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Buoni postali: rimborso e variazione dei tassi d’interesse

8 Giugno 2019
Buoni postali: rimborso e variazione dei tassi d’interesse

Sono in possesso di due buoni postali fruttiferi ordinari del valore nominale di 5 milioni di lire cadauno, emessi nel 1996 e quindi in scadenza nel 2026. Se chiedessi il rimborso oggi varrebbero cadauno 14.203 ,85 euro, mentre a scadenza (se restassero le stesse condizioni) il valore a scadenza cadauno sarebbe circa 23.000 euro (dati dal sito Poste). Vista la recente sentenza della Cassazione (11 febbraio 2019, n. 3963) e i successivi commenti apparsi anche su siti autorevoli di finanza dove si parla di possibilità di variazione dei tassi con D.M. “anche retroattivamente”, è prudente mantenere in vita tali buoni o è più consigliabile chiederne ora il rimborso? Non mi è chiaro in particolare se in caso di variazione tassi gli interessi verrebbero comunque calcolati fino al momento della variazione con il “vecchio” tasso d’interesse o se invece i tassi nuovi (inferiori) possano essere retrodatati fino alla data di emissione. 

La sentenza della Suprema Corte citata dal lettore ammette che, per i buoni emessi prima del 1999, i tassi possano essere modificati anche retroattivamente con provvedimento dello Stato (nello specifico, con decreto ministeriale). Ed infatti, per tutti i titoli postali emessi fino al 1999 vige una norma che consente, appunto, la modifica unilaterale dei saggi. 

Tuttavia, non c’è da preoccuparsi eccessivamente, visto che non pare siano previsti imminenti variazioni dei tassi; inoltre, se anche dovesse avvenire qualcosa paragonabile a ciò che accadde nel 1986, anno del famoso d.m. che equiparò i buoni postali serie “O” e “P” a quelli serie “Q”, è molto probabile che verrà concessa la facoltà, come avvenne appunto nel 1986, di chiedere il rimborso dei titoli al tasso precedente. 

In altre parole, anche se dovesse vedere la luce un nuovo d.m. riduttivo degli interessi, verrebbe comunque concessa la facoltà ai risparmiatori di ritirare i propri buoni, godendo così degli interessi così come maturati fino a quel momento. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva


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