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Riduzione dell’orario di lavoro settimanale per dare lavoro

13 Aprile 2019


Riduzione dell’orario di lavoro settimanale per dare lavoro

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Aprile 2019



Per creare occupazione, la proposta del M5S di diminuire le ore di lavoro per far spazio a nuovi dipendenti. 

Lavorare di meno e tutti. È questa l’utopistica visione presentata da Tridico, il neo presidente dell’Inps voluto dal M5S. La sua proposta è di ridurre l’orario di lavoro settimanale di chi è già occupato per costringere le aziende ad assumere nuovo personale. Chiaramente – ma questo Tridico non lo dice – a farne le spese potrebbero essere i salari che, a fronte di un minor impegno del dipendente (obbligato per legge a riposare di più), scenderebbero. 

L’iniziativa di Tridico di riduzione dell’orario di lavoro settimanale per dare più lavoro è stata presentata a Di Maio il quale non ha chiuso le porte. «Approfondiremo», ha replicato il vicepremier. E difatti l’idea è tutt’altro che una novità per i militanti del M5S che già avevano inserito questa idea nel proprio programma elettorale. Naturale che Tridico – eletto proprio grazie al sostegno dei pentastellati – l’abbia rispolverata.

«Siamo fermi in Italia – ha detto Tridico, tenendo una lezione sulle diseguaglianze nel capitalismo finanziario alla facoltà di Economia della Sapienza, a Roma – all’ultima riduzione di orario di lavoro del 1969. Non ci sono riduzioni da 50 anni e invece andrebbe fatta. Gli incrementi di produttività vanno distribuiti o con salario o con un aumento del tempo libero. Con questa riduzione aumenterebbe l’occupazione». 

Ridurre le ore di lavoro – e gli stipendi – per far spazio a nuovi occupati: la proposta dell’Inps era già nel programma del M5S

Ma di quanto si ridurrebbe la settimana lavorativa per chi ha già un’occupazione? Tridico ha già presentato il suo programma così come riferiscono Il Corriere della Sera e Italia Oggi: «Turni di tre ore e settimane lavorative di 15 ore possono tenere a bada il problema per un buon periodo di tempo». 

Ci sono dei precedenti in Europa simili al progetto che il M5S vorrebbe abbracciare. C’è l’esperienza della Svezia, dove peraltro la disoccupazione non era ai livelli italiani. Ma in tutti i casi, i risultati non sono stati esaltanti quando non del tutto fallimentari (si pensi all’esperienza inglese).

In verità il problema dei prossimi anni non sarà quello della riduzione dell’orario di lavoro ma degli stessi posti: il profondo cambiamento dell’economia dovuto soprattutto ai fattori tecnologici, ha decimato – e continua a farlo – numerosi lavori prima affidati all’uomo. Non sarà indolore – scrive Italia Oggi – il passaggio dall’attuale sistema produttivo al sistema dove l’intelligenza digitale potrà fare molti lavori che oggi sono eseguiti dagli esseri umani.  

«L’Italia ha bisogno di produrre di più e a costi più bassi», non certo di ridurre la mano d’opera.  

note

Autore immagine uomo doppia faccia di FGC


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3 Commenti

  1. Che proposta è? Il “pochi ma buoni e formati” non vale per Tridico? C’è chi riesce a lavorare in poco tempo ed essere produttivo e chi può lavorare ore ed ore e non concludere nulla. Allora, se si vuole aumentare la produttività, sarebbe bene promuovere i lavoratori che dimostrano competenza, professionalità e impegno. Per abbattere la disoccupazione? Togliere il posto ai furbetti del cartellino, fare concorsi pubblici in cui la famosa raccomandazione non ha alcun valore, aiutare i piccoli imprenditori, gestire meglio i prestiti agli imprenditori e controllare come sperperano il denaro, assumere personale negli ospedali evitando che gli infermieri svolgano mansioni che non gli competono, regolarizzare i lavoratori in nero ecc.

    1. Che i concorsi pubblici eliminano le raccandazioni è una stupidità credimi. La riduce sicuramente

  2. La questione è complessa e va semplificata in poche righe. Ridurre gli orari di lavoro consente di mettere al lavoro chi un lavoro non ce l’ha. Occorre dunque una intesa tra lo Stato, le imprese e le organizzazioni dei lavoratori, una intesa che tenga conto degli interessi di ciascuna parte. I lavoratori dipendenti hanno due interessi da mettere sul tavolo di una eventuale intesa: l’orario e il salario. Ridurre gli orari a parità di salario, come dice il presidente Inps, dovrebbe incontrare il favore di tutte le organizzazioni sindacali.

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