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Dichiarazione di rispondenza: chi può rilasciarla?

18 Aprile 2019 | Autore:
Dichiarazione di rispondenza: chi può rilasciarla?

Che cos’è la certificazione di sicurezza degli impianti di luce e gas e chi può firmare la loro realizzazione a regola d’arte. Il modulo da scaricare.

Avrai sentito parlare della dichiarazione di conformità degli impianti di una casa o di un immobile adibito ad un’attività commerciale o industriale. Forse è un po’ meno conosciuta, ma altrettanto importante, la dichiarazione di rispondenza. È stata introdotta nel 2008 [1] allo scopo di sanare le situazioni in cui non esiste o non si trova la conformità. Riguarda, dunque, un aspetto fondamentale come quello della sicurezza degli impianti del gas e della corrente elettrica. Ma chi è il soggetto competente in materia? Cioè, la dichiarazione di rispondenza, chi può rilasciarla? Altra domanda a cui dare doverosa risposta: quali caratteristiche devono avere gli impianti interessati alla dichiarazione di rispondenza? Vale a dire: prima di consegnare tale documento, che cosa deve verificare chi deve rilasciarla? Ci sono, infatti, degli obblighi di legge da rispettare, come le regole tecniche che interessano in settore, quelle di perizia, tutto ciò, insomma, che riguarda la sicurezza di chi abita o di chi lavora in uno stabile.

Da chiarire, infine, il rapporto tra dichiarazione di rispondenza e dichiarazione di conformità: una può sostituire l’altra? E come ci si deve comportare con gli impianti vecchi?

Facciamo, dunque, un po’ di ordine e vediamo tutto ciò che ha a che fare con la dichiarazione di rispondenza: chi può rilasciarla, per che cosa, come si richiede e come funziona.

Dichiarazione di rispondenza: che cos’è?

La dichiarazione di rispondenza, o Di.Ri., è il documento che attesta il rispetto dei requisiti di sicurezza di un impianto elettrico o di gas. Non va confusa con la dichiarazione di conformità, poiché non viene fatta da chi ha eseguito l’impianto bensì da un professionista che, successivamente, verifica che sia stato eseguito a regola d’arte.

La Di.Ri. si rende necessaria per tutti gli impianti che sono stati realizzati dal 13 marzo 1990 al 27 marzo 2008, cioè nel periodo che intercorre tra l’entrata in vigore delle due leggi in materia e per quelli successivi a quest’ultima data.

La prima legge, quella del 1990 [2], prevedeva l’obbligo di avere tutta la documentazione che riguarda gli impianti di un immobile da consegnare, eventualmente, ad un inquilino in caso di affitto oppure ad un nuovo proprietario in caso di vendita. La seconda, quella del 2008 [1], si è resa necessaria per certificare l’idoneità dell’impianto nel caso in cui la vecchia documentazione fosse andata persa o, addirittura, non fosse stata fatta. In questo senso, la dichiarazione di rispondenza si propone come una sorta di sanatoria.

Dichiarazione di rispondenza: a che cosa serve?

Immagina di entrare in possesso di uno stabile e di non trovare o di non avere più la dichiarazione di conformità degli impianti di luce e gas. In questo caso, avrai bisogno della dichiarazione di rispondenza, ad esempio per chiedere un aumento di potenza della corrente elettrica. In sostanza, il documento serve ad

Quali regole? Quelle che riguardano, in particolare, nelle abitazioni:

  • il sezionamento e la protezione contro le sovracorrenti a monte dell’impianto;
  • la protezione di persone, animali o cose contro i contatti diretti o indiretti;
  • la protezione con installazione di un interruttore differenziale che abbia una corrente nominale non superiore a 30 mA;
  • le regole di perizia;
  • la protezione contro l’innesco e la propagazione di incendi e di ustioni causati da sovraccarichi di temperatura, di archi elettrici e di radiazioni;
  • la protezione contro innesco ed esplosioni;
  • la protezione contro la fulminazione diretta o indiretta;
  • la protezione contro sovratensioni o contro altri guasti che si possono prevedere;
  • il rispetto della legge in vigore e della normativa del settore.

Dichiarazione di rispondenza: come funziona?

Dicevamo prima che la dichiarazione di rispondenza interessa gli impianti eseguiti tra il 1990 ed il 2008, cioè nel periodo a cavallo tra l’entrata in vigore delle due leggi che regolano la loro messa in sicurezza e che introducevano rispettivamente l’obbligo di conformità e quello di rispondenza. Ovviamente, però, anche quelli successivi al 2008 rientrano in questa normativa.

Pertanto, e giusto per fare chiarezza, ci sono due casi:

  • gli impianti realizzati tra il 1990 ed il 2008: c’è l’obbligo di presentare progetto dell’impianto e dichiarazione di conformità. Nel caso mancasse quest’ultima, va chiesta la dichiarazione di rispondenza ad un professionista;
  • gli impianti realizzati dopo il 27 marzo 2008: c’è l’obbligo di presentare il progetto dell’impianto e la dichiarazione di rispondenza.

Per gli impianti realizzati prima del 1990 non c’è l’obbligo della dichiarazione ma solo (si fa per dire) quello di rispettare il vincolo della realizzazione a regola d’arte e, quindi, delle normative europee.

Dichiarazione di rispondenza: chi la rilascia?

Come detto, la dichiarazione di rispondenza deve essere firmata da un professionista abilitato che non deve necessariamente coincidere con quello che ha realizzato materialmente l’impianto della corrente elettrica o del gas.

L’importante è che si tratti di un professionista iscritto all’albo per le competenze tecniche richieste e che abbia esercitato la professione almeno nei 5 anni precedenti nel settore che riguarda la dichiarazione.

Questo soggetto firma l’attestazione sotto la sua personale responsabilità dopo gli opportuni sopralluoghi ed accertamenti.

Per gli impianti che non sono vincolati alla presentazione di un progetto, la dichiarazione può essere rilasciata dal responsabile tecnico dell’impresa che ha realizzato l’impianto. In quest’ultimo caso, comunque, il responsabile firma la certificazione a titolo personale e non come impresa. Significa che risponderà lui in prima persona e non l’azienda per cui lavora di eventuali violazioni o negligenze.

Dichiarazione di rispondenza: come richiederla?

Se hai bisogno di ottenere una dichiarazione di rispondenza, ad esempio perché non trovi più o non hai mai avuto una dichiarazione di conformità sull’impianto della corrente elettrica o del gas, puoi rivolgerti ad un professionista con le caratteristiche sopra descritte per fartela rilasciare dopo le opportune verifiche.

Nel caso di un impianto nuovo o modificato di recente, la Di.Ri. va rilasciata obbligatoriamente al proprietario dell’immobile. Il professionista dovrà compilare questo modulo in ogni sua parte.


note

[1] D. M. n. 37/2008.

[2] L. n. 46/1990.

Immagine: Controllo impianto elettrico, autore LightField Studios


2 Commenti

    1. Grazie mille. Continua a seguirci! Sul nostro portale di informazione giuridica potrai trovare, ogni giorno, tantissime news su argomenti sempre attuali, volti ad aiutare il cittadino alla comprensione e alla risoluzione delle questioni che riguardano la vita quotidiana.

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