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Opposizione cartella esattoriale: ultime sentenze

19 Aprile 2019


Opposizione cartella esattoriale: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 19 Aprile 2019



Esecuzione forzata e opposizione all’esecuzione; avviso di mora; opposizione alla cartella esattoriale; formazione del titolo; omessa notifica della cartella esattoriale; notifica del verbale di accertamento dell’infrazione.

Nel caso di opposizione alla cartella esattoriale per sanzioni amministrative che derivano dalle violazioni del Codice della strada, l’onere della prova della notifica del verbale spetta all’ente.

Legittimazione passiva: spetta all’ente impositore

Nei giudizi di opposizione a cartella esattoriale, la legittimazione passiva spetta unicamente all’ente impositore quale titolare della pretesa azionata, l’eventuale domanda in opposizione, attinente a tale oggetto ed eventualmente formulata contestualmente anche nei confronti del concessionario della gestione del servizio di riscossione deve, invece, intendersi come mera denuntiatio litis  che non vale ad attribuirgli la qualità di parte e a far nascere la necessità di un litisconsorzio necessario; nondimeno il concessionario è legittimato passivo, oltre che litisconsorte necessario, nel caso in cui nel giudizio di opposizione si deduca un vizio di notifica degli atti, anche per gli innegabili riflessi che un eventuale accoglimento dell’opposizione potrebbe comportare nei rapporti con l’Ente impositore, che abbia provveduto a inserire la sanzione nei ruoli trasmessi al concessionario.

Tribunale Ascoli Piceno sez. lav., 12/03/2019, n.90

Notifica delle cartelle di pagamento

La regolare notifica delle cartelle di pagamento preclude la proponibilità dell’opposizione alla cartelle exart. 615 c.p.c., se non per fatti successivi alla formazione del titolo esecutivo, dovendo l’opposizione di merito essere proposta dinanzi al giudice ordinario competente secondo le forme indicate dalla Legge 24 novembre 1981 n. 689, ed ora ai sensi del D.lgs. 1 settembre 2011, n. 150.

Tribunale Milano sez. III, 26/02/2019, n.1943

Violazioni del Codice della strada e sanzioni amministrative

In tema di opposizione a cartella esattoriale relativa a sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, ove il destinatario di questa deduca l’omessa notifica del verbale di accertamento dell’infrazione, l’onere della prova di detta notifica incombe sull’ente dal quale dipende l’organo accertatore, in quanto l’avvenuta notificazione del verbale, unitamente alla mancata opposizione nel termine di sessanta giorni dalla stessa, costituisce requisito indefettibile perché il verbale acquisisca efficacia di titolo esecutivo, esigibile mediante cartella esattoriale.

Cassazione civile sez. II, 25/02/2019, n.5403

Omissione della notifica

L’opposizione alla cartella esattoriale, emessa ai fini della riscossione di una sanzione amministrativa pecuniaria comminata per sanzioni amministrative, va proposta ai sensi degli artt. 22 e 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689 e non nelle forme della opposizione alla esecuzione ex art. 615 cod. proc. civ., qualora la parte deduca che essa costituisce il primo atto con il quale è venuta a conoscenza della sanzione irrogatagli in ragione della nullità o dell’omissione della notifica del processo verbale di contestazione o dell’ordinanza ingiunzione.

Tribunale Catania sez. I, 23/02/2019, n.832

Opposizione a cartella di pagamento: quando è inammissibile?

Svolgendo l’opposizione avverso cartella esattoriale, ove si deduca l’invalidità della notifica degli atti presupposti, tale deduzione ha la funzione di recuperare i mezzi di tutela pregiudicati dalla mancata conoscenza, sicché l’omessa o irrituale notifica funge esclusivamente da argomentazione preliminare rispetto a censure relative all’atto presupposto, che vanno necessariamente svolte.

Di conseguenza, qualora nel ricorso introduttivo non siano espresse contestazioni nel merito dei verbali di accertamento, ma esclusivamente sull’irregolarità delle notifiche, con ciò consentendo il momento recuperatorio, ma precludendo la sua utilità ai fini dell’accertamento di eventuali carenze della pretesa creditoria sottesa alla cartella opposta, l’impugnativa va necessariamente respinta.

Corte appello Roma sez. lav., 01/02/2019, n.12

Termine per proporre opposizione a cartella di pagamento

Il termine per proporre opposizione a cartella di pagamento deve ritenersi perentorio perchè diretto a rendere incontrovertibile il credito contributivo dell’ente previdenziale in caso di omessa tempestiva impugnazione e a consentire una rapida riscossione del credito iscritto a ruolo, ed alla perentorietà del termine non ostano né l’inespressa indicazione in tal senso, dovendo pur sempre il giudice indagare se, a prescindere dal dettato normativo, un termine, per lo scopo che persegue e la funzione che adempie, debba essere rigorosamente osservato a pena di decadenza, né che l’iscrizione a ruolo avvenga senza un preventivo accertamento giudiziale, non ignorando l’ordinamento titoli esecutivi formati sulla base di un mero procedimento amministrativo dell’ente impositore.

All’ente previdenziale è, dunque, attribuito il potere di riscuotere i propri crediti attraverso un titolo (il ruolo esattoriale, da cui scaturisce la cartella di pagamento) che si forma prima e al di fuori del giudizio e in forza del quale l’ente può conseguire il soddisfacimento della pretesa a prescindere da una verifica in sede giurisdizionale della sua fondatezza, in quanto, da un lato, non è irragionevole la scelta del legislatore di consentire ad un creditore, attesa la sua natura pubblicistica e l’affidabilità derivante dal procedimento che ne governa l’attività, di formare unilateralmente un titolo esecutivo, e, dall’altro lato, è rispettosa del diritto di difesa e dei principi del giusto processo la possibilità, concessa al preteso debitore, di promuovere, entro un termine perentorio ma adeguato, un giudizio ordinario di cognizione nel quale far efficacemente valere le proprie ragioni, sia grazie alla possibilità di ottenere la sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo e/o dell’esecuzione, sia grazie alla ripartizione dell’onere della prova in base alla posizione sostanziale (e non già formale) assunta dalle parti nel giudizio di opposizione.

Tribunale Catania sez. lav., 31/01/2019, n.464

Cartella esattoriale per infrazione stradale

Qualora i verbali dai quali scaturiscono le sanzioni oggetto della riscossione esattoriale sono stati notificati da tempo, e senza che sia stata proposta tempestiva opposizione da parte dell’associazione proprietaria dei veicoli noleggiati, non è più possibile contestare la cartella sulla base di eccezioni che andavano fatte valere con la stessa opposizione.

È inoltre ininfluente la circostanza che l’associazione abbia comunicato, a seguito della notifica dei verbali, i nominativi dei locatari autori delle violazioni, poiché era comunque necessario proporre ricorso amministrativo al prefetto ovvero ricorso al Giudice di Pace.

Cassazione civile sez. VI, 17/01/2019, n.1238

Mancata opposizione al verbale d’infrazione del Codice della strada

Al termine prescrizionale del credito da sanzione amministrativa portato da una cartella esattoriale in conseguenza della mancata opposizione avverso il verbale di accertamento di una violazione del c.d. codice della strada non si applica la conversione nel termine ordinario decennale ai sensi dell’art. 2953 c.c.

Cassazione civile sez. VI, 07/12/2018, n.31817

Prelievo supplementare nel settore del latte

In tema di opposizione a cartella esattoriale relativa al prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, la previsione contenuta nell’art. 133, comma 1, lett. t), del d.lgs. n. 104 del 2010, che devolve alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie relative al suddetto prelievo, deve essere interpretata alla luce del principio di concentrazione delle tutele, di cui è espressione anche la giurisdizione esclusiva del G.A..

Ne consegue che, ove le domande, attraverso la proposizione di una sostanziale opposizione all’esecuzione, ai sensi dell’art. 615 c.p.c., comportino una contestazione del quantum accertato dall’Autorità amministrativa nell’esercizio delle sue potestà pubbliche, il sindacato di legittimità attiene a posizioni di interesse legittimo e quindi alla giurisdizione del G.A. che, in tal modo, diventa il dominus dell’intera controversia, ancorché caratterizzata dall’intreccio di posizioni di interesse legittimo e diritti soggettivi.

Cassazione civile sez. un., 05/12/2018, n.31370

Pagamento della sanzione amministrativa

Nel giudizio di opposizione a cartella esattoriale relativa al pagamento di sanzione amministrativa, l’esattore, proprio perché ha una generale legittimazione passiva nelle controversie aventi ad oggetto la riscossione delle somme di cui è incaricato (art. 39 del d.lgs. n. 112 del 1999), deve rispondere dell’esito della lite pure con riguardo alle spese processuali.

Tribunale Ragusa, 03/12/2018, n.1379

Nullità della cartella esattoriale

Qualora nella copia notificata della cartella esattoriale manchi l’indicazione della data di consegna dell’atto al destinatario, si determina una nullità insanabile della notifica. Ogni eventuale opposizione tardiva non sarà in grado di rimuoverla.

Comm. trib. reg. Palermo, (Sicilia) sez. IX, 19/11/2018, n.5109

Opposizione a cartella esattoriale: a chi spetta la legittimazione attiva?

Nel giudizio di opposizione a cartella esattoriale, la cui struttura processuale è assimilabile al giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la legittimazione attiva spetta esclusivamente al destinatario della cartella e non ad altri, restando irrilevanti le posizioni di eventuali terzi, ancorché responsabili in solido con l’ingiunto sul piano del diritto sostanziale.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva escluso la legittimazione del cessionario d’azienda a proporre opposizione avverso la cartella esattoriale notificata al cedente e avente per oggetto suoi debiti contributivi).

Cassazione civile sez. lav., 15/11/2018, n.29424

Termini per l’opposizione all’intimazione di pagamento

In materia di opposizione all’intimazione di pagamento ove tali atti siano ritenuti viziati da vizi propri ovvero da vizi attinenti la notifica del titolo esecutivo o del precetto (e quindi della cartella esattoriale), l’opposizione deve essere opposta, ai sensi dell’art. 617 c.p.c., nel termine perentorio di 20 giorni dalla notificazione.

Tribunale Tivoli sez. lav., 13/11/2018, n.769

Avviso di mora e omessa notifica della cartella esattoriale

In materia di riscossione di contributi previdenziali, l’opposizione avverso l’avviso di mora con cui si faccia valere l’omessa notifica della cartella esattoriale, deducendo fatti estintivi relativi alla formazione del titolo (nella specie la prescrizione quinquennale del credito ex art. 3, commi 9 e 10, della l. n. 335 del 1995), ha la funzione di recuperare l’impugnazione non potuta esercitare avverso la cartella, che costituisce presupposto indefettibile dell’avviso, e deve essere pertanto qualificata come opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. e non come opposizione agli atti esecutivi.

Cassazione civile sez. lav., 08/11/2018, n.28583

note

Autore immagine: cartella esattoriale di Billion Photos


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