Diritto e Fisco | Articoli

No al licenziamento del lavoratore che denuncia illeciti aziendali

18 Aprile 2013
No al licenziamento del lavoratore che denuncia illeciti aziendali

È illegittimo il licenziamento del lavoratore che ha denunciato l’impresa per fatti illeciti di rilevanza penale avvenuti in azienda.

 

Non può essere licenziato il lavoratore che ha reso noto all’autorità giudiziaria fatti di potenziale rilevanza penale avvenuti presso l’azienda in cui lavora, a meno che non risulti il carattere diffamatorio della denuncia. Né può costituire motivo di licenziamento il fatto che il lavorare abbia allegato alla denuncia documenti aziendali.

Lo ha deciso la Cassazione [1], chiamata a pronunciarsi sulla possibilità di licenziare un lavoratore che aveva denunciato all’autorità giudiziaria irregolarità riscontrate in azienda.

Nello svolgimento del rapporto di lavoro, il lavoratore deve tenere un comportamento diligente [2] e fedele [3], perché non può trattare affari in concorrenza con l’imprenditore, né può divulgare notizie riguardanti l’organizzazione e i metodi di produzione dell’impresa in cui lavora.

Il fatto che il lavoratore abbia denunciato all’autorità giudiziaria fatti illeciti verificatisi in azienda  non determina però di per sé la violazione dei doveri di diligenza, fedeltà e fiducia (doveri che il lavoratore ha nei confronti del proprio datore di lavoro), a meno che non venga dimostrata la mala fede del dipendente che ha presentato la denuncia solo per danneggiare il datore attraverso l’esposizione di accuse false.

Se non ha a disposizione elementi che possano smentire il dipendente o che possano provare l’intenzione diffamatoria di quest’ultimo, il datore di lavoro non può pertanto licenziare il lavoratore.

Il lavoratore non rischia neppure il licenziamento se produce all’autorità giudiziaria, insieme alla denuncia, anche dei documenti dell’azienda, perché è diritto e dovere di chi denuncia sostenere le proprie affermazioni con qualsiasi mezzo di prova, quindi anche per via documentale, in modo da poter dimostrare di aver agito con cognizione di causa ed evitare di essere incriminato per calunnia [4].


Il lavoratore è libero di denunciare all’autorità giudiziaria fatti illeciti di rilevanza penale avvenuti in azienda e può allegare al proprio esposto anche dei documenti aziendali, senza rischiare il licenziamento. Le accuse devono però essere fondate, perché, in caso contrario, il datore di lavoro può dimostrare la mala fede e l’intenzione calunniosa del lavoratore, giustificando così il licenziamento.

note

[1] Cass. sent. n. 6501 del 14 marzo 2013.

[2] Art. 2104 cod. civ.

[3] Art. 2105 cod. civ.

[4] Art. 51 cod. pen.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube