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Permesso malattia figlio

15 Aprile 2019


Permesso malattia figlio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Aprile 2019



Come ottenere il congedo non retribuito per malattia del bambino: i doveri del datore di lavoro e i diritti del genitore lavoratore.

Cosa succede quando un figlio si ammala e il genitore deve accudirlo? Magari si tratta di un bambino piccolo che ha la febbre alta e che non può andare all’asilo o alla scuola elementare: come fa la madre (o, più raramente, il padre) a prendere, in queste situazioni, un permesso dal lavoro? Il datore di lavoro può negarglielo? In quel giorno di assenza si perde lo stipendio? La legge [1] disciplina la possibilità di chiedere un permesso malattia figlio che, entro determinate fasce di età, spetta di diritto e non può essere rifiutato. Tale permesso viene regolamentato in modo diverso a seconda dell’età del bambino e del tipo di rapporto con il genitore. Già, potrà anche sembrarti strano ma la legge regola in modo diverso i permessi per malattia del figlio a seconda che questo sia biologico oppure adottato. 

Facciamo allora il punto della situazione e verifichiamo quali sono le regole sul cosiddetto congedo per malattia del figlio e come usufruirne.

Cosa si intende per malattia del figlio?

Prima di occuparci, più nel dettaglio, di come viene regolamentato il permesso per la malattia del figlio, vediamo cosa si intende per “malattia”. Come per il caso di malattia del lavoratore dipendente, la legge offre una interpretazione ampia ricomprendendovi non solo la fase “acuta” della patologia vera e propria, ma anche quella della convalescenza. Ciò al fine di garantire al bambino il recupero delle normali condizioni biopsichiche tali da poter anch’egli tornare alle sue attività normali (l’asilo o la scuola) [2].

C’è visita medica di controllo sulla malattia del figlio e obbligo di reperibilità?

Al contrario di quanto avviene per i lavoratori dipendenti in malattia, tenuti alla reperibilità nelle fasce orarie predefinite dalla legge per consentire al medico fiscale dell’Inps la visita di controllo, la madre non è tenuta a rendersi reperibile se assente dal lavoro a causa del permesso per malattia del figlio.

Malattia durante il congedo parentale

La fruizione di permessi per malattia del bambino, insorta durante il congedo parentale, può sospenderne il godimento consentendo la sostituzione del titolo dell’assenza. La legge, infatti, non prevede alcun divieto di cumulo dei due istituti. A tal fine occorre che l’interessato presenti domanda di sospensione del congedo e che sussistano i requisiti prescritti per l’accesso all’uno e all’altro istituto [3].

Permessi per malattia del bambino biologico

La madre lavoratrice, in alternativa al padre e indipendentemente dal fatto che questi abbia un suo autonomo diritto, può fruire di permessi non retribuiti per le malattie di ciascun figlio, come indicato in tabella.

Malattia semplice del figlio

  • fino a 3 anni del bambino: entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto di astenersi dal lavoro senza limite di durata quanto ai giorni di assenza;
  • tra 3 e 8 anni: ogni genitore, alternativamente, ha diritto di astenersi dal lavoro fino a 5 giorni lavorativi annui per le malattie di ogni figlio.

Malattia del figlio con ricovero in ospedale durante le ferie del genitore

  • fino a 3 anni del bambino: il ricovero del bambino fino a 3 anni, interrompe, a richiesta del genitore, le ferie in godimento;
  • tra 3 e 8 anni: ricovero ospedaliero durante le ferie del genitore.

Permessi per malattia del bambino adottato

I genitori adottivi o affidatari possono assentarsi dal lavoro alternativamente, senza diritto alla retribuzione:

  • fino a 6 anni di età: entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto di astenersi dal lavoro senza limite di durata quanto ai giorni di assenza;
  • tra 6 e 8 anni (se il bambino, all’atto dell’adozione o dell’affido, ne aveva meno di 6): ciascun genitore, alternativamente, ha diritto di astenersi dal lavoro fino a 5 giorni lavorativi all’anno per le malattie di ogni figlio;
  • tra 6 e 12 anni: ogni genitore, alternativamente, ha diritto a un congedo di 5 giorni l’anno da fruire per le malattie di ogni figlio adottato o affidato nei primi 3 anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare.

Il primo limite (3, 6 e 8 anni) si conta fino al giorno del compleanno (per esempio l’età compresa tra i 6 e gli 8 anni va dal giorno dopo il 6° compleanno fino a quello dell’ottavo compleanno incluso).

I permessi per malattia figlio sono retribuiti?

Salvo che il contratto collettivo non disponga diversamente, al dipendente che si assenta per causa della malattia del figlio non è dovuta la retribuzione per i giorni di assenza. Si tratta infatti di permessi non retribuiti.

Tali periodi però vengono considerati ai fini dell’anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilità o alla gratifica natalizia.

Il datore può rifiutare i giorni di permesso per malattia figlio?

Se il datore di lavoro si rifiuta, si oppone o comunque ostacola l’esercizio dei diritti di assenza dal lavoro in materia di congedi per malattia del figlio si applica una sanzione amministrativa da 516,45 a 2.582,28 euro.

Permesso malattia figlio: come fare?

La certificazione di malattia deve essere trasmessa all’INPS in via telematica direttamente dal medico curante del SSN, utilizzando il sistema di trasmissione delle certificazioni di malattia. Il lavoratore comunica direttamente al medico, all’atto della compilazione della certificazione di malattia, le generalità del genitore che ha scelto di usufruirne. La certificazione è, poi, inoltrata immediatamente dall’Inps al datore di lavoro interessato. 

note

[1] Art. 50 D.Lgs. 151/2001.

[2] Cass. 4 aprile 1997 n. 2953

[3] Risp. Interpello Min. Lav. 28 agosto 2006 prot. n. 25/I/0003004.

Autore immagine bambino malato. Di Rido


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