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Come si nomina in Italia il rappresentante fiscale di società straniera?

18 Maggio 2019
Come si nomina in Italia il rappresentante fiscale di società straniera?

Una società italiana deve nominare un rappresentante fiscale che sta in Russia. Da informazioni acquisite ho capito che il rappresentante fiscale può essere nominato dalla società italiana, tra gli altri modi, con atto pubblico, ovvero dal notaio. Una volta nominato viene attribuito un nuovo numero di partita iva, per tutte le operazioni imponibili che attengono il rapporto che questo instaura. Il soggetto italiano è di fatto il “responsabile” per questo tipo di attività. Il notaio però sostiene che l’operazione deve essere fatta seguendo tre passaggi che sono i seguenti: 1) definizione della rappresentanza fiscale a cura del commercialista che segue l’azienda italiana; 2) apertura di una unità operativa o unità locale (a cura del notaio); 3) apertura della sede secondaria dell’azienda russa in Italia che richiede una delibera della società russa controfirmata con postilla e poi una registrazione in Italia presso un notaio. Che cosa deve fare il commercialista? Con quale atto? A chi e dove va depositato tale atto? Il rappresentante fiscale deve essere nominato in Italia per una società russa.

Dalla lettura del quesito emerge una problematica sostanziale, che probabilmente è il motivo per il quale si è creata la diatriba con il notaio, ovvero comprendere se la presenza della società russa in Italia configuri o meno una stabile organizzazione nel territorio italiano.

Qualora la società russa debba agire in Italia, senza stabile organizzazione, ma soltanto per cedere beni o servizi a soggetti non passivi di imposta italiani (consumatori privati) allora sarà obbligata a nominare sul territorio italiano un rappresentante fiscale italiano, a soli fini iva, che sia in grado di adempiere a tutti gli obblighi in materia per conto della società estera.

Il rappresentante fiscale italiano, che in genere è uno spedizioniere o una società di intermediazione commerciale o un professionista contabile, è comunque individuabile fra i soggetti indicati all’art. 23 del Dpr 600/73 e risponde in solido con il soggetto estero per tutte le obbligazioni e gli adempimenti in materia di iva: obblighi di registrazione, conservazione, liquidazione, dichiarazione e pagamento imposta.

Qualora il soggetto estero non vi provveda, sarà obbligato ad eseguire gli adempimenti ed a pagare l’imposta il rappresentante fiscale italiano, per questo motivo il compito è gravoso e delicato e comporta rilevanti responsabilità.

La norme che regolano la materia sono:

– articolo 17 comma 3 del Dpr 633/72

– articolo 53 comma 3 del Dpr 633/72

– articolo 35 del Dpr 633/72

– articolo 23 del Dpr 600/73

– articolo 1 comma 4 del Dpr 441/97

– articolo 1 comma 1 lett. a) del Dlgs 191/02

In base a dette norme la nomina del rappresentante fiscale in Italia di società non residente può avvenire come segue:

1. Compilazione e presentazione modello AA5/6 indicando il tipo richiesta “5- richiesta attribuzione codice fiscale di terzi”.

2. Allegare: atto costitutivo, statuto, visura camerale o analogo documento previsto dalle norme del Paese di residenza del soggetto estero, certificato di “good standing” del soggetto non residente in lingua originale e tradotte in italiano con apostille, a meno che non si tratti di lingue che in genere l’Agenzia delle Entrate accetta senza obbligo di traduzione apostillata ( di solito inglese, francese e spagnolo), documenti del legale rappresentante della società non residente e documenti del soggetto italiano che presenta l’istanza e del rappresentante fiscale italiano se diverso da chi presenta l’istanza, lettera di mandato professionale con la nomina a rappresentante fiscale da parte del legale rappresentante della società estera con indicazione dei poteri di quest’ultimo o verbale di assemblea della società non residente con delega al legale rappresentante della società non residente di nomina del rappresentante fiscale, tradotto con apostille se la lingua è diversa da quelle sopra indicate (per la traduzione apostillata il legale rappresentante della società estera dovrà concordare con il rappresentante fiscale un testo da portare al consolato italiano competente territorialmente nella città russa di residenza della società estera).

3. Inviare la richiesta di attribuzione del codice fiscale dei soggetti rappresentati al Centro operativo di Pescara – entrate.ftt@agenziaentrate.it

Si segnala che dal 31 agosto 2002 non è più obbligatorio depositare atto pubblico, scrittura privata autenticata o lettera di nomina, essendo sufficiente il mandato o procura a nominare il rappresentante fiscale e a richiedere il codice fiscale, da allegare al modello AA5/6, come sopra precisato.

Si precisa che in caso di richiesta del solo codice fiscale è sufficiente compilare il modello AA5/6 con il mandato apostillato ad un procuratore e con i documenti del legale rappresentante, del procuratore e del soggetto che deposita l’istanza, ad un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Qualora invece la società estera dovesse aprire in Italia una stabile organizzazione le indicazioni del notaio sarebbero rilevanti, dovendo procedere a qualificare un soggetto autonomo nel nostro territorio, assoggettato  autonomamente alle imposte dirette ed indirette e non tramite un rappresentante fiscale già identificato nel territorio stesso a soli fini Iva.

Si ricorda che a seguito della nuova formulazione di stabile organizzazione conseguente alle modifiche normative intervenute a seguito delle direttive entrate in vigore in attuazione del piano Beps dell’Ocse e a quelle conseguenti alle direttive Atad 1 e 2 è necessario verificare con estrema attenzione l’attività che la società estera svolgerà in Italia allo scopo di escludere che si possa configurare una stabile organizzazione occulta, che in caso di verifica fiscale, potrebbe avere conseguenze dannose.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra



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