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Pignoramento auto: cosa fare

15 Aprile 2019


Pignoramento auto: cosa fare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Aprile 2019



Come funziona il pignoramento dell’auto e come evitarlo. Il pignoramento mobiliare e quello telematico. Le differenze tra le due procedure e gli obblighi della polizia in caso di fermo.

Cosa succede se il tuo creditore viene a sapere che hai un’auto intestata? Può pignorartela? E se la macchina è cointestata, magari a un disabile, puoi evitare il pignoramento? Una volta pignorata l’auto, cosa si rischia a circolare ugualmente su strada? Se la polizia dovesse fermarti, potrebbe farti una multa o rischieresti la confisca del veicolo? Sono queste le domande più frequenti che si pone chi non ha pagato una fattura, la condanna contenuta in una sentenza o in un decreto ingiuntivo,  un assegno o una cambiale, una cartella esattoriale o qualsiasi altro debito. Cerchiamo allora di fare chiarezza sul punto. Qui di seguito spiegheremo, in caso di pignoramento auto, cosa fare: cosa deve temere il debitore e quali comportamenti richiede la legge che siano rispettati qualora l’esecuzione forzata sia già stata intrapresa. 

Sull’argomento del pignoramento auto è peraltro intervenuta una recente circolare del ministero degli Interni a chiarire cosa deve fare la polizia nel momento in cui dovesse fermare un conducente e accorgersi che il veicolo è stato sottoposto ad esecuzione forzata. Ma procediamo con ordine.

Pignoramento auto: come si fa?

Ci sono due modi per pignorare l’auto del debitore. Una prima forma, per così dire tradizionale, si basa sulle stesse regole del pignoramento dei beni mobili come arredo, suppellettili, divani, ecc. La seconda modalità, invece, di recente introduzione, si avvale di procedure telematiche ed è “automatica”. Vediamo come funzionano entrambe.

Pignoramento mobiliare e pignoramento dell’auto 

Il primo modo per pignorare l’auto si avvale delle regole del «pignoramento mobiliare». Funziona, in buona sostanza, in questo modo [1]. 

Il creditore, dopo aver notificato al debitore l’atto di precetto, consegna tutti i documenti attestanti il proprio diritto (il “titolo esecutivo” e la copia del precetto) all’ufficiale giudiziario e gli chiede di fare un accesso all’abitazione del debitore. Lì l’ufficiale individua i beni di più facile vendita, il cui valore riesca a coprire il credito aumentato della metà (per le spese legali e di procedura). Se, in tale frangente, l’ufficiale giudiziario rileva la presenza di un’automobile nel cortile o nel garage del debitore, può sottoporla a pignoramento. Il mezzo viene provvisoriamente lasciato alla custodia del debitore stesso, con il divieto di non utilizzarlo, per poi essere asportato dall’Istituto Vendite Giudiziarie poco prima dell’asta. Chiaramente, se all’asta non dovessero pervenire offerte, il bene sarebbe restituito al debitore che, tuttavia, è tenuto a pagare le spese all’Istituto Vendite Giudiziarie.

La riuscita di questa forma di pignoramento dell’auto è subordinata innanzitutto alla possibilità, da parte dell’ufficiale giudiziario, di individuare la presenza di un’auto nelle vicinanze della dimora (a tal fine potrebbe chiedere al debitore di fornire informazioni in merito).  

Pignoramento telematico dell’auto

Oltre al sistema appena descritto, il creditore – che intende pignorare l’auto del debitore senza seguire la procedura del pignoramento mobiliare – può avvalersi di una seconda procedura, molto più semplice e sicura [2]. 

Innanzitutto il creditore viene a sapere dell’intestazione dell’auto in capo al debitore non più per caso – ossia tramite l’accesso in loco dell’ufficiale giudiziario – ma mediante la consultazione dell’Anagrafe tributaria, un database accessibile dietro autorizzazione del Presidente del Tribunale che consente di conoscere redditi e patrimoni del soggetto “esecutato”.

Una volta avuto conoscenza di ciò, il creditore deve predisporre un atto di pignoramento nel quale indicare esattamente, con gli estremi richiesti dalla legge per la loro iscrizione nei pubblici registri, i beni e i diritti che si intendono sottoporre a esecuzione. L’atto deve contenere l’intimazione al debitore a consegnare entro 10 giorni i beni pignorati nonché i titoli e i documenti relativi alla proprietà e all’uso dei medesimi (libretto di circolazione e atto di proprietà) all’istituto vendite giudiziarie (IVG) autorizzato a operare nel territorio del circondario nel quale è compreso il luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede. L’intimazione deve precisare che in mancanza di tali indicazioni i beni pignorati devono essere consegnati all’IVG più vicino al luogo in cui il bene è stato rinvenuto.

Il creditore deve notificare tale atto al debitore.

L’auto viene lasciata nella custodia del debitore – che non può utilizzarla – senza diritto a compenso fino al momento della consegna dei beni all’IVG, che ne assume a sua volta la custodia.

Se, entro il termine di 10 giorni, il debitore non consegna i beni all’IVG, sarà la polizia a farlo. In buona sostanza è previsto che, se nel corso di un controllo su strada, il veicolo pignorato dovesse essere fermato per qualsiasi ragione da agenti della polizia, questi ultimi sono tenuti a ritirare la carta di circolazione nonché, ove possibile, i titoli e i documenti relativi alla proprietà e all’uso del bene. La polizia poi consegna la macchina pignorata all’IVG più vicino.

L’IVG assume la custodia del bene pignorato e ne dà immediata comunicazione al creditore pignorante a mezzo PEC, ove possibile.

Cosa succede se la polizia ferma un’auto pignorata?

Una recente circolare del Ministero degli Interni [3] chiarisce qual è il comportamento che la polizia deve tenere nell’ipotesi in cui accerti la circolazione su strada di un veicolo pignorato. Innanzitutto l’agente deve verificare quale tipo di pignoramento dell’auto è stato attivato dal creditore. Difatti, solo nel caso di pignoramento “telematico” (il secondo che abbiamo appena visto), la polizia è tenuta a consegnare la carta di circolazione e il veicolo all’IVG. Senza applicare il fermo del veicolo ma annotando tutto in un verbale ad hoc. 

Invece, nel caso di pignoramento mobiliare, non possono fare nulla perché alcun potere è loro conferito dalla legge. 

Si può pignorare un’auto cointestata?

Sicuramente l’auto cointestata può essere pignorata, così come è possibile per il pignoramento di qualsiasi altro bene. Chiaramente, in questi casi, il pignoramento – che in un primo momento si estende su tutto il bene – potrà portare a una sola conseguenza: la vendita del bene stesso e l’assegnazione del 50% del ricavato al comproprietario. Se, ad esempio, un’auto cointestata viene pignorata e aggiudicata all’asta, il prezzo pagato dall’offerente viene diviso: una metà viene subito restituita al contitolare del mezzo non-debitore, l’altra metà va a finire invece al creditore procedente.

Si può pignorare auto di un disabile?

La legge non pone divieti al pignoramento dei beni dei disabili. Dunque anche questi ultimi possono essere oggetto di esecuzione forzata. L’unico divieto è posto all’Agente della Riscossione che non può eseguire il fermo auto sul veicolo di proprietà di un portatore di handicap. In verità non si tratta di un divieto di legge, ma lo stesso è stato desunto in via interpretativa da alcuni giudici. Leggi sul punto Si può pignorare l’auto di un disabile?

In sintesi, le cose stanno nel seguente modo:

  • il creditore privato può pignorare tanto l’auto intestata a un invalido, tanto quella di proprietà di un suo familiare e da lui utilizzata per gli spostamenti dell’invalido;
  • se tuttavia il creditore è l’agente della riscossione esattoriale (ad es. Agenzia Entrate Riscossione), questi non può sottoporre il mezzo al fermo amministrativo (che poi, di solito, è l’anticamera del pignoramento). Tale soluzione però non è sancita da una norma di legge ma dall’interpretazione dei giudici. In ogni caso, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non avvia la procedura di iscrizione del fermo amministrativo per i veicoli adibiti o destinati ad uso di persone diversamente abili e, laddove il fermo risultasse già iscritto, provvede alla sua cancellazione (per ottenere il beneficio non occorrono necessariamente l’invalidità al 100% e l’accompagnamento). Una persona affetta da invalidità che abbia ricevuto un preavviso di fermo può presentare allo sportello dell’esattore una istanza con richiesta di annullamento della misura, a cui va allegata la documentazione medica.

Come evitare pignoramento auto

Si può evitare il pignoramento dell’auto? Certamente, nel caso in cui il creditore abbia attivato la forma del pignoramento mobiliare, si tratterà semplicemente di occultare il bene, ad esempio lasciandolo in un garage lontano da casa o parcheggiato altrove. Difatti l’ufficiale giudiziario è tenuto a pignorare solo i beni che vede fisicamente. 

Invece, se viene attivata la seconda forma di pignoramento, quella telematica, è impossibile evitare il pignoramento dell’auto, avvenendo il tutto in modo automatico, tramite iscrizione del pignoramento al Pra in via “computerizzata”.

note

[1] Art. 518 cod. proc. civ.

[2] Art. 521 cod. proc. civ.

[3] Ministero dell’interno con la circolare n. 300/A/1829/19/101/20/21/4 del 28 febbraio 2019. 

Autore immagine tergicristalli pieno di pioggia e vista automobile. Di sjfoto


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