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Maxi concorso per insegnanti nelle scuole

15 Aprile 2019


Maxi concorso per insegnanti nelle scuole

> Lavoro e Concorsi Pubblicato il 15 Aprile 2019



Cattedra: arrivano due bandi e la stabilizzazione dei supplenti precari.

Colpa, o se vogliamo merito, di Quota 100 se ora le aule sono decimate. Questa volta non di alunni ma di professori: baby-prof andati in pensione grazie alla riforma appena varata dal governo. E quindi è arrivato il momento di mettere, sulle spalle dei contribuenti, nuove figure a sostituire i “vecchi” (si fa per dire). In termini più diretti, la parola è quella che fa balzare dalla sedia tutti i precari o i neolaureati in cerca di lavoro: assunzioni. Assunzioni nel settore scolastico: si parla di un nuovo maxi concorso a cattedra per insegnanti nelle scuole, come pochi precedenti nella nostra storia (che pure ne ha già visti tanti). 

Sono quasi 66mila i professori da assumere nelle scuole. Il tutto avverrà in due diversi concorsi. Il primo, che prevede 16.959 posti da assegnare, già definito e destinato a infanzia e primaria. Il secondo, ben più corposo del primo, da 48.536 posti, rivolto alle medie e alle superiori ed ancora da organizzare. 

Il primo concorso a cattedra per insegnanti nelle scuole primarie

Riportiamo i chiarimenti contenuti in un approfondimento del Sole 24 Ore stamattina in edicola. «Al concorso ordinario per infanzia e primaria potranno partecipare i diplomati magistrali ante 2001/2002, compresi quelli esclusi dalla procedura straordinaria da oltre 10mila posti indetta lo scorso anno (attualmente in corso), e i laureati in scienze della formazione primaria». 

Il secondo concorso a cattedra per gli insegnanti nelle scuole secondarie

«Alle 48.536 cattedre messe a bando per la secondaria (50% medie, il restante 50% superiori) potranno invece concorrere anche i laureati: è un’altra importante novità». 

I candidati dovranno tuttavia aver conseguito 24 crediti formativi (Cfu) in materie antro-psico-pedagogiche. Addio quindi alle varie e costose abilitazioni del passato, variamente denominate negli anni, Ssis, Tfa, Pas. A chi è già abilitato, anche in altra classe di concorso, non saranno richiesti i 24 Cfu. 

I posti principali saranno in Lombardia, Piemonte e Veneto. Le classi di concorso più gettonate: matematica e scienze (A028), italiano, storia, geografia (A022), discipline letterarie alle superiori (A012) e sostegno.

Come sarà il concorso

Il concorso prevede due scritti, che si superano con la votazione di sette decimi. Non ci saranno i quiz preselettivi. 

Quanto all’orale, ci sarà un colloquio in cui verranno valutate le conoscenze e le competenze nelle discipline facenti parti la classe di concorso e la lingua straniera, «almeno al livello B2». 

Superato il concorso, gli insegnanti dovranno svolgere un anno di formazione e prova. Al termine giungerà la conferma in ruolo e si dovrà rimanere nello stesso istituto per almeno altri quattro anni. 

Stabilizzazione supplenti

In più è prevista una stabilizzazione per i precari di lungo corso (ossia i supplenti da oltre 36 mesi), tanto per ridurre i danni del Decreto Dignità che aveva cancellato il divieto – inserito dal precedente Governo – di reiterare i contratti degli insegnanti oltre 36 mesi. In pratica, se prima dell’agosto 2018, al 37° mese il supplente doveva essere per forza assunto, con la nuova legge del Governo Conte quest’obbligo è stato cancellato. Una sorta di precariato a vita. A questi è garantita una quota di riserva del 10% dei posti indetti a concorso.

Addio praticantato Fit

Ma – come scrive Il Sole 24 Ore – le novità non finiscono qui perché le graduatorie saranno regionali e non bisognerà più svolgere il triennio di “praticantato” (il cosiddetto «Fit», che va definitivamente in soffitta).


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