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Prescrizione bollette luce

14 Aprile 2019
Prescrizione bollette luce

Quando scade la bolletta dell’energia elettrica: i nuovi termini di prescrizione per le utenze domestiche.

La società elettrica, con cui hai stretto un contratto di fornitura luce per la casa, ti ha inviato una bolletta salata. Non hai motivi per contestarla, tuttavia non hai neanche i soldi per pagarla. Nel frattempo, hai cambiato fornitore. A fronte di una iniziale diffida spedita con raccomandata, la vecchia compagnia non si è fatta più sentire: non ci sono stati solleciti, messe in mora, atti giudiziari. Di tanto in tanto ti ha telefonato un operatore del call center per ricordarti il debito. Ti chiedi pertanto per quanto tempo ancora rischi un’azione legale. In altri termini il tuo problema è sapere qual è la prescrizione per le bollette della luce. 

Già… perché i debiti non durano in eterno. Non almeno se il creditore non si fa vivo. La sua inerzia per un periodo prolungato – periodo chiamato giuridicamente “prescrizione” – fa venire meno il diritto di recuperare le somme tramite il tribunale. Risultato: il debitore non può più essere perseguito e non rischia nulla nonostante il debito non pagato. E ciò vale anche per le bollette: nessuna esclusa. Quindi, se non paghi la bolletta della luce e la società ti lascia “in pace”, il tuo debito si estingue. 

Dall’altro lato, però, il pagamento fatto per errore di una bolletta prescritta non consente più di ottenere la restituzione dei propri soldi, neanche passando dal giudice. 

La prescrizione delle bollette luce è stata di recente modificata. La riforma è stata operata da una legge del 2017 [1], con effetto a partire dal 2 marzo 2018. Vediamo dunque, ad oggi e per le bollette successive o precedenti al 2 marzo 2018, quali sono i termini di prescrizione. 

Prescrizione bolletta della luce: quale termine

Per le bollette della luce, così come quelle del gas, del telefono e dell’acqua, la prescrizione è stata, in passato, sempre di cinque anni [2]. Questo fino al 2 marzo 2018, data in cui è entrato in vigore il nuovo termine di prescrizione per le bollette della luce: da questo momento in poi, tutte le bollette emesse hanno una prescrizione di solo due anni. 

Per le bollette del gas, la prescrizione è passata da 5 a 2 anni a partire dal 2 gennaio 2019. 

Per le bollette dell’acqua, la prescrizione passerà da 5 a 2 anni a partire dal 2 gennaio 2020.

Quindi, in sintesi, per quanto attiene alle fatture dell’energia elettrica:

  • per tutte le bollette emesse fino al 2 marzo 2018 continua a valere il vecchio termine di prescrizione di 5 anni;
  • per tutte le bollette emesse dopo il 2 marzo 2018 vale il nuovo termine di prescrizione di 2 anni.

Attenzione però: tale prescrizione si applica agli utenti domestici, microimprese e professionisti. Invece, alle società si continua ad applicare la prescrizione di 5 anni.

Prescrizione conguaglio della luce

Le stesse regole valgono anche per quanto riguarda le bollette di conguaglio. Se nel 2021 dovesse arrivare un conguaglio per annualità dal 2017 al 2018, la richiesta di pagamento sarebbe illegittima perché prescritta.

Si può chiedere quindi il conguaglio solo degli ultimi 2 anni o, per le annualità precedenti a marzo 2018, degli ultimi 5 anni.

Come si calcola la prescrizione

I termini di prescrizione si computano secondo il calendario comune.

Non si computa il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine e la prescrizione si verifica con lo spirare dell’ultimo istante del giorno finale.

Se il termine scade in un giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo.

Come far valere la prescrizione

La prescrizione è un effetto che si verifica in automatico, senza bisogno di procedimenti o del giudice. Il giudice servirà solo per giudicare l’illegittimità della richiesta della società elettrica qualora questa dovesse pretendere, con decreto ingiuntivo o con una normale causa, le somme in questione.

Dunque, se la società della luce ti tempesta con continue telefonate o con lettere per una bolletta ormai prescritta, hai due alternative per far valere la prescrizione:

  • puoi agire in anticipo, con quella che viene detta «azione di accertamento negativo del credito», per far accertare al giudice l’inesistenza del credito stesso. In questo modo il magistrato (di solito il giudice di pace, per importi bassi) decreterà il divieto alla società di continuare a seccarti;
  • puoi far finta di nulla, attendendo che sia eventualmente la società della luce a farti causa (ma non è detto che lo faccia, specie se rispondi alle sue diffide facendo rilevare l’intervenuta prescrizione). In quel caso, potrai difenderti contestando la prescrizione.

L’interruzione della prescrizione

I termini di prescrizione, di 5 o 2 anni, vengono interrotti da ogni atto del creditore con cui esercita il proprio diritto. Detto in parole povere, ogni volta che il creditore si fa vivo con una diffida scritta, una messa in mora, un atto giudiziario, il termine di prescrizione si interrompe e inizia a decorrere nuovamente da capo. Così, ad esempio, se prima dei due anni, ricevi una diffida con raccomandata a/r (la lettera semplice non fa prova), il termine dei due anni si azzera e riparte da capo: ci vorranno altri due anni, da quel momento, affinché si prescriva la  bolletta della luce. 

note

[1] Art. 1 c. 4-11 L. 205/2017

[2] Ai sensi dell’art. 2948 cod. civ.

Autore immagine uomo guarda bolletta salata di  fizkes


1 Commento

  1. Se una società di energia emette la prima bolletta per consumi effettuati 20 mesi prima, da quale data inizia il periodo per la prescrizione?

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