.

Colpo di frusta: legge e giurisprudenza

Nel corso degli anni, si sono susseguite diverse interpretazioni della legge dedicata ai risarcimenti per colpi di frusta [1]. La prima modifica alla norma è stata apportata dal governo Monti, con lo scopo di far calare l’entità di questo tipo di rimborsi (che sono sempre stati di gran lunga i più frequenti, quindi dispendiosi). Questa modifica stabiliva che il risarcimento spettava solamente a chi riusciva a dimostrare la presenza del danno, attraverso esami medici strumentali (come lastre, Tac o risonanze magnetiche). Però, dato che spesso le lesioni ai tessuti molli non compaiono sulle lastre o in altri esami, la quantità di risarcimenti versati è diminuita circa del 30%.

Tuttavia, alcune sentenze della Cassazione e di giudici di pace locali hanno dato un’interpretazione più ampia di questa norma. Ad esempio, nel 2016 il Giudice di Pace di Venezia ha dichiarato che gli esami clinici sono sussidiari al riscontro eseguito dal medico (che non può essere sostituito in nessun caso) e che, di conseguenza, per ottenere il rimborso potesse bastare il fatto che il medico abbia accertato il danno visivamente [2]. In quel caso, la compagnia assicurativa è stata condannata a pagare il risarcimento.

Queste aperture date dalla giurisprudenza, però, sono state richiuse ben presto dalla legge annuale per il mercato e la concorrenza del 2017, che stabilisce che in ogni caso di lesioni di lieve entità (come il colpo di frusta), per poter ottenere un risarcimento si deve dimostrare il danno subìto attraverso esami clinici strumentali obiettivi, oppure mostrare segni visibili e riscontrabili oggettivamente del danno stesso (ad esempio cicatrici) [3].

Colpo di frusta: come si calcola il rimborso?

Al fine di calcolare correttamente il risarcimento, è utile sapere che i danni biologici di lieve entità come il colpo di frusta sono ritenuti dalla legge lesioni micropermanenti. Ciò vuol dire che per esse vengono assegnati fino a 9 punti di invalidità (anche se per il colpo di frusta classico si oscilla tra 0 e 2 punti).

Inoltre, serve evidenziare una distinzione fondamentale, che può modificare di molto l’importo del rimborso spettante: quella tra danno biologico temporaneo e danno permanente. Il primo si misura come la percentuale di tempo in cui l’individuo non può svolgere le proprie attività quotidiane; il secondo indica la presenza di conseguenze che permangono anche dopo la guarigione dal colpo di frusta.

Gli importi di base riguardanti i risarcimenti vengono aggiornati ogni anno.

Le cifre più recenti stabiliscono che [4]:

  • per i danni permanenti, esiste una quota di partenza di €807,01 (corrispondente al primo punto di invalidità), da moltiplicare per il coefficiente corrispondente al numero di punti di invalidità assegnati: 1 punto=1; 2 punti=1,1; 3 punti=1,2; 4 punti=1,3; 5 punti=1,5; 6 punti=1,7; 7 punti=1,9; 8 punti=2,1; 9 punti=2,3;
  • per i danni temporanei, esiste una quota di partenza di €47,07, da moltiplicare per ogni giorno di inabilità assoluta. In caso il medico aumenti successivamente i giorni di degenza, quei giorni sono considerati di inabilità parziale (quindi la quota deve essere divisa per due o per quattro, a seconda della situazione, e poi moltiplicata per il numero di giorni aggiunti).

L’importo così ottenuto deve essere poi diminuito dello 0,5% per ogni anno di età dell’infortunato (a partire dall’undicesimo anno di età).

Riguardo ai colpi di frusta più classici, in linea di massima al danneggiato spetta solo la cifra corrispondente ai giorni di degenza (quindi €47,07 x giorni di inabilità), perché i danni derivati sono quasi sempre temporanei. Nel caso in cui vengano riportati anche disturbi derivati permanenti, come difficoltà ad alzare e abbassare la testa, labirintite, problemi di equilibrio o al midollo spinale, allora questa persona si vedrà assegnare più punti di invalidità e potrà ottenere anche la cifra riservata ai danni permanenti (quindi €807,01 x coefficiente corrispondente ai punti assegnati), da sommare alla cifra stabilita per i danni temporanei.

Colpo di frusta: i casi particolari

Solitamente, i danni morali causati dal colpo di frusta vengono ricompresi nel risarcimento per i danni fisici, perché la sofferenza e il disagio del danneggiato vengono dati per scontati (essendo, ahimé, inevitabili). In alcuni casi, però, il giudice può stabilire che i danni morali vengano rimborsati in aggiunta a quelli fisici. La cifra oscilla tra un quarto e la metà dell’importo ricevuto per i danni biologici. Questa misura viene applicata se l’infortunato ha subìto sofferenze particolari e insolite per la sua situazione oppure se le sue condizioni lo hanno sottoposto a particolari e imprevisti disagi.

Inoltre, il giudice può anche decidere, con sentenza motivata, di aumentare l’importo stabilito per il risarcimento fino al 20% in più, dopo aver considerato equamente le condizioni soggettive del danneggiato. Ad esempio, questo avviene se il danno subìto accertato incide in modo rilevante su aspetti specifici del movimento e/o relazionali personali documentati o, ancora, se causa o ha causato una sofferenza psico-fisica nel soggetto particolarmente intensa.

Colpo di frusta: esempi pratici

Ora simuliamo due situazioni concrete, per mostrare i calcoli da svolgere per conoscere il possibile risarcimento. Sottolineiamo, però, che tutte le cifre sono indicative: per sicurezza, rivolgetevi sempre alla vostra compagnia assicurativa.

Esempio 1

Consideriamo un conducente di 40 anni che ha subìto un danno temporaneo: il medico gli ha diagnosticato 15 giorni di inabilità assoluta, più altri 15 di inabilità parziale al 50%.

Questa persona riceverà: (€47,07 x 15) + (€23 x 15) – 14,5% = €904,05.

Esempio 2

Consideriamo un conducente di 30 anni che accusa un danno permanente da 2 punti di invalidità: anche a lui il medico ha diagnosticato 15 di inabilità assoluta, più altri 15 di inabilità parziale al 50%.

Questa persona riceverà:

(€47,07 x 15) + (€23 x 15) – 9,5% = €951,05 per il danno temporaneo;

in più:

€807,01 x 1,1 = €888 per il danno permanente.

Quindi, in totale:

€951,05 + €888 = €1839,05.



Di Lorena Parma

note

[1] Art. 139 del D. Lgs. 209/05 (cosiddetto Codice delle Assicurazioni), ma anche L. 27/2012 del 24.03.2012, art. 32 co. 3.

[2] Giudice di Pace di Venezia sent. n. 769/2016.

[3] Legge annuale per il mercato e la concorrenza n. 124/2017.

[4] D. M. del 09.01.2019 (i cui importi sono in vigore da Aprile 2018).

Autore immagine: colpo di frusta di And-One


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