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Lo stage è sempre retribuito?

19 Aprile 2019 | Autore:

> Business Pubblicato il 19 Aprile 2019



Tirocini professionali, curricolari, extracurricolari, di reinserimento, per categorie svantaggiate: in quali casi il praticante è retribuito?

Lo strumento più utilizzato per l’inserimento e il reinserimento nel mercato del lavoro è costituito dallo stage, o tirocinio: non si tratta di un vero rapporto di lavoro, ma un periodo di formazione, orientamento o riqualificazione che si svolge all’interno di un’azienda, di un ente (come l’Università) o di uno studio professionale.

Non esiste un’unica forma di rapporto, ma vi sono più tipologie di tirocinio, con regole differenti: si va dal tirocinio extracurricolare, solitamente svolto in azienda, al tirocinio formativo, o curriculare, svolto presso un istituto di formazione, o presso la scuola superiore o l’Università. I praticanti, cioè coloro che devono svolgere il periodo di pratica obbligatorio per affrontare l’esame di Stato ed iscriversi a un albo, devono svolgere il tirocinio professionale. Ci sono poi tirocini dedicati a particolari categorie svantaggiate, come i disabili e gli stranieri.

Ma lo stage è sempre retribuito?

Non trattandosi di un rapporto di lavoro, nel rapporto di stage, o tirocinio, non c’è un vero e proprio datore di lavoro, ma abbiamo tre parti: il tirocinante, l’ente promotore e il soggetto ospitante. Di conseguenza, non essendo prevista una vera e propria prestazione lavorativa, non è prevista una retribuzione, come per i lavoratori dipendenti.

Per alcune tipologie di tirocinio, tuttavia, è prevista un’indennità, o possono essere corrisposti dei rimborsi spese.

Per ogni tirocinio extracurricolare, ad esempio, le linee guida sui tirocini prevedono un’indennità minima da corrispondere allo stagista, pari a 300 euro lordi mensili.

Questo compenso può essere aumentato dalla normativa delle singole regioni e affiancato ad altri incentivi. Ma procediamo per ordine, e facciamo innanzitutto il punto della situazione sulle tipologie di stage esistenti.

Tirocinio formativo e di orientamento extracurricolare

Il tirocinio formativo e di orientamento extracurricolare è un contratto finalizzato alla formazione ed all’orientamento professionale, solitamente destinato a praticanti che si sono diplomati e laureati da poco. La durata minima, in basi alle recenti modifiche normative, è di 2 mesi, e la durata massima di 12 mesi.

Nel dettaglio, per attivare il tirocinio è necessaria una convenzione tra l’ente che promuove lo stage ed il soggetto che ospita il tirocinante (può essere un’impresa, un ente, un’associazione o uno studio professionale). Deve essere poi redatto un progetto formativo specifico, che azienda e stagista devono rispettare, ed assegnato al tirocinante un tutor interno all’ente ospitante ed un referente nell’ente promotore.

Per conoscere tutte le regole: Tirocinio in azienda, come funziona.

Il tirocinio extracurricolare è retribuito?

Lo stagista che svolge tirocinio extracurricolare ha diritto al rimborso spese minimo previsto dalle linee guida sui tirocini.

In particolare, le linee guida prevedono un’indennità minima da corrispondere allo stagista, pari a 300 euro lordi mensili.

Questo compenso può essere aumentato dalla normativa delle singole regioni e affiancato ad altri incentivi:

  • Abruzzo e Piemonte, ad esempio, hanno stabilito che il compenso minimo per lo svolgimento del tirocinio extracurricolare (per 40 ore settimanali), è pari a 600 euro mensili;
  • Sicilia, Veneto, Umbria, Molise e Friuli-Venezia e la Provincia di Trento riconoscono invece un compenso minimo di 300 euro, ma a fronte di 20 ore settimanali di tirocinio; in Veneto assieme a questo compenso minimo sono dovuti anche i buoni pasto;
  • Lombardia, Campania e Lazio riconoscono 400 euro mensili;
  • Toscana e Friuli-Venezia Giulia riconoscono 500 euro mensili per 40 ore settimanali di stage;
  • la Puglia riconosce un compenso minimo mensile di 450 euro e prevede incentivi all’assunzione per le aziende, al termine del percorso.

L’indennità può però essere riconosciuta per intero solo a fronte di una partecipazione minima ai tirocini del 70% su base mensile.

Inoltre, quando il tirocinio è organizzato nell’ambito di un bando pubblico, l’indennità può essere direttamente a carico dell’ente organizzatore del progetto, esonerando l’azienda ospitante dal dover corrispondere compensi.

Tirocinio curriculare

Il tirocinio curricolare è un contratto finalizzato all’apprendimento ed alla formazione degli studenti, durante un percorso di studi.

Per questo motivo, possono sottoscrivere il tirocinio curriculare solo gli studenti delle scuole superiori, dell’Università, o di scuole o corsi di specializzazione convenzionati con enti pubblici.

Il tirocinio curriculare è retribuito?

Il tirocinio curriculare non dà solitamente diritto a rimborsi spese o indennità, ma è salva la possibilità, nel contratto sottoscritto, di un trattamento di miglior favore. Questo tirocinio attribuisce però dei crediti formativi allo studente, se la convenzione è stipulata con un’Università, una scuola secondaria superiore o un istituto convenzionato.

Tirocinio di reinserimento o inserimento lavorativo

Il tirocinio di inserimento o reinserimento lavorativo è uno stage rivolto a disoccupati o inoccupati, compresi i lavoratori in mobilità o cassaintegrazione: la finalità del contratto, che non può durare più di 12 mesi, è evitare l’espulsione di queste persone svantaggiate dal mercato del lavoro, formandole o riqualificandole.

La disciplina dei contratti varia a seconda della regione. Spesso sono previsti fondi pubblici a carico dei quali è riconosciuta un’indennità ai tirocinanti: i bandi sono pubblicati a livello locale, anche nel caso in cui facciano parte di un unico progetto nazionale.

Tirocini per categorie svantaggiate

Possono essere previsti appositi stage promossi a favore di persone particolarmente svantaggiate, come tossicodipendenti, alcolisti, persone con problemi psichiatrici o condannate a misure alternative di detenzione. La finalità di questi tirocini non è solo l’inserimento nel mercato del lavoro, ma soprattutto il recupero psicologico di queste persone ed il loro reinserimento nella società.

Lo stage non può durare oltre 12 mesi. Anche per questi tirocini può essere prevista l’erogazione dell’indennità allo stagista da parte di enti pubblici.

Tirocinio per extracomunitari

I tirocini per extracomunitari sono spesso finanziati da enti pubblici nell’ambito di particolari progetti legati ai decreti flussi: sono promossi a favore degli immigrati e finalizzati alla loro integrazione ed inserimento nella società.

Tirocinio per disabili

I tirocini di formazione e orientamento a favore di persone disabili sono suddivisi in tre categorie:

  • convenzione di inserimento lavorativo;
  • convenzione di integrazione lavorativa;
  • convenzione di programma.

Il tirocinio per disabili può avere una durata massima di 24 mesi. Nella tipologia di stage per disabili più utilizzata, il soggetto ospitante prepara i tirocinanti al lavoro, in vista dell’assunzione presso un’azienda.

Tirocinio professionale

Il tirocinio professionale, o pratica professionale, non ha delle regole uguali per tutti, ma è disciplinato dalla normativa di settore relativa ai diversi ordini professionali.

Il codice deontologico dei consulenti del lavoro, ad esempio, prevedere che, dopo i primi sei mesi di tirocinio, il consulente ha l’obbligo di corrispondere al praticante un rimborso spese forfettariamente concordato.

Nel caso in cui la normativa di settore non preveda diversamente, i rimborsi spese sono a discrezione dello studio ospitante e non obbligatori.


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