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Bollo auto storiche

12 Maggio 2019 | Autore:


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In questo articolo vedremo quali sono le tasse previste per i veicoli la cui immatricolazione risale a venti o addirittura trent’anni.

Possiedi un’auto che utilizzavi quando eri ancora ragazzo: in realtà essa era di tuo padre, che te la diede per consentirti di acquisire padronanza nella guida. Un po’ per affezione, un po’ perché si tratta di un modello caratteristico di quell’epoca, non te ne sei mai disfatto, ed hai continuato a guidarla fino a oggi, anche perché, per le sue ridotte dimensioni, si presta ad essere utilizzata nel traffico cittadino. Hai sentito dire che, in considerazione dell’età del veicolo, potresti risparmiare sul bollo, perché si tratta di un’auto storica. Ti chiedi quindi cosa prevede la legge per il bollo auto storiche: puoi sperare in una riduzione? O addirittura in un’esenzione? In questo articolo troverai la risposta. Il bollo auto è una tassa legata al possesso un veicolo immatricolato in Italia, che viene corrisposta alla Regione in cui si risiede. Il possesso del veicolo si desume dalle risultanze del Pubblico Registro Automobilistico (P.R.A.): si tratta di un registro, tenuto dall’Ufficio della Motorizzazione Civile, nel quale vengono annotate tutte le vicende riguardanti i veicoli, inclusi la proprietà e gli eventuali trasferimenti.

Le auto storiche godono di particolari agevolazioni nel pagamento del bollo; prima di considerarle, però, è importante definire esattamente questa categoria di veicoli.

Cosa sono le auto storiche?

I veicoli di interesse storico e collezionistico [1], denominati più brevemente veicoli storici, per essere considerati tali devono essere costruiti da oltre vent’anni. Questo dato temporale, tuttavia, da solo non è sufficiente.

Occorre, infatti, anche l’iscrizione in uno dei seguenti registri:

  • registro Asi (Automotoclub storico italiano) è un ente che riunisce gli appassionati di veicoli storici. Esso è composto da ben 281 Club, detti Club federati, che sono abilitati a certificare il carattere storico di auto e motoveicoli e ad iscriverli in appositi registri. Se si possiede un’auto o una moto ultraventennale, quindi, è possibile rivolgersi a uno dei Club aderenti all’Asi per ottenere l’iscrizione e una certificazione dalla quale risultano la data di costruzione e le caratteristiche tecniche del veicolo;
  • registro storico Lancia. Esso è tenuto dal Lancia Club, che vi iscrive le vetture di questa casa produttrice, dopo averne verificato e certificato il carattere storico ad opera di un’apposita commissione;
  • registro Fiat italiano. Si tratta di un’associazione che riunisce gli appassionati e i collezionisti di auto di questa marca. Anch’esso, previa opportuna valutazione, certifica il carattere storico dei veicoli e rilascia la relativa certificazione;
  • registro italiano Alfa Romeo. Esso opera come i precedenti registri, e riguarda le auto di questa casa produttrice;
  • registro storico Fmi (Federazione motociclistica italiana). Questo registro, come è intuibile, riguarda solo i motoveicoli.

Se quindi possiedi un veicolo fabbricato più di vent’anni fa, e vuoi che esso venga qualificato come storico, devi chiederne la certificazione e l’iscrizione a uno dei registri sopra elencati, rivolgendoti all’ente che lo gestisce.

Il mezzo, dopo l’iscrizione al registro, continua a essere iscritto al Pra, e può liberamente circolare, a condizione che sia dotato di tutti i dispositivi imposti dalla legge vigente per garantirne la sicurezza e la perfetta efficienza. In considerazione del fatto che si tratta di veicoli costruiti in epoca remota, possono esserci delle difformità rispetto a ciò che la normativa richiede: in tal caso, esse devono essere dichiarate ammissibili dal ministero dei Trasporti.

Auto storiche e auto d’epoca

Le auto storiche non vanno confuse con le auto d’epoca [2]. Le differenze tra le due categorie di veicoli sono le seguenti:

  • i veicoli d’epoca sono stati cancellati dal Pra, per essere custoditi in appositi luoghi pubblici o privati o in musei. Invece i veicoli storici, come abbiamo visto, continuano a essere iscritti al Pubblico registro automobilistico;
  • i veicoli d’epoca mantengono tutte le caratteristiche tecniche originarie, date loro dalla casa costruttrice al momento della fabbricazione. I veicoli storici, invece, possono essere adeguati alla normativa vigente con dispositivi più moderni che garantiscano la sicurezza della loro circolazione;
  • i veicoli d’epoca non sono in possesso di meccanismi, dispositivi ed equipaggiamenti prescritti dalla normativa vigente e non possono pertanto circolare. La loro circolazione può essere consentita soltanto in casi eccezionali, previa autorizzazione del Dipartimento per i trasporti terrestri (Dtt), in caso di raduni o manifestazioni autorizzate. In tali occasioni questi veicoli possono circolare soltanto nei limiti delle località e degli itinerari interessati ai raduni o alle manifestazioni. A questo scopo essi ricevono un foglio di via e una targa provvisoria. I veicoli storici, invece, possono sempre circolare liberamente, purché siano conformi alle prescrizioni di legge finalizzate alla loro sicurezza ed efficienza.

Auto storiche ed esenzione dal bollo

Fino all’entrata in vigore della cosiddetta “legge di stabilità 2015” [3], era prevista l’esenzione dal pagamento del bollo per tutti i veicoli di età superiore ai trent’anni, e inoltre anche per quelli di particolare interesse storico e collezionistico che avessero almeno vent’anni.

Con la suddetta legge, però, le cose sono cambiate: ai fini dell’esenzione non ha più importanza che il veicolo possa essere qualificato come storico, e si considera soltanto la sua età.

Pertanto, per la normativa vigente sono esentati dal pagamento della tassa automobilistica i veicoli e i motoveicoli a decorrere dal trentesimo anno dalla loro costruzione. Il beneficio non opera per i mezzi adibiti ad uso professionale.

Per quanto riguarda le auto d’età superiore ai vent’anni, ma inferiore ai trenta, dopo l’approvazione della Legge di stabilità 2015 alcune Regioni, con appositi provvedimenti, hanno continuato ad applicare l’esenzione, in contrasto con la normativa statale.

La Corte Costituzionale però ha stabilito che un intervento normativo sull’esenzione dal bollo per i veicoli di interesse storico e collezionistico eccede la competenza delle Regioni [5]: pertanto i loro possessori sono tenuti a pagare il bollo, in obbedienza a quanto stabilito dalla legge dello Stato.

L’esenzione opera automaticamente: non è necessaria l’iscrizione in nessun registro. Per questi veicoli è previsto solo il pagamento di una tassa di circolazione di importo forfettario qualora essi siano utilizzati sulla pubblica strada. Questa tassa è detta mini bollo.

Auto storiche e riduzione del bollo

La Legge di bilancio 2019 [4] ha previsto un importante sgravio per il pagamento del bollo dei veicoli di età inferiore ai trent’anni, purchè siano qualificati come storici qualificati come storici. E’ infatti stabilito che i veicoli con più di vent’anni possono pagare un bollo ridotto del 50% purché siano muniti  del certificato di rilevanza storica e collezionistica rilasciato da uno dei registri Asi, oppure dallo storico Lancia, Fiat italiano, italiano Alfa Romeo, storico Fmi.

Questo provvedimento presenta aspetti positivi e altri negativi, o, quanto meno, contraddittori. Infatti:

  • da una parte aiuta le persone con un reddito basso, che spesso non hanno la possibilità di acquistare un nuovo veicolo e continuano a circolare con quello che già possiedono. Il dimezzamento del bollo costituisce quindi un sostegno per le fasce meno agiate della popolazione;
  • d’altra parte, con lo stesso provvedimento si è cercato di scoraggiare l’acquisto di veicoli inquinanti, offrendo dei bonus a chi sceglie mezzi ibridi (con doppio motore, tradizionale ed elettrico), che hanno un minore impatto sull’ambiente. La volontà  di combattere l’inquinamento appare in contrasto con la scelta di agevolare chi possiede veicoli ormai datati, che tendono a inquinare di più: se vi è la possibilità di pagare una tassa di circolazione ridotta, si preferirà mantenere un vecchio veicolo piuttosto che acquistarne uno ibrido , per il quale è previsto il pagamento di una tassa di bollo più elevata.

Come ottenere la riduzione del bollo?

Se vuoi ottenere la riduzione del 50% sul bollo di auto e moto d’epoca, devi provvedere ad alcuni adempimenti, che hanno anche un costo. Ecco cosa devi fare.

Innanzitutto devi munirti del certificato di rilevanza storica, che, come abbiamo visto, può essere rilasciato da uno dei seguenti registri: registro Asi, registro storico Lancia, registro Fiat italiano, registro italiano Alfa romeo, registro storico Fmi.

Per ottenere la certificazione è necessario che tu ti iscriva a uno dei club che gestiscono i registri, pagando la relativa quota associativa, che va rinnovata ogni anno; il relativo importo varia da un club all’altro. Oltre alla quota, dovrai corrispondere una somma per la certificazione, spendendo circa 100 – 150 euro.

Successivamente dovrai chiedere l’annotazione della storicità del veicolo sulla carta di circolazione. A tale scopo, presenterai un’apposita domanda all’ufficio della motorizzazione civile, chiedendo l’aggiornamento della carta di circolazione.

Alla domanda dovrai allegare i seguenti documenti:

  • l’originale e la fotocopia del certificato di rilevanza storica e collezionistica o del certificato di iscrizione in uno dei registri delle auto storiche;
  • la fotocopia della carta di circolazione;
  • la ricevuta dei versamenti richiesti dall’Ufficio, il cui importo è circa di 25 euro.

Come vedi, la procedura per ottenere la riduzione del bollo comporta dei costi, che ovviamente aumentano se, avendo poco tempo, decidi di rivolgerti a un’agenzia che si occupa di questi servizi. Il vantaggio consiste nel fatto che questa spesa va sostenuta una volta soltanto (tranne che per quanto riguarda il rinnovo annuale dell’iscrizione a uno dei club che tengono i registri).

Ora sai tutto quello che ti serve sul bollo per le auto storiche, e puoi avvantaggiarti dei benefici previsti dalla legge, ottenendo una riduzione o addirittura l’esenzione da questa tassa.

note

[1] Art. 215 D.P.R. 495/1992.

[2] Art. 214 D.P.R. 495/1992.

[3] L. n. 190/2014.

[4] L. n. 145/2018.

[5] Corte Cost. sent. n.199 del 22.11.2016.

Autore immagine: auto storica di Gaia Conventi


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