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Denuncia all’Ispettorato del lavoro: come verificare che venga seguita

12 Maggio 2019
Denuncia all’Ispettorato del lavoro: come verificare che venga seguita

L’Ispettorato del lavoro è l’istituzione che deve vigilare affinché le aziende rispettino i diritti dei lavoratori stabiliti dalle leggi e dai contratti collettivi.

Come noto in Italia esiste un corpo normativo molto ricco che disciplina i rapporti di lavoro e tutti i relativi obblighi posti a carico del datore di lavoro. Le leggi sul lavoro, infatti, nascono da una necessità di tutela del lavoratore dipendente, considerato la parte debole del rapporto di lavoro, e mirano a garantire ai dipendenti dei diritti economico e contrattuali minimi previsti per legge o dalla contrattazione collettiva. L’Ispettorato del lavoro è, senza dubbio, l’istituzione pubblica chiamata a vigilare affinché questi diritti vengano rispettati dalle aziende. Per questo l’Ispettorato del lavoro si avvale di personale ispettivo che si reca direttamente nelle aziende per fare dei controlli e, se necessario, elevare sanzioni. Spesso l’Ispettorato del lavoro si muove a seguito di segnalazioni e denunce di irregolarità provenienti da privati cittadini o dagli stessi lavoratori. A volte però, il tempo passa e non si muove nulla. In questi casi il denunciante ha il dubbio che la sua denuncia sia stata boicottata o, quantomeno, tenuta ferma nel cassetto. Denuncia all’Ispettorato del lavoro: come verificare che venga seguita? In questo articolo cercheremo di capire cos’è l’Ispettorato del lavoro, di cosa si occupa, come inviare denunce e come seguirle se ci si rende conto che i giorni passano ma non è stata attivata alcuna attività di verifica e di controllo.

Ispettorato del lavoro: cos’è?

A partire dal 14 settembre 2015 [1] tutte le funzioni ispettive in materia di lavoro sono state centralizzati in una agenzia unica detta Ispettorato nazionale del lavoro (Inl).

Le principali funzioni svolte dall’Inl sono:

  • attività ispettive che precedentemente erano esercitate dal ministero del Lavoro, dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps) e dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail). In particolare, l’Inl esercita e coordina sul territorio nazionale la funzione di vigilanza in materia di lavoro, contribuzione, assicurazione obbligatoria e di legislazione sociale, compresa la vigilanza in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • conciliazione delle controversie di lavoro;
  • giudizio relativo alle sanzioni disciplinari impugnate dai dipendenti;
  • effettua gli accertamenti relativi al riconoscimento del diritto a prestazioni per infortuni sul lavoro e malattie professionali, occupandosi delle caratteristiche dei vari cicli produttivi al fine di poter stabilire l’applicazione della tariffa dei premi Inail;
  • emette circolari interpretative in materia ispettiva e sanzionatoria, nonché direttive operative rivolte al personale ispettivo, previo parere conforme del ministero del Lavoro;
  • effettua proposte inerenti gli obiettivi quantitativi e qualitativi delle verifiche e ne monitora la loro realizzazione;
  • provvede alla formazione e all’aggiornamento del personale ispettivo, compreso quello di Inps ed Inail;
  • si occupa di promuovere e prevenire la legalità e la lotta al lavoro sommerso e irregolare;
  • effettua studi ed analisi con riferimento ai fenomeni del lavoro sommerso e irregolare e alla mappatura dei rischi;
  • cura la gestione delle risorse assegnate;
  • altre funzioni stabilite dalla legge.

E’ il Ministero del lavoro a monitorare periodicamente sugli obiettivi e sulla corretta gestione delle risorse finanziarie da parte dell’Inl.

L’Ispettorato ha una sede centrale nazionale a Roma e ha fino ad un massimo di ottanta sedi territoriali che, di solito, coincidono con le province.

Cos’è il Comando Carabinieri per la tutela del lavoro?

Il Comando Carabinieri per la tutela del lavoro è istituito presso la sede di Roma dell’Inl ed effettua accessi ispettivi periodici presso le imprese per attività di vigilanza. In questo ambito questo corpo dell’Arma dei Carabinieri si coordina con l’Ispettorato del lavoro.

Denuncia all’Ispettorato del lavoro: in cosa consiste?

La rapida descrizione delle funzioni rimesse all’Inl ci fa capire che questa istituzione svolge un ruolo fondamentale nel controllare che le leggi sul lavoro siano concretamente rispettare all’interno delle aziende. In particolare, le attività di accertamento dell’Inl rigudardano:

  • verificare che le aziende non abbiano dipendenti irregolari (cosiddetto lavoro nero);
  • verificare che le aziende inquadrino correttamente i dipendenti e non ci siano tipologie contrattuali usate per evitare la disciplina del lavoro subordinato (in particolare false partite iva e collaboratori coordinati e continuativi);
  • verificare che le aziende paghino ai dipendenti le retribuzioni minime stabilite dai contratti collettivi di lavoro;
  • verificare che le aziende paghino i contributi ad Inps ed Inail;
  • verificare che le aziende rispettino la normativa sulla sicurezza sul lavoro;
  • verificare che le aziende rispettino i diritti inviolabili del dipendente (ferie, malattia, etc.).

Di certo gli ispettori dell’Inl non sono in grado di accedere costantemente in tutte le aziende italiane. E’ dunque fondamentale che chi ha evidenza di comportamenti aziendali scorretti, che non rispettano le leggi sul lavoro, possa portare questa situazione all’attenzione dell’Inl. Lo strumento per fare questo è la denuncia.

La denuncia all’Ispettorato del lavoro è uno strumento che è stato introdotto dalla nostra legislazione sociale proprio a favore della parte debole del rapporto di lavoro, ossia, il lavoratore dipendente. Attraverso la denuncia, l’ordinamento intende permettere al lavoratore di denunciare qualsiasi comportamento datoriale che contrasta con i diritti del lavoro previsti dalla legge.

Denuncia all’Ispettorato del lavoro: come proporla?

Per poter presentare denuncia all’Inl, il singolo lavoratore deve andare all’ufficio locale dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

A questo punto il dipendente dovrà formalizzare la denuncia specificando i fatti che egli considera contrari alle norme sul lavoro e le generalità del datore di lavoro (nonché le proprie).

L’ispettore del lavoro che seguirà il dipendente procederà quindi a formalizzare la denuncia indicando:

  • dati identificativi dell’azienda;
  • unità produttiva;
  • settore di attività;
  • irregolarità poste in essere dal datore di lavoro;
  • testimoni che possono confermare i fatti denunciati;
  • documentazione relativa ai fatti denunciati.

A questo punto viene redatto un verbale di denuncia che fa partire, ufficialmente, l’attività ispettiva.

E’ evidente che la presentazione di una denuncia nominativa all’Inl potrebbe dissuadere il dipendente dallo sporgere denuncia, potendo legittimamente temere ritorsioni a suo danno. Per questo l’ordinamento giuridico ammette anche la possibilità di una denuncia anonima.

Denuncia all’Ispettorato del lavoro: cosa succede dopo la sua presentazione?

Normalmente, a seguito della presentazione della denuncia, gli ispettori dell’Inl organizzano un accesso ispettivo presso la società per verificare se le irregolarità contestate dal dipendente che ha fatto denuncia sono realmente sussistenti.

Come abbiamo detto, le questioni che vengono più frequentemente denunciate all’Inl riguardano la presenza di lavoratori in nero, il non corretto pagamento delle retribuzioni, l’utilizzo fraudolento di una tipologia contrattuale che dissimula il lavoro subordinato, il mancato rispetto delle leggi sulla sicurezza sul lavoro, etc.

Può accadere, tuttavia, che il dipendente che ha sporto denuncia, dopo qualche mese, non abbia ancora avuto notizia di alcun accesso ispettivo da parte degli ispettori dell’Inl. Come verificare lo stato di avanzamento della denuncia?

Denuncia all’Ispettorato del lavoro: l’accesso agli atti

Quando il dipendente ha timore che la sua denuncia sia rimasta nel cassetto, può promuovere l’accesso agli atti.

Il diritto di accesso è il diritto degli interessati a prendere visione di documenti amministrativi.

Con il termine documento amministrativo si intende ogni rappresentazione grafica, foto-cinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse [2].

In generale il diritto di accesso agli atti della pubblica amministrazione può essere esercitato da tutti i soggetti privati che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso. È dunque necessaria una correlazione stretta tra il documento amministrativo oggetto del diritto di accesso e uno specifico interesse del soggetto richiedente.

Senza dubbio, il dipendente che ha denunciato irregolarità del suo datore di lavoro ha interesse a sapere che fine ha fatto la sua denuncia e quali attività sono state poste in essere dall’Inl a fronte della sua segnalazione.

La richiesta di accesso deve essere presentata dal soggetto interessato direttamente all’amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente, vale a dire, alla stessa sede dell’Inl a cui è stata presentata la denuncia.

Nella richiesta di accesso devono essere indicati i motivi che hanno indotto il dipendente a chiedere l’accesso agli atti.

Con il provvedimento che accoglie la richiesta di accesso agli atti, l’Inl dovrà anche specificare le modalità di esercizio dell’accesso e indicare dunque:

  • dove recarsi per visualizzare ed estrarre copia dei documenti;
  • qual è l’ufficio preposto a garantire l’accesso;
  • in quali date ed orari è esercitabile l’accesso.

In generale occorre considerare che l’organico dell’Ispettorato del lavoro, nonostante la legge abbia autorizzato di recente un rafforzamento delle unità di personale, ha sempre fatto registrare un significativo deficit e, dunque, ritardi nelle attività di vigilanza possono essere legati a difficoltà oggettive di far fronte alle molteplici richieste ricevute.


note

[1] D. Lgs. n. 149/2015.

[2] L. n. 241/1990.

Autore immagine: denuncia lavoro di fizkes


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5 Commenti

  1. ma se io riscontro delle violazioni lavorando in una regione che non è la mia, posso fare denuncia anche da casa? o devo per forza andare a farla dove si sono riscontrate le violazioni?

    1. Puoi rivolgerti all’ispettorato del lavoro (o alla Guardia di Finanza) per far emergere qualsiasi situazione d’illegittimità o ingiustizia nel rapporto di lavoro. Se vuoi denunciare eventuali inadempienze del tuo datore di lavoro o comportamenti scorretti nei tuoi riguardi, puoi rivolgerti all’ispettorato del lavoro della provincia in cui risiedi. Prima di recarti presso l’ispettorato, è consigliabile raccogliere tutta la documentazione necessaria, possibilmente facendone una copia. In particolare, dovrai portare con te: un documento identificativo; una copia del contratto; le buste paga; il prospetto delle tue spettanze; le eventuali comunicazioni scritte tra te ed il tuo datore di lavoro o, eventualmente, tra il datore ed il sindacato o il legale nell’ipotesi in cui tu ti sia a loro rivolto.
      Quando parlerai con l’ispettore, dovrai descrivere quali sono le inadempienze del tuo datore di lavoro, allegando la relativa documentazione. La descrizione deve essere il più dettagliata possibile, per permettere all’ispettorato di conoscere la vertenza al meglio. Dovrai indicare, inoltre, la tua qualifica, le mansioni svolte, le modalità di svolgimento del rapporto di lavoro (date, ore ecc.), i dati del datore di lavoro e dell’eventuale responsabile dell’azienda. Potrai, altresì, indicare il nome di eventuali colleghi di lavoro e/o testimoni. A questo punto, l’ispettore provvederà alla stesura di un verbale, che dovrà essere sottoscritto dal lavoratore. Da questo momento, inizieranno gli accertamenti volti a verificare se ciò che è stato da te denunciato corrisponde al vero. Se vuoi essere assistita nella preparazione di tutta la documentazione e delle prove necessarie per rivolgersi all’ispettorato del lavoro, ricorda che puoi chiedere aiuto ad un sindacato. Quest’ultimo, infatti, potrà spiegarti, in modo dettagliato, quali sono i tuoi diritti e se, effettivamente, hai la necessità di comunicare la situazione in cui ti trovi ad un ispettorato del lavoro. Ti aiuterà, altresì, a preparare tutti i documenti da presentare all’ispettorato nonché le eventuali prove da indicare e/o allegare. La denuncia, inoltre, può essere presentata anche presso la Guarda di Finanza.

      La denuncia all’Ispettorato può essere anonima? Capita spesso che il lavoratore, nonostante le irregolarità del rapporto di lavoro, preferisca rinunciare ai propri diritti piuttosto che denunciare, soprattutto per paura di perdere il posto. Per questo motivo, è utile sottolineare che la denuncia (all’ispettorato, ma anche alla Guardia di Finanza) può essere anche anonima. La denuncia anonima può avvenire mediante l’invio di una lettera raccomandata non firmata oppure recandosi presso un Sindacato. In tal caso, infatti, sarà quest’ultimo ad occuparsi di tutto, mantenendo l’anonimato del lavoratore. Ciò che conta è che, quanto riportato nella lettera anonima, corrisponda al vero.

        1. Ci fa piacere essere d’aiuto ai nostri lettori. Continua a seguire il nostro portale di informazione giuridica. Ogni giorno puoi trovare tantissime news e articoli sempre aggiornati.

  2. Buonasera,
    sono un dipendente di una struttura ricettiva a tempo indeterminato. Ho sempre gestito tutto il reparto, prenotazioni, vendita, accoglienza, fatturazione ect. A causa del Covid19, dal mese di marzo il datore di lavora mi ha mandato a casa sostituendo il mio posto a sua moglie e un’altra persona di famiglia la quale frequenta un altro lavoro a tempo indeterminato. Come documenti da dimostrare la sua attività presso questa struttura, da marzo fino ad oggi ho tutte le corrispondenze di mail tra clienti e lei. Senza la mia volontà, attualmente mi trovo in cassa integrazione per fare comodo al datore di lavoro. Ho letto tanti articoli al riguardo e so che il datore di lavoro sta facendo una cosa irregolare; sua moglie, come da suo contratto, deve lavorare al bar e la persona di famiglia che frequenta già un’altra attività lavorativa.

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