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Invalidità, reddito di cittadinanza e patrimonio mobiliare

11 Maggio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Maggio 2019



Sono invalido al 100% con inabilità permanente al lavoro, con la legge 104, percepisco dall’Inps una pensione di 295,99 euro mensili. L’assistente sociale del mio Comune mi farà avere una tantum per le spese sostenute per le utenze. Non lavoro dall’agosto 2017, non posso usufruire del reddito di cittadinanza, perchè il patrimonio mobiliare, alla fine del 2018 superava i 6.000 euro che nel frattempo sono diminuiti e sono ben al di sotto di quella soglia, pur avendo Isee basso (non supera i 5.000 euro), pur non avendo reddito, pare che, utenze a parte, io non possa usufruire di un sostegno al reddito per vivere. Avrò diritto al prepensionamento all’età di 62 anni e 6 mesi, anche se la domanda potrei farla anche ora che ne ho 60. Non esistono aiuti che mi possano garantire una vita un poco più dignitosa? 500 euro, mi hanno riferito è quello che mi daranno per le utenze. Solo di affitto pago 3.800,00 all’anno. Sono proprio destinato a soccombere? 

Innanzitutto, bisogna sapere che, per quanto riguarda il reddito e la pensione di cittadinanza, la soglia relativa al patrimonio mobiliare è incrementata di 5mila euro, per ogni componente del nucleo familiare con disabilità. Nel caso specifico, dunque, la soglia di riferimento è pari a 11mila euro, non a 6mila. 

Nel caso in cui, al 31 dicembre 2018, sia stata superata anche la soglia di 11mila euro, per il reddito di cittadinanza non si può far altro che attendere il rinnovo dell’Isee, che farà riferimento al patrimonio mobiliare al 31 dicembre 2019. 

Dal 2019 il periodo di validità dell’Isee è cambiato: 

– le dichiarazioni Isee presentate dal 1° gennaio al 31 agosto 2019 sono valide dal momento della presentazione sino al 31 dicembre 2019;

– le dichiarazioni già attestate che recavano data scadenza 31 agosto 2019, sono state aggiornate sul portale con la nuova data di scadenza, il 31 dicembre 2019; 

– le dichiarazioni presentate dal 1° settembre al 31 dicembre 2019 sono valide dal momento della presentazione al 31 agosto 2020. 

Il lettore riferisce di essere invalido al 100% con inabilità permanente al lavoro: si deduce quindi che il lettore sia beneficiario della pensione d’inabilità civile 285,66 euro, con maggiorazione pari a 10,33 euro. 

Se è stata riconosciuta al lettore anche una totale e permanente inabilità a qualsiasi attività lavorativa, ai sensi della legge 222/1984, e se questi possiede almeno 5 anni di contributi, dei quali almeno 3 accreditati nell’ultimo quinquennio, sin da ora avrebbe diritto alla pensione d’inabilità al lavoro (da non confondere con la pensione d’inabilità civile che già percepisce), calcolata sulla base della sua posizione previdenziale, proprio come qualsiasi trattamento pensionistico. 

Se è stata riconosciuta al lettore un’invalidità (commisurata sulla base delle attitudini lavorative specifiche) superiore ai 2/3, e se possiede almeno 5 anni di contributi, dei quali almeno 3 accreditati nell’ultimo quinquennio, sin da ora avrebbe diritto all’assegno ordinario d’invalidità, calcolato, ugualmente, sulla base della sua posizione previdenziale, proprio come qualsiasi trattamento pensionistico. 

Se il lettore è stato dichiarato anche non autosufficiente (impossibilitato a deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore o a compiere gli atti quotidiani della vita), può beneficiare dell’assegno di accompagnamento, che non è subordinato al reddito ed ammonta a 522,03 euro mensili, per il 2019. 

Allo stato attuale, oltre ai sussidi percepiti dal lettore ed a quelli elencati nel quesito, non esistono ulteriori benefici dei quali lo stesso potrebbe fruire. 

Riassumendo quanto esposto: 

– il lettore è bene che verifichi innanzitutto la soglia di reddito mobiliare non pari a 6mila euro, ma pari a 11mila euro; se rientra in questa soglia, ha diritto al reddito di cittadinanza o alla pensione di cittadinanza, in quanto beneficia dell’aumento di 5mila euro per disabili; 

– se il lettore possiede almeno 5 anni di contributi, dei quali almeno 3 accreditati nell’ultimo quinquennio, può richiedere l’accertamento del requisito dell’inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa, per beneficiare della pensione d’inabilità al lavoro; in alternativa, può chiedere l’accertamento del requisito dell’invalidità (riduzione della capacità lavorativa specifica) superiore a 2/3, per beneficiare dell’assegno ordinario d’invalidità; 

– può richiedere l’accertamento della non autosufficienza per il diritto all’indennità di accompagnamento. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci 


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