Diritto e Fisco | Articoli

Impronte digitali: vietata la conservazione per gli incensurati

19 Aprile 2013
Impronte digitali: vietata la conservazione per gli incensurati

Privacy: immediata cancellazione dall’archivio telematico delle impronte per chi non ha riportato una condanna penale.

La Corte di Strasburgo ha appena emesso un’importantissima pronuncia [1] in materia di privacy: da oggi in poi, qualsiasi amministrazione (statale o locale) non potrà più conservare le impronte digitali di una persona se questa non è stata condannata per un reato qualsiasi. In altre parole, è diventato obbligatorio cancellare tutte le impronte dei soggetti incensurati o per i quali il relativo processo si è concluso con sentenza di assoluzione o di non luogo a procedersi.

L’archivio telematico, dunque, può contenere solo le impronte di soggetti che abbiano riportato una condanna penale e non di altri. Così, per esempio, se nei confronti di un cittadino siano state prelevate le impronti a seguito di indagini e poi il processo intento contro di questi si è chiuso con un’assoluzione, le impronte vanno immediatamente cancellate dall’archivio.

La sentenza in questione ha visto condannata la Francia, ma ovviamente è valida anche per tutti gli altri 47 Paesi dell’Unione Europea.


note

[1] Corte di Giustizia, sent. del 18.04.13.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube