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Editoriali Il doppio gioco delle istituzioni sul pignoramento delle pensioni: laleggepertutti.it solleva un caso nazionale

Editoriali Pubblicato il 17 aprile 2013

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> Editoriali Pubblicato il 17 aprile 2013

Contro i pignoramenti delle pensioni si schierano anche i deputati

Le due facce dello Stato. Mentre Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, in audizione alla Commissione speciale della Camera, ammette che il problema del pignoramento degli stipendi sta diventando serio e chiede la revisione della attuale normativa introdotta con il decreto “Salva Italia” [1], nello stesso momento l’amministrazione fiscale – dal medesimo Befera diretta – continua a utilizzare l’anagrafe tributaria per stanare i conti correnti dei pensionati ed effettuare il pignoramento di tutta la pensione.

Anche Equitalia ci mette la sua: negli scorsi giorni, ha dichiarato alla redazione di un noto giornale che, in assenza di nuove regole, essa continuerà a pignorare il 100% dei conti correnti dei pensionati morosi, a meno che questi non diano prova che sul conto affluiscano solo i redditi previdenziali. Una prova davvero impossibile e che, comunque, crea una situazione di disparità (incostituzionale) con i pensionati che percepiscono anche redditi di altra natura.

Lo scontro tra istituzioni e cittadini è ormai arrivato a una soglia delicatissima. La questione è anche approdata in Parlamento dove i deputati del Pd, Michele Anzaldi, Giovanna Martelli ed Ernesto Magorno hanno annunciato un emendamento al decreto sui debiti della P.A. per uno stop al pignoramento delle pensioni. Anche di questo ci eravamo fatti portavoce qualche settimana fa, invitando i lettori a firmare la nostra petizione (leggi “Firma la petizione per il ripristino del quinto pignorabile della pensione”).

Quando per primo lanciai l’allarme nello scorso dicembre e lo ribattei una settimana fa con un secondo articolo (leggi “Abolito di fatto il limite del “quinto” pignorabile: pensioni integralmente aggredibili”), miravo essenzialmente a far notare come il problema di fondo delle nostre leggi è che chi le scrive poi, di fatto, non è colui che poi le deve applicare. Così anche un piccolo operatore del diritto riesce a evidenziare alcune falle legislative che invece le istituzioni non vedono affatto.

Il paradosso, infatti, è che una legge – quella sulla tracciabilità dei pagamenti – nata nel dichiarato intento di stanare le evasioni fiscali dei più “grossi” finisce per penalizzare proprio i più “piccoli”: la categoria socialmente più debole, quella dei pensionati.

Così ho partecipato al servizio di Rai Tre, nel corso dell’ultima puntata di Ballarò, con una breve intervista, cui prima era seguita la spiegazione del problema. Grazie a questo servizio – spiegano i parlamentari – “milioni di italiani hanno avuto conferma che ormai si è arrivati al pignoramento di fatto dell’intero importo delle pensioni, una fattispecie vietata dalle nostre leggi”.

In realtà, ciò non è corretto. Di questo gli italiani erano già al corrente dallo scorso dicembre, quando si sono visti, tutto d’un tratto, pignorare integralmente le pensioni e non più solo il quinto. Chi invero non aveva capito il problema erano le istituzioni.

Per fortuna però c’è il TAM TAM di Internet e l’appello lanciato su laleggepertutti.it è stato alla fine raccolto da qualche rappresentante del popolo.

Internet: 1 – Agenzia delle Entrate: 0


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