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Caduta scale: ultime sentenze

19 Aprile 2019
Caduta scale: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 19 Aprile 2019



Caduta dalle scale; risarcimento del danno; nesso di causalità; macchia oleosa sulle scale; responsabilità del condominio; responsabilità del gestore del teatro; responsabilità del Comune; condotta del danneggiato; caso fortuito.

In quali casi è esclusa la responsabilità del condominio? Il condominio deve provare l’esistenza del caso fortuito per evitare di risarcire il soggetto caduto dalle scale dello stabile.

Concorso del danneggiato alla produzione dell’evento

La responsabilità prevista dall’art. 2051 c.c. ha natura oggettiva ed è perciò esclusa solo dalla prova del caso fortuito, nel quale può rientrare anche la condotta della stessa vittima, ma nella valutazione dell’apporto causale da quest’ultima fornito alla produzione dell’evento, il giudice deve tenere conto della natura della cosa e delle modalità che in concreto e normalmente ne caratterizzano la fruizione.

Ciò posto, nel caso di caduta per scivolamento a causa della presenza di acqua sulle scale, quest’ultima circostanza deve ritenersi senza dubbio indicativa di una responsabilità della proprietaria dell’immobile nella causazione dell’infortunio occorso alla parte danneggiata, seppure non esclusiva ma concorsuale.

Infatti, se da un lato il custode era tenuto a segnalare la possibile presenza di acqua derivante dall’innaffiatura dei vasi, dovendo certamente esserne consapevole, è anche vero che può ragionevolmente ritenersi che una maggiore attenzione da parte della parte danneggiata le avrebbe consentito di evitare la caduta e che dunque all’infortunio abbia causalmente contribuito anche la sua disattenzione per non aver dato peso alla possibile fuoriuscita di acqua dai vasi presenti e pacificamente visibili.

Tribunale Novara, 12/03/2018, n.279

Caduta sul piano di calpestio delle scale

In tema di responsabilità di cose in custodia, ai sensi dell’art. 2051 c.c., deve essere dichiarata la responsabilità esclusiva del condominio in caso di caduta provocata dalla presenza di acqua e sapone sul piano di calpestio delle scale (nel caso di specie non è stato provata, da parte del condominio convenuto, la sussistenza di alcun fattore esterno idoneo ad interrompere il nesso eziologico tra la cosa e l’evento lesivo, essendo invece emerso come non vi fosse alcuna segnalazione del pavimento bagnato).

Tribunale Napoli sez. VIII, 01/02/2018, n.1079

Caduta dalle scale di proprietà del Comune

Deve escludersi la responsabilità del Comune quale proprietario di una scalinata per il sinistro occorso ad una persona mentre scendeva le scale di fretta, quando la stessa non presentava alcuna anomalia, essendo irrilevante la collocazione di una ringhiera (in assenza di alcuna norma prescrittiva) effettuata successivamente al sinistro, adempimento che, di per sé, non può essere considerato alla stregua della prova di una condizione di precedente pericolosità.

Tribunale Savona, 17/01/2018

Caso fortuito: necessario per evitare il risarcimento

In caso di caduta sulle scale condominiali, spetta al presunto danneggiato l’onere di provare il danno e il nesso causale tra la cosa e il danno, mentre non gli spetta dare prova dell’insidiosità della res, di contro spetta al custode l’onus probandi riguardante il c.d. caso fortuito, ossia quell’elemento esterno che cagiona o concorre a cagionare l’incidente eliminando la responsabilità oggettiva del custode della cosa.

Tribunale Napoli, 04/01/2018, n.106

Risarcimento del danno e condotta del danneggiato

La condotta dell’agente-danneggiato si pone al di fuori dei canoni dell’ordinarietà e della prevedibilità che connotano il concorso colposo del creditore nella produzione del fatto lesivo ai sensi dell’art. 1227 c.c. ricadendo in quelle evenienze di straordinarietà ed imprevedibilità del caso fortuito incidentale (nella specie: una persona scendeva dalle scale per dirigersi in cantina con in mano una scatola che gli impediva ogni visuale e gli ha precluso l’utilizzo del corrimano ed è caduta per le scale allagate a seguito delle infiltrazioni di acqua piovana conseguenti alle piogge torrenziali abbattutesi nella giornata).

Tribunale Lucca, 20/12/2017, n.2310

Responsabilità di cose in custodia

Per aversi responsabilità del custode l’attore deve provare il rapporto di causalità tra cosa ed evento; siffatto rapporto di causalità deve ritenersi tanto più labile, fino alla completa elisione, quanto più le anomalie della cosa risultino pienamente visibili, prevedibili e quindi evitabili.

Nel caso di specie si tratta, infatti, di un danno che si assume causato da un “uno spesso strato di ghiaccio sugli scalini” dal quale sarebbe derivata un’azione dannosa che ha provocato la caduta della infortunata e, quindi, non da una condotta umana, ma dall’interferenza di una cosa con la sfera personale del danneggiato non sottoposta al controllo dell’Ente proprietario.

Tribunale Frosinone sez. I, 21/07/2017, n.977

Condomino scivola mentre scende le scale

In tema di responsabilità di cose in custodia, ex art. 2051 c.c., deve ritenersi sussistente l’esimente del caso fortuito derivante dall’autoresponsabilità dello stesso danneggiato qualora questi, nello scendere le scale del proprio immobile, in ottime condizioni di luce, non si sia avveduto della presenza di materiale oleoso ben visibile e non abbia tenuto gli opportuni accorgimenti per evitare la caduta (nel caso di specie, la scarsa attenzione prestata dal ricorrente è avvalorata dal fatto che i testimoni, procedendo con cautela siano riusciti, a loro volta, ad evitare la caduta).

Corte appello Salerno, 14/07/2017, n.694

Condomino scivola su macchia oleosa

In capo al condominio non sussiste la responsabilità da cose in custodia nel caso in cui il condomino ricorrente, residente nell’immobile, non abbia prestato la normale diligenza nello scendere le scale e non abbia dato peso alla macchia oleosa originante la caduta che, in quanto facilmente visibile e individuabile, non può essere considerata un trabocchetto imprevedibile, tale da giustificare una responsabilità ex art. 2051 c.c.

Tribunale Gorizia, 13/06/2017, n.217

Infortunio sul lavoro

In tema di infortuni sul lavoro, al fine di accertare gli obblighi gravanti sul soggetto garante e l’estensione del rischio che il medesimo è tenuto a gestire, anche sotto il profilo della causazione dell’evento, è necessario che il giudice proceda alla valutazione della natura del rapporto di lavoro e della situazione fattuale sottostante.

(Fattispecie in cui la S.C. ha annullato con rinvio la sentenza che aveva ritenuto la responsabilità del titolare dell’azienda per le lesioni riportate dalla persona offesa, a seguito della caduta da una scala utilizzata nell’effettuare la raccolta delle olive, in esecuzione di un contratto di compartecipazione agraria stagionale in quote di prodotto, omettendo di valutare la natura giuridico – fattuale del rapporto contrattuale e gli obblighi da esso derivanti).

Cassazione penale sez. IV, 04/04/2017, n.27305

Caduta da una scala e responsabilità del custode

La responsabilità ex art. 2051 c.c. è configurabile qualora la cosa custodita sia dotata di un’energia o una dinamica interna alla sua struttura, che sia, da sola, idonea a provocare il danno, oppure nei casi in cui sia necessaria l’azione del danneggiato, perché magari la cosa è inerte o statica; il nesso causale viene provato soltanto dimostrando che lo stato dei luoghi presenti peculiarità tali da renderne potenzialmente dannosa la normale utilizzazione.

(Nella specie, relativa alla caduta da una scalinata di ferro da parte di una donna, la Corte d’appello non ha escluso in toto la riconducibilità della caduta e del successivo decesso alla responsabilità per custodia in capo all’Ente gestore, ma aveva affermato che dalla istruttoria svolta non era emersa la prova del nesso di causalità tra la cosa e il danno).

Cassazione civile sez. VI, 30/11/2016, n.24480

Caduta dalle scale di un teatro: la responsabilità è del gestore?

Deve essere cassata la decisione dei giudici del merito che, pur avendo evidenziato le carenze organizzative dell’Ente locale gestore del teatro dove era avvenuto l’incidente incriminato, hanno poi addossato esclusivamente al responsabilità dell’accaduto alla ricorrente (nella specie, una donna, sospinta dalla folla che si accalcava all’ingresso di un teatro, anche a causa della carenza d’illuminazione dell’area e della mancanza di personale di sorveglianza che consentisse un regolare flusso nell’ingresso dei numerosi spettatori, era caduta sulla scalinata, procurandosi gravi lesioni).

Cassazione civile sez. III, 06/10/2016, n.19993

Inosservanza degli obblighi di vigilanza e responsabilità di una casa di riposo

È configurabile la responsabilità, di natura contrattuale, di una casa di riposo per i danni a sè provocati da un paziente in condizioni di disagio psichico (nella specie, un soggetto affetto da demenza senile, deceduto, nel tentativo di uscire dall’edificio, in seguito ad una rovinosa caduta dalle scale), senza che possa ravvisarsi l’esistenza di una causa concorrente, idoena a configurare un concorso di colpa della vittima ai sensi dell’art. 1227 c.c., dal momento che il comportamento dell’anziano deve essere considerato un evento naturale, non imputabile al suo autore.

Tribunale Belluno, 07/06/2016, n.324

Caduta dalle scale del palasport: responsabilità

La caduta in discesa lungo la rampa di scale rientra tout court nell’ambito del fortuito, riconducibile al fatto stesso del danneggiato (fattispecie relativa alle lesioni riportate dal ricorrente a seguito di una caduta mentre percorreva, in discesa, le scale di un palasport).

Cassazione civile sez. III, 22/03/2016, n.5617

Caduta dai gradini della scala condominiale

Nell’ipotesi di caduta dai gradini di una scala condominiale, allorché sia rimasta mancante la prova sicura sia delle modalità della caduta sia dell’effettiva presenza sui gradini del materiale scivoloso che, a detta del ricorrente, avrebbe causato la caduta medesima, deve ritenersi infondata la domanda risarcitoria, in considerazione dell’obbligo del danneggiato di provare l’esistenza del nesso di causalità, anche nell’ipotesi di cui all’art. 2051 c.c.

Cassazione civile sez. VI, 26/02/2016, n.3875

note

Autore immagine: caduta scale di Gino Santa Maria


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