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Requisiti pensione, ecco quali sono

18 Aprile 2019 | Autore:
Requisiti pensione, ecco quali sono

Quali sono le condizioni richieste per il pensionamento: età, anni di contributi, assegno minimo, pensione di vecchiaia, anticipata, di anzianità, trattamenti speciali.

Quando si va in pensione? Non esiste un’unica risposta a questa domanda: le condizioni per il pensionamento, difatti, sono diverse a seconda della categoria alla quale si appartiene, delle gestioni previdenziali presso le quali sono accreditati i contributi e della tipologia di trattamento prescelto (ad esempio pensione di anzianità, anticipata, di vecchiaia). Senza contare che, oltre alla pensione vera e propria, è possibile uscire dal lavoro beneficiando di trattamenti di prepensionamento, cioè di prestazioni che accompagnano il lavoratore sino alla data della pensione: Ape volontario, sociale, aziendale, Isopensione e assegno straordinario ne sono degli esempi. Facciamo allora il quadro completo della situazione sui requisiti pensione: ecco quali sono, dalla pensione anticipata, ai trattamenti di anzianità e di prepensionamento, alla pensione di vecchiaia. A questo proposito, bisogna considerare che, tolte alcune eccezioni, i requisiti per le varie tipologie di pensione coincidono presso la generalità delle gestioni previdenziali amministrate dall’Inps.

I requisiti sono differenti, invece, presso le casse dei liberi professionisti, come la Cassa Forense per gli avvocati, Inarcassa per gli ingegneri, Enpacl per i consulenti del lavoro, etc. Queste gestioni previdenziali, difatti, hanno regole e trattamenti propri, che, tolti i casi del cumulo e della totalizzazione (che consistono nella possibilità di sommare gratuitamente i contributi accreditati presso gestioni diverse per raggiungere un trattamento di pensione), non coincidono con quanto previsto per la generalità dei lavoratori iscritti all’Inps.

Requisiti pensione di vecchiaia ordinaria

La pensione di vecchiaia ordinaria è un trattamento che gli iscritti all’Inps (assicurazione generale obbligatoria, gestioni sostitutive ed esclusive, gestioni dei lavoratori autonomi, gestione separata…) possono ottenere alle seguenti condizioni:

  • 67 anni di età nel biennio 2019-2020 (66 anni e 7 mesi di età per gli addetti ai lavori gravosi non beneficiari di Ape sociale e con almeno 30 anni di contributi);
  • 20 anni di contributi (15 anni per i beneficiari delle cosiddette Deroghe Amato);
  • un assegno superiore a 1,5 volte l’assegno sociale, cioè superiore a 686,99 euro, per chi non possiede versamenti accreditati entro il 31 dicembre 1995;
  • aver cessato l’attività lavorativa dipendente (il requisito è richiesto per la generalità delle pensioni dirette; in seguito, è possibile rioccuparsi).

La pensione di vecchiaia può essere ottenuta, con gli stessi requisiti previsti per il trattamento di vecchiaia ordinario, anche in regime di cumulo, cioè sommando gratuitamente i contributi di casse diverse, comprese le gestioni dei liberi professionisti.

Al compimento di 67 anni viene liquidata l’intera pensione in cumulo soltanto se i requisiti di età per la pensione di vecchiaia previsti dalla cassa professionale sono inferiori o uguali a quelli previsti per le gestioni Inps. In caso contrario, la quota di pensione maturata presso la gestione dei liberi professionisti è liquidata alla maturazione del più severo requisito di età previsto dalla cassa, mentre al compimento di 67 anni è liquidata la sola quota Inps di pensione.

In alcuni particolari casi la pensione in cumulo si può ottenere con soli 15 anni di versamenti. Per approfondire: Pensione con 15 anni di versamenti grazie al cumulo.

Requisiti pensione di vecchiaia in totalizzazione

La totalizzazione consiste nella possibilità di sommare tutti i contributi accreditati in diverse gestioni pensionistiche, per perfezionare i requisiti richiesti per il conseguimento della pensione di vecchiaia, anticipata, di inabilità e indiretta.

Per ottenere la pensione di vecchiaia con la totalizzazione, è necessario possedere i seguenti requisiti:

  • 66 anni nel biennio 2019-2020;
  • almeno 20 anni di contributi (complessivamente, tra tutte le casse in cui si possiede contribuzione);
  • le eventuali ulteriori condizioni, diverse dall’età e dall’anzianità contributiva, previste dai singoli ordinamenti per l’accesso alla pensione di vecchiaia;
  • aver cessato l’attività lavorativa dipendente;
  • attendere una finestra, dalla data di maturazione dell’ultimo requisito, pari a 18 mesi.

La totalizzazione ha il vantaggio di essere gratuita, ma ha lo svantaggio, rispetto al cumulo dei contributi, di comportare il ricalcolo contributivo dell’assegno: questo sistema di calcolo è solitamente penalizzante, in quanto si basa sulla contribuzione versata e non sugli ultimi stipendi o redditi percepiti.

Non si deve applicare il ricalcolo contributivo, però, se presso una cassa professionale si possiede un autonomo diritto alla pensione di vecchiaia.

Requisiti pensione di vecchiaia anticipata per invalidità

La pensione di vecchiaia anticipata spetta, con un’età pensionabile inferiore a quella prevista per la pensione di vecchiaia ordinaria, ai non vedenti ed a chi possiede un’invalidità pensionabile riconosciuta almeno pari all’80%.

Oltre al riconoscimento dell’invalidità, però, il lavoratore deve soddisfare diverse condizioni per usufruire dell’agevolazione:

  • possesso di almeno 20 anni di contributi;
  • possesso di un’età almeno pari a 61 anni di età, se uomini, o a 56 anni, se donne, per il biennio 2019-2020;
  • per i non vedenti, i requisiti di età sono pari, rispettivamente, a 56 ed a 51 anni, per il biennio 2019-2020.

Non sono ammessi al beneficio i lavoratori del settore pubblico ed i lavoratori autonomi.

Requisiti pensione di vecchiaia contributiva

Chi non possiede versamenti accreditati al 31 dicembre 1995 può ottenere la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi: l’età richiesta per il diritto al trattamento è pari, nel biennio 2019-2020, a 71 anni.

Per avere accesso alla pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi non è prevista una soglia minima di accesso, cioè un assegno minimo, richiesto, invece, per la pensione di vecchiaia ordinaria e per la pensione anticipata contributiva (per coloro che non possiedono contribuzione accreditata prima del 1996).

Chi è soggetto al calcolo retributivo o misto della pensione, cioè chi possiede contributi accreditati prima del 31 dicembre 1995, può usufruire del calcolo integralmente contributivo, quindi ottenere la pensione di vecchiaia contributiva, avvalendosi del computo presso la gestione separata (che però richiede il possesso di un minimo di 15 anni di contribuzione). Per approfondire leggi: computo gestione Separata.

In parole semplici, la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi può essere ottenuta soltanto da chi non ha contributi versati prima del 1° gennaio 1996: tutti coloro che possiedono contributi versati o accreditati prima di questa data, dovendo optare per il computo, necessitano di un minimo di 15 anni di contributi complessivi.

La pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi può essere ottenuta, in alcuni particolari casi, anche attraverso il cumulo dei versamenti.

Requisiti pensione di vecchiaia presso le casse professionali

Presso le casse professionali, i requisiti richiesti per ottenere la pensione di vecchiaia sono differenti rispetto ai requisiti previsti per la generalità delle gestioni Inps.

Nella Cassa Forense, ad esempio, il requisito di età previsto, per il biennio 2019-2020, è pari a 69 anni ed a 70 anni per il 2021. Sono richiesti almeno 34 anni di contributi nel 2019-2020 ed almeno 35 anni di contributi dal 2021. È comunque prevista la possibilità di anticipare la pensione di vecchiaia.

Presso la Cassa dei dottori commercialisti, la Cnpadc, per i nati dopo il 1944 il trattamento di vecchiaia può essere ottenuto con 68 anni di età e 33 di contributi; in tutti i casi può essere ottenuto a 70 anni di età, con 25 anni di contributi. È possibile anche ottenere la pensione di vecchiaia anticipata, con 61 anni di età e 38 anni di contributi (requisito valido per il 2019) e la pensione unica contributiva.

Presso Inarcassa, la cassa degli ingegneri e degli architetti, può essere ottenuta la pensione di vecchiaia unificata, dal 2019, con almeno 66 anni e 3 mesi di età e 33 anni di contributi. È possibile ottenere anche la pensione di vecchiaia unificata anticipata, dal 2019 con 63 anni e 3 mesi di contribuzione e 33 anni di contributi, e posticipata, con 70 anni e 3 mesi d’età dal 2019.

Per i ragionieri, cassa Cnpr, la pensione di vecchiaia può essere ottenuta, dal 2019, con 68 anni di età e 40 anni di contributi (salvo eccezioni legate all’anno di nascita del professionista).

Per quanto riguarda i medici, il fondo di previdenza generale dell’Enpam eroga le pensioni di seguito indicate:

  • vecchiaia: spetta all’età di 68 anni (a regime dal 2018) con almeno 5 anni di contribuzione effettiva;
  • pensione di vecchiaia con anticipo: 65 anni con 20 anni di contribuzione; l’importo della pensione viene calcolato interamente con il criterio contributivo;
  • pensione di vecchiaia anticipata, o di anzianità: questa pensione spetta (dal 2018) con un’età minima di 62 anni, un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e un’anzianità di laurea non inferiore a 30 anni; in alternativa, indipendentemente dall’età minima, la prestazione spetta con un’anzianità contributiva di 42 anni; il trattamento è ridotto in base all’età maturata nel mese di decorrenza della pensione.

Per quanto riguarda i geometri, i requisiti ordinari per la pensione di vecchiaia Cipag sono 70 anni di età e 35 anni di contributi.

La pensione di vecchiaia dei consulenti del lavoro, iscritti all’Enpacl, richiede un minimo di 68 anni di età e di 5 anni di contributi, dal 2019. Per la pensione di vecchiaia anticipata sono richiesti, dal 2019, 39 anni di contributi e un’età minima di 60 anni.

Requisiti pensione anticipata ordinaria

La pensione anticipata ordinaria si può ottenere, presso la generalità delle gestioni Inps, sino al 31 dicembre 2026, con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, e con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini.

Per la decorrenza del trattamento si devono attendere tre mesi, a causa dell’applicazione delle finestre.

La pensione anticipata ordinaria può essere anche ottenuta gratuitamente in regime di cumulo, ossia sommando i contributi presenti in gestioni diverse. Per quanto riguarda le casse professionali, in certi casi il cumulo può determinare il calcolo contributivo della propria quota di pensione, se non si raggiunge un requisito assicurativo o di contribuzione minimo: dipende dal regolamento della specifica gestione.

Requisiti pensione anticipata lavoratori precoci

I lavoratori precoci, cioè coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi versati prima del 19° anno di età, possono ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi, più 3 mesi di finestra, se appartengono a una delle categorie salvaguardate: disoccupati, invalidi in misura almeno pari al 74%, caregiver (coloro che assistono, da almeno 6 mesi, un familiare entro il 2° grado convivente, con handicap grave) e addetti ai lavori gravosi ed ai lavori usuranti.

Per ciascuna di queste categorie sono previsti dei requisiti specifici, al fine di ottenere la pensione anticipata precoci.

Requisiti pensione di anzianità in totalizzazione

Attraverso la totalizzazione è possibile raggiungere, senza limiti di età, non solo la pensione di vecchiaia, ma anche la pensione di anzianità (dal funzionamento simile alla pensione anticipata, in quanto può essere raggiunta, in questo caso, sulla sola base degli anni di contributi), con:

  • 41 anni di contributi;
  • l’attesa di una finestra di 21 mesi.

Requisiti pensione anticipata contributiva

Chi ha diritto al calcolo interamente contributivo della pensione può ottenere, nel 2019, la pensione anticipata contributiva, con i seguenti requisiti:

  • almeno 64 anni di età;
  • almeno 20 anni di contributi;
  • un assegno di pensione pari almeno a 2,8 volte l’assegno sociale, cioè pari a 1282,37 euro mensili (valore valido per l’anno 2019).

Requisiti Ape volontario

Un altro modo per anticipare la pensione consiste nell’anticipo pensionistico volontario, o Ape volontario: questo strumento consente l’uscita dal lavoro 3 anni e 7 mesi prima rispetto alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

L’Ape volontario è ottenuto grazie a un prestito bancario, il cosiddetto prestito pensionistico, un finanziamento che deve essere restituito in 20 anni, una volta perfezionati i requisiti per la pensione: determina un taglio del futuro trattamento, e può andare dal 75% al 90% del suo importo.

Ape aziendale

L’Ape aziendale consiste nella possibilità, per il datore di lavoro, di incentivare l’esodo dei dipendenti ai quali non mancano più di 3 anni e 7 mesi alla pensione di vecchiaia, offrendo un contributo che serva ad abbassare i costi dell’Ape volontario.

Nello specifico, il datore di lavoro può, con il consenso del lavoratore dipendente interessato dall’esodo, incrementare la somma dei contributi accreditati a quest’ultimo, versando un contributo all’Inps in un’unica soluzione al momento della richiesta dell’Ape.

Il contributo non deve essere inferiore, per ciascun anno o sua frazione di anticipo rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, all’importo della contribuzione volontaria basata sulla retribuzione percepita dal lavoratore prima del pensionamento (per approfondire: Come calcolare i contributi volontari).

Il contributo aggiuntivo serve ad incrementare la misura della pensione che il lavoratore riceve una volta terminata la fruizione dell’Ape, abbassando in questo modo l’incidenza sulla prestazione delle rate di restituzione del prestito finanziario.

Requisiti Ape sociale

L’Ape sociale ha un funzionamento molto simile all’Ape volontario, in quanto accompagna il lavoratore dai 63 anni di età sino all’età per la pensione di vecchiaia: il costo dell’anticipo pensionistico, però, è a carico dello Stato, e l’importo dell’assegno è uguale a quello della futura pensione, con un massimo di 1500 euro mensili.

Le categorie beneficiarie dell’Ape sociale sono le stesse che possono fruire della pensione anticipata precoci, con l’aggiunta dei lavoratori a termine disoccupati (lavoratori disoccupati il cui rapporto di lavoro è cessato a seguito di un contratto a termine, se hanno alle spalle almeno 18 mesi di contratti negli ultimi 3 anni), e senza gli addetti ai lavori usuranti.

Disoccupati, caregiver e invalidi dal 74% ottengono l’anticipo con almeno 30 anni di contributi, mentre per gli addetti ai lavori gravosi ne occorrono 36. Le donne hanno diritto a una riduzione del requisito contributivo di un anno per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni.

L’Ape sociale può essere richiesta da coloro che maturano i requisiti utili sino al 31 dicembre 2019.

Requisiti pensione per gli addetti ai lavori usuranti e notturni

Un’ulteriore prestazione con requisiti agevolati è la pensione di anzianità a favore degli addetti a mansioni usuranti e turni notturni.

Per ottenere la pensione di anzianità, è necessario che il lavoratore maturi i seguenti requisiti, validi sino al 31 dicembre 2026 (non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita):

  • quota pari a 97,6, con:
    • almeno 61 anni e 7 mesi d’età;
    • almeno 35 anni di contributi.

Dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione non è più necessario attendere la cosiddetta finestra, pari a 12 mesi per i dipendenti e a 18 mesi per gli autonomi, perché è stata abolita dalla Legge di bilancio 2017.

Se l’interessato possiede anche contributi da lavoro autonomo, i requisiti sono aumentati di un anno.

Hanno diritto alla pensione d’anzianità anche i lavoratori adibiti a turni notturni, ma le quote sono differenti a seconda del numero di notti lavorate nell’anno.

Per saperne di più: Pensione addetti ai lavori usuranti ed ai turni notturni.

Requisiti pensione anticipata quota 100

La pensione anticipata quota 100, recentemente entrata in vigore, prevede la possibilità di uscire dal lavoro quando la quota, cioè la somma di età e contribuzione posseduta, è pari a 100. In base a quanto indicato nel decreto, però, non tutti coloro la cui quota è pari a 100 possono pensionarsi con questo trattamento, ma può uscire dal lavoro solo chi possiede un requisito di età minimo pari a 62 anni ed una contribuzione minima pari a 38 anni.

La pensione anticipata quota 100 può essere ottenuta col cumulo dei contributi, cioè sommando i versamenti accreditati in casse diverse, ad esclusione delle casse professionali. Per la quota 100, il requisito di età e quello contributivo non saranno assoggettati agli adeguamenti alla speranza di vita.

Alla pensione quota 100, si applicano le finestre di attesa (pari a 6 mesi per i dipendenti pubblici ed a 3 mesi per gli altri lavoratori), e non è permesso lavorare sino all’età pensionabile (67 anni dal 2019); possono essere prodotti solo redditi da lavoro autonomo occasionale in misura inferiore a 5mila euro annui.

C’è tempo, per raggiungere i requisiti per la pensione quota 100, sino al 31 dicembre 2021.

Requisiti proroga opzione Donna

L’ opzione donna è una speciale pensione agevolata dedicata alle sole lavoratrici, che possono anticipare notevolmente l’uscita dal lavoro in cambio del ricalcolo contributivo della prestazione.

Per potersi pensionare con opzione donna devono essere rispettati precisi requisiti di età:

  • per le lavoratrici dipendenti, è necessario essere nate entro il 31 dicembre 1960, e possedere 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo, detto finestra, pari a 12 mesi;
  • per le lavoratrici autonome, è necessario essere nate entro il 31 dicembre 1959, e possedere 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo di finestra pari a 18 mesi.

In pratica, possono ottenere la pensione le dipendenti che hanno compiuto 58 anni e le autonome che hanno compiuto 59 anni entro il 31 dicembre 2018, se possiedono 35 anni di contributi entro la stessa data.

Requisiti Isopensione

L’isopensione è una prestazione di prepensionamento, non una vera e propria pensione: questo trattamento consente ai dipendenti di anticipare l’uscita dal lavoro sino a un massimo di 7 anni senza perdere la retribuzione.

Possono beneficiare dell’Isopensione i lavoratori in esubero che:

  • sono occupati presso aziende che hanno mediamente più di 15 dipendenti, ai quali manchino non più di 7 anni al raggiungimento dei requisiti per la pensione;
  • sono oggetto di un accordo sindacale aziendale per l’uscita volontaria degli esuberi (con le organizzazioni comparativamente più rappresentative);
  • concludono un ulteriore accordo con l’impresa, con cui si fornisce il consenso alla cessazione del rapporto (il consenso non è necessario solo in caso di licenziamenti collettivi);
  • raggiungono i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata entro 7 anni.

Oltre all’Isopensione, erogata mensilmente, al lavoratore sono anche accreditati i contributi previdenziali spettanti sino alla data di maturazione dei requisiti per la pensione anticipata o di vecchiaia (a seconda del trattamento che il lavoratore può ottenere per primo).

Requisiti assegno straordinario di prepensionamento

Per i lavoratori di alcune imprese che aderiscono ai fondi bilaterali (ad oggi, aziende destinatarie dei fondi di Credito ordinario, Credito cooperativo, Esattoriali, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato, imprese assicuratrici, società di assistenza e del Trentino, coinvolte in processi di ristrutturazione o riorganizzazione) può essere erogato, se previsto dagli accordi di costituzione del fondo, un assegno straordinario per il sostegno al reddito: la prestazione, meglio nota come prepensionamento, è riconosciuta nelle procedure di agevolazione all’esodo dei dipendenti.

L’assegno straordinario, come l’Isopensione, può essere ottenuto dai dipendenti che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata entro 7 anni.

L’assegno straordinario è pari all’importo della pensione spettante alla data di cessazione del rapporto di lavoro, compresa la quota di pensione calcolata sulla base della contribuzione mancante per il diritto alla pensione di vecchiaia.

Requisiti Rita

La Rita, rendita integrativa anticipata, è un trattamento di previdenza complementare, che integra l’importo della pensione principale, e può essere liquidata sino a 10 anni prima della data di maturazione della pensione principale.

Ne hanno diritto gli iscritti alla previdenza complementare che risultano disoccupati da almeno 24 mesi, possiedono almeno 20 anni di contributi e maturano entro 5 anni i requisiti per la pensione di vecchiaia.

La pensione integrativa è finanziata attraverso il conferimento del Tfr (trattamento di fine rapporto) al fondo di previdenza complementare e attraverso il versamento di contributi supplementari.

Requisiti prepensionamento quota 100

Il prepensionamento quota 100 offre la possibilità di uscire dal lavoro ai dipendenti in esubero che raggiungono la pensione con quota 100 entro 3 anni. Questi lavoratori, in pratica, si possono pensionare con quota 94, ossia con soli 59 anni di età e 35 anni di contributi.

Con la quota 94, comunque, si ottiene non una vera e propria pensione, ma un assegno di prepensionamento, molto simile all’Isopensione e all’Assegno straordinario.

Il pensionamento anticipato è finanziato sia dall’azienda che dal fondo interprofessionale a cui aderisce; ad ogni prepensionamento deve poi seguire un’assunzione incentivata: il provvedimento della pensione quota 100 3 anni prima, per questo motivo, è stato ribattezzato “staffetta generazionale”.

Possono prepensionare i lavoratori senza assumerne di nuovi, comunque, le aziende in crisi.

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