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Quanti metri per l’uscita dal garage ci devono essere?

11 Maggio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Maggio 2019



Sono proprietario di un appartamento in un condominio, dove vi è un’area cortiliva comune a cielo aperto sita sotto il livello della strada, a cui si accede da un solo cancello. L’area è adibita a parcheggio condominiale comune, senza che la destinazione d’uso sia stata definita al catasto. I posti auto (circa 10 posti per 30 appartamenti e negozi) non sono stati assegnati. La suddetta area dà l’accesso a 8 garage. Il proprietario di un garage contesta che, se parcheggiata un’auto davanti al suo box, non vi sono i 5 metri liberi per lo spazio di manovra/accesso. È corretto che debbano esservi 5 metri liberi davanti ad un garage per essere l’area a norma? Con un’auto parcheggiata rimane uno spazio libero di 4,70 metri davanti al suddetto garage.

Alla luce del quesito in esame, è opportuno esporre sinteticamente quanto segue:

Parcheggio, box auto e spazio di manovra: la normativa di riferimento

A proposito della circolazione dei veicoli, in prossimità di un parcheggio, per spazio di manovra può definirsi quell’area che consente il libero transito dei veicoli, ivi compresi quelli in uscita da eventuali posti auto situati longitudinalmente o perpendicolarmente alla strada interessata.

Ebbene, il concetto di spazio di manovra viene preso in considerazione in varie disposizioni vigenti nel nostro ordinamento giuridico.

In primo luogo, ad esempio, ciò avviene nell’ambito della cosiddetta normativa antincendio, secondo la quale lo spazio di manovra nelle aree antistanti un box auto o i posti auto ortogonali di un’autorimessa con possibilità di parcheggio per oltre 9 veicoli, deve avere un’ampiezza non inferiore a 5 metri [1]. Si tratta di una misura minima derogabile sino a 3 metri, per tratti limitati della detta corsia, sempreché muniti di apposita segnaletica [2].

In secondo luogo il concetto di corsia di manovra trova, altresì, fonte nel codice della strada e nella normativa applicativa del medesimo, secondo la quale [3] una corsia di marcia non può avere una larghezza inferiore ai 2,5 metri, se non destinata al trasporto pubblico e/o a quello dei mezzi pesanti, dalla quale disposizione deriva che per i percorsi a cosiddetto doppio senso, l’ampiezza non può essere inferiore a 5 metri.

In terzo luogo ancora, a proposito dei criteri funzionali e geometrici da seguire nella progettazione e costruzione di una strada, la legge [4] ad esempio afferma che in presenza di posti auto di natura longitudinale, la corsia di marcia e/o manovra a servizio della fascia di sosta non deve avere un’ampiezza inferiore ai 3,5 metri, mentre in presenza di posti auto perpendicolari alla detta corsia, la stessa non potrà essere inferiore ai 6 metri.

CASO CONCRETO

L’ampiezza indicata nel quesito dal lettore dello spazio di manovra antistante il garage in contestazione non sembra essere sufficiente alla luce della normativa citata in premessa:

– non sarebbe rispettata l’ampiezza minima prevista dalla cosiddetta normativa antincendio. Anche se questa è sostanzialmente e prevalentemente applicabile alle cosiddette aree coperte (mentre quella del condominio in esame sarebbe scoperta), il descritto spazio di manovra dovrebbe coordinarsi con la disposizione dello stesso decreto secondo la quale, per le autorimesse all’aperto su suoli privati, è necessaria una tolleranza di 1,5 metri rispetto ad eventuali fabbricati perimetrali [5]. In pratica, secondo questa regola, l’auto di fronte al garage in questione, dovrebbe essere parcheggiata ad un metro e mezzo dal perimetro a cui si appoggia il posto auto, andandosi quindi notevolmente a ridurre lo spazio di manovra davanti al predetto garage, tenendo conto altresì che il posto auto deve avere una larghezza minima di 2 metri e che le relative strisce di delimitazione devono essere di 12 cm.;

– non ci sarebbe un’ampiezza sufficiente per le corsie di marcia all’esterno del garage, posto perpendicolarmente alle medesime;

Inoltre, a prescindere dalle normative richiamate in premessa, visto che si è all’interno di un condominio e poiché si tratta di un ingresso ad un box e/o garage privato, il suddetto limitato spazio di manovra potrebbe essere oggetto di contestazione ai sensi di legge [6], qualora il proprietario del garage dovesse dimostrare che l’accesso alla sua proprietà è reso difficoltoso dalle auto in sosta nel cortile comune [7].

Detto ciò sarebbe opportuno procedere ad un accertamento di natura tecnica sul posto, affinché valutato lo stato dei luoghi, si possa dare conferma, anche alla luce delle considerazioni appena espresse, della collocabilità o meno del posto auto in esame davanti al garage in questione.

Viceversa, nell’ottica di risolvere facilmente quella che sembra essere la solita querelle condominiale, evitando liti ed eventuali dispendiose azioni legali, potrebbe essere molto più semplice non considerare idoneo alla sosta il solo spazio di fronte al garage in contestazione, magari semplicemente

delimitandolo con fioriere o quant’altro e concedendo il dovuto spazio di manovra al proprietario del predetto garage.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello

note

[1] Art. 3.6.3 Dm. 01.02.1986

[2] Min. dell’Interno Dip. VV.F Circ. n. P1563/4108 sott. 28 del 29/8/1995

[3] Art. 140 Dpr 495/1992

[4] Art. 3.4.7 Dm Min. Infr. e Trasp. del 05/11/2001

[5] Art. 7.1 Dm Min. Infr. e Trasp. del 05/11/2001

[6] Art. 1102 cod. civ.

[7] Cass. civ. sent. n. 27940/2013


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