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Eredità, mancata apertura di successione e Dsu

11 Maggio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Maggio 2019



Mio padre morto nel 2018 ha lasciato dei beni immobili, ma a causa di disaccordo tra fratelli non abbiamo ancora fatto la successione né pagato imposte catastali e ipotecarie. A marzo 2019 ho fatto fare il DSU per fare poi ISEE. Mi hanno inserito gli immobili al 33/100, su cui non sono ancora intestato né è stata fatta apertura di successione. Mi trovo con un reddito elevato senza avere la proprietà. È giusto ciò che hanno fatto al Caf?

Innanzitutto bisogna chiarire che per diventare proprietari dei beni che fanno parte di una eredità non serve né la dichiarazione di successione, né il pagamento delle imposte ipotecarie e catastali.

Si può diventare proprietari dei beni di una eredità anche prima di fare la dichiarazione di successione ed anche se non si fa la dichiarazione di successione.

Si diventa infatti proprietari dei beni mobili e immobili che fanno parte di una eredità con l’accettazione dell’eredità (espressa o tacita) oppure quando si possiede anche un solo bene dell’eredità e non si fa l’inventario dei beni ereditari entro tre mesi dalla morte della persona della cui eredità si tratta.

1) L’accettazione espressa dell’eredità avviene nel momento in cui si sottoscrive un atto pubblico o una scrittura privata in cui si dichiara di accettare l’eredità oppure in cui si assume il titolo di erede.

2) L’accettazione tacita dell’eredità, invece, avviene nel momento in cui si compie un atto che in sostanza significa volontà di accettare l’eredità (ad esempio sono atti che significano accettazione dell’eredità: riscuotere i canoni di affitto di un immobile compreso nell’eredità, la voltura a proprio favore di una concessione edilizia che il defunto aveva già chiesto a proprio nome, pagare debiti del defunto con danaro compreso nell’eredità, eseguire la voltura catastale dell’immobile compreso nell’eredità).

3) Si considera erede, cioè persona che ha già accettato l’eredità ed è quindi già proprietario dei beni che fanno parte dell’eredità, anche chi possiede (anche per un solo giorno) anche solo un singolo bene che fa parte dell’eredità e non ha fatto l’inventario dei beni ereditari entro tre mesi dalla morte

della persona della cui eredità si tratta (ad esempio si possiede un immobile nel momento in cui si hanno le chiavi di esso oppure nel momento in cui lo si abita); si noti che si diventa proprietari o comproprietari di tutti i beni dell’eredità anche se si possiede uno solo di essi e poi si omette di fare l’inventario entro tre mesi dalla morte del de cuius.

Se, quindi, il lettore al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della Dsu si trovava anche in una sola delle situazioni appena descritte con i numeri 1, 2 e 3), allora egli, già in quella data, era per legge comproprietario di tutti i beni compresi nell’eredità di suo padre ed allora il Caf non ha sbagliato nel momento in cui ha, per conto del lettore, compilato il Dsu indicandolo come già proprietario per 33/100 degli immobili compresi nell’eredità di suo padre.

Infatti le istruzioni per la compilazione del Dsu, contenute nell’allegato A del decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 13.4.2017, stabiliscono che il patrimonio immobiliare del soggetto a cui è intestato il Foglio componente del Dsu è il patrimonio immobiliare posseduto alla data del 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della Dsu, intendendosi per “patrimonio immobiliare posseduto” la situazione in cui una persona è titolare, al 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della Dsu, del diritto di proprietà o di usufrutto o di uso o di abitazione o di servitù o di superficie o di enfiteusi su uno o più immobili (anche per quote).

Se, invece, il lettore al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della Dsu non si trovava in nessuna delle situazioni descritte nei punti 1, 2 e 3, allora questi non era ancora a quella data erede, cioè non era ancora comproprietario dei beni dell’eredità di suo padre, ma era solo un chiamato all’eredità e, quindi, non ancora comproprietario di quei beni e, quindi, non si poteva considerare titolare del diritto di proprietà su immobili ai fini della compilazione della Dsu.

In quest’ultimo caso il Caf avrebbe sbagliato nel compilare la Dsu, ma bisognerebbe anche valutare, in verità, quali informazioni il lettore ha fornito al Caf circa l’eredità di suo padre per capire l’entità, cioè la gravità dell’eventuale errore commesso dal Caf.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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