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Cosa fare se l’ispettorato del lavoro non interviene dopo una denuncia

10 Maggio 2019 | Autore:
Cosa fare se l’ispettorato del lavoro non interviene dopo una denuncia

I controlli ispettivi sono oggi di esclusiva competenza dell’Ispettorato del lavoro, che ha così visto triplicare la mole di lavoro di propria competenza. Ciò significa meno controlli e procedure rallentate: il cittadino non può fare nulla, se non sollecitare.

Il datore di lavoro non ti ha pagato lo stipendio e non ti ha nemmeno consegnato le buste paga, ti ha adibito a mansioni inferiori, oppure ti ha imposto di fare delle ore di lavoro in nero, o ancora non rispetta le norme in materia di sicurezza sul lavoro. Forse non sai che tutte queste violazioni e molte altre possono essere denunciate all’Ispettorato del lavoro, affinché compia le dovute verifiche e, se ci sono i presupposti, sanzioni l’azienda imponendo altresì la regolarizzazione delle violazioni commesse. Se temi ritorsioni, inoltre, le denunce possono anche essere anonime. Può capitare però che, a seguito di denuncia, l’Ispettorato non intervenga, omettendo quindi di svolgere l’importante funzione ispettiva e sanzionatoria che la legge gli ha conferito. Come comportarsi in questi casi? Che cosa fare se l’Ispettorato del lavoro non interviene dopo una denuncia? Cerchiamo in questa breve guida di capire quando rivolgersi all’Ispettorato e cosa fare in caso di sua inerzia.

Cos’è l’Ispettorato del lavoro?

L’Ispettorato del lavoro è una struttura del ministero del Lavoro con lo scopo di garantire l’applicazione delle norme in materia di lavoro e previdenza.

In particolare, la sua funzione è quella di controllare l’effettiva correttezza e legalità dei rapporti di lavoro e dunque garantire la tutela del lavoratore da eventuali abusi aziendali.

I controlli dell’Ispettorato del lavoro, di natura amministrativa e penale, vengono effettuati in tutti i principali settori professionali, pubblici e privati.

Quando interviene l’Ispettorato del lavoro?

L’Ispettorato del lavoro svolge la propria attività ispettiva sia a seguito di una richiesta di intervento avanzata da uno o più lavoratori, sia di propria iniziativa.

Nel primo caso, gli organi ispettivi tentano, prima di compiere accertamenti, di giungere ad una soluzione conciliativa della controversia, convocando lavoratore e datore di lavoro per un tentativo di conciliazione preventiva.

Se il tentativo di conciliazione non riesce, perché l’azienda non vi aderisce o comunque le parti non trovano un accordo, gli ispettori procedono con l’ispezione relativamente alle richieste che:

  • presentano rilevanza penale;
  • interessano diversi lavoratori, oltre al denunciante;
  • hanno ad oggetto fenomeni di elusione diffusa;
  • hanno natura contributiva, previdenziale o assicurativa.

L’ispezione

Valutata la richiesta di intervento, il personale ispettivo ha il dovere, innanzitutto di raccogliere tutte le informazioni e la documentazione riguardante l’azienda da sottoporre a controllo (ad esempio, l’organigramma aziendale, il LUL dell’azienda, ecc.).

Assunte le necessarie informazioni, gli ispettori possono iniziare l’ispezione, accedendo all’azienda.

Qui essi:

  • identificano le persone presenti;
  • raccolgono le dichiarazioni dei lavoratori;
  • esaminano la documentazione aziendale;
  • richiedono ulteriore documentazione relativa all’azienda ed ai lavoratori impiegati;
  • redigono un verbale ispettivo nel quale danno atto delle attività svolte, delle informazioni acquisite e delle eventuali irregolarità riscontrate.

Effetti dell’ispezione

Se gli ispettori, concluso l’accesso in azienda, riscontrano violazioni di carattere penale, crediti patrimoniali o inosservanze in materia di lavoro o legislazione sociale, procedono con l’intimazione al datore di lavoro di regolarizzare tale situazione mediante i seguenti specifici atti:

  • diffida obbligatoria, notificata unitamente al verbale unico di accertamento e notificazione, che viene adottata per le violazioni di carattere amministrativo;
  • diffida per crediti patrimoniali, adottata nell’ipotesi in cui le violazioni hanno comportato l’omesso pagamento in tutto o in parte della retribuzione;
  • disposizione, qualora gli ispettori siano autorizzati a esprimere valutazioni discrezionali;
  • prescrizione obbligatoria, in caso di violazioni di carattere penale.

Il datore di lavoro può contestare i risultati degli accertamenti ispettivi presentando scritti difensivi all’ITL competente entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione della violazione, oppure richiedendo di essere ascoltato personalmente, al fine di replicare al giudizio espresso dagli ispettori.

Infine il datore, se intende contestare la regolarità della procedura di ispezione, la sussistenza dei presupposti per l’accesso in azienda, oppure le modalità di svolgimento delle indagini può opporsi alle risultanze dell’accertamento ispettivo ricorrendo all’autorità giudiziaria competente.

Ispettorato non interviene: cause e conseguenze

Sebbene l’Ispettorato del lavoro, a seguito di denuncia ricevuta da parte di un lavoratore, sia tenuto ad attivarsi per promuovere il tentativo di conciliazione tra le parti, nonché per compiere le dovute indagini ispettive presso l’azienda datrice di lavoro, può accadere che rimanga inerte e il lavoratore veda trascorrere mesi, senza che nulla si muova nei confronti del datore. Anche i controlli svolti di propria iniziativa da parte dell’Ispettorato risultano essere sensibilmente calati dal 2015 ad oggi.

La principale ragione sta nel fatto che l’Ispettorato del lavoro, dal 2015 svolge anche quei controlli in precedenza compiuti dai funzionari Inps e Inail e pertanto la mole di lavoro a carico degli ispettori è triplicata, senza che con essa sia aumentato il numero degli ispettori in carica. Inoltre, molti controlli si sono concentrati sulle aziende di grandi dimensioni, con enorme dispendio di tempo.

Infine, gli ispettori di molte province, in mancanza di auto di servizio a disposizione, hanno deciso di non andare più in missione con la propria automobile e dunque di spostarsi solo con mezzi pubblici, cosa che ulteriormente rallenta i controlli.

Si tratta di disagi che dovrebbero essere temporanei, ma ad oggi non ci sono notizie certe.

Il cittadino, purtroppo, nulla può fare, se non sollecitare l’Ispettorato presso il quale ha presentato denuncia e sperare così di velocizzare la propria pratica.



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4 Commenti

  1. Tutte chiacchiere ,intervengono solo se c’è un morto e posso darvi prove concrete con certificati

  2. E SE GLI ISPETTORI DEL LAVORO SI RECANO IN UN LOCALE IN CUI SI ESPLETA IL “REALE E’ NORMALE” LAVORO,PER CUI SI RENDONO CONTO CHE REALMENTE SI E’ ESPLETATO E’ SI ESPLETA REGOLARMENTE IL LAVORO PREFISSATO,E’ NONOSTANTE LA NETTA EVIDENZA RECITANO LA FRASE;”NON CREDERE CHE ANCHE NOI CI METTEREMO DACCORDO CON IL “PRETE”,( DI CUI IN PASSATO SI ERA SCOPERTA L’ANOMALIA),E’ IN SEGUITO LA REALTA’ SI VERIFICA,COME SI PUO’ FAR VALERE PER OTTENERE I “FINANZIAMENTI” PREVISTI DAI VECCHI E’ NUOVI DECRETI PER GLI ENTI DI SERVIZI SOCIALI ?
    ALLO STAFF DELLA LEGGE PER TUTTI PORGO OSSEQUI. IN FEDE CECILIA LOLIVA PINTO STUDENTE DETECTIVE.

      1. L’ispettorato del lavoro di Forlì dopo il tentativo di conciliazione per livello di inquadramento , pagato malattia con ferie ecc… Ha archiviato la denuncia , dal momento della denuncia ho ricevuto una decina di contestazioni disciplinari falsi da parte dell’azienda , per me ITL di Forlì è uno scatolone vuoto , domenico ortolano

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