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Errore materiale giudice: che fare?

7 Giugno 2019 | Autore:
Errore materiale giudice: che fare?

Se un giudice commette un errore materiale devi fare la causa daccapo oppure no? Come si procede per correggere un errore materiale di un giudice?

Sei proprietario di un appartamento concesso in locazione ad una coppia per il quale hai inviato regolare comunicazione di mancato rinnovo. Nonostante sia ormai maturata la data di scadenza, l’immobile in questione non è stato liberato dai predetti inquilini. Per questa ragione ti sei rivolto al tuo legale di fiducia, il quale ha avviato il procedimento di sfratto per finita locazione, allo scopo di acquisire un titolo giuridico per liberare forzosamente il tuo appartamento. Si è tenuta, quindi, l’udienza davanti al giudice, a seguito della quale il tuo avvocato ti ha riferito che è andato tutto per il meglio. Il giudice, infatti, ha convalidato lo sfratto e fissato anche la data dopo la quale potrai agire esecutivamente, costringendo materialmente i tuoi inquilini ad andarsene. Tuttavia, sembra che sia sorto un problema del tutto imprevisto. Infatti, il tuo avvocato ti ha informato che l’ordinanza di convalida del magistrato contiene un errore materiale. In pratica, il giudice, sbagliando nella formula utilizzata, ha convalidato lo sfratto per morosità e non per finita locazione. Si tratta, quindi, di un errore materiale che deve essere corretto. In tal caso, è possibile correggere errori del genere oppure è necessario avviare da capo l’intero procedimento? Errore materiale giudice: che fare? Può il mio avvocato risolvere facilmente la situazione?

Errore materiale giudice: è possibile?

I nostri antenati, cioè il popolo latino, per dare una risposta a questa domanda, utilizzavano un’espressione il cui significato è alla portata di noi tutti: errare humanum est. La traduzione di questa saggia considerazione (errare è umano) ci fa capire che non esiste la perfezione e che tutti possono sbagliare, anche i più bravi ed i più competenti.

Pertanto, ad esempio, un giudice di un tribunale o un giudice di pace possono commettere un errore materiale come quello preso ad esempio nel caso in premessa, ma anche di altro tipo. Se ciò dovesse avvenire non devi avvilirti. Infatti, se un giudice commette un errore materiale nella redazione di una sentenza piuttosto che all’interno di un’ordinanza, la legge consente alla parte in causa di far correggere questo errore. Si tratta, quindi, soltanto di rimboccarsi le maniche e di procedere in tal senso.

Errore materiale giudice: si fa appello?

Nel caso preso ad esempio, non si tratta di sindacare la scelta e/o la decisione del giudice. Il tuo avvocato non deve contestare il mancato riconoscimento delle tue ragioni, così come avviene quando, in sentenza, il tribunale ti ritiene erroneamente responsabile di un fatto. In questa ipotesi, infatti, dovresti fare eventualmente appello per capovolgere le sorti della causa.

Nel nostro caso, invece, devi porre l’attenzione solo sull’errore materiale del giudice, quale una dimenticanza, un errore di calcolo o un’inesattezza nelle espressioni usate dal magistrato. Non si tratta, quindi, di rivolgersi allo stesso giudice per fargli cambiare giudizio, ma semplicemente di fargli istanza per correggere l’errore materiale commesso. Infatti, tecnicamente si dice che occorre fare istanza di correzione materiale. Ma in cosa consiste questo procedimento?

Errore materiale giudice: come si procede?

Un giudice può commettere un errore materiale. Magari una svista o un maldestro copia e incolla potrebbero aver portato il magistrato ad uno sbaglio. La legge italiana [1] disciplina esplicitamente proprio questa ipotesi, prevedendo la correzione degli errori materiali commessi all’interno di una sentenza oppure di un’ordinanza. Si tratta di fare una semplice ricorso allo stesso giudice responsabile dell’errore.

In pratica, il tuo avvocato deve chiedere la correzione materiale dell’errore accaduto e lo fa con un semplice ricorso, in cui indica l’errore rilevato e la correzione da adottare. A seguito di questo ricorso, il giudice dovrà fissare con decreto una data di comparizione delle parti. Sarà quindi cura del tuo avvocato inviare il ricorso e il predetto decreto alla tua controparte, per poi attendere l’udienza e la tanto agognata correzione.

Se sei fortunato e cioè se è possibile avere la collaborazione della controparte, si potrebbe persino fare un ricorso cosiddetto congiunto. In questo caso, la correzione avverrebbe senza neanche comparire dinanzi al giudice; tuttavia, nella pratica questo non avviene molto spesso (si pensi a tutti quei casi in cui la controparte è stata contumace, cioè assente nel processo; oppure quando i rapporti, anche con il collega che la rappresenta, non sono per nulla buoni). Ad ogni modo, come avrai sicuramente capito, anche all’errore di un giudice sarà possibile porre rimedio.


note

[1] Art. 288 cod. proc. civ.


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