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A quanto ammonta il risarcimento per aggressione

6 Maggio 2019 | Autore:
A quanto ammonta il risarcimento per aggressione

Quale risarcimento può ottenere chi è stato vittima di un’aggressione? Cos’è e come si calcola il danno biologico? Cosa sono le tabelle di Milano?

Si può dare un prezzo alla salute di una persona? A quanto pare sì, visto che quando si parla di risarcimento del danno non ci si riferisce solamente al pregiudizio economico che una persona può subire a causa della condotta illecita di un’altra (immagina al danneggiamento di un oggetto di proprietà altrui), ma anche alla lesione del proprio diritto alla salute. Pensa al classico sinistro stradale: da un tamponamento possono derivare non solo danni a cose, ma anche a persone. In casi del genere, la vittima dovrà chiedere il risarcimento non solo per il danneggiamento della propria auto, ma anche per la lesione al bene giuridico rappresentato dalla salute. Lo stesso principio si applica se la malattia deriva dalla commissione di un delitto, come può esserlo una percossa o una lesione fisica. A quanto ammonta il risarcimento per aggressione?

Facciamo un esempio. Mentre sei al bar con gli amici, uno di loro alza troppo il gomito e comincia ad andare su di giri; una parola tira l’altra e ben presto nasce una lite. Il tuo amico, in preda ai fumi dell’alcol, ti colpisce al volto, mandandoti all’ospedale. Ebbene, in un caso del genere è tuo diritto chiedere il risarcimento dei danni derivante dalla condotta illecita di chi ti ha picchiato. Il risarcimento, quindi, non riguarda solamente i danni a cose, ma anche quelli alla salute. La giurisprudenza ha stabilito una serie di criteri da seguire per liquidare questo tipo di risarcimento. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, ti invito a proseguire nella lettura: vedremo insieme a quanto ammonta il risarcimento per aggressione.

Quando c’è aggressione per la legge?

Per capire a quanto ammonta il risarcimento per aggressione dobbiamo prima comprendere cosa dice la legge a proposito delle aggressioni. Come vengono punite? In cosa consistono, giuridicamente parlando? Ebbene, devi sapere che l’ordinamento giuridico non conosce il reato di aggressione: l’aggressione, infatti, è un concetto troppo vago e generico per poter appartenere al mondo del diritto.

Secondo la legge, allora, quando si può parlare di aggressione? I reati che più si avvicinano al concetto che generalmente si ha di aggressione sono due: quello di percosse e quello di lesioni. È da escludere che possa rientrarvi anche l’omicidio che, pur costituendo, in senso ampio, un’aggressione, è volto a sopprimere l’esistenza altrui.

Aggressione: quando scatta il reato di percosse?

Secondo la legge, chiunque percuote una persona, se dal fatto non deriva una malattia, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 309 euro [1]. È questa la descrizione che il codice penale fa del delitto di percosse. Possiamo dunque affermare che un’aggressione diventa un reato penalmente perseguibile (e, di conseguenza, anche risarcibile) quando integra almeno il delitto di percosse.

Dal punto di vista strettamente giuridico le percosse, pur cagionando una sensazione dolorosa, si caratterizzano per l’assenza di postumi apprezzabili. Quanto detto significa che, affinché l’aggressione sia penalmente rilevante, occorre infliggere dolore ad un’altra persona: per farlo si possono usare le mani nude (pensa ad un pugno allo stomaco, oppure ad un violento schiaffo) oppure degli oggetti (un bastone o qualsiasi altra cosa idonea a procurare del male).

Secondo la giurisprudenza, perfino un forte getto d’acqua, se causa dolore alla vittima, può integrare il reato di percosse [2].

Aggressione: quando si integra il delitto di lesioni?

L’aggressione può integrare anche un altro reato: quello di lesioni personali. Sostanzialmente la condotta è del tutto simile a quella delle percosse; la differenza sostanziale sta nelle conseguenze: se infatti dalla condotta aggressiva deriva una lesione personale, dalla quale scaturisce una malattia nel corpo o nella mente, la pena è più elevata [3].

Quindi, a seconda che l’aggressione abbia cagionato una malattia o una semplice sensazione di dolore, potrà essere qualificata come lesione o percossa. Entrambi costituiscono reato, solo che la prima fattispecie (quella delle lesioni) è decisamente più grave dal punto di vista sanzionatorio.

Malattia a seguito di aggressione: cos’è?

Cosa intende la legge quando parla, a proposito delle lesioni, di malattia? Ebbene, la malattia provocata dalla lesione non si riduce alla classica ferita lacero-contusa: essa può consistere anche in una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa (si pensi ad un trauma cranico), ovvero nella malattia o incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni (frattura ad un piede), o ancora nell’indebolimento permanente di un senso o di un organo (si pensi ad un violento colpo agli occhi, dal quale segue un danno grave alla vista). In questi casi si parla di lesioni personali gravi, punite con la reclusione da tre a sette anni [4].

Secondo la giurisprudenza [5], il concetto di malattia richiede necessariamente i requisiti essenziali della riduzione apprezzabile di funzionalità, a cui può anche non corrispondere una lesione anatomica. La Corte di Cassazione ha così ritenuto sussistenti le lesioni per difficoltà respiratorie, durate alcuni minuti, a seguito di stretta al collo e scuotimento della vittima.

Risarcimento per aggressione: quanto spetta?

Spiegata la differenza tra percosse e lesioni, vediamo ora quale risarcimento può ottenere chi è stato vittima di un’aggressione. Come saprai, per chiedere al giudice un risarcimento occorre fornire la prova dei danni patiti: ad esempio, se un’auto si è scontrata contro la tua, basterà far valutare da un perito (o anche dal carrozziere) l’entità dei danni prodotti alla tua vettura per poi chiederli alla controparte.

La stessa cosa accade nel caso in cui i danni siano personali, cioè fisici, riguardanti la propria persona: anche in questo caso, occorrerà valutare il pregiudizio alla salute per poi quantificarlo in denaro. Ma come si può tradurre in moneta un danno all’integrità fisica e morale?

La quantificazione del danno patito a seguito di un’aggressione è cosa sicuramente non facile, ma nemmeno impossibile: la giurisprudenza, infatti, ha col tempo sviluppato una serie di parametri che consentono di calcolare la liquidazione del danno, cioè di quantificare economicamente il danno alla salute.

Come si quantifica il risarcimento per aggressione?

Da un’aggressione possono derivare due tipologie diverse di danno: quello biologico e quello morale. Il danno biologico si riferisce alle lesioni che sono accertabili mediante visita medica: pensa ad un trauma cranico, ad una ferita, alla frattura del setto nasale. Il danno biologico, in altre parole, fa riferimento alla lesione della integrità psicofisica della persona.

Il danno morale, al contrario, riguarda il dolore interno che una persona ha provato a seguito dell’illecito: pensa allo shock emotivo o al trauma psicologico che vive chi ha subito una violenza.

Sia per il danno biologico che per quello morale la giurisprudenza ha elaborato dei parametri univoci che possano consentire di quantificarne l’importo. Pertanto, per sapere a quanto ammonta il risarcimento per aggressione bisognerà sottoporsi a visita medico-legale e farsi quantificare, grazie ai parametri forniti dalla giurisprudenza, il danno subito. Il danno morale, in genere, è calcolato in proporzione a quello biologico.

Tabelle di Milano: cosa sono?

I criteri maggiormente seguiti nei tribunali di tutta Italia per calcolare a quanto ammonta il risarcimento per aggressione sono quelli che vanno sotto il nome di tabelle di Milano: si tratta di uno strumento di fondamentale importanza in quanto offrono i parametri per la definizione degli importi dovuti a titolo di risarcimento in caso di lesioni all’integrità psicofisica.

Le tabelle di Milano consentono di identificare il valore base corrispondente ad ogni punto di invalidità (da 1% a 100%) commisurato all’età del danneggiato, e di definire in che misura possono essere applicati eventuali correttivi e maggiorazioni.

Come ottenere il risarcimento per aggressione?

Il modo più semplice per ottenere il risarcimento per aggressione è quello di costituirsi parte civile nel processo penale intrapreso contro l’autore del crimine: in questo modo, all’interno del procedimento penale potrai far valere la tua azione civile volta ad ottenere il ristoro del danno patito.

Ricorda però che, a prescindere dal riconoscimento della responsabilità penale dell’autore del fatto, chi si costituisce parte civile è sempre onerato di fornire la prova del pregiudizio subito: in altre parole, se sei vittima di aggressione e l’autore del delitto viene condannato, non riceverai automaticamente il risarcimento [6], ma dovrai comunque provare l’entità dei danni subiti, magari allegando una perizia medica di parte oppure altra certificazione medica (ad esempio, la cartella clinica del ricovero in ospedale).

Esempi di calcolo risarcimento per aggressione

Prendendo a prestito le tabelle di Milano utilizzate dalla giurisprudenza per la quantificazione del danno non patrimoniale (cioè, del danno che non riguarda le cose), possiamo prospettare, solo a titolo di esempio, queste situazioni di risarcimento:

  • supponendo che il danneggiato abbia trent’anni, se dall’aggressione deriva un punto di invalidità permanente, il danno risarcibile ammonta a quasi 1.300 euro, aumentato di 98,00 euro per ogni giorno di invalidità temporanea; se i punti di invalidità permanente sono quattro, il risarcimento da liquidare ammonta a seimila euro (oltre all’aumento, come sopra, per ciascun giorno di invalidità temporanea);
  • supponendo che l’aggredito abbia quarant’anni, se viene riconosciuto un solo punto di invalidità, il risarcimento ammonta a circa 1.200 euro; se i punti sono quattro, la cifra sale a 5.650 euro circa;
  • se l’aggredito ha cinquant’anni, ad un punto di invalidità permanente corrisponde un risarcimento pari a 1.100 euro circa; a quattro punti, invece, si sale a 5.300 euro.

Ovviamente, si tratta di esempi che non esauriscono assolutamente l’ampia casistica del risarcimento per aggressioni. Ciò che le tabelle considerano, come visto sopra, sono i punti di invalidità permanente, quelli di invalidità temporanea e l’età del danneggiato. È possibile discostarsi dagli importi offerti da questi parametri dimostrando concretamente il maggior danno da liquidare.

È più facile risarcire le lesioni o le percosse?

Infine, vorrei sottoporre alla tua attenzione un ulteriore aspetto: è chiaramente più facile provare il danno derivante dal delitto di lesioni personali che quello da percosse. La ragione è molto semplice: mentre le lesioni provocano una malattia nel corpo o nella mente, malattia che è facilmente riscontrabile mediante una visita medica, la semplice percossa provoca solamente una sensazione dolorosa, sicuramente immaginabile ma non documentabile.

In pratica: una cosa è chiedere il risarcimento per la frattura di un osso, dalla quale non solo è derivata una sofferenza, ma anche l’impossibilità, ad esempio, di recarsi a lavoro o di poter attendere alle faccende della vita quotidiana; altra cosa è chiedere il risarcimento per un forte schiaffo oppure per un pugno che ha lasciato solo un ematoma.


note

[1] Art. 581 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 37 del 06.01.1981.

[3] Art. 582 cod. pen.

[4] Art. 583 cod. pen.

[5] Cass. n. 714/1999.

[6] Cass., sent. n. 11269 del 10.05.2018.

Autore immagine: Pixabay,com


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